Coldiretti Modena News - Coldiretti Modena http://www.modena.coldiretti.it/ Fri, 18 May 2018 12:47:32 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.modena.coldiretti.it/ 60 LAVORO: CCIAA, PREMIO FEDELTA’ PER TRE SOCI COLDIRETTI Tre soci di Coldiretti hanno ricevuto il riconoscimento per la Fedeltà al lavoro e Progresso economico istituito dalla Camera di Commercio di Modena per celebrare e dare risalto a imprese e imprenditori della provincia di Modena con un’anzianità di almeno 40 anni di lavoro svolto nel medesimo settore di attività. A ricevere il premio dalle mani del vicepresidente della Camera di Commercio, Giancarlo Cerchiari, durante la cerimonia che si è tenuta domenica 13 maggio, sono stati Augusto Corradini, Achille Martini, Francesco Vezzelli. Augusto Corradini di Villanova coltiva principalmente vite per la produzione di lambrusco; fin da giovane è stato attivo nell'associazionismo con Coldiretti percorrendo tutti i livelli della vita organizzativa: dal movimento giovanile, passando per la presidenza della sezione di Modena fino a guidare per vent’anni l’Associazione pensionati. Achille Martini, della Societa' Agricola Martini di Gavello, inizia l’attività agricola da giovanissimo, dopo il servizio militare, dedicandosi alla coltivazione di cocomeri. Nel tempo si specializza nella coltivazione anche di meloni e orticole per poi allargare la produzione alle colture estensive e raggiungere una superficie aziendale di 300 ettari che oggi gestisce con il figlio. Francesco Vezzelli di Modena si dedica alla produzione di vino da 60 anni. Attualmente l’azienda si stende su 15 ettari di vigneto con i quali produce 110.000 bottiglie di vino all’anno; con attenzione alla tutela ambientale, ha di recente installato un impianto fotovoltaico che permette di produrre energia pulita per la gestione aziendale. “Ci congratuliamo con i nostri imprenditori che hanno raggiunto un traguardo così prestigioso – ha detto il Direttore di Coldiretti Modena, Giovanni Duò. E’ importante che queste esperienze di successo siano fatte conoscere al pubblico e che diventino un patrimonio condiviso. In particolare ci auguriamo che possano essere di stimolo ai molti giovani che oggi si affacciano all’agricoltura, perché sappiano che con tenacia, dedizione e professionalità si possono raggiungere risultati straordinari”. http://www.modena.coldiretti.it/lavoro-cciaa-premio-fedelta-per-tre-soci-coldiretti.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=118425488 Fri, 18 May 2018 12:47:32 GMT CORVI E STORNI SENZA FRENO SU FRUTTA PRIMAVERILE La pazienza degli agricoltori è ormai al limite per lo scempio che storni e corvi stanno facendo sulla frutta primaverile nei campi. Anche quest’anno i danni di questi uccelli rischiano di avviarsi sulla strada dello scorso anno quando i danni complessivi dei due tipi di uccelli hanno superato sul territorio regionale i 150 mila euro. È quanto afferma Coldiretti, che ha chiesto alla Regione di sollecitare l’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ad approvare i piani di controllo di questi dannosissimi uccelli. Mentre i vecchi piani di controllo provinciali che scadono a giugno o sono scaduti (secondo le province) appaiono ormai inadeguati, la Regione – informa Coldiretti Modena – ha provveduto a redigere per tempo il piano regionale di controllo per gli storni, che però non può essere applicato senza il benestare dell’Ispra, che non è ancora arrivato. I tempi burocratici – denuncia Coldiretti – non sono però compatibili con i tempi dell’agricoltura. Infatti sono in maturazione specie di frutta particolarmente prediletta da corvidi e storni, come le ciliegie, le susine, le albicocche, le fragole, ma anche colture estensive come il grano. Si tratta di colture ad alto valore aggiunto e ad alta manodopera, la cui perdita significa mettere a rischio il reddito e l’occupazione delle imprese. Le aziende agricole – spiega Coldiretti – sono penalizzate da due fattori: il primo è la difficoltà di contenere la sempre più rapida diffusione di questi uccelli, che si contano ormai in termini di milioni di esemplari; il secondo è la difficoltà ad ottenere i risarcimenti dagli enti pubblici, che hanno ancora tempi troppo lunghi. Quello dei danni alle colture agricole da corvidi e storni è un problema da affrontare concretamente e senza rallentamenti burocratici – afferma Coldiretti Modena– i cosiddetti interventi di prevenzione (reti di protezione, sagome di falco, ultrasuoni, detonatori temporizzati, nastri riflettenti) finanziati dalla Regione per ammissione della stessa amministrazione regionale, si sono rivelati insufficienti in quanto – spiega Coldiretti – producono un effetto dissuasivo temporaneo e molto limitato nel tempo. L’efficacia infatti si esaurisce rapidamente dando origine a forme di assuefazione basata sulla mancanza di esperienze negative successive all’allarme. Nonostante la comprovata inadeguatezza, l’agricoltore che ha subito un danno ha diritto al risarcimento solo se ha messo in atto questi sistemi. Per questo conclude Coldiretti è necessario avviare subito i piani di controllo a queste specie di uccelli e snellire gli interventi di risarcimento per le aziende danneggiate ed evitare così la perdita di valore aggiunto dell’agricoltura in Emilia Romagna. http://www.modena.coldiretti.it/corvi-e-storni-senza-freno-su-frutta-primaverile.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=118425288 Fri, 18 May 2018 12:39:22 GMT CIBUS: NO ALL’AUMENTO DELL’IVA No all’aumento delle aliquote Iva. È l’appello che Coldiretti Emilia Romagna ha lanciato nell’ultimo giorno del Cibus, la rassegna agroalimentare internazionale che si è svolta a Parma dal 7 al 10 maggio. Con la ripresa dei consumi ancora incerta – afferma Coldiretti regionale – occorre scongiurare il previsto aumento dell’Iva per non cadere in una pericolosa fase di recessione. Il rischio dell’aumento dell’Iva riguarda – continua Coldiretti Emilia Romagna – beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e il vino e la birra al 22%, tutte componenti importanti nei consumi delle famiglie con la spesa alimentare che – conclude Coldiretti – è la principale voce del budget familiare dopo l’abitazione. Nei quattro giorni della più importante rassegna agroalimentare internazionale, allo stand Coldiretti sono passati oltre 5 mila persone tra buyers e visitatori per prendere contatto con le aziende che esponevano le loro innovazioni produttive. Dal Parmigiano Reggiano “Ape” che salva le api, a quello extravecchio dell’azienda Bonat, dalla pasta di grano antico “Senatore” Cappelli di Bonifiche Ferraresi al vino di Spergola, vitigno recuperato della provincia reggiana, dall’alga Spirulina dell’azienda Bertolini Farm, al fungo crock della Valentina Funghi fino al vino dell’antico vitigno Ortrugo della cantina Valtidone, al Parmigiano di Vacche Rosse, all’Aceto Balsamico Tradizionale Dop di Modena dell’azienda Rossi Barattini, dagli Antichi salumi senza conservanti dell’azienda le terre del bio alle confetture di “Nonna Ebe”, dalla pasta 100 per cento italiano della Ghigi al condimento balsamico Pera dell’azienda Cipof. Due coocking show al giorno curati degli agrichef di Terranostra, l’associazione agrituristica di Coldiretti, hanno consentito a chi ha visitato lo stand di degustare le eccellenze dell’agroalimentare emiliano romagnolo. Eccellenze che sono state cucinate in cinque collegamenti video internazionali anche da chef di tutto il mondo, dal Kuwait alla Repubblica Ceca, da Milano a Singapore. Nell’ultima giornata della rassegna, ai fornelli si sono cimentati gli alunni dell’Istituto Alberghiero Scappi ” di Castel San Pietro Terme (Bologna), che aderiscono al progetto Coldidattica di Educazione alla Campagna Amica. I futuri utilizzatori dei prodotti enogastronomici si sono cimentati con le nuove produzioni dell’agricoltura emiliano- romagnola, proponendosi come intermediari professionali tra i produttori e i consumatori http://www.modena.coldiretti.it/cibus-no-all-aumento-dell-iva.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=118209110 Fri, 11 May 2018 19:09:30 GMT COLDIRETTI E FOCSIV CONTRO ACCAPARRAMENTO MONDIALE DEI TERRENI Gli agricoltori e i consumatori a fianco di tutti i contadini del mondo per difendere chi lavora la terra, contro il suo abbandono, l’accaparramento delle terre, il caporalato e la schiavitù generata da chi sottopaga i prodotti agricoli e il lavoro nei campi. È quanto avverrà a partire dal prossimo fine settimana, e fino al 12 maggio, anche nella Bottega Italiana Garden Vivai Morselli via Statale 125 a Medolla. Lo comunica Coldiretti Modena, ricordando che l’iniziativa rientra nella sedicesima campagna nazionale “Abbiamo riso per un cosa seria”, a favore dell'agricoltura familiare in Italia e nel mondo, promossa da Focsiv, Volontari nel Mondo, insieme con Coldiretti e Campagna Amica per arrivare nelle piazze italiane con il tradizionale pacco di riso 100% italiano, messo a disposizione da Fdai, Firmato dagli Agricoltori Italiani, e offerto il 5 e 6 maggio in 1.000 piazze, parrocchie e mercati di Campagna Amica dagli oltre 3.000 volontari Focsiv, per una donazione minima di 5,00 Euro. Il ricavato – ricorda Coldiretti – sarà destinato a sostenere l’agricoltura familiare in 40 progetti nel mondo, compresa l’Italia, dove sarà sostenuta l’iniziativa “Campi Ri-Aperti” progetto formativo di agricoltura sociale alle porte di Roma, promosso da Casa Scalabrini 634, che accoglie i migranti fornendo una formazione in vari settori, tra cui quello dell’attività in una azienda agricola. Fino al 6 maggio, tutti i progetti – informa Coldiretti Modena – potranno essere sostenuti anche con un Sms da cellulare o con una telefonata da rete fissa al 45589. La necessità di difendere e sostenere l’agricoltura familiare – commenta Coldiretti – è fondamentale per ridare spazio ad una agricoltura che è l’unica che può difendere dalla fame intere popolazioni e sostenerne lo sviluppo in alternativa all’accaparramento dei terreni da parte di grandi gruppi che dall’inizio del terzo millennio, secondo il rapporto “i padroni della terra” di Coldiretti e Focsiv, si sono impossessati in tutto il mondo di ben 68 milioni di ettari equivalenti ad una superficie 8 volte superiore a quella del Portogallo, sottraendola alle comunità locali e privandole dell’accesso a risorse indispensabili per lo sviluppo, con la conseguenza che è di nuovo in aumento il numero di coloro che soffrono la fame, che, secondo i dati dell’Onu, oggi sono circa 815 milioni di persone. L’iniziativa di Focsiv, Coldiretti e Campagna Amica, anche per questa edizione, si avvale del Patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e della diffusione nei Centri Missionari Diocesani della CEI, grazie alla collaborazione con l’8x1000 alla Chiesa Cattolica e UBI Banca. http://www.modena.coldiretti.it/coldiretti-e-focsiv-contro-accaparramento-mondiale-dei-terreni.