Coldiretti Modena News - Coldiretti Modena http://www.modena.coldiretti.it/ Fri, 14 Sep 2018 12:55:41 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.modena.coldiretti.it/ 60 CONSUMI: MENU DAL MEDICO PER 1 ITALIANO SU 3 Addio al menu proposto dai grandi chef o dal dietologo, pi&ugrave; di un italiano su tre (36%) si affida al medico per risolvere i propri dubbi sull&rsquo;alimentazione, una scelta coerente con il ruolo salutistico dell&rsquo;alimentazione. E&rsquo; quanto emerge dall&rsquo;analisi Coldiretti su dati Ref Ricerche presentata in occasione dell&rsquo;inaugurazione del Sana, il 30&deg; salone internazionale del biologico e del naturale a Bologna dove sono esposti nello stand della Coldiretti (Padiglione 21- Stand C/1) i supercibi della nonna che possono offrire una valida alternativa ai prodotti esotici ma anche ai novel food, i cibi fatti in laboratorio che hanno appena ricevuto il via libera dell&rsquo;Unione Europea e che potrebbero presto arrivare sugli scaffali dei supermercati. Sempre pi&ugrave; salutisti e attenti al cibo che consumano, gli italiani hanno scoperto il valore &ldquo;farmaceutico&rdquo; degli alimenti con effetti rilevanti sulle scelte dei prodotti che mettono nel carrello. Il &ldquo;cibo salutistico&rdquo; &ndash; riferisce la Coldiretti - vale circa il 10% degli acquisti e aumenta il doppio del mercato con casi eclatanti come i semi di zucca le cui vendite in valore sono cresciute nell&rsquo;ultimo anno del 28%, o il farro con +16% o le mandorle che mettono a segno un +15%, o la farina di riso (+8%) secondo elaborazioni sul rapporto 2018 di Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy. Una domanda che &ndash; sostiene la Coldiretti - ha trainato la riscoperta dei superfood della nonna con propriet&agrave; salutistiche riconosciute dalla tradizione popolare ed oggi certificate anche dalla scienza. Dalla cipolla rossa di Cavasso Nuovo, dal Veneto, un toccasana contro lo stress e l&rsquo;ipertensione a causa di una vita sempre pi&ugrave; frenetica, ma che aiuta anche a ridurre il colesterolo. Dai campi emiliano-romagnoli arrivano invece i meloni banana, che sono antiossidanti ma che, grazie al contenuto di calcio, fosforo e potassio, aiutano contro l&rsquo;osteoporosi e le malattie cardiovascolari. Le giuggiole sono particolarmente utili per &ndash; spiega Coldiretti &ndash; chi soffre di pressione alta o di malattie alle vie respiratorie ma anche per combattere l&rsquo;insonnia, gli stati di ansia e le palpitazioni. Anche l&rsquo;azzeruolo, albero simile al biancospino, possiede preziose propriet&agrave; medicinali, con i frutti che sono ottimi ricostituenti e tonici mentre i fiori sono indicati nella cura delle arteriosclerosi e contro l&rsquo;ipertensione. Le mele e le pere cotogne, ricche di pectina aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e glicemia nel sangue, mentre le pere volpine limitano l&rsquo;assorbimento di grassi e colesterolo. Il corbezzolo, poi, &egrave; ricco di tannini &ndash; ricorda Coldiretti - dal noto effetto antiossidante, essenziale per combattere l&rsquo;azione del tempo e i radicali liberi. In Sardegna &egrave; stata recuperata &ldquo;sa&rdquo; pompia, sorta di cedro dalla buccia spessa e ruvida usato - spiega la Coldiretti &ndash; nella preparazione di dolci e liquori, ma dal quale si ricavano anche oli essenziali che curano tosse e raffreddore e aiutano anche l&rsquo;intestino. In Friuli Venezia Giulia &ndash; continua la Coldiretti - sboccia la rosa di Gorizia una variet&agrave; pregiata di radicchio rosso che aiuta a depurare l&rsquo;organismo. La melanzana rossa &egrave; tornata a essere coltivata in Basilicata &ndash; nota la Coldiretti &ndash; poich&eacute; vanta tra le propriet&agrave; principali, quella antiossidante, utile per contrastare l'invecchiamento cellulare, oltre a ridurre il colesterolo. Dalle Marche &ndash; prosegue la Coldiretti - arrivano le visciole, variet&agrave; selvatiche di ciliegia che i contadini consumavano durante il lavoro nei campi per le loro propriet&agrave; rinvigorenti. La roveja di Cascia, coltivata dagli agricoltori umbri terremotati, &egrave; un legume antico con alto contenuto di proteine e pochi grassi, dunque adatto a chi deve perdere peso. In Sicilia la fava di Leonforte assicura un alimento ricco di sali minerali che poteva essere seccato e conservato a lungo. Nel Lazio si producono i fagioli del Purgatorio dalle ottime propriet&agrave; nutrizionali cos&igrave; come in Campania &egrave; noto il pomodorino del piennolo &ndash; continua la Coldiretti &ndash; una variet&agrave; antica di pomodoro dalle propriet&agrave; antiossidanti. La patata viola possiede interessanti propriet&agrave; antitumorali e contro l&rsquo;invecchiamento grazie soprattutto ad alcune sostanze presenti nella buccia. E&rsquo; ligure &ndash; continua la Coldiretti &ndash; il chinotto, che, oltre alle propriet&agrave; digestive, antiossidanti e anti-infiammatorie, riduce l'effetto tossico di alcuni minerali presenti nell'ambiente, proteggendo dall'inquinamento. Un patrimonio del Made in Italy che in modo del tutto naturale &ndash; precisa la Coldiretti &ndash; aiuta il benessere e l&rsquo;ambiente e risponde alla domanda del wellness a tavola in maniera pi&ugrave; salutare rispetto a cibi diventati di gran moda in Italia come ad esempio la curcuma originaria dell&rsquo;India o le bacche di goji, i fagioli azuchi e lo zenzero che vengono in gran parte dalla Cina, o la frutta secca dalla Turchia, sui quali pesa per&ograve; la presenza di residui di pesticidi, aflatossine e micotossine come segnalato dal sistema di allerta europeo Rassf, tanto che i tre paesi sono nella top five del maggior numero di allarmi sanitari. Ma i supercibi della nonna 100% made in Italy &ndash; precisa la Coldiretti &ndash; sono un&rsquo;alternativa naturale anche ai cosiddetti Novel Food, gli integratori alimentari prodotti nel laboratori industriali che hanno ottenuto il via libera della Ue per l&rsquo;ingresso sul mercato con l&rsquo;approvazione del nuovo Regolamento di Esecuzione della Commissione che ha aggiornato l'elenco dei nuovi alimenti, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Ue lo scorso 24 luglio 2018. Si tratta &ndash; rivela Coldiretti &ndash; di una lunga lista di prodotti, molti provenienti anche da paesi Extra Ue, che va dall&rsquo;Olio di Calanus finmarchicus, un crostaceo del mare Atlantico, al cromo picolinato, un composto chimico, dalla citicolina che &egrave; uno psicostimolante/nootropico, al preparato di destrano prodotto da Leuconostoc mesenteroides, un batterio, fino alla gomma di Guar, ricavata da piante che si coltivano in India e Pakistan e all&rsquo;estratto miceliale del fungo orientale Shiitake, oltre al pane trattato con raggi UV. &ldquo;In Italia &egrave; nata con Campagna Amica la pi&ugrave; vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero che ha offerto opportunit&agrave; economiche agli allevatori e ai coltivatori di variet&agrave; e razze a rischio di estinzione che altrimenti non sarebbero mai sopravvissute alle regole delle moderne forme di distribuzione&rdquo;, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che &ldquo;i superfood della nonna sono tornati sulle tavole degli italiani grazie all&rsquo;impegno degli agricoltori che li hanno salvati dal rischio di estinzione e alla domanda dei consumatori per le sorprendenti propriet&agrave; salutistiche e nutrizionali&rdquo;. http://www.modena.coldiretti.it/consumi-menu-dal-medico-per-1-italiano-su-3-.