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=118208915 Fri, 11 May 2018 19:00:54 GMT MONS. CASTELLUCCI IN VISITA AGLI UFFICI COLDIRETTI MODENA Si è svolta in un clima di cordialità e cortesia la visita di Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo di Modena e Nonantola, agli uffici di Coldiretti Modena. Il Vescovo accolto dal Presidente di Coldiretti Modena, Francesco Vincenzi, e dal Direttore, Giovanni Duò, ha incontrato il personale dell’Organizzazione e impartito la benedizione ai presenti e agli uffici. L’appuntamento è stato l’occasione anche per un colloquio tra l’Arcivescovo e i dirigenti di Coldiretti durante il quale sono stati affrontati diversi argomenti: dai progetti di Coldiretti per lo sviluppo della filiera italiana a sostegno delle imprese del territorio fino ad un’analisi più ampia della situazione economica e sociale del Paese. http://www.modena.coldiretti.it/mons-castellucci-in-visita-agli-uffici-coldiretti-modena.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=118208690 Fri, 11 May 2018 18:52:24 GMT FRAGOLA DAY CON CAMPAGNA AMICA E GELATERIA REMONDINI Nel gelato o nei frullati, con lo yogurt o la panna, con zucchero e limone o al naturale, appena colte dal campo: saranno le fragole la protagoniste assolute del Fragola day organizzato da Campagna Amica con la Gelateria Remondini di Piazza Roma e in programma sabato 12 maggio (nel pomeriggio) e domenica 13 (per tutta la giornata) Grazie alla presenza in piazza Roma dell’Azienda Agricola Ferrarini di Massa Finalese, del circuito di Campagna Amica, il frutto preferito dai bambini, ma che annovera golosi estimatori anche fra gli adulti, sarà offerto all’assaggio dei modenesi per far gustare il sapore dei frutti provenienti direttamente dalla campagna, al giusto punto di maturazione che esalta sapore e qualità organolettiche. Le fragole saranno contemporaneamente protagoniste dei gelati e delle altre fantasiose preparazioni ideate dal Mastro gelatiere della Gelateria Remondini. La gelateria Remondini di piazza Roma a Modena - ricorda Coldiretti – fa parte del circuito di “Campagna Amica nel gelato” che identifica le gelaterie che propongono gusti espressione del territorio, ottenuti da prodotti a km0 della rete di Campagna Amica, naturali e senza conservanti coadiuvanti di origine chimica, coloranti e aromi chimici. http://www.modena.coldiretti.it/fragola-day-con-campagna-amica-e-gelateria-remondini.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=118208604 Fri, 11 May 2018 18:46:05 GMT CORTE UE: OK A PIADINA ROMAGNOLA IN CANADA E GIAPPONE Siamo di fronte ad una evidente contraddizione con la Corte Ue che impedisce la produzione della piadina Igp fuori dalla Romagna dopo che l’Unione Europea ha firmato accordi di libero scambio che non prevedono per lo stesso prodotto nessuna tutela, dal Canada al Giappone. E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna in riferimento alla sentenza del Tribunale Ue che, respingendo il ricorso di una azienda italiana, ha chiarito che la “Piadina romagnola Igp”, industriale o artigianale, va prodotta in Romagna" perché "il consumatore associa l'immagine della piadina romagnola, a prescindere dalle modalità artigianali o industriali di realizzazione, al territorio della Romagna". Un principio che non viene rispettato dagli accordi di libero scambio siglati dall’Unione Europea dove al contrario – denuncia Coldiretti – si sta legittimando la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, compresa la piadina romagnola. Se l’accordo con il Giappone – sottolinea Coldiretti regionale – prevede infatti la protezione di appena 18 indicazioni geografiche italiane agroalimentari sul totale di 293 (appena il 6%) e 28 vini e alcolici sul totale delle 523 denominazioni di origine e indicazioni geografiche riconosciute in Italia (5%), quello con il Canada ne protegge solo il 15% con il via libero esplicito alle imitazioni locali che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele, ma – conclude Coldiretti – sarà anche liberamente prodotto e commercializzato dal Canada il Parmigiano Reggiano con la traduzione di Parmesan. http://www.modena.coldiretti.it/corte-ue-ok-a-piadina-romagnola-in-canada-e-giappone.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=117579321 Tue, 24 Apr 2018 10:45:00 GMT ANDREA DEGLI ESPOSTI ELETTO AL VERTICE DI COLDIRETTI GIOVANI IMPRESA Andrea Degli Esposti, 30 anni, di Monghidoro è il nuovo delegato di Coldiretti Giovani Impresa dell’Emilia Romagna. Lo comunica Coldiretti regionale, sottolineando che il nuovo delegato, eletto all’unanimità dall’assemblea dei giovani Coldiretti provenienti da tutta la regione, assume la guida della maggiore associazione giovanile agricola nell’anno in cui il settore primario è l’unico che frena la crisi delle imprese giovanili regionali. In Emilia Romagna, infatti – rileva Coldiretti regionale – le aziende under 35 in generale sono diminuite nel 2017 di 1.559 unità, pari ad una riduzione del 4,8%. Sulla base dei dati dell’Unione regionale delle Camere di Commercio, le aziende guidate da giovani nel settore agricolo – informa Coldiretti Emilia Romagna – sono invece passate dalle 2.288 del 2016 alle 2.351 al 31 dicembre 2017, con una crescita del 2,8%, a conferma dell’attrazione che l’attività nei campi esercita sui più giovani. Una tendenza che potrebbe essere destinata ad aumentare visto che l’Italia all’inizio di aprile ha scelto di incrementare da 37 a 74 milioni i euro i finanziamenti derivati dalla Politica agricola comune (Pac) per favorire l’insediamento nei campi. Degli Esposti – informa Coldiretti Emilia Romagna – è un imprenditore “di ritorno” in agricoltura: a diciotto anni ha deciso di lasciare Bologna e di giocare la sua vocazione imprenditoriale recuperando l’attività dell’azienda agricola del nonno dopo anni di abbandono, ristrutturando il borgo settecentesco di La Martina sulle colline bolognesi in comune di Monghidoro. A ventidue anni ha ottenuto i finanziamenti per il primo insediamento ed oggi conduce un’azienda di 80 ettari, impostata a criteri di multifunzionalità, con un allevamento biologico di mucche da carne, la vendita diretta dei suoi prodotti attraverso il circuito di Campagna Amica e l’attività agrituristica, con ristorazione e pernottamento, dove svolge serate a tema ed escursioni a piedi o a cavallo nel parco “La Martina” sull’Appennino bolognese. Il nuovo delegato, nel ringraziare Andrea Minardi, che l’ha preceduto alla guida dei giovani di Coldiretti Emilia Romagna, ha indicato tra gli obiettivi del suo mandato “l’incremento della formazione dei giovani imprenditori, la cui presenza – ha detto – è in costante crescita nel settore agricolo come dimostra anche l’aumento delle domande di primo insediamento del Piano di sviluppo rurale”. Degli Esposti, alla luce della sua personale esperienza, ha dichiarato la sua piena disponibilità a “mettersi al servizio dei giovani che vorrebbero impegnare il loro futuro in agricoltura, pronto a sostenerli, insieme con gli uffici Coldiretti, nel cogliere le opportunità che la legge di Orientamento offre per la multifunzionalità delle aziende agricole, per l’accesso ai finanziamenti e, soprattutto, nel superamento delle tante difficoltà burocratiche per avviare una propria impresa”.   http://www.modena.coldiretti.it/andrea-degli-esposti-eletto-al-vertice-di-coldiretti-giovani-impresa.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=117548845 Mon, 23 Apr 2018 11:57:38 GMT UE, OCCASIONE PERSA PER ETICHETTA MADE IN ITALY La Commissione Europea ha perso l’occasione per combattere il fake a tavola con una etichetta trasparente che indichi obbligatoriamente l’origine degli ingredienti impiegati in tutti gli alimenti come chiede la stragrande maggioranza dei cittadini europei e l’82% degli italiani, secondo la consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al regolamento esecutivo approvato dal Comitato tecnico in riferimento al regolamento (UE) n. 1169/2011, che entrerà in vigore nell’aprile 2020. Pronunciandosi a favore dell’etichettatura di origine rimessa, di fatto, all’arbitraria decisione degli operatori alimentari, ancora una volta la Commissione – denuncia la Coldiretti - ha scelto un compromesso al ribasso che favorisce gli inganni e impedisce scelte di acquisto consapevoli per i consumatori europei. In sostanza, la scelta volontaria di etichettatura lascia spazio a margini di incertezza interpretativa costituendo l’occasione per promuovere molteplici contenziosi e ridurre le aspettative di trasparenza dei consumatori. Grazie all'azione di Coldiretti l’Italia si è dotata di una legislazione nazionale di avanguardia che sarà peraltro rafforzata a partire dal 9 maggio dal nuovo decreto legislativo sulle sanzioni che prevede multe da 2 mila a 16 mila euro in caso di mancata indicazione dell’origine. Le norme italiane, che prevedono l’obbligo di indicare l’origine in etichetta dei derivati del latte, del grano nella pasta, riso e nei derivati pomodoro, si aggiungono a quelle europee dove – continua la Coldiretti – il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca, al primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto. Un percorso scelto anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania e Romania e per ultimo anche dalla Spagna che, come l'Italia, hanno adottato norme nazionali per garantire la trasparenza dell'informazione in etichetta. Nei due anni che mancano all’entrata in vigore del nuovo regolamento comunitario la Coldiretti si impegna a dare battaglia con l’avvio di una mobilitazione popolare nei confronti dell’Unione Europea per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l’economia, bloccare le speculazioni e difendere l’agricoltura italiana. La raccolta di firme è stata avviata da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica in ogni farmers’ market d’Italia e on line sui siti www.coldiretti.it e www.campagnamica.it ma sono previste anche iniziative lungo tutta la Penisola. http://www.modena.coldiretti.it/ue-occasione-persa-per-etichetta-made-in-italy.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=117461440 Fri, 20 Apr 2018 18:41:50 GMT MODENA: I SINDACI DICONO #STOPCIBOFALSO I Sindaci modenesi dicono “stop al cibo falso”: è stata infatti sottoscritta da tutti i 47 primi cittadini modenesi la petizione promossa da Coldiretti per chiedere al Parlamento Europeo consumatori di conoscere da dove arriva il cibo che portano in tavola.”Con un prodotto alimentare su quattro che non riporta obbligatoriamente l’origine in etichetta, dai salumi alle marmellate, dai ragù ai sottoli, dal succo di frutta al pane fino al latte in polvere per bambini la mobilitazione popolare si rivolge all’Unione Europea per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l’economia, bloccare le speculazioni e difendere l’agricoltura italiana. Nonostante i passi in avanti, infatti, permangono ancora ampie zone d’ombra e ogni giorno rischiano di finire nel piatto alimenti di bassa qualità e origine incerta che mettono a rischio la salute. L’obiettivo della raccolta firme - informa Coldiretti Modena - è dare la possibilità a livello europeo di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti dopo che l’Italia, affiancata anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania e Romania, ha già adottato decreti nazionali per disciplinarlo in alcuni prodotti come latte e derivati, grano nella pasta e riso. Una scelta che – evidenzia Coldiretti - ha spinto la Commissione Europea ad avviare con quattro anni di ritardo una consultazione pubblica sulle modalità di indicazione dell’origine in etichetta come previsto dal regolamento europeo sulle informazioni ai consumatori n.1169/2011, entrato in vigore nel dicembre 2013. “Adesso occorre vigilare affinché la normativa comunitaria risponda realmente agli interessi dei consumatori e non alle pressioni esercitate dalle lobbies del falso Made in Italy che non si arrendono e vogliono continuare ad ingannare i cittadini cercando di frenare nel nostro Paese l’entrata in vigore di norme di trasparenza e di grande civiltà” conclude il direttore di Coldiretti Modena. E’ possibile sostenere la raccolta di firme rivolta al Presidente del Parlamento Europeo in ogni Mercato di Campagna Amica della provincia, negli uffici Coldiretti e on line sui siti www.coldiretti.it e www.campagnamica.it. http://www.modena.coldiretti.it/modena-i-sindaci-dicono-stopcibofalso.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=117324623 Mon, 16 Apr 2018 13:15:58 GMT ALLE PRIMARIE RODARI LA FESTA DEGLI ALBERI NELLE SCUOLE Con la messa a dimora di un esemplare (Prunus Avium) più comunemente.conosciuto come “Ciliegio Durone Nero di Vignola”, è stata celebrata oggi alle primarie Rodari di Modena la Festa degli alberi nelle scuole promossa da Fondazione Campagna Amica di Coldiretti per far conoscere ai più piccoli l’importanza degli alberi nei cicli naturali ed educarli a una più profonda conoscenza delle colture locali. L’albero, simbolo tangibile del rinnovamento della primavera, è stato accolto dall’entusiasmo degli oltre 600 alunni riuniti nel parco della scuola in occasione della tradizionale festa che il plesso - informa Coldiretti - celebra ormai da 14 anni per celebrare l’inizio della nuova stagione. “Con questa iniziativa - sottolinea il Direttore di Coldiretti Modena, Giovanni Duò – vogliamo aiutare le nuove generazioni ad essere consapevoli del valore degli alberi che ci aiutano a creare un ambiente migliore e più vivibile. Abbiamo donato alla scuola una pianta perché i ragazzi se ne prendano cura e diventi uno stimolo per conoscere il ritmo delle stagioni, le innumerevoli specie di alberi del nostro territorio, il ciclo produttivo degli alberi da frutto e tutte le tradizioni legate a questi nostri preziosi alleati.” Coldiretti crede fortemente nell’educazione dei giovani per crescere cittadini consapevoli e rispettosi dell’ambiente che li circonda. Per questo propone ogni anno alle scuole “Educazione alla Campagna Amica”, il progetto per far conoscere l’agricoltura e il mondo rurale attraverso incontri, materiale didattico e visite guidate nelle aziende agricole e che vede coinvolti per il 2018 più di 600 studenti in tutto il territorio provinciale- Al termine della manifestazione - informa Coldiretti Modena - i ragazzi hanno lanciato verso il cielo centinaia di palloncini colorati recanti un messaggio di pace. http://www.modena.coldiretti.it/alle-primarie-rodari-la-festa-degli-alberi-nelle-scuole.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=117236660 Fri, 13 Apr 2018 17:19:31 GMT LA FESTA DEGLI ALBERI NELLE SCUOLE E’ in programma domani venerdì 13 aprile 2018 dalle ore 10.30 alla scuola primaria Rodari di Modena in via Magenta 55 la Festa degli alberi nelle scuole promossa da Fondazione Campagna Amica di Coldiretti per far conoscere ai più piccoli l’importanza degli alberi nei cicli naturali ed educarli a una più profonda conoscenza delle colture locali. Per l’occasione Coldiretti Modena pianterà nel parco della scuola un esemplare di Ciliegio Durone Nero di Vignola (Prunus Avium). L’evento – ricorda Coldiretti Modena - si inserisce nella tradizionale festa di primavera della scuola che quest’anno ha per tema “Piantare un albero, regalare una speranza” e che vede, come tradizione ormai ultradecennale, il lancio di centinaia di palloncini colorati con messaggi di pace. http://www.modena.coldiretti.it/la-festa-degli-alberi-nelle-scuole.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=117212052 Thu, 12 Apr 2018 18:36:52 GMT LATTE: STOP A FAR WEST SU PREZZO E CONTRATTI Stop al far west sui contratti per il latte. E’ quanto chiede la Coldiretti di fronte alle comunicazioni di unilaterali di variazione al ribasso del prezzo alla stalla, o di riduzione delle quantità richieste rispetto agli accordi presi, che le industrie stanno mandando agli allevatori e che mettono a rischio la sopravvivenza e il lavoro di oltre 30mila aziende agricole (4.000 in Emilia Romagna), senza considerare l’indotto. Si tratta – spiega la Coldiretti – di una situazione generata anche dalla pratica fuori legge ma ancora in uso di stipulare intese verbali e di durata inferiore ai 12 mesi per la quale si chiede l’intervento degli organismi di controllo del Ministero delle Politiche Agricole insieme all’attivazione di tutte le contromisure legali disponibili in caso di necessità. La legge 91 del luglio 2015 – ricorda Coldiretti – prevede infatti l’obbligo di contratti scritti della durata minima di 12 mesi. E proprio ai sensi della normativa vigente alla Coldiretti continuano ad affluire le deleghe firmate dai singoli allevatori che incaricano l’organizzazione a rappresentarli sia di fronte alle industrie in sede di trattative per il prezzo sia di fronte ai magistrati nel caso scoppiasse una vera e propria guerra giudiziaria con le aziende di trasformazione. Le modifiche unilaterali al ribasso del prezzo del latte – afferma Coldiretti – vanno contro una situazione di mercato che invece offre segnali positivi, a partire dalle quotazioni del Parmigiano Reggiano che con stagionatura a 18 mesi sulla Borsa di Parma ha toccato il record di 10,63 euro al chilo, la quotazione più alta registrata negli ultimi cinque anni. Volano anche i valori del burro che ha toccato i 4,80 euro al chilo con un progresso del 10,47% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un trend accompagnato anche da un aumento del 12,5% della spesa delle famiglie. In progresso anche il latte spot (quello venduto al di fuori dei normali contratti di fornitura) che alla Borsa di Lodi, principale piazza di riferimento italiana, ha ripreso a crescere con un balzo di quasi il 7% nell’ultimo mese. Come se non bastasse – continua Coldiretti – mai così tanto formaggio italiano è stato consumato all’estero come nel 2017 che ha fatto segnare un record storico con l’aumento del 6% in quantità rispetto allo scorso anno che ha portato a ben il 63% l’incremento delle spedizioni nel corso di un decennio, come in Francia dove è diretto quasi un quarto del totale esportato (23%), in Germania che si colloca al secondo posto tra i principali clienti, in Gran Bretagna e negli gli Stati Uniti dove nell’ultimo anno si è verificato un aumento del 10% delle spedizioni. In cima alla lista dei formaggi italiani più richiesti all’estero – sottolinea Coldiretti – ci sono proprio il Grana Padano ed il Parmigiano Reggiano, che oltre a essere punti riferimento importanti per il prezzo del latte italiano, in quantità rappresentano il 21% del totale esportato e che guidano la lista del 51 formaggi italiani che hanno avuto il riconoscimento dell’Unione Europea come denominazione di origine (Dop/Igp) a partire dal Pecorino Romano, dal Gorgonzola e dalla mozzarella di Bufala Campana e che fanno segnare volumi importanti nell’export. A fronte di una situazione di mercato che vede crescere il Made in Italy a tavola in tutto il mondo – conclude Coldiretti – non è accettabile un atteggiamento delle industrie che cerca di speculare al ribasso sul prezzo del latte mettendo a rischio un intero settore produttivo sul quale si basa una parte importante dello slancio dell’economia italiana sui mercati internazionali. http://www.modena.coldiretti.it/latte-stop-a-far-west-su-prezzo-e-contratti.