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122690460 Fri, 14 Sep 2018 12:55:41 GMT SON TORNATE A VOLARE API, FONDAMENTALI PER AGRICOLTURA Sono tornate a volare le api in Emilia Romagna. Dopo il biennio nero 2016-2017 in cui l&rsquo;andamento climatico aveva ostacolato l&rsquo;attivit&agrave; dei laboriosi insetti, facendo crollare la produzione di miele, il 2018 nella nostra regione &egrave; andato un po&rsquo; in controtendenza rispetto al resto d&rsquo;Italia, con un aumento della produzione anche se non &egrave; tornata ai livelli ottimali a causa comunque di gelate primaverili, bombe d&rsquo;acqua e grandine che hanno colpito le campagne a macchia di leopardo. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna che per quest&rsquo;anno stima una produzione di miele regionale attorno alle 2.500 tonnellate, con una ripresa del millefiori grazie alla produzione di pianura, una buona produzione di castagno, e una produzione medio-bassa per l&rsquo;acacia. In crescita &ndash; secondo Coldiretti regionale &ndash; sono invece alcune produzioni di nicchia, come il miele di Facelia, una pianta mellifera la cui superficie &egrave; pi&ugrave; che raddoppiata in Emilia Romagna grazie al progetto della Societ&agrave; Italiana Sementi che, in collaborazione con Coldiretti, fornisce ai produttori agricoli oltre al seme di mais anche seme di Facelia nella misura di un ettaro per ogni dieci ettari di mais, in modo che i fiori di questa pianta, che sbocciano alla fine di maggio e ai primi di giugno, possono rifornire le api di polline in un periodo in cui &egrave; difficile trovare altri fiori. Considerate, a ragione, le vere sentinelle dello stato di salute del territorio, e fondamentali per l&rsquo;agricoltura per il servizio di impollinazione degli alberi da frutto &ndash; sottolinea Coldiretti regionale &ndash; le api devono fare i conti sempre pi&ugrave; frequentemente con i violenti mutamenti climatici che ne frenano l'opera mettendone a rischio la stessa sopravvivenza e con essa quella di un settore che nella sola Emilia-Romagna, secondo i dati dell&rsquo;Anagrafe dell&rsquo;Apicoltura del ministero della Salute, conta circa 3.400 apicoltori, per un totale di pi&ugrave; di 135 mila alveari. L'andamento 'a singhiozzo' della produzione italiana negli ultimi anni &ndash; rileva Coldiretti Emilia Romagna &ndash; ha favorito le importazioni di miele. Per non cadere nell&rsquo;inganno dei prodotti stranieri spacciati per nazionali e garantire un futuro alle api italiani il consiglio della Coldiretti regionale &egrave; di verificare con attenzione l&rsquo;origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale, mentre nel caso in cui il miele provenga da pi&ugrave; Paesi dell&rsquo;Unione Europea, l&rsquo;etichetta &ndash; continua Coldiretti &ndash; deve riportare l&rsquo;indicazione &ldquo;miscela di mieli originari della UE&rdquo;; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta &ldquo;miscela di mieli non originari della UE&rdquo;, mentre se si tratta di un mix va scritto &ldquo;miscela di mieli originari e non originari della UE&rdquo;. http://www.modena.coldiretti.it/son-tornate-a-volare-api-fondamentali-per-agricoltura.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122689616 Fri, 14 Sep 2018 12:44:21 GMT CACCIA: IN E-R APRE DOMENICA, SENZA IL PIANO FAUNISTO IN RITARDO DI 3 ANNI In Emilia Romagna partir&agrave; domenica prossima, 16 settembre, la nuova stagione della caccia senza che sia stato approvato il nuovo Piano faunistico-venatorio atteso ormai da tre anni. Lo denuncia Coldiretti Emilia Romagna sottolineando che senza le nuove norme manca la possibilit&agrave; di un pi&ugrave; serrato controllo dei cinghiali che metta un freno al proliferare incontrastato di questi animali che nella nostra regione, dal 2000 ad oggi, sono pi&ugrave; che raddoppiati raggiungendo i 150 mila esemplari, che scorrazzano liberi per campi e strade, devastando i raccolti e mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini. Il nuovo Piano &ndash; informa Coldiretti Emilia Romagna &ndash; rafforza l&rsquo;azione di controllo degli animali anche con l&rsquo;intervento degli agricoltori provvisti di regolare licenza di caccia, che possono abbattere gli animali su autorizzazione della polizia provinciale. Si tratta di un provvedimento gi&agrave; adottato in altre regioni e che gi&agrave; due anni fa Coldiretti Emilia Romagna aveva chiesto con una grande manifestazione davanti alla Regione, dove erano arrivati pi&ugrave; di diecimila agricoltori esasperati dalla continua devastazione dei loro raccolti. Controllare la diffusione di questi animali &ndash; sottolinea Coldiretti Emilia Romagna &ndash; significa salvaguardare l&rsquo;incolumit&agrave; delle persone e la sicurezza dei trasporti sulle strade, nonch&eacute; prevenire pesanti danni alle produzioni agricole e all&rsquo;ecosistema. I danni da animali selvatici nell&rsquo;ultimo anno nelle aziende agricole dell&rsquo;Emilia Romagna &ndash; informa Coldiretti regionale &ndash; sono superiori a 2 milioni di euro, 700 mila dei quali dovuti ai cinghiali, che nei campi danneggiano soprattutto cereali e prati pascolo, rendendo impossibile il raccolto di grano e mais e inutilizzabile i foraggio per gli allevamenti, con la conseguenza che negli ultimi dieci anni nelle zone di collina e montagna dell&rsquo;Emilia Romagna sono scomparsi 300 mila animali, tra pecore, mucche e maiali, con la chiusura di 5.000 allevamenti, con tutto ci&ograve; che ne consegue in termini di occupazione. Il nuovo Piano faunistico &ndash; afferma Coldiretti Emilia Romagna &ndash; diventa fondamentale per interventi di controllo dei cinghiali in collina e montagna, in caso di superamento di determinati livelli di danni alle colture, e per l&rsquo;eradicazione di questi animali nelle zone di pianura a nord della via Emilia. http://www.modena.coldiretti.it/caccia-in-e-r-apre-domenica-senza-il-piano-faunisto-in-ritardo-di-3-anni.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122689390 Fri, 14 Sep 2018 12:37:49 GMT INCENDIO PRIGNANO, LA SOLIDARIETA’ DEGLI AGRICOLTORI MODENESI Solidariet&agrave; e pieno sostegno per assicurare la continuit&agrave; operativa dell&rsquo;allevamento Bedini di Prignano. E&rsquo; quanto ha espresso il Direttore di Coldiretti Modena, Giovanni Du&ograve;, a nome dell&rsquo;Associazione e di tutti i soci, nel corso della visita all&rsquo;azienda devastata dal terribile incendio che si &egrave; sviluppato nel pomeriggio di ieri. &nbsp; Il fuoco &ndash; ricorda Coldiretti Modena &ndash; ha completamente distrutto il fienile mandando in fumo migliaia di quintali di fieno necessari all&rsquo;alimentazione degli animali, il ricovero attrezzi, l&rsquo;officina, il magazzino e uccidendo anche qualche animale, ha solo sfiorato la stalla con la sala di mungitura. &ldquo;Fortunatamente - sottolinea Du&ograve; &ndash; il cuore pulsante dell&rsquo;azienda &egrave; rimasto intatto. Questo consente di mettere al riparo gli animali, di poterli mungere e di raccogliere il latte da destinare alla vendita e, in pratica, di non interrompere la produzione. Quello che &egrave; urgente adesso &egrave; fronteggiare l&rsquo;emergenza dell&rsquo;alimentazione dei 400 capi che non possono essere lasciati a digiuno&rdquo;. &nbsp; La solidariet&agrave; dei colleghi allevatori e di tutti gli agricoltori non ha tardato a farsi sentire &ndash; informa Coldiretti Modena. E&rsquo; lo stesso titolare dell&rsquo;azienda, Giuseppe Bedini, a raccontare come fin dai primi momenti dell&rsquo;incendio i colleghi del territorio si siano mobilitati con botti e trattori in uno slancio di generosit&agrave; che lo stesso Bedini definisce impagabile e ai quali esprime il pi&ugrave; sincero ringraziamento. &nbsp; &ldquo;Anche noi abbiamo gi&agrave; ricevuto decine di segnalazioni di soci disponibili a offrire fieno per ricostituire le scorte o a mettere a disposizione le attrezzature che sono andate distrutte nel rogo - continua il Direttore di Coldiretti Modena. Come Coldiretti continueremo a seguire da vicino l&rsquo;evoluzione della vicenda assicurando a Bedini il sostegno dell&rsquo;associazione per fronteggiare l&rsquo;emergenza di questi primi giorni e per tutte le necessit&agrave; che si manifesteranno da qui ai prossimi&nbsp; per&nbsp; assicurare la piena ripresa dell&rsquo;attivit&agrave;.