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=117168597 Wed, 11 Apr 2018 15:58:02 GMT SCATTA OBBLIGO DI INDICARE STABILIMENTO IN ETICHETTA Scatta da oggi l’obbligo di indicare nell’etichetta degli alimenti la sede e l'indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento. Lo rende noto Coldiretti Emilia Romagna nel sottolineare l’entrata in vigore il 5 aprile del Decreto Legislativo 15 settembre 2017 n. 145, dopo 180 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale n. 235 del 7 ottobre 2017. Una norma – sottolinea Coldiretti regionale – che consente di verificare se un alimento è stato prodotto o confezionato in Italia sostenuta, secondo la consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole, dall’84% dei consumatori che ritengono fondamentale conoscere, oltre all’origine degli ingredienti, anche il luogo in cui è avvenuto il processo di trasformazione. Con l’obbligo – informa Coldiretti Emilia Romagna – arrivano anche sanzioni, in caso di inadempimento, che vanno da 2.000 euro a 15.000 euro. si tratta di un altro passo avanti – commenta Coldiretti regionale – sul fronte della trasparenza dell’origine dei prodotti agroalimentari. Insieme allo stabilimento di lavorazione – sostiene Coldiretti – va al più presto prevista l’indicazione obbligatoria in etichetta per tutti gli alimenti anche dell’origine degli ingredienti che è di gran lunga considerato l’elemento determinate per le scelte di acquisto dal 96% dei consumatori. Una battaglia per la trasparenza condotta dalla Coldiretti che ha portato molti risultati anche se – continua la Coldiretti – oltre 1/4 della spesa degli italiani è ancora anonima con l’etichetta che non indica la provenienza degli alimenti, dai salumi ai succhi di frutta fino alla carne di coniglio. Due prosciutti su tre venduti oggi in Italia provengono da maiali allevati all’estero senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta dove non è ancora obbligatorio indicare l’origine. Per questo la Coldiretti ha avviato una mobilitazione popolare #stopcibofalso nei confronti dell’Unione Europea per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l’economia e bloccare le speculazioni. La raccolta delle firme, rivolta al Presidente del Parlamento Europeo, è in piena attività in Emilia Romagna nei mercati e nelle aziende didi Campagna Amica e viene promossa da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica in ogni farmers’ market d’Italia e on line sui siti www.coldiretti.it e www.campagnamica.it. L’obiettivo è dare la possibilità a livello europeo di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti dopo che l’Italia, affiancata anche da Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania e Romania, ha già adottato decreti nazionali per disciplinarlo in alcuni prodotti come latte e derivati, grano nella pasta e riso. http://www.modena.coldiretti.it/scatta-obbligo-di-indicare-stabilimento-in-etichetta.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=117003231 Fri, 06 Apr 2018 18:09:03 GMT ARRIVA IL PREMIO START UP IN AGRICOLTURA Per incentivare e sostenere le idee innovative, l’attività di ricerca e diversificazione, la capacità di sfidare la globalizzazione arriva il premio per l’innovazione dedicato alle giovani start up nelle campagne italiane. A darne notizia è Coldiretti Modena nel sottolineare che il premio punta i riflettori sulla capacità di utilizzare l’innovazione per dare lustro alle tradizioni e ai prodotti locali, così come il ruolo dell’imprenditore per la tutela e l’arricchimento del territorio, e degli enti che sostengono il loro lavoro. Cibo, agricoltura e innovazione, ma non solo. Il mondo agroalimentare – spiega Coldiretti Modena – ha molte sfaccettature e diramazioni, che vanno a toccare e legarsi a molti altri settori, dal design al turismo. Sei le categorie di concorso. La prima, “Impresa3.Terra”, premierà i progetti di quelle giovani aziende agroalimentari che hanno creato una cultura d’impresa esemplare, riuscendo a incanalare creatività, originalità e grande abilità progettuale per lo sviluppo e la crescita dell’agricoltura italiana coniugando tradizione e innovazione. La categoria “Campagna Amica” – continua Coldiretti – valorizzerà i prodotti tipici italiani su scala locale, nazionale e mondiale, rispondendo alle esigenze dei consumatori in termini di sicurezza alimentare, qualità e tutela ambientale. “Sostenibilità” ambientale è la parola d’ordine di quei progetti che promuovono un modello di sviluppo sostenibile, riducendo al minimo la produzione di rifiuti, risparmiando energia e materiali attraverso processi che tutelano l’ambiente. “Fare Rete” prende in esame quei modelli di imprese, cooperative, consorzi agrari, società agricole e start up, capaci di creare reti sinergiche in grado di massimizzare i vantaggi delle aziende agroalimentari e del consumatore finale. Si tratta – rileva Coldiretti Modena – di progetti promossi nell’ambito di partenariati variegati, che coniugano agricoltura e tecnologica così come artigianato tradizionale e mondo digitale, arrivando fino agli ambiti del turismo, del design e di ricerca accademica. “Noi per il sociale” promuove quei progetti volti a rispondere a bisogni della persona e della collettività, grazie alla capacità di trasformare idee innovative in servizi e prodotti destinati a soddisfare esigenze generali e al tempo stesso creare valore economico e sociale. A questa sezione – spiega Coldiretti Modena – possono partecipare Enti Pubblici, Cooperative e Consorzi capaci di creare sinergia con realtà agricole a fini sociali. Solo per questa categoria l’età non è vincolante. “Creatività”, infine, centra l’attenzione sull’originalità di idea, di prodotto e di metodo. Le iscrizioni sono aperte fino al 15 aprile 2018 e si possono presentare attraverso il sito web http://giovanimpresa.coldiretti.it. Per informazioni: Segreteria Coldiretti Giovani Impresa Modena 059 3165711 – modena@coldiretti.it. http://www.modena.coldiretti.it/arriva-il-premio-start-up-in-agricoltura.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116966074 Thu, 05 Apr 2018 16:28:06 GMT DOLCI, 6 FAMIGLIE SU 10 SCELGONO LA COLOMBA Sei famiglie su dieci dell’Emilia Romagna porteranno in tavola la colomba pasquale, che contende all’uovo di cioccolato lo scettro del dolce più consumato per le prossime festività pasquali. È quanto afferma Coldiretti Modena sottolineando che sulle tavole della nostra regione saranno consumate circa il 10 per cento dei 27 milioni di pezzi di colombe consumate in tutta Italia. In particolare – secondo Coldiretti– cresce la passione per la colomba artigianale, la cui offerta quest’anno si arricchirà della prima colomba prodotta con grano 100 per cento italiano frutto della collaborazione tra Sis, Società Italiana Sementi di Bologna, Molini Pivetti Spa di Cento (Ferrara), la cooperativa Deco Industrie di Bagnacavallo (Ravenna) e della Coprob (Cooperativa produttori bieticoli) di Minerbio (Bologna) che produce zucchero tutto italiano. La colomba è stata prodotta con una ricetta artigianale di alta pasticceria, utilizzando farina ottenuta dal grano “Giorgione” selezionato, coltivato, raccolto e macinato in Italia. Se alla colomba spetta il posto principale – ricorda Coldiretti – non mancheranno però dolci delle tradizioni locali come il Bensone, dolce pasquale modenese che sembra abbia preso il nome da “pane della benedizione”. Al termine del periodi di magro della Quaresima, sulle tavole – informa Coldiretti Modena – tornano anche i piatti più ricchi e appetitosi della tradizione emiliana. Tra i primi piatti trionfano le lasagne, con qualche alternativa di paste ripiene tipiche di alcune province dell’Emilia (come i e i tortellini a Modena e Bologna e i cappelletti a Reggio), con la prevalenza di un piatto in brodo in Romagna, spesso passatelli, ma anche la “tardura”, termine che in romagnolo significa “tritatura”, una pasta in brodo che ha ingredienti simili a quelli dei passatelli (uova sbattute, pangrattato, parmigiano) ma che viene realizzata mescolando gli ingredienti che poi vengono versati nel brodo di carne, ottenendo un minestra fatti di piccoli grumi. Il secondo piatto è costituito prevalentemente dall’agnello che nella tradizione regna soprattutto sulle tavole della Romagna, ma che più di recente ha fatto l’ingresso anche in Emilia dove però non manca il recupero di una tradizione più antica, legata a piatti di coniglio alla cacciatora e alla faraona arrosto. Il coniglio alla cacciatora e in porchetta è una tipica pietanza pasquale nel riminese, in alternativa dall’agnello. Il tutto innaffiato con vino locali, dal Lambrusco al Gutturnio, dall’Ortrugo al Sangiovese, passando per l’Albana, il Pignoletto e la Malvasia. Circa l’80% delle famiglie dell’Emilia Romagna – stima Coldiretti – consumerà il pranzo pasquale in casa, ma non mancheranno i turisti che vogliono celebrare la primavera in agriturismo, soprattutto, nel giorno di Pasquetta, dedicato tradizionalmente alle scampagnate. Secondo Coldiretti, nel periodo pasquale nei 1.200 agriturismi della regione sono attesi circa 25 mila visitatori che coglieranno così l’occasione per riassaporare i piatti della tradizione locale legati alle feste di Pasqua. Per scegliere l'agriturismo giusto – ricorda Coldiretti – il consiglio è quello di preferire aziende accreditate da associazioni e di rivolgersi su internet a siti come www.terranostra.it o www.campagnamica.it, dove è possibile anche scaricare l’App farmersforyou, in versione italiana e inglese, che permette di scegliere gli agriturismi dove poter soggiornare nei più bei paesaggi della campagna emiliano-romagnola ed anche italiana, i mercati di Campagna Amica, le fattorie e le botteghe dove poter comprare il vero made in Italy agroalimentare, ma anche i ristoranti che offrono menù con prodotti acquistati direttamente dagli agricoltori di Coldiretti. http://www.modena.coldiretti.it/dolci-6-famiglie-su-10-scelgono-la-colomba.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116769623 Fri, 30 Mar 2018 13:21:30 GMT GIOVANI, PER GLI SGRAVI INPS OK ALL’ESONERO INDIVIDUALE I coltivatori diretti di età inferiore ai 40 anni non sono più obbligati a richiedere gli sgravi contributivi previsti dalle ultime due leggi di bilancio per l’intero nucleo familiare: la domanda di esonero può essere richiesta per il solo titolare o per alcuni componenti. In questo modo si evita il rischio di vanificare le agevolazioni che devono rispettare il limite degli aiuti “de minimis” pari a 15mila euro in tre anni. Nel caso in cui si supera tale massimale infatti gli aiuti non possono essere concessi. L’importante precisazione è contenuta nella circolare Inps n. 32 del 22 febbraio 2018 che accoglie così una richiesta della Coldiretti. Le Leggi di Bilancio 2017 e 2018 hanno introdotto l’agevolazione per imprenditori agricoli professionali (Iap) e coltivatori diretti under 40 che prevede il versamento di contributi ridotti del 100% per i primi 36 mesi, del 66% per ulteriori 12 mesi e del 50% per un altro anno, senza impatti sulla pensione. L’obbligo per i coltivatori diretti di applicare lo sgravio per l’intero nucleo familiare, come ha precisato l’Inps nella circolare, rischia di comportare effetti distorsivi inficiando di fatto il super sconto. Per questo – scrive l’Inps “si reputa opportuno precisare che il coltivatore diretto richiedente può modulare la propria domanda di ammissione al beneficio specificando se l’esonero sia richiesto per l’intero nucleo familiare ovvero solo per se stesso in qualità di titolare e per alcuni componenti il nucleo familiare”. La circolare precisa inoltre che le eventuali variazioni del nucleo familiare intervenute successivamente all’accoglimento delle domande non producono effetti sul beneficio concesso. Per quanto riguarda le domande presentate lo scorso anno e respinte per il superamento del “de minimis” sarà possibile presentare una nuova istanza entro il 31 marzo 2018. Nei nuovi modelli è presente un’apposita sezione denominata “Dichiarazione elenco soggetti iscritti” contenente i componenti del nucleo già selezionati come beneficiari dell’esonero e in tale sezione il richiedente può deselezionare i soggetti per i quali non intende chiedere il beneficio o inserirne di nuovo. Il titolare non può essere “deselezionato”. Per le istanze di esonero accettate, vi è però l’impegno da parte del titolare dell’azienda di comunicare, in modalità telematica, gli aiuti in regime “de minimis” che la stessa azienda dovesse ricevere successivamente. Il modello da utilizzare per tali comunicazioni su nuovi aiuti, denominato “Esonero contributivo per CD e IAP – De Minimis”, sarà disponibile nel Cassetto Previdenziale Autonomi Agricoli a partire dal 15 marzo. http://www.modena.coldiretti.it/giovani-per-gli-sgravi-inps-ok-all-esonero-individuale.