&rdquo; &nbsp; http://www.modena.coldiretti.it/incendio-prignano-la-solidarieta-degli-agricoltori-modenesi.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122687786 Fri, 14 Sep 2018 12:09:14 GMT LUCA BORSARI NUOVO PRESIDENTE DI COLDIRETTI MODENA Luca Borsari, imprenditore agricolo di Nonantola, &egrave; il nuovo Presidente di Coldiretti Modena. La nomina &egrave; avvenuta nel corso dell&rsquo;assemblea che questa mattina, alla presenza del Direttore Giovanni Du&ograve; e del Direttore di Coldiretti Emilia Romagna, Marco Allaria Olivieri, ha eletto anche il Consiglio direttivo che regger&agrave; l&rsquo;Organizzazione per il prossimo quinquennio. Borsari, 44 anni, ha iniziato a lavorare nell&rsquo;azienda di famiglia (uno dei principali trader di materie prime per l'agricoltura e la zootecnia, leader nella commercializzazione di cereali e loro derivati, proteici di origine vegetale) occupandosi in particolare dell'ufficio crediti e successivamente alle risorse umane, al marketing e all'organizzazione aziendale. Con l&rsquo;allargamento del Gruppo Borsari nel settore agricolo, diviene amministratore di un importante gruppo di aziende che spaziano dalla coltivazione di colture estensive (biologiche ed integrate, all&rsquo;allevamento di suini e bovini fino al bioenergetico, dislocate su tutto il territorio regionale. &ldquo;Sono onorato di assumere questa carica &ndash; ha detto il neoeletto Presidente. E&rsquo; un ruolo di rappresentanza importante e stimolante. Coldiretti non &egrave; una semplice organizzazione sindacale ma molto di pi&ugrave;, &egrave; una forza sociale che gode di una reputazione consolidata a tutti i livelli: istituzionali, sociali, economici. E&rsquo; anche un grande sindacato di impresa, in grado di stare al passo con le aziende e di dare risposte concrete. Raccolgo il testimone da Francesco Vincenzi, che mi ha preceduto e che ringrazio per il lavoro svolto con l&rsquo;intenzione - ha continuato Borsari &ndash; di portare avanti il progetto di Coldiretti per la valorizzazione dell&rsquo;agricoltura italiana. Le sfide aperte sono tante: la difesa del Made in Italy agroalimentare in primis, a partire dalla battaglia per l&rsquo;etichettatura e la tutela delle eccellenze locali come Parmigiano Reggiano e Aceto Balsamico Tradizionale su tutti i mercati nazionali ed internazionali. Poi, in un&rsquo;ottica di sostenibilit&agrave; che per noi &egrave; imprescindibile, serve un&rsquo;attenzione particolare al settore del biologico con lo sviluppo di filiere dedicate. Ma i cantieri aperti sono tanti e per questo chiedo fin da ora la collaborazione di tutti, del Consiglio e Della giunta, e mi metto a disposizione per costruire insieme ai nostri soci il futuro dell&rsquo;agricoltura italiana&rdquo;. L&rsquo;assemblea di Coldiretti ha eletto anche i 17 componenti del consiglio in rappresentanza del territorio provinciale: Adriano Aldrovandi, Mario Bottura e Davide Setti per la zona di Carpi, Stefano Cavani e Ruggero Tabellini per Vignola &ndash; Castelfranco Emilia, Paolo Cavazzuti per Sassuolo - Palagano, Emanuele Ferri per Zocca, Fabio Galletti e Paride Mattioli per Modena - Bomporto, Francesco Vincenzi, Emanuele Morselli Massimiliano Modena, Gianfranco Pradella per Mirandola, Filippo Lelli per Sestola - Pievepelago, Diego Lenzini, Fabrizio Manelli e Armando Gualmini per Pavullo - Serramazzoni. http://www.modena.coldiretti.it/luca-borsari-nuovo-presidente-di-coldiretti-modena.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122621628 Wed, 12 Sep 2018 17:07:53 GMT AL SANA ARRIVANO I SUPERFOOD DELLA NONNA La ricerca del wellness a tavola torna alle origini con i superfood della nonna che saranno protagonisti in occasione dell&rsquo;inaugurazione del Sana il 30&deg; salone internazionale del biologico e del naturale a Bologna, con la presenza del presidente nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo, domani venerd&igrave; 7 settembre, dalle ore 10.00. Nello spazio espositivo della Coldiretti, al Padiglione 21 (stand C1) si potranno conoscere dal vivo i &ldquo;supercibi&rdquo; 100% green e Made in Italy con propriet&agrave; salutistiche riconosciute dalla tradizione popolare ed oggi certificate anche dalla scienza. Si tratta di prodotti provenienti da tutte le regioni italiane che rappresentano una valida alternativa agli acquisti esotici ed ai cosiddetti &ldquo;novel food&rdquo;, i cibi fatti in laboratorio recentemente autorizzati dall&rsquo;Unione Europea. Per l&rsquo;occasione sar&agrave; presentata la prima indagine su &ldquo;I supercibi che cambiano il menu degli italiani&rdquo;. http://www.modena.coldiretti.it/al-sana-arrivano-i-superfood-della-nonna.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122392478 Thu, 06 Sep 2018 18:35:39 GMT CONSUMI: BIOLOGICO, EMILIA ROMAGNA PRIMO POSTO AZIENDE VENDITA DIRETTA L&rsquo;Emilia Romagna &egrave; al primo posto in Italia per numero di aziende che fanno vendita diretta, mercati ed aziende e-commerce di prodotti biologici. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna sulla base dei dato di Biobank, alla vigilia dell&rsquo;apertura a Bologna del &ldquo;Salone internazionale del biologico e del naturale&rdquo; (Sana) dove Coldiretti sar&agrave; presente al Padiglione 21 Stand C/1 con i superfood della nonna che saranno protagonisti in occasione dell&rsquo;inaugurazione con il presidente nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo. I prodotti biologici in Emilia Romagna &ndash; informa Coldiretti regionale &ndash; vengono venduti direttamente al pubblico da 402 aziende agricole, 49 mercati e 47 aziende di e-commerce. Si tratta &ndash; commenta Coldiretti &ndash; di un settore in costante crescita, come testimonia l&rsquo;aumento a livello nazionale nel 2018 del 10% delle vendite al dettaglio di alimenti biologici, secondo i dati Nielsen che ha rilevato un fatturato del settore superiore ai 5 miliardi di Euro. Tra i canali di acquisto, accanto alla grande distribuzione ed ai negozi specializzati &ndash; precisa Coldiretti &ndash; particolarmente dinamici sono stati proprio gli acquisti diretti presso i produttori nelle fattorie, negli agriturismi e nei mercati contadini, con la rete degli agricoltori di Campagna Amica in testa. In Emilia Romagna la crescita del biologico &ndash; informa Coldiretti regionale &ndash; &egrave; confermata anche dall&rsquo;aumento delle imprese agricole che, secondo i dati della Regione erano 6.200 al 30 giugno 2018, con un aumento del 24% rispetto all&rsquo;anno precedente. Nello stesso periodo ancora pi&ugrave; consistente &egrave; risultato l&rsquo;aumento della superficie coltivata a biologico, cresciuto del 30% per un totale di 152 mila ettari, pari al 15% di tutta la superficie agricola regionale. Proprio per questi numeri, la nostra regione sottolinea Coldiretti Emilia Romagna &egrave; tra le protagoniste del pi&ugrave; grande accordo sul grano biologico mai realizzato al mondo per quantitativi e superfici coinvolte, siglato da Coldiretti, Consorzi agrari d&rsquo;Italia, Fdai (Firmato dagli agricoltori italiani) e Gruppo Casillo che prevede la fornitura di 300 milioni di chili di grano duro biologico destinato alla pasta e 300 milioni di chili di grano tenero all&rsquo;anno per la panificazione per una durata di tre anni, ma con la possibilit&agrave; di una proroga per altri due, per un totale di 5 anni. http://www.modena.coldiretti.it/consumi-biologico-emilia-romagna-primo-posto-aziende-vendita-diretta.