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116563542 Fri, 23 Mar 2018 15:03:06 GMT GIUSEPPE SCORZONI E' NUOVO PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE PENSIONATI DI COLDIRETTI MODENA Giuseppe Scorzoni, 58 anni di Montese, è il nuovo presidente dell’Associazione pensionati di Coldiretti Modena. La nomina è avvenuta nel corso dell’assemblea che ha visto eleggere oltre al presidente anche gli otto membri del consiglio in rappresentanza degli otre 7.000 iscritti all’associazione che tutela i pensionati coltivatori diretti oltre ai pensionati di tutte le categorie di lavoratori che gravitano nel mondo agricolo e rurale. Scorzoni riceve il testimone da Augusto Corradini che ha guidato l’associazione per vent’anni. “La nostra categoria: ha ancora tanto da offrire alla società - ha detto il neo eletto presidente – i pensionati sono diventati in molti casi il vero sostegno delle famiglie sia per quanto riguarda la cura dei figli ma spesso anche, purtroppo, per l’aspetto economico. Per questo assicuro fin d’ora il mio impegno per cercare risposte alle necessità dei tanti pensionati che dopo una vita dedicata al lavoro meritano attenzione e rispetto. Con tutto il consiglio mi metto inoltre a disposizione dell’Organizzazione per continuare nella costruzione del rapporto con la società civile a favore dei pensionati, delle aziende agricole e dei cittadini”. Una prima risposta alle necessità della categoria – sottolinea Coldiretti Modena – è arrivata con lo stop al pagamento dell'Imu sui terreni per gli agricoltori pensionati dopo che il Dipartimento delle Finanze ha accolto le richieste dell'organizzazione di garantire l'esenzione dalla tassa anche per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali (Iap) pensionati iscritti alla previdenza agricola che continuano a condurre le loro aziende. L’assemblea dell’Associazione Pensionati di Coldiretti Modena ha eletto anche il nuovo consiglio che risulta così composto: Augusto Corradini (vicepresidente), Lorenzo Setti (vicepresidente), Elisabetta Balboni, Giacomo Ghiselli, Luisa Lambertini, Ivaldo Serafini, Ivo Tassi, Dino Venturi. http://www.modena.coldiretti.it/giuseppe-scorzoni-e-nuovo-presidente-dell-associazione-pensionati-di-coldiretti-modena.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116560135 Fri, 23 Mar 2018 15:02:41 GMT ARRIVA IL PRIMO RISO “AROMATICO” 100% MADE IN ITALY FRUTTO DI RICERCA SIS E DI FILIERA CON RISICOLTORI E RISO GALLO È in arrivo il primo riso “basmati” tutto made in Italy. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna informando che la nuova varietà, denominata “Giglio” (il termine Basmati non può essere usato per un riso italiano), è stata selezionata dalla Società Italiana Sementi (Sis) in collaborazione con Coldiretti, Fir, l’associazione dei risicoltori della Filiera italiana riso, e Riso Gallo, storica azienda leader di mercato. Si tratta –– afferma Coldiretti regionale – di una varietà interamente frutto dell’attività di ricerca di Sis, simile al Basmati orientale, ma con profumi più intensi e con sapore più mediterraneo e in più con tutte le caratteristiche di un prodotto italiano in termini di qualità e, soprattutto, di salubrità, grazie agli standard normativi e ai controlli sanitari del nostro Paese. Quest’anno – informa Coldiretti Emilia Romagna – ne sono stati seminati i primi 100 ettari, che assicureranno per il 2018 una produzione di 6-7 mila quintali, di cui i produttori conoscono già il prezzo in quanto l’industria Gallo si è resa disponibile ad entrare nella cordata per la produzione della nuova varietà con un contratto di filiera che assicura alle aziende agricole il ritiro della produzione ad un prezzo prefissato che sarà sul mercato con il marchio “Aroma”. “Come già nel recupero di grani antichi – afferma il presidente di Sis e di Coldiretti Emilia Romagna, Maro Tonello – Sis nella sua attività di ricerca è attenta a selezionare nuove varietà che assicurino un prodotto finale di alta qualità in termini nutrizionali e salutistici. Per questo abbiamo avviato uno studio scientifico per comprovare le qualità organolettiche del nuovo prodotto e le sue caratteristiche nutrizionali e di digeribilità. Caratteristiche – spiega Tonello – che saranno poi inserite in etichetta, in modo da dare una informazione completa al consumatore e metterlo in grado di scegliere consapevolmente. Tutto questo lo facciamo per correttezza nei confronti dei consumatori che noi consideriamo a pieno titolo parte della filiera produttiva e che come tali devono avere informazioni complete su ciò che portano a tavola. Grazie all’accordo di filiera, altrettanto trasparente sarà anche la ripartizione del valore finale del prodotto tra tutti i soggetti lungo tutta la filiera, dalla produzione al consumo”. http://www.modena.coldiretti.it/arriva-il-primo-riso-aromatico-100-made-in-italy-frutto-di-ricerca-sis-e-di-filiera-con-risicoltori-.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116563815 Fri, 23 Mar 2018 14:58:29 GMT IN EMILIA ROMAGNA CRESCONO FORESTE: +37% DAGLI ANNI CINQUANTA Dal 1950 ad oggi, la superficie coperta da boschi e foreste in Emilia Romagna è aumentata del 37%, passando da 446 mila ettari rilevati dal corpo forestale agli inizi degli anni Cinquanta del secolo scorso ai 611 mila ettari rilevati dall’ultimo inventario nazionale delle foreste. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna all’indomani dell’approvazione del Testo Unico Forestale da parte del Consiglio dei Ministri e alla vigilia della festa di primavera in occasione del 21 marzo, che in Emilia Romagna Coldiretti e Campagna Amica festeggeranno collaborando con le scuole per piantare nuovi alberi negli spazi scolastici. Oggi gli alberi – ricorda Coldiretti regionale – occupano il 28% della superficie regionale, ma il loro potenziale non è adeguatamente valorizzato. La nuova legislazione – commenta Coldiretti Emilia Romagna – riconosce che solo i boschi gestiti sostenibilmente assolvono al meglio funzioni importanti per la società come la prevenzione degli incendi, delle frane e delle alluvioni o l’assorbimento di CO2. Proprio per far conoscere ai più piccoli l’importanza degli alberi nei cicli naturali ed educarli a una più profonda conoscenza delle colture locali, nel primo giorno di primavera, Fondazione Campagna Amica di Coldiretti promuove la “festa degli alberi nelle scuole” che coinvolgerà i più piccoli nella piantumazione di arbusti e piante diversi a seconda delle caratteristiche dei territori. In Emilia Romagna, nelle scuole che partecipano all’iniziativa, nella mattinata di mercoledì 21 marzo esperti di Campagna Amica e Coldidattica, associazione di aziende agricole e fattorie didattiche dell’Emilia Romagna dedite ad attività di educazione alimentare ed ambientale, affiancheranno gli insegnanti per dare ai ragazzi l’occasione di imparare a conoscere colture e piante che da secoli sono intimamente legati alle tradizioni del paesaggio e della cucina mediterranea. (SEGUE PROGRAMMA SCUOLE) 21 marzo: il programma delle iniziative nelle scuole COMUNE SCUOLA ATTIVITA' E INIZIATIVE PROPOSTE PIACENZA Scuola dell’infanzia Carella Ore 10.30: Un’azienda di Campagna Amica donerà alla scuola un albero che il tutor dell'orto metterà a dimora nel giardino scolastico, spiegando agli alunni il rispetto della natura e delle piante MODENA Scuola primaria G. Rodari Ore 10.30: Verrà piantato un albero nel cortile della scuola alla presenza di 600 bambini. Ogni bambino rilascerà in aria un palloncino con attaccato un messaggio di pace e speranza. PARMA Scuola elementare Adorni Ore 10.00 – 11.00: Verrà donato alla scuola e piantato un albero di Biricoccolo. Con un apposito laboratorio informativo e creativo verrà presentata la storia di questa antica di pianta, ibrido naturale, i cui frutti erano i preferiti di Maria Luigia FORLI Scuola Decio Raggi di Roncadello -Forlì Ore 10.00: Messa a dimora di una pianta di mandorlo offerta da Roberta Bombardini di Castrocaro terme e terra del sole. Raccolte di disegni, aneddoti e storie da parte degli alunni delle classi 2^A e 2^B . Sarà presente la delegata provinciale di Donne Impresa con una rappresentanza di associate, il presidente Coldiretti Forli- Cesena, Andrea Ferrini e il direttore Anacleto Malara e il rappresentante dei pensionati, Cesare Garavini. FERRARA Scuola dell'infanzia Isabella D'Este Ore 10.00: Donazione e piantumazione di un albero da frutto autoctono a simbolo della tutela della biodiversità vegetale del territorio. REGGIO EMILIA Scuola primaria di primo grado Balletti Ore 15.00 dono e piantumazione di un albero di frutti antichi http://www.modena.coldiretti.it/in-emilia-romagna-crescono-foreste-37-dagli-anni-cinquanta.