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122391192 Thu, 06 Sep 2018 18:03:38 GMT DOPO LA CIMICE, DALL’ASIA UN NUOVO INSETTO DANNOSO PER L’AGRICOLTURA MODENESE Gli insetti alieni stanno invadendo anche la provincia di Modena. Dopo la cimice asiatica arriva la &ldquo;Cocciniglia Comstocki&rdquo; (Pseudococcum comstocki) che ha fatto la sua comparsa anche nel nostro territorio, solo ultimo dei parassiti alieni che hanno invaso l&rsquo;Italia provocando all&rsquo;agricoltura danni incalcolabili. In questo caso &ndash; informa Coldiretti Modena &ndash; si tratta di un insetto originario dell&rsquo;Asia centrale che colpisce molte specie fruttifere e che nella nostra provincia sta attaccando in particolare la vite: l&rsquo;insetto depone le uova nei grappoli, le larve che si sviluppano successivamente succhiano la linfa della pianta provocandone il deperimento oltre ad emettere una melata che imbratta la pianta, in particolare, i grappoli. La Cocciniglia &egrave; gi&agrave; diffusa su tutto il territorio della provincia di Modena causando ingenti danni economici dovuti dalla perdita di prodotto. Per la prevenzione dei danni della cocciniglia &ndash; rende noto la Coldiretti modenese - &egrave; gi&agrave; stata sperimentata con successo una forma di lotta biologica che utilizza insetti parassiti e predatori della specie Anagirus (una sorta di piccola vespa che depone le uova nelle larve dell&rsquo;insetto dannoso), e Criptolemus che, invece, si nutre delle larve. E&rsquo; necessario - sottolinea Coldiretti Modena &ndash; sostenere le aziende che intendono adottare l&rsquo;utilizzo di questi antagonisti naturali affiancandoli ai mezzi tradizionali di lotta, in un sistema di difesa integrata, anche attraverso le misure dedicate del Piano di Sviluppo Rurale. http://www.modena.coldiretti.it/dopo-la-cimice-dall-asia-un-nuovo-insetto-dannoso-per-l-agricoltura-modenese.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122390695 Thu, 06 Sep 2018 17:50:03 GMT MALTEMPO: IN EMILIA ROMAGNA DIMEZZATO SEME DI ERBA MEDICA CERTIFICATO Il maltempo che questa estate ha colpito i campi dell&rsquo;Emilia Romagna ha causato danni anche al seme di erba medica, una produzione in cui la nostra regione coltivando il 50 per cento dei circa 40 mila ettari seminati in Italia. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna, ricordando che il seme di erba medica &egrave; una produzione di elevata qualit&agrave;, che in Italia deve essere tutto certificato per produrre foraggio necessario all&rsquo;alimentazione degli animali che producono latte e carni di pregio. A causa di bombe d&rsquo;acqua, grandine e nubifragi di inizio estate &ndash; informa Coldiretti &ndash; la produzione di seme di erba medica quest&rsquo;anno si &egrave; pi&ugrave; che dimezzata rispetto al 2017, quando il raccolto fu molto abbondante. Al danno della scarsa produzione &ndash; spiega Coldiretti Emilia Romagna &ndash; si aggiunge anche la beffa della presenza sul mercato italiano di seme non certificato (che viene normalmente dovrebbe essere inviato solo all&rsquo;estero, dove non sono richieste le certificazioni) che mette in difficolt&agrave; il prodotto di qualit&agrave;. Quotare in borsa seme non certificato &egrave; come quotare un'auto di cui non si sa n&eacute; marca n&eacute; cilindrata n&eacute; le prestazioni ed &egrave; assolutamente fuorviante per il vero mercato. Per evitare quella che si configura come una concorrenza sleale, Coldiretti Emilia Romagna ha chiesto alla Borsa Merci di Bologna di non quotare pi&ugrave; nei propri listini il seme non certificato in modo da contenere il diffondersi di questo prodotto sul mercato italiano. Il seme di erba medica certificato &ndash; sottolinea Coldiretti &ndash; assicura produzioni di alta qualit&agrave; necessari all&rsquo;alimentazione di bovini e ovini che producono latte destinato a prodotti Dop come il Parmigiano Reggiano e a prodotti tradizionali come il Pecorino del Pastore dell&rsquo;Appennino emiliano romagnolo, o anche le carni della vacca romagnola e dell&rsquo;agnello Igp del centro Italia (prodotto in Romagna). Inoltre l&rsquo;erba medica, inserita nella rotazione del mais e dei cereali in genere, riduce le infestanti nei terreni coltivati a cereali, con una significativa riduzione dell&rsquo;uso di diserbanti. http://www.modena.coldiretti.it/maltempo-in-emilia-romagna-dimezzato-seme-di-erba-medica-certificato.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122277728 Tue, 04 Sep 2018 17:40:00 GMT CCIAA, BUON LAVORO AL PRESIDENTE MOLINARI &ldquo;Siamo certi che in Giuseppe Molinari la Camera di Commercio di Modena avr&agrave; una guida sicura e competente per affrontare le tante sfide che il momento presenta: dalla ripresa economica, alla coesione sociale passando attraverso la tutela della legalit&agrave; e la valorizzazione dei territori&rdquo;. Sono le parole del direttore di Coldiretti Modena, Giovanni Du&ograve;, nel congratularsi con il neoeletto presidente dell&rsquo;ente camerale modenese. &ldquo;Coldiretti &egrave; una forza sociale che fonda il proprio agire sul confronto trasparente con le Istituzioni e tutti gli attori economici per portare risultati positivi a vantaggio non solo delle imprese agricole ma anche ai cittadini e a tutto il tessuto sociale di un territorio &ndash; continua Du&ograve;. Proprio di recente abbiamo costituito &ldquo;Filiera Italia&rdquo;, una nuova realt&agrave; associativa che vede per la prima volta il mondo agricolo e l&rsquo;industria di eccellenza insieme per difendere la filiera agroalimentare nazionale. Per ridare reddito alle imprese agricole e offrire ai consumatori prodotti di qualit&agrave; &egrave; necessario, innanzitutto, investire nella difesa e valorizzazione del Made in Italy agroalimentare, oggi minacciato dalla visione omologante del cibo, sull&rsquo;etichettatura di origine obbligatoria, sulla lotta alla contraffazione e ai fenomeni malavitosi nell&rsquo;agroalimentare ormai diffusi in tutta Italia, e promuovere il ruolo di chi vive di agricoltura, dei giovani in particolare, assicurando le condizioni perch&eacute; l&rsquo;attivit&agrave; agricola possa realizzarsi. &ldquo;Come Coldiretti &ndash; termina il Direttore di Coldiretti Modena &ndash; assicuriamo al nuovo Presidente la piena e convinta collaborazione per il raggiungimento degli obiettivi e la valorizzazione del territorio modenese&rdquo;. http://www.modena.coldiretti.it/cciaa-buon-lavoro-al-presidente-molinari.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122276673 Tue, 04 Sep 2018 17:00:17 GMT AGRITURISMO, ROBERTA GUALTIERI NUOVO PRESIDENTE TERRANOSTRA MODENA Roberta Gualtieri, titolare dell&rsquo;Agriturismo Il Biancospino di Stuffione &egrave; stata eletta presidente di Terranostra Modena, l&rsquo;associazione di Coldiretti per l&rsquo;agriturismo, l&rsquo;ambiente e il territorio che promuove gli agriturismi di Campagna Amica. Terranostra&nbsp;interpreta le politiche di Coldiretti nel settore agrituristico, promuovendo l&rsquo;accoglienza di qualit&agrave;; il recupero corretto e attento dei fabbricati rurali; la tutela del paesaggio e dell&rsquo;ambiente; l&rsquo;impiego a tavola dei prodotti locali, a chilometri zero e di origine certa; la vendita diretta dei prodotti; la diffusione di sistemi e metodi, produttivi ecocompatibili e a basso impatto ambientale, l&rsquo;adozione di uno stile di vita e di consumo pi&ugrave; rispettoso dell&rsquo;ambiente &ldquo;Ringrazio il presidente uscente, Paride Mattioli, per il lavoro profuso durante i suoi mandati &ndash; ha detto Roberta Gualtieri. Negli ultimi anni l&rsquo;associazione si &egrave; distinta per l&rsquo;offerta di servizi sempre pi&ugrave; dedicati alle strutture aderenti: sono state sottoscritte numerose convenzioni per ottimizzare i costi di esercizio, dal credito agevolato alla telefonia fino alle compagnie di assicurazione. Ma un vero salto di qualit&agrave; &egrave; stato compiuto con la realizzazione dei corsi per gli Agrichef che puntano a formare non solo chef abili ai fornelli, ma figure professionale a tutto tondo, esperte anche in marketing e comunicazione, in grado di raccontare ad un cliente sempre pi&ugrave; attento ed esigente la storia di un prodotto e la cultura del territorio che lo ha fatto nascere. Il mio obiettivo &ndash; ha continuato la neoeletta presidente di Terranostra &ndash; &egrave; continuare in questo solco di professionalizzazione della nostra attivit&agrave; per elevare, nelle fedelt&agrave; alla tradizione, al territorio e al buon cibo, il livello dell&rsquo;accoglienza e offrire agli ospiti un vero spaccato di campagna modenese.&rdquo; Roberta Gualtieri, dopo la laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari, ha lavorato in un laboratorio di ricerca mantenendo sempre i contatti con l&rsquo;agriturismo di famiglia (uno dei primi ad essere aperto nella provincia di Modena) dove lavorano i genitori e il fratello. Dal 2008 si dedica esclusivamente all&rsquo;azienda agricola occupandosi principalmente dell'attivit&agrave; agrituristica e didattica in fattoria. Dal 2017 fa parte anche del consiglio di Coldidattica, l&rsquo;associazione della fattorie didattiche di Coldiretti Emilia Romagna. Oltre al presidente Gualtieri, fanno parte del consiglio direttivo di Terranostra: Paola Curati (Agriturismo &ldquo;Le Gazze&rdquo; di Camposanto), Paola Garuti (Agriturismo Garuti di Bomporto), Sonia Gherardini (Agriturismo &ldquo;Ca&rsquo; de Fra di Sestola&rdquo;), Mattioli Paride (Agriturismo Fioinvilla di Modena), Graziella Chesi (Agriturismo &ldquo;Casa Minelli&rdquo; di Pavullo), Albertino Zinanni e Federica Barozzi (in rappresentanza di Coldiretti Modena). &nbsp; http://www.modena.coldiretti.it/agriturismo-roberta-gualtieri-nuovo-presidente-terranostra-modena.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122275221 Tue, 04 Sep 2018 16:21:15 GMT CAPORALATO: MONCALVO, RIFORMARE I REATI ALIMENTARI Occorre spezzare la catena dello sfruttamento che si alimenta dalle distorsioni lungo la filiera, dalla distribuzione all&rsquo;industria fino alle campagne dove i prodotti agricoli pagati sottocosto pochi centesimi spingono all&rsquo;illegalit&agrave;. E&rsquo; quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo in occasione del vertice con il ministro dello Sviluppo e del Lavoro, Luigi Di Maio in Prefettura a Foggia, nel sottolineare la necessit&agrave; di &ldquo;una grande azione di responsabilizzazione dal campo allo scaffale, per garantire che dietro tutti gli alimenti in vendita, italiani e stranieri, ci sia un percorso di qualit&agrave; che riguarda l&rsquo;ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore. A quasi due anni dall&rsquo;approvazione della legge sul caporalato l&rsquo;esperienza dimostra che la necessaria repressione da sola non basta ed &egrave; invece necessario &ndash; sottolinea Moncalvo - agire anche sulle leve economiche che spingono o tollerano lo sfruttamento. Per questo &ndash; sottolinea Moncalvo &ndash; occorre affiancare le norme sul caporalato all&rsquo;approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate dall&rsquo;apposita commissione presieduta da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell&rsquo;Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti (www.coldiretti.it). A pesare - denuncia Moncalvo - sono le pratiche commerciali sleali dagli acquisti sottocosto alle aste capestro al doppio ribasso che strozzano a cascata industriali e agricoltori e la componente piu&rsquo; debole dei lavoratori agricoli. I lavoratori stranieri &ndash; continua Coldiretti &ndash; contribuiscono in modo strutturale e determinante all&rsquo;economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo su un territorio dove va assicurata la legalit&agrave; per combattere inquietanti fenomeni malavitosi che umiliano gli uomini e il proprio lavoro e gettano un&rsquo;ombra su un settore che ha scelto con decisione la strada dell&rsquo;attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale. In agricoltura &ndash; sottolinea la Coldiretti &ndash; trovano occupazione regolare 345mila stranieri provenienti da ben 157 Paesi diversi che con 29.437.059 giornate rappresentano ben un quarto del totale del lavoro necessario nelle campagne italiane. Sono molti i &ldquo;distretti agricoli&rdquo; dove i lavoratori immigrati sono una componente bene integrata nel tessuto economico e sociale come nel caso &ndash; conclude Coldiretti &ndash; della raccolta delle fragole nel Veronese, della preparazione delle barbatelle in Friuli, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia Romagna, dell&rsquo;uva in Piemonte fino agli allevamenti da latte in Lombardia dove a svolgere l&rsquo;attivit&agrave; di bergamini sono soprattutto gli indiani mentre i macedoni sono coinvolti principalmente nella pastorizia. http://www.modena.coldiretti.it/caporalato-moncalvo-riformare-i-reati-alimentari.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122235403 Mon, 03 Sep 2018 17:41:43 GMT VENDEMMIA: AL VIA CON I VOUCHER, PRODUZIONE IN AUMENTO E OTTIMA QUALITÀ Al via in Emilia Romagna la vendemmia, che si apre con il ritorno dei voucher che assicurano al settore uno strumento a bassa burocrazia, agile e flessibile che semplifica le procedure per l&rsquo;assunzione di manodopera per periodi limitati. Lo comunica Coldiretti regionale annunciando che la vendemmia 2018 in Emilia Romagna segna anche il ritorno alla &ldquo;normalit&agrave;&rdquo; produttiva dopo il crollo quantitativo (&ndash;23%) causato dalle bizze meteorologiche del 2017. Come ormai avviene da quasi dieci anni &ndash; informa Coldiretti regionale &ndash; il periodo di inizio raccolta &egrave; anticipato di una decina di giorni, mentre la produzione di vino dovrebbe tornare a circa 7 milioni di quintali, con una qualit&agrave; di ottimo livello grazie anche al sole che ha caratterizzato le ultime settimane di maturazione. &Egrave; gi&agrave; avanti, secondo Coldiretti regionale, la vendemmia delle uve destinate alla spumantizzazione (Pinot, Chardonnay, Moscato) ed &egrave; pronta al via la raccolta dei vini bianchi classici: Albana, Trebbiano, Pignoletto, Ortrugo, Malvasia, per ricordare i pi&ugrave; importanti. Nella prima decade di settembre inizier&agrave; anche la vendemmia delle uve per i vini rossi, dal Sangiovese al Gutturnio, dal Lambrusco al Merlot, fino al Cabernet che chiude la vendemmia. A livello quantitativo la maggior crescita produttiva sar&agrave; in Romagna dove, a parte per le aziende colpite dalle grandinate di fine giugno-inizi luglio, la produzione &egrave; in aumento su tutte le variet&agrave; di vino; nel bolognese crescono i bianchi, in leggero calo i rossi; produzione nella norma a Ferrara e Piacenza e Parma; I lambruschi sono in aumento di circa il 15% sia a Reggio, sia Modena, anche se in quest&rsquo;ultima provincia, nella zona pedemontana si registrer&agrave; un leggero calo produttivo. La qualit&agrave; delle uve di quest&rsquo;anno &egrave; la base per vini di ottima qualit&agrave;. Il 48,9 per cento dei vini dell&rsquo;Emilia Romagna &ndash; sottolinea Coldiretti regionale &ndash; &egrave; destinata alla produzione di vini Doc (21,4%), Igt (27,5%), mentre la restante percentuale (51,1%) &egrave; destinata a vini da tavola e vini varietali. I vini Doc sono 18, quelli Igt 9, mentre due vini (Albana di Romagna e Pignoletto classico dei Colli bolognesi) hanno la denominazione di origine controllata e garantita (Docg). In Emilia Romagna &ndash; ricorda Coldiretti &ndash; ci sono 51 mila ettari di vigneto, coltivati da 19 mila aziende, pi&ugrave; di un terzo delle quali (35%) vende direttamente al consumatore. Quello della vendita diretta del vino &ndash; commenta Coldiretti Emilia Romagna &ndash; &egrave; una tendenza in continuo aumento negli ultimi anni anche come risposta alle richieste dei consumatori di conoscere personalmente il produttore, scoprire le caratteristiche del prodotto e visitare il territorio di origine. Il comparto vitivinicolo in Emilia Romagna &ndash; ricorda Coldiretti regionale &ndash; rappresenta oltre il 6% della Plv regionale, d&agrave; lavoro a 150 mila addetti e nel 2017 ha contribuito alle esportazioni per un valore di oltre 320 milioni di euro. http://www.modena.coldiretti.it/vendemmia-al-via-con-i-voucher-produzione-in-aumento-e-ottima-qualita.