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116563648 Fri, 23 Mar 2018 14:53:56 GMT EMILIA ROMAGNA 112 (+13%) BIRRIFICI ARTIGIANALI AL 31/12/2017 Crescono in Emilia Romagna i birrifici artigianali: alla fine del 2017 erano 112, 13 in più dell’anno precedente quando i produttori artigianali di birra erano 99 e più del triplo rispetto a cinque anni fa quando erano solo una trentina. Lo rende noto Coldiretti Emilia Romagna in occasione del secondo corso regionale per Agrichef promosso da Terranostra, l’associazione agrituristica di Coldiretti, e da Campagna Amica per formare gli agrichef che negli agriturismi valorizzino sempre più le eccellenze del territorio. Nell’ambito del corso, che si svolgerà dal 19 al 22 marzo prossimi, presso l’agriturismo Casa Nuova di Niviano di Rivergaro in provincia di Piacenza, ci sarà un “focus” dedicato alle birre artigianali, in particolare alle agribirre, caratterizzate da un legame diretto con le aziende agricole. Oltre a contribuire all’economia, la birra artigianale rappresenta anche – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – una spinta all’occupazione soprattutto tra gli under 35. In Emilia Romagna – informa Coldiretti sulla base dei dati dell’osservatorio regionale del Commercio – la birra viene consumata soprattutto a cena ed è preferita dal 33,4 per cento dei consumatori, subito dopo vino (40%), ma prima di quelli che bevono bevande analcoliche (13,2%) o solo acqua (10,1%). A pranzo invece solo il 21,8% beve birra, il 41,4% beve vino, il 17,4% bevande analcoliche e il 17,2% solo acqua. Di pari passo con il diffondersi di piccoli birrifici, stanno nascendo anche nuove figure professionali – rileva Coldiretti Emilia Romagna – come il “sommelier delle birra” che conosce i fondamentali storici dei vari stili di birre ed è capace di leggerne i caratteri principali di stile, gusto, composizione, colore, corpo, sentori a naso e palato e individuarne gli eventuali difetti, oltre a suggerire gli abbinamenti ideali delle diverse tipologie di birra con primi piatti, carne o pesce e anche con i dolci. Il secondo corso di agrichef – informa Coldiretti Emilia Romagna – avrà come docenti l’agrichef Diego Scaramuzza, presidente nazionale di Terranostra, gli chef Daniele Persegani e Alessandro Polver, il responsabile della Sicurezza Alimentare di Coldiretti Emilia Romagna, Dennis Calanca, il capo area Comunicazione e Relazioni esterne di Coldiretti nazionale, Paolo Falcioni, il segretario nazionale di Terranostra, Toni De Amicis. Oltre al focus sulla birra, i temi del corso – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – vanno dalle tecnologie e tecniche di cottura all’ottimizzazione dei tempi di preparazione, dall’impiattamento all’abbinamento di vini e piatti, fino al pricing dei piatti e dei menu. Il tutto con l’attenzione ai menù tipici della tradizione locale e contadina e ai prodotti del territorio a km 0. http://www.modena.coldiretti.it/emilia-romagna-112-13-birrifici-artigianali-al-31-12-2017.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116563442 Fri, 23 Mar 2018 14:48:54 GMT SICCITÀ 2017, ENTRO IL 9 APRILE LE DOMANDE DI RISARCIMENTO DANNI Mentre si fa la conta dei danni per il maltempo di questi giorni, arrivano i contributi per risarcire gli agricoltori che hanno subito danni alle produzioni provocati dalla siccità del 2017. Lo comunica Coldiretti Modena sulla base del decreto del ministero delle Politiche Agricole, che riconosce lo stato di evento eccezionale per la siccità verificatasi nel territorio della provincia di Modena nel corso dei mesi primaverili ed estivi del 2017. Entro il 9 aprile 2018 – informa Coldiretti - le aziende agricole di qualsiasi comune della provincia, con danni alle produzioni superiori al 30% della produzione lorda vendibile, potranno presentare la domanda per l'attivazione delle provvidenze previste dal Fondo di Solidarietà Nazionale e richiedere i contributi. Al momento della presentazione della domanda – informa Coldiretti Modena – le aziende interessate agli aiuti dovranno risultare iscritte al Registro delle imprese della Camera di Commercio nonché all´anagrafe delle aziende agricole della Regione Emilia-Romagna, secondo quanto stabilito dal Regolamento Regionale n. 17/2003 ed avere il fascicolo aziendale validato. Le domande devono essere compilate utilizzando i sistemi informatici messi a disposizione dalla Direzione Generale Agricoltura, Caccia e Pesca. Gli uffici territoriali di Coldiretti Modena sono a disposizione per espletare le pratiche delle aziende che intendano presentare le domande. http://www.modena.coldiretti.it/siccita-2017-entro-il-9-aprile-le-domande-di-risarcimento-danni.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116560399 Fri, 23 Mar 2018 12:54:22 GMT AMBIENTE: EMILIA ROMAGNA, APPROVATO RISARCIMENTO FINO 100% DANNI ANIMALI SELVATICI Finalmente, dopo due anni di pressing di Coldiretti verso la Regione Emilia Romagna e l’Unione Europea, arriva una prima risposta all’esasperazione degli agricoltori che hanno i campi saccheggiati da animali selvatici senza riuscire ad ottenere risarcimenti adeguati. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna in occasione dell’entrata in vigore della delibera regionale che sancisce il risarcimento fino al 100 per cento dei danni nelle aree protette (parchi, riserve, oasi, zone di ripopolamento e cattura) da parte di specie di animali cacciabili. Fin dal 2016, Coldiretti Emilia Romagna aveva chiesto alla Regione di aprire un confronto con Bruxelles perché i danni degli animali non fossero più soggetti alla norma degli aiuti di Stato che attualmente sottopone l’indennizzo dei danni al regime di de minimis, che stabilisce un tetto massimo di risarcimento in 15 mila euro suddivisi in tre anni, comprensivi anche di altre provvidenze come sgravi contributivi e aiuti al credito. Si tratta – commenta Coldiretti Emilia Romagna – di una somma assolutamente inadeguata per le imprese se si considera che tra le specie cacciabili ci sono animali come il cinghiale (154 mila euro di danni nel 2015), la lepre (95 mila euro), il fagiano (72 mila euro), i piccioni (76 mila euro), i corvidi (100 mila euro), il capriolo (30 mila euro). Dopo il riconoscimento da parte di Bruxelles delle ragioni avanzate da Coldiretti per tramite della Regione – afferma Coldiretti – è finalmente arrivata la delibera regionale che rende immediatamente operativi i risarcimenti danni fino al 100 per cento nelle aree protette e consente di riconoscere anche i costi degli interventi di prevenzione danni. http://www.modena.coldiretti.it/ambiente-emilia-romagna-approvato-risarcimento-fino-100-danni-animali-selvatici.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116560222 Fri, 23 Mar 2018 12:50:38 GMT DAZI, AL VIA INCHIESTA UE CONTRO INVASIONE RISO Parte la procedura comunitaria per fermare le importazioni di riso a dazio zero dai Paesi asiatici EBA (“Tutto tranne le armi”) che nell’ultimo anno hanno dimezzato le quotazioni riconosciute agli agricoltori italiani su livelli insostenibili. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che è stata pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea C 100/30 del 16 marzo l’avviso di apertura di una inchiesta di salvaguardia relativa alle importazioni di riso originario dalla Cambogia e dalla Birmania da dove nell’ultimo anno ne sono arrivati 22,5 milioni di chili in Italia. La procedura sollecitata dalla Coldiretti segue l’invio a Bruxelles del dossier integrato per la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia a tutela del settore risicolo dalle importazioni a dazio zero dai Paesi asiatici EBA da parte dei Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali e dello Sviluppo Economico il 24 novembre 2017 con l’obiettivo – sottolinea la Coldiretti - di fermare la possibilità di esportare verso l'Unione Europea quantitativi illimitati di riso a dazio zero da questi Paesi perché la crisi dei prezzi mette a rischio la sopravvivenza e il futuro dell'intera filiera risicola europea. Un passo importante ed urgente – sottolinea la Coldiretti - nei confronti dell’invasione da Paesi come la Cambogia e la Birmania da dove sono triplicate nell’ultimo anno le importazioni in Italia di riso greggio raccolto anche sui campi della minoranza Rohingya costretta a fuggire a causa della violenta repressione. Un pacco di riso su quattro venduto in Italia – spiega la Coldiretti - contiene prodotto straniero con la produzione asiatica che rappresenta circa la metà del riso importato in Italia Non c’è dunque tempo da perdere per salvare la risicoltura italiana da una situazione in cui nell’ultimo anno – continua la Coldiretti – i prezzi riconosciuti agli agricoltori italiani hanno fatto registrare contrazioni consistenti per le principali varietà di riso che vanno dal -58 % per l’Arborio al -57 % per il Carnaroli, dal -41 % per il Roma al -37% per il Vialone Nano. La crisi è dunque drammatica e mette a rischio il primato nazionale in Europa dove l’Italia – rileva la Coldiretti – è il primo produttore di riso con 1,50 milioni di tonnellate su un territorio coltivato da circa 4mila aziende di 234.300 ettari, che copre circa il 50 % dell’intera produzione UE con una gamma varietale del tutto unica. “Non è accettabile che l’Unione Europea continui a favorire con le importazioni lo sfruttamento e la violazione dei diritti umani nell’indifferenza generale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare “è invece necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della dignità dei lavoratori, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri in vendita sugli scaffali ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una giusta distribuzione del valore”. Bisogna fare presto – precisa Moncalvo - per chiudere l’inchiesta e attivare la clausola di salvaguardia per affrontare concretamente una crisi che già da troppo tempo compromette il futuro di migliaia di risicoltori e delle loro famiglie. La procedura avviata dalla Commissione Europea prevede una inchiesta, aperta alle osservazioni di tutte le parti interessate, dalla durata massima di 12 mesi al termine della quale se saranno provate le “gravi difficoltà” con il “deterioramento delle condizioni economiche e finanziarie” in termini di occupazione o redditi, ecc. la Commissione può proporre un atto di esecuzione che dopo l’accordo degli Stati membri, dovrà avere anche il via libera di Parlamento e Consiglio. Le misure di salvaguardia non possono durare più di tre anni anche se è possibile un proroga. http://www.modena.coldiretti.it/dazi-al-via-inchiesta-ue-contro-invasione-riso.