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122226007 Mon, 03 Sep 2018 13:16:12 GMT MADE IN ITALY: SCATTA OBBLIGO ETICHETTA POMODORO In Emilia Romagna l&rsquo;etichettatura del pomodoro interessa una produzione di circa due milioni di tonnellate per una Plv di 150 milioni di Euro. &Egrave; quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna nell&rsquo;annunciare che &egrave; scaduto il termine di 120 giorni previsto per l&rsquo;entrata in vigore, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018, del decreto interministeriale per l&rsquo;origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro I prodotti Made in Italy ottenuti con pomodori coltivati e trasformati in Italia &ndash; spiega Coldiretti regionale &ndash; saranno finalmente riconoscibili sugli scaffali dalla dicitura &ldquo;Origine del pomodoro: Italia&rdquo;. Le confezioni di tutti i derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia &ndash; precisa Coldiretti - dovranno infatti avere d&rsquo;ora in poi obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture: a) Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato; b) Paese di trasformazione del pomodoro: nome del paese in cui il pomodoro &egrave; stato trasformato. Se queste fasi avvengono nel territorio di pi&ugrave; Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Per consentire lo smaltimento delle scorte &ndash; continua Coldiretti &ndash; i prodotti che non soddisfano i requisiti previsti dal decreto, perch&eacute; immessi sul mercati sul mercato o etichettati prima dell&rsquo;entrata in vigore del provvedimento, possono essere commercializzati entro il termine di conservazione previsto in etichetta. Si tratta di una attesa misura di trasparenza per produttori e consumatori dopo che dall&rsquo;estero &ndash; rileva la Coldiretti &ndash; sono arrivati nel 2018 il 15% di derivati di pomodoro in pi&ugrave; rispetto allo scorso anno secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat relativi ai primi cinque mesi che fotografano una invasione straniera di ben 86 milioni di chili provenienti nell&rsquo;ordine da Stati Uniti, Spagna e Cina. La nuova normativa entra in vigore mentre si sta concludendo la campagna di raccolta del pomodoro in Italia che quest&rsquo;anno dovrebbe assicurare un raccolto attorno a 4.750.000 tonnellate, con una buona qualit&agrave; in termini di gradi Brix, ovvero di contenuto zuccherino, ma rese all&rsquo;ettaro sotto le medie degli ultimi anni. Si tratta di una attivit&agrave; che &ndash; sottolinea la Coldiretti &ndash; impegna in moto in Italia una filiera di eccellenza del Made in Italy che coinvolge circa 7.000 imprese agricole, oltre 100 imprese di trasformazione e 10.000 addetti, che esporta 2 miliardi di euro di derivati del pomodoro in tutto il mondo. L&rsquo;Italia &egrave; il principale produttore dell&rsquo;Unione Europea dove le previsioni riportano un calo produttivo complessivo del 14%, con riduzioni superiori al 20% in Spagna e Portogallo. A livello mondiale il calo della produzione sarebbe meno sostenuto (-6,6%), nonostante la previsione di un meno 40% per la produzione cinese di pomodoro da industria, mitigata da un +14% della produzione californiana. Oggi &ndash; conclude la Coldiretti - in Italia si consumano conserve di pomodoro per circa 30 chili a testa all&rsquo;anno di a casa, al ristorante o in pizzeria secondo le stime della Coldiretti e ad essere preferiti, sono stati nell&rsquo;ordine le passate, le polpe o il pomodoro a pezzi, i pelati e i concentrati. http://www.modena.coldiretti.it/made-in-italy-scatta-obbligo-etichetta-pomodoro.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122226244 Mon, 03 Sep 2018 13:15:41 GMT SICCITÀ: BENE DECISIONE REGIONE PER IRRIGARE I CAMPI DELLA ROMAGNA La possibilit&agrave; di tornare ad attingere acqua dai fiumi della Romagna salva le produzioni agricole di questa area. &Egrave; quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna esprimendo soddisfazione per la decisione dell&rsquo;amministrazione regionale di concedere, in deroga al deflusso minimo vitale (Dmv), la possibilit&agrave; di attingere acqua dai fiumi romagnoli per irrigare le colture di qualit&agrave; della zona, dai frutteti ai vigneti, fino ai foraggi per l&rsquo;alimentazione del bestiame. La decisione della Regione &ndash; informa Coldiretti Emilia Romagna &ndash; risponde all&rsquo;appello fatto proprio da Coldiretti per salvaguardare i raccolti dell&rsquo;area romagnola, sotto scacco per il caldo del periodo e per la mancanza di un adeguato apporto idrico, fondamentale per una produzione di qualit&agrave;. In particolare Coldiretti sottolinea l&rsquo;impegno del governatore Stefano Bonaccini che, riconoscendo la situazione di emergenza, ha anticipato ad oggi la riunione della Giunta regionale in precedenza gi&agrave; fissata per il 27 agosto. Pur non trovandoci di fronte ad una situazione di siccit&agrave; come quella del 2017 &ndash; spiega Coldiretti Emilia Romagna &ndash; l&rsquo;andamento di questa estate ha messo in evidenza ancora una volta che l&rsquo;acqua &egrave; essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali &egrave; a rischio la sopravvivenza del territorio e la competitivit&agrave; dell&rsquo;intero settore agroalimentare. Di fronte alla tropicalizzazione del clima &ndash; sostiene Coldiretti regionale &ndash; se vogliamo continuare a mantenere l&rsquo;agricoltura di qualit&agrave;, dobbiamo organizzarci per raccogliere l&rsquo;acqua nei periodi pi&ugrave; piovosi con adeguati interventi strutturali di risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, come bacini aziendali, utilizzo di ex cave e casse di espansione dei fiumi. http://www.modena.coldiretti.it/siccita-bene-decisione-regione-per-irrigare-i-campi-della-romagna.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122225953 Mon, 03 Sep 2018 13:08:35 GMT VITIVINICOLO: CONVALIDA MVV MEDIANTE PEC - PROCEDURA DI RISERVA Facendo seguito alle nostre sollecitazioni, l&rsquo;ICQRF ha definito, mediante circolare n. 000617 del 03/08/2018, &nbsp;la procedura di riserva nel caso di ritardo della ricezione del messaggio di notifica avvenuta consegna&nbsp; di convalida del documento vitivinicolo MVV mediante PEC (v. decreto dipartimentale 1021 del 17 giugno 2014). In sintesi, qualora la ricevuta non ritorni entro un&rsquo;ora l&rsquo;operatore, ferme restando le annotazioni da riportare in casella 18 (fronte del documento), annoter&agrave; nel retro del documento una dicitura del tipo &ldquo;Non &egrave; arrivata la ricevuta di avvenuta consegna. Allego la PEC inviata&rdquo;. In questo modo sar&agrave; possibile iniziare il trasporto con il documento MVV e con la stampa del messaggio di PEC valido per la convalida. Scarica qui la circolare. http://www.modena.coldiretti.it/vitivinicolo-convalida-mvv-mediante-pec-procedura-di-riserva.