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116340357 Fri, 16 Mar 2018 18:38:46 GMT CONTINUA A MODENA LA MOBILITAZIONE PER DIRE #STOPCIBOFALSO Continua a Modena la mobilitazione per dire #stocibofalso, la grande mobilitazione avviata da Coldiretti con la raccolta firme per chiedere all’Unione Europea di rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti, per salvare il nostro cibo e rendere trasparente il carrello della spesa. L’appuntamento per sottoscrivere la petizione è per domani nella Bottega Italiana dei Garden Vivai Morselli a Medolla n via Statale, 127. L’iniziativa si inserisce nella tre giorni di mobilitazione popolare, già in atto a livello nazionale, che in Emilia Romagna si svolgerà per tutto il fine settimana nei principali mercati di Campagna Amica e proseguirà in tutti i mercati, aziende e botteghe di Campagna Amica fino alla fine di aprile. Nonostante i passi avanti – ricorda Coldiretti Modena – permangono ancora ampie zone d’ombra per cui ogni giorno rischiano di finire nel piatto alimenti di bassa qualità e origine incerta che mettono a rischio la salute, come dimostrano i ripetuti allarmi alimentari. Per la qualità e la fama dei suoi prodotti – afferma Coldiretti Modena – l’enogastronomia modenese è terra di saccheggio per i pirati del cibo con il Parmigiano Reggiano (in tutte le fantasiose varianti, dal Parmesan al Parmesao) e l’Aceto Balsamico Tradizionale in prima fila. La contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari tipici dell’Emilia Romagna costano alla nostra regione circa trentamila posti di lavoro. Secondo Coldiretti regionale, il fatturato del falso made in Emilia Romagna solo nell’agroalimentare ha superato gli 8 miliardi di euro (60 miliardi per l’agroalimentare nazionale) e la lotta al cibo “fake” nel piatto rappresenta ormai un’area di intervento prioritaria per recuperare risorse economiche utili al Paese e per generare occupazione. Se nessun italiano si sognerebbe di comprare tali assurdi prodotti – commenta Coldiretti – non è così per i consumatori esteri che vengono attirati dall’immagine di italianità ad essi collegati, fornendo così alle aziende produttrici un vantaggio competitivo perché associano indebitamente ai propri prodotti l’immagine del made in Italy apprezzata dai consumatori stranieri, nonostante il prodotto che essi acquistano non abbia alcun legame con il sistema produttivo italiano, facendo concorrenza sleale nei confronti dei produttori nazionali impegnati a garantire standard elevati di qualità. Potenzialmente le esportazioni agroalimentari regionali potrebbero più che raddoppiare perché nel 2016 – rileva Coldiretti sulla base dei dati del rapporto agroalimentare di Regione e Unioncamere – l’Emilia Romagna ha esportato 5.936 milioni di euro (+2,5% sul 2015) e il saldo commerciale passivo di 20 milioni di euro è il più basso degli ultimi vent’anni (era di 491 milioni di euro nel 1999). Parmigiano e carni lavorate (insaccati) che sono i più imitati – ricorda Coldiretti – sono anche quelli con i numeri più alti nell’export dopo l’ortofrutta: l’Emilia Romagna, infatti, nel 2013 ha esportato 642 milioni di carni preparate e 707 milioni di prodotti lattiero caseari in cui fanno la parte del leone i formaggi (Parmigiano, Provolone, Grana Padano). La contraffazione però non riguarda solo i prodotti imitati all’estero, ma anche quelli venduti sul suolo nazionale: due prosciutti su tre venduti oggi in Italia provengono da maiali allevati all’estero, senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta, dove non è ancora obbligatorio indicare l’origine. Un problema che riguarda tutti i salumi, la frutta trasformata (confetture, conserve), insalata in busta, il pane, i funghi conservati che spesso arrivano dalla Cina, paese ai vertici mondiali per gli allarmi alimentari. http://www.modena.coldiretti.it/continua-a-modena-la-mobilitazione-per-dire-stopcibofalso.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116340335 Fri, 16 Mar 2018 18:37:17 GMT SONIA GHERARDINI NUOVA RESPONSABILE DONNE IMPRESA MODENA Sonia Gherardini, 35 anni di Sestola, è la nuova responsabile di Coldiretti Donne Impresa Modena, il coordinamento che riunisce le donne socie di Coldiretti e si prefigge di promuovere lo sviluppo dell'imprenditoria femminile agricola, organizzare attività culturali e di comunicazione con i consumatori ed elaborare proposte per le politiche sociali attinenti al mondo agricolo. Sonia, che è anche mamma di una bimba di sei mesi, lavora nell’azienda di famiglia (Azienda Agricola Ca’ de Fra’) con la mamma e la sorella, a Sestola (Modena) – rende noto Coldiretti Modena. Dopo una laurea in architettura e l’esercizio della libera professione, comincia ad interessarsi di agricoltura nel 2005 quando l’azienda subisce una trasformazione e, all’allevamento di vacche da latte, aggiunge l’agriturismo. L’impegno di Sonia aumenta con l’evoluzione “rosa” dell’azienda che, grazie alle possibilità offerte della legge di orientamento, allarga il campo di azione introducendo attività tipicamente femminili come la fattoria didattica e la trasformazione di prodotti biologici venduti anche attraverso l’assidua partecipazione ai Mercati di Campagna Amica. “Sono orgogliosa di assumere questo incarico – ha detto la neo eletta responsabile delle donne di Coldiretti Modena – perché so di far parte in un’Organizzazione grazie alla quale vengono portare avanti tante battaglie in cui credo fermamente e che hanno permesso alla mia azienda di diventare quella che è. Prima fra tutte quella per la Legge di Orientamento che ha permesso di far emergere la sensibilità femminile e di sviluppare tanti progetti che diversamente sarebbero rimasti nel cassetto dei sogni. Poi la battaglia per dire #stopalcibofalso e chiedere che finalmente sia fatta chiarezza sulle etichette di quello che portiamo in tavola. In provincia di Modena il 25% delle imprese agricole è guidato da donne – ha terminato Sonia Gherardini: questa significa, anche se può sembrare retorico, che abbiamo tanto da dire e noi lo vogliamo dire”. Gherardini raccoglie il testimone da Lorella Ansaloni, imprenditrice di Medolla e attuale responsabile nazionale Donne Impresa, che lascia l’incarico dopo 10 anni per il raggiungimento del numero dei mandati statutari. http://www.modena.coldiretti.it/sonia-gherardini-nuova-responsabile-donne-impresa-modena.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116340276 Fri, 16 Mar 2018 18:35:54 GMT 8 MARZO, A MODENA 1 AZIENDA AGRICOLA SU 4 E’ ROSA Un’azienda agricola su quattro a Modena è guidata da donne. E’ quanto rende noto Coldiretti Modena in occasione della festa dell’8 marzo sulla base dei dati della Camera di Commercio di Modena. Con una presenza femminile del 25,8% (pari a 2.107 aziende) sul totale delle imprese, l’agricoltura si posiziona al secondo posto della classifica provinciale delle imprese rosa che vede in testa il turismo con i 31,2%, al terzo posto il commercio con il 23,6% e a seguire i servizi alle imprese con il 22,1% e gli altri settori con percentuali minori fino alla “maglia nera” delle costruzioni con il 5,3%. “Nella loro attività imprenditoriale – spiega Lorella Ansaloni, imprenditrice agricola di Medolla, responsabile nazionale e provinciale delle donne imprenditrici di Coldiretti – le agricoltrici italiane hanno dimostrato capacità di coniugare la sfida con il mercato ed il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità diventando protagoniste in diversi campi: dalle attività di educazione alimentare ed ambientale con le scuole ai servizi di agritata e agriasilo, dalle fattorie didattiche ai percorsi rurali di pet-therapy, fino agli orti didattici, mercati di Campagna Amica e l’agriturismo”. “Le quasi 215mila aziende agricole guidate da donne in Italia – continua Ansaloni – sono un patrimonio di tutto il Paese con un peso all’interno del mondo produttivo che non è dato solo dal numero delle titolari, ma anche da una capacità di innovazione che è stata in grado di sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla multifunzionalità per le imprese agricole in ambito economico, ambientale e sociale. Un risultato che è stato possibile proprio grazie alla legge di orientamento (la numero 228 del 18 maggio 2001) fortemente sostenuta da Coldiretti, che ha di fatto rivoluzionato l’attività d’impresa nelle campagne, aprendo nuove opportunità occupazionali soprattutto alle donne e ai giovani”. http://www.modena.coldiretti.it/8-marzo-a-modena-1-azienda-agricola-su-4-e-rosa.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=115969639 Wed, 07 Mar 2018 12:18:14 GMT CONSUMI: DA OGGI PIU’ SUCCO NELLE ARANCIATE, DA 12 A 20% Dopo 60 anni storico stop alle aranciate senza arancia con più frutta nelle bibite per l’entrata in vigore del provvedimento nazionale che innalza dal 12% al 20% il contenuto di succo d’arancia delle bevande analcoliche prodotte in Italia e vendute con il nome dell’arancia a succo o recanti denominazioni che a tale agrume si richiamino. Lo rende noto la Coldiretti Emilia Romagna in occasione dell’applicazione delle disposizioni contenute nella legge 161 del 30 ottobre 2014 che scattano dal 6 marzo trascorsi dodici mesi dal perfezionamento con esito positivo della procedura di notifica alla Commissione Europea del provvedimento in materia di bevande a base di succhi di frutta come richiamato dal comunicato della Presidenza del Consiglio del 24/5/17. L’innalzamento del contenuto di succo d’arancia – sottolinea Coldiretti regionale – modifica dopo 60 anni una norma del 1958 e mira, in primo luogo, a tutelare la salute dei consumatori adeguandosi ad un contesto programmatico europeo che tende a promuovere una alimentazione più sana ed a diffondere corretti stili alimentari. In tale ambito, alcuni studi hanno posto in evidenza che una bevanda con il 20% di succo di arancia aiuti a soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina C raccomandato dalle diverse Accademie scientifiche e la sua assunzione veicola un variegato mix di sostanze fitochimiche che possono incidere positivamente sulle difese del sistema immunitario. Con la nuova norma – precisa la Coldiretti – si contribuisce, inoltre, ad offrire il giusto riconoscimento alle bevande di maggior qualità riducendo l’utilizzo di aromi artificiali e soprattutto di zucchero la cui elevata concentrazione potrebbe essere utilizzata per sopperire alla minore qualità dei prodotti. Il consiglio della Coldiretti è quello di verificare nelle etichette delle aranciate l’effettiva presenza di un contenuto in succo minimo del 20% poiché la norma prevede che le bevande prodotte anteriormente alla data di inizio dell’efficacia delle disposizioni possano essere commercializzate fino ad esaurimento delle scorte. Non va dimenticato – continua Coldiretti Emilia Romagna – l’impatto economico sulle imprese agricole poiché l’aumento della percentuale di frutta nelle bibite andrà a salvare oltre diecimila ettari di agrumeti italiani con una estensione equivalente a circa ventimila campi da calcio, situati soprattutto in regioni come la Sicilia e la Calabria. L’aumento della percentuale del contenuto minimo di frutta al 20% corrisponde – spiega Coldiretti – all’utilizzo di 200 milioni di chili in piu’ di arance all’anno con effetti anche dal punto di vista paesaggistico in una situazione in cui una pianta di arance su tre (31%) è scomparsa