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122225784 Mon, 03 Sep 2018 13:05:19 GMT CAPORALATO: EVITARE CHE DOPO I MORTI TUTTO RITORNI COME PRIMA Un distretto contro la piaga del caporalato e contro sistemi commerciali capestro come le aste on line al doppio ribasso che strangolano gli agricoltori. &Egrave; questa la richiesta che viene da Coldiretti Emilia Romagna all&rsquo;indomani dei tragici incidenti che hanno funestato il settore della raccolta e del trasporto dei pomodoro in Puglia. &ldquo;Per queste dolorose vicende &ndash; afferma il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello &ndash; si danno le colpe al caporalato e alla ricerca costante di abbassare i costi lungo tutta la filiera, dall&rsquo;industria alla grande distribuzione: tutte cose vere, che per&ograve; resterebbero solo parole se il giorno dopo aver pianto i morti si ritornasse come prima. La vera anomalia in tutto il settore del pomodoro &ndash; prosegue Tonello &ndash;&egrave; che si siglano contratti che gi&agrave; in partenza sono al di sotto dei costi di produzione. Questo avviene non solo in Puglia, ma anche in Emilia Romagna, dove l&rsquo;accordo interprofessionale del pomodoro per la campagna 2018 ha stabilito un prezzo di 79,95 euro a tonnellata, pari al 0,079 centesimi di euro al chilogrammo, quando all&rsquo;agricoltore un chilo di pomodoro costa almeno 0,09 centesimi al chilogrammo, un prezzo che per&ograve; nessuno &egrave; disposto a riconoscere. La realt&agrave; &ndash; sottolinea Tonello &ndash; &egrave; che c&rsquo;&egrave; una continua corsa al ribasso e al profitto che annulla qualsiasi considerazione etica lungo tutta la filiera, a partire dai trasporti fatti con mezzi obsoleti, sempre in lotta contro il tempo, con le conseguenze che abbiamo visto in questi giorni&rdquo;. Secondo il presidente di Coldiretti regionale, proprio l&rsquo;Emilia Romagna, dove il pomodoro viene raccolto tutto a macchina e dove si producono due milioni di tonnellate di pomodoro, quasi un terzo della produzione nazionale, dovrebbe avere il coraggio di fare la scelta di realizzare il distretto del pomodoro, un organismo cui partecipano tutti i soggetti della filiera, dai produttori ai trasportatori, dall&rsquo;industria alla grande distribuzione, compreso l&rsquo;ente pubblico. &ldquo;Coldiretti lo propone da anni &ndash; ricorda Tonello &ndash; ma nessuno ha mai voluto fare niente perch&eacute; &egrave; pi&ugrave; comodo lasciare l&rsquo;attuale far west, dove ognuno cerca di strappare un vantaggio in pi&ugrave;, con le tragiche conseguenze di questi giorni di cui ci dispiace dire che purtroppo eravamo stati facili profeti. Con il distretto invece tutti soggetti della filiera sarebbero impegnati a rispettare le regole, con l&rsquo;ente pubblico nel ruolo di certificatore del rispetto delle norme nei vari passaggi lungo tutta la filiera, dalla produzione ai trasporti, dalla trasformazione alla grande distribuzione. In un sistema etico di giusta retribuzione, un chilogrammo di pomodoro verrebbe a costare pochi centesimi in pi&ugrave;, ma si tratterebbe di un prodotto di altissima qualit&agrave; che non pu&ograve; continuare ad essere trattato alla stregua di pomodoro d&rsquo;importazione di bassa qualit&agrave;. Se almeno in Emilia Romagna avessimo realizzato gi&agrave; questo strumento &ndash; conclude il presidente di Coldiretti Emilia Romagna &ndash; forse anche in altre parti d&rsquo;Italia si sarebbe avviato un sistema di riforme che avrebbe consentito di evitare le tragedie di questi giorni&rdquo;. http://www.modena.coldiretti.it/caporalato-evitare-che-dopo-i-morti-tutto-ritorni-come-prima.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=121093115 Thu, 09 Aug 2018 10:07:38 GMT CAPORALATO, SI PAGA PIU’ LA BOTTIGLIA DEL POMODORO Quando si acquista una passata al supermercato si paga pi&ugrave; per la bottiglia che per il pomodoro contenuto. E&rsquo; quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui costi di produzione dalla quale si evidenzia una preoccupante distorsione. In una bottiglia di passata di pomodoro da 700 ml in vendita mediamente a 1,3 euro oltre la met&agrave; del valore (53%) secondo la Coldiretti &egrave; il margine della distribuzione commerciale con le promozioni, il 18% sono i costi di produzione industriali, il 10% &egrave; il costo della bottiglia, l&rsquo;8% &egrave; il valore riconosciuto al pomodoro, il 6% ai trasporti, il 3% al tappo e all&rsquo;etichetta e il 2% per la pubblicit&agrave;. Esiste &ndash; sostiene Coldiretti Modena - un evidente squilibrio nella distribuzione del valore lungo la filiera favorito anche da pratiche commerciali sleali come i casi di aste capestro on line al doppio ribasso che strangolano gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione, nonostante il codice etico firmato l&rsquo;anno scorso fra il Ministero delle Politiche Agricole e le principali catene della grande distribuzione, che avrebbe dovuto evitare questo fenomeno che spinge a prezzi di aggiudicazione che non coprono neanche i costi di produzione. Occorre spezzare la catena dello sfruttamento che si alimenta dalle distorsioni lungo la filiera, dalla distribuzione all&rsquo;industria fino alle campagne dove i prodotti agricoli pagati sottocosto pochi centesimi spingono le imprese oneste a chiudere e a lasciare spazio all&rsquo;illegalit&agrave; - sostiene Coldiretti Modena - nel sottolineare la necessit&agrave; di una grande azione di responsabilizzazione, dal campo allo scaffale, per garantire che dietro tutti gli alimenti in vendita, italiani e stranieri, ci sia un percorso di qualit&agrave; che riguarda l&rsquo;ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore. Per questo &ndash; continua Coldiretti &ndash; occorre affiancare le norme sul caporalato all&rsquo;approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate dall&rsquo;apposita commissione presieduta da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell&rsquo;Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti (www.coldiretti.it)&rdquo;. I lavoratori stranieri &ndash; conclude Coldiretti Modena &ndash; contribuiscono in modo strutturale e determinante all&rsquo;economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo su un territorio dove va assicurata la legalit&agrave; per combattere inquietanti fenomeni malavitosi che umiliano gli uomini e il proprio lavoro e gettano un&rsquo;ombra su un settore che ha scelto con decisione la strada dell&rsquo;attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale. PASSATA DI POMODORO IN BOTTIGLIA VETRO DA 700 ML IN VENDITA A 1,3 EURO INCIDENZA 1) margine distribuzione con promozioni 53 % 2) trasporti 6 % 3) pubblicit&agrave; 2 % 4) costi produzione industriale 18 % 5) materia prima agricola (pomodoro) 8% 6) bottiglia 10 % 7) tappo 2,5 % 8) etichetta 0,5 % Fonte: Elaborazioni Coldiretti http://www.modena.coldiretti.it/caporalato-si-paga-piu-la-bottiglia-del-pomodoro-.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=121093027 Thu, 09 Aug 2018 10:03:44 GMT A RISCHIO PRODUZIONI BIOLOGICHE CON TAGLIO RAME Forte preoccupazione per l&rsquo;intenzione dell&rsquo;Unione Europea di &ldquo;tagliare&rdquo; l&rsquo;uso del rame ai produttori agricoli in particolare a quelli biologici. &Egrave; quanto esprime Coldiretti Emilia Romagna alla luce del dossier della Commissione Ue che ipotizza una riduzione da 6 a 4 chilogrammi di rame all&rsquo;anno per ettaro, privando cos&igrave; i produttori agricoli biologici di un degli strumenti principali di difesa delle piante dalle malattie, sicuro per gli uomini, gli animali e l&rsquo;ambiente. L'attuale licenza dei composti del rame &ndash; informa Coldiretti Emilia Romagna &ndash; scade nel gennaio 2019 e la Commissione ha predisposto un dossier che prevede un rinnovo di autorizzazione per 5 anni con riduzione di un terzo delle dosi ammissibili. Una cos&igrave; drastica riduzione del dosaggio &ndash; commenta Coldiretti Emilia Romagna &ndash; comporterebbe perdite di rese in agricoltura biologica che oscillano tra il 30% e il 100% a seconda delle diverse colture, in particolar modo sulla vite, e tra il 10% e il 70% per l&rsquo;agricoltura convenzionale, dove il rame &egrave; spesso usato in combinazione con altri prodotti al fine di evitare fenomeni di resistenza dei parassiti. A farne le spese in Emilia Romagna sarebbero le oltre 5.000 aziende biologiche che coltivano 150 mila ettari di terreno, il 15% della superficie agricola coltivata in regione. In questo modo &ndash; insiste Coldiretti regionale &ndash; l&rsquo;Unione Europea andrebbe contro la strategia della stessa Politica agricola comunitaria che sostiene l&rsquo;agricoltura biologica. Pi&ugrave; opportuno &ndash; secondo Coldiretti Emilia Romagna &ndash; sarebbe consentire di continuare ad impiegare il rame nella dose di 6 chilogrammi per ettaro/anno, con uno schema di dosaggio flessibile con una dose media ripartita su 5 anni che consentirebbe agli agricoltori di gestire il quantitativo di rame in base agli attacchi patogeni alle colture. Il rame &ndash; ricorda Coldiretti Emilia Romagna &ndash; &egrave; usato in agricoltura da oltre un secolo per proteggere in maniera efficace ed economicamente sostenibile molte colture agricole da malattie fungine e attacchi di batteri. &Egrave; un prodotto sicuro per gli esseri umani, gli animali e non presenta rischi ambientali. http://www.modena.coldiretti.it/a-rischio-produzioni-biologiche-con-taglio-rame.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120813254 Tue, 31 Jul 2018 16:07:33 GMT DOMANI LUNEDÌ 30 LUGLIO, ARRIVA FERMO PESCA IN EMILIA ROMAGNA Scatter&agrave; domani luned&igrave; 30 luglio il fermo pesca per le barche dell&rsquo;Emilia Romagna per rispettare l&rsquo;obbligo dell&rsquo;interruzione temporanea dell&rsquo;attivit&agrave; di pesca che per 42 giorni, fino al 9 settembre, interesser&agrave; tutte le flotte da pesca da Trieste ad Ancona. Lo comunica Coldiretti Impresapesca Emilia Romagna, ricordando che con il fermo pesca si fermano le attivit&agrave; della flotta italiana, secondo un preciso calendario nelle varie marinerie, per favorire il ripopolamento del mare e garantire un migliore equilibrio tra le risorse biologiche e l&rsquo;attivit&agrave; di pesca. In un Paese come l&rsquo;Italia che importa pi&ugrave; di 2 pesci su 3, nei territori interessati dal fermo pesca &ndash; sottolinea Coldiretti Impresapesca Emilia Romagna &ndash; aumenta il rischio di ritrovarsi nel piatto, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato, se non si tratta di quello fresco made in Italy proveniente dalle altre zone dove non &egrave; in atto il fermo pesca oppure se non si tratta di pescato proveniente dall&rsquo;attivit&agrave; della piccola pesca locale o da allevamenti di mitili o vongole. Per effettuare acquisti made in Italy di qualit&agrave; e al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti &egrave;, laddove possibile, di acquistare direttamente dal pescatore, specie da quelle attivit&agrave; non interessate dal fermo, o, se da un&rsquo;attivit&agrave; commerciale, di verificare sul bancone l&rsquo;etichetta, che per legge deve prevedere l&rsquo;area di pesca (Gsa) che per l&rsquo;Adriatico settentrionale corrisponde al numero 17. Nel periodo di fermo pesca di questa zona, per mangiare pesce italiano le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Coldiretti Impresapesca ha pi&ugrave; volte negli anni chiesto una radicale modifica di questo strumento di gestione che non risponde pi&ugrave; da tempo alle esigenze della sostenibilit&agrave; delle principali specie target della pesca nazionale, tanto che lo stato delle risorse nei 33 anni di fermo pesca &egrave; progressivamente peggiorato, come anche parallelamente lo stato economico delle imprese e dei redditi. In Emilia Romagna &ndash; Ricorda Coldiretti Impresapesca &ndash; si &egrave; verificato anche un calo delle imprese da pesca e in quasi dieci anni hanno chiuso pi&ugrave; di un&rsquo;impresa su cinque (&ndash;22%), passando dalle 778 del 2009 alle 600 attuali. L&rsquo;auspicio &egrave; che dal 2019 si possa mettere in campo un nuovo sistema che tenga realmente conto delle esigenze di riproduzione delle specie e delle esigenze economiche delle marinerie. Ma intanto &ndash; conclude Coldiretti Impresapesca &ndash; vanno risolti i problemi relativi al pagamento del fermi pregressi e evitare incertezze sul garantire il premio alle imprese relativamente all&rsquo;anno 2018. http://www.modena.coldiretti.it/domani-lunedi-30-luglio-arriva-fermo-pesca-in-emilia-romagna.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120769371 Mon, 30 Jul 2018 11:07:03 GMT DECRETO DIGNITÀ: EMILIA ROMAGNA, BENE I VOUCHER PER FRUTTA E VENDEMMIA Saranno la campagna di raccolta frutta e la vendemmia le attivit&agrave; che maggiormente beneficeranno del ritorno dei voucher in agricoltura. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna in merito all&rsquo;approvazione dell' emendamento sui voucher nel DL &ldquo;Dignita&rdquo; che riapre le porte all&rsquo;utilizzo dei voucher proprio a partire con le attivit&agrave; agricole principali dell&rsquo;estate. Con i voucher &ndash; sottolinea Coldiretti regionale &ndash; circa 10 mila posti di lavoro occasionale possono essere riportati in trasparenza in Emilia Romagna. &ldquo;Con il loro ritorno in agricoltura &ndash; ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romana, Mauro Tonello &ndash; si riaffermano i principi originari senza gli abusi che si sono verificati in altri settori, anche perch&eacute; nelle campagne i beneficiari erano e restano soltanto disoccupati, cassintegrati, pensionati e giovani studenti che non siano stati operai agricoli l&rsquo;anno precedente, tra l&rsquo;altro impiegati esclusivamente in attivit&agrave; stagionali&rdquo;. &ldquo;E&rsquo; importante &ndash; precisa il direttore regionale, Marco Allaria Olivieri &ndash; assicurare al settore uno strumento semplificato, agile e flessibile che risponda soprattutto ad un criterio di tempestiva e disponibilit&agrave; all&rsquo;impiego e dall&rsquo;altra sia capace di garantire forme di tutela dei lavoratori ed integrazione del reddito alle categorie pi&ugrave; deboli in un momento in cui se ne sente particolare bisogno&rdquo;. La normativa che aveva sostituito i voucher &ndash; ricorda Coldiretti regionale - &egrave; stata un vero flop in agricoltura dove ha fatto crollare del 98% in valore l&rsquo;uso dei buoni lavoro innanzitutto per effetto di un eccesso di inutile burocrazia. I voucher &ndash; ha ricordato Coldiretti Emilia Romagna &ndash; erano stati introdotti per la prima volta in via sperimentale nel 2008 per la vendemmia proprio per le peculiarit&agrave; dell&rsquo;offerta di lavoro nelle campagne. Nel corso degli anni successivi l&rsquo;agricoltura &ndash; sottolinea ancora l&rsquo;organizzazione &ndash; &egrave; stata l&rsquo;unico settore che &egrave; rimasto praticamente &ldquo;incatenato&rdquo; all&rsquo;originaria disciplina &ldquo;sperimentale&rdquo; con tutte le iniziali limitazioni (solo lavoro stagionale e solo pensionati, studenti e percettori di integrazioni al reddito) a differenza di altri settori. Non &egrave; un caso &ndash; precisa Coldiretti Emilia Romagna &ndash; che il numero di voucher impiegati nelle campagne dell&rsquo;Emilia Romagna siano rimasti stabili e addirittura in calo, passando dai 400 mila del 2013 (8,2% del totale) ai circa 350 mila dell&rsquo;ultimo anno di applicazione (solo il 2,6% del totale). http://www.modena.coldiretti.it/decreto-dignita-emilia-romagna-bene-i-voucher-per-frutta-e-vendemmia.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120769307 Mon, 30 Jul 2018 11:03:18 GMT VACANZE: E-R, AGRITURISMO, PRIMI 5 MESI 2018 +