in Italia negli ultimi quindici anni, mentre i redditi dei produttori sono andati a picco. Ad oggi per ogni aranciata venduta sugli scaffali a 1,3 euro al litro agli agricoltori vengono riconosciuti solo 3 centesimi per le arance contenute, del tutto insufficienti a coprire i costi di produzione e di raccolta. Una situazione che – denuncia Coldiretti Emilia Romagna– alimenta una intollerabile catena dello sfruttamento che colpisce lavoratori, agricoltori ed i trasformatori attenti al rispetto delle regole. dal 12% al 20% il contenuto di succo d’arancia delle bevande analcoliche prodotte in Italia e vendute con il nome dell’arancia a succo o recanti denominazioni che a tale agrume si richiamino. Lo rende noto la Coldiretti Emilia Romagna in occasione dell’applicazione delle disposizioni contenute nella legge 161 del 30 ottobre 2014 che scattano dal 6 marzo trascorsi dodici mesi dal perfezionamento con esito positivo della procedura di notifica alla Commissione Europea del provvedimento in materia di bevande a base di succhi di frutta come richiamato dal comunicato della Presidenza del Consiglio del 24/5/17. L’innalzamento del contenuto di succo d’arancia – sottolinea Coldiretti regionale – modifica dopo 60 anni una norma del 1958 e mira, in primo luogo, a tutelare la salute dei consumatori adeguandosi ad un contesto programmatico europeo che tende a promuovere una alimentazione più sana ed a diffondere corretti stili alimentari. In tale ambito, alcuni studi hanno posto in evidenza che una bevanda con il 20% di succo di arancia aiuti a soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina C raccomandato dalle diverse Accademie scientifiche e la sua assunzione veicola un variegato mix di sostanze fitochimiche che possono incidere positivamente sulle difese del sistema immunitario. Con la nuova norma – precisa la Coldiretti – si contribuisce, inoltre, ad offrire il giusto riconoscimento alle bevande di maggior qualità riducendo l’utilizzo di aromi artificiali e soprattutto di zucchero la cui elevata concentrazione potrebbe essere utilizzata per sopperire alla minore qualità dei prodotti. Il consiglio della Coldiretti è quello di verificare nelle etichette delle aranciate l’effettiva presenza di un contenuto in succo minimo del 20% poiché la norma prevede che le bevande prodotte anteriormente alla data di inizio dell’efficacia delle disposizioni possano essere commercializzate fino ad esaurimento delle scorte. Non va dimenticato – continua Coldiretti Emilia Romagna – l’impatto economico sulle imprese agricole poiché l’aumento della percentuale di frutta nelle bibite andrà a salvare oltre diecimila ettari di agrumeti italiani con una estensione equivalente a circa ventimila campi da calcio, situati soprattutto in regioni come la Sicilia e la Calabria. L’aumento della percentuale del contenuto minimo di frutta al 20% corrisponde – spiega Coldiretti – all’utilizzo di 200 milioni di chili in piu’ di arance all’anno con effetti anche dal punto di vista paesaggistico in una situazione in cui una pianta di arance su tre (31%) è scomparsa in Italia negli ultimi quindici anni, mentre i redditi dei produttori sono andati a picco. Ad oggi per ogni aranciata venduta sugli scaffali a 1,3 euro al litro agli agricoltori vengono riconosciuti solo 3 centesimi per le arance contenute, del tutto insufficienti a coprire i costi di produzione e di raccolta. Una situazione che – denuncia Coldiretti Emilia Romagna– alimenta una intollerabile catena dello sfruttamento che colpisce lavoratori, agricoltori ed i trasformatori attenti al rispetto delle regole. http://www.modena.coldiretti.it/consumi-da-oggi-piu-succo-nelle-aranciate-da-12-a-20-.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=115931145 Tue, 06 Mar 2018 12:39:33 GMT MALTEMPO: EMILIA ROMAGNA, DOPO IL GELO RISCHIO FRANE E ALLUVIONI Allerta frane e alluvioni in Emilia Romagna. A lanciare l’allarme è Coldiretti Emilia Romagna che dopo la neve e le gelate guarda con apprensione all’arrivo della perturbazione di origine atlantica che porterà ad un rialzo delle temperature dopo il gelo siberiano dei giorni scorsi. Se lo scioglimento delle neve avvenisse in tempi troppo rapidi – sostiene Coldiretti regionale – i terreni e i fiumi faranno fatica ad assorbire l’eccesso di acqua, con il conseguente aumento del rischio di frane e smottamenti, come è già avvenuto in alcune zone, in particolare nel bolognese dove una frana ha interrotto il vecchio tracciato della Porrettana, minacciando anche alcune abitazioni. La conseguenza del rapido sciogliersi delle neve con l’aggiunta di pioggia – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è un aumento del rischio di alluvioni e un incremento della situazione franosa della nostra regione. Secondo elaborazioni Coldiretti su dati del Servizio Geologico regionale, in Emilia Romagna ci sono più di 38 mila frane attive per una superficie di quasi 70 mila ettari e più di 32 mila frane quiescenti, che coprono 181 mila ettari. In pratica l’11,3 per cento del territorio regionale è soggetto a frane, percentuale che aumenta decisamente se si considera che la provincia di Ferrara e tutto il territorio a nord della via Emilia sono esenti da movimenti franosi. Ad essere più colpito è, naturalmente, il territorio collinare e montano, area dove – ricorda Coldiretti regionale – è in forte calo la presenza dell’agricoltura che negli ultimi venti anni ha visto più che dimezzato il numero delle aziende agricole, rimaste oggi poco più di 20 mila nell’Appennino emiliano romagnolo. A causa del maltempo, da Piacenza a Rimini – secondo le prime parziali stime di Coldiretti regionale – sono oltre duemila le aziende agricole che hanno visto svanire le produzioni di ortaggi invernali, ma anche il raccolto dei frutteti, in particolare peschi e albicocchi che, con le temperature superiori alla media del mese di gennaio, erano in risveglio vegetativo e in molti casi già fioriti. A causa delle temperature scese sotto gli 8 gradi in pianura, è a rischio la produzione anche per il frumento e per le aziende che hanno già seminato le barbabietole da zucchero. Secondo Coldiretti regionale, i danni per i raccolti agricoli potrebbero raggiungere anche i 100 milioni di euro. http://www.modena.coldiretti.it/maltempo-emilia-romagna-dopo-il-gelo-rischio-frane-e-alluvioni.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=115930847 Tue, 06 Mar 2018 12:37:02 GMT ELEZIONI, L’APPELLO DELLA COLDIRETTI PER IL VOTO Dare all’appuntamento elettorale la dignità e la partecipazione che merita è un atto di patriottismo e responsabilità verso il nostro Paese in un momento decisivo per il rilancio del Sistema Italia. E’ l’appello al voto lanciato dal presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo in vista dell’election day del 4 marzo. Sono oltre 700 i candidati alle prossime elezioni che hanno sottoscritto il Manifesto politico della Coldiretti: si tratta del primo impegno vincolante fatto proprio a livello individuale da persone del più vario indirizzo, ma unite dall’assunzione di responsabilità verso il Paese. A ciascuno dei candidati che hanno sottoscritto il Manifesto va il plauso di Coldiretti e l’invito a votarli. Il manifesto (www.coldiretti.it) per salvaguardare le imprese agricole italiane eliminando le storture della filiera e rendendo più trasparenti i mercati e le pratiche commerciali e produttive si compone di cinque interventi a costo zero da esaurire nei primi 100 giorni di Governo, dall’istituzione del Ministero del Cibo all’etichettatura d’origine su tutti i prodotti alimentari; dalla semplificazione per le imprese agricole all’eliminazione del segreto sulle importazioni, fino alla nuova legge sui reati agroalimentari. Entrando nel dettaglio, Coldiretti propone l’istituzione di un Ministero del Cibo che riunisca in sé le funzioni del Ministero delle politiche agricole e quelle del Ministero dello sviluppo economico relative alla definizione delle strategie e degli interventi di politica economica e di promozione del settore agroalimentare. Ciò per garantire un’unica regia e un unico indirizzo per il cibo italiano ma anche per il verde, settore cardine del Made in Italy, e per la tutela e sviluppo del territorio. Sull’etichetta d’origine Coldiretti chiede al prossimo Governo di estendere l’obbligo a tutti i prodotti in commercio, difendendo nello stesso tempo i decreti nazionali su latte e formaggi, grano e pasta, riso, derivati del pomodoro, anche a costo di agire in regime di infrazione se il regolamento relativo all’indicazione di origine dell’ingrediente cui sta lavorando la Commissione europea dovesse tendere a sovvertire gli orientamenti e le norme approvati dal nostro paese. Sull’’Unione Europea occorre intervenire anche per impedire un sistema di etichettatura come quella nutrizionale a semaforo, fuorviante discriminatorio ed incompleto che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. L’altra grande battaglia da portare avanti – continua la Coldiretti - è quella della semplificazione rispetto a un carico per le imprese agricole derivante da processi burocratici distorti che rappresenta uno dei principali elementi di malessere e di ostacolo competitivo. Va poi tolto – rileva la Coldiretti - il segreto sulle importazioni mettendo finalmente in trasparenza i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per la produzione alimentare, che proprio grazie alla garanzia dell’anonimato finiscono spesso per agevolare fenomeni speculativi che si riflettono pesantemente sul prezzo pagato ai nostri produttori. Infine, serve portare a termine - conclude la Coldiretti - l’iter della legge sui reati nel settore agroalimentare, contro tutte le forme di illegalità che non trovano nell’attuale codice alcun tipo di risposta deterrente efficace. Hanno sottoscritto il Manifesto di Coldiretti i candidati nella provincia di Modena: il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin (Civica Popolare), il Ministro per la coesione territoriale Claudio De Vincenti (PD), Vittorio Ferraresi (M5S) segnalando alcune riserve relativamente sulle modalità di istituzione del Ministero del Cibo, Matteo Richetti (PD) e Stefano Vaccari (PD), Enrico Aimi (FI), Anna Maria Bonacini (FI), Benedetta Fiorini (FI) Piergiulio Giacobazzi (FI), Stefano Corti (Lega), Guglielmo Golinelli (Lega) e Francesco Coppi (Noi per l’Italia – UDC). http://www.modena.coldiretti.it/elezioni-l-appello-della-coldiretti-per-il-voto.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=115803407 Fri, 02 Mar 2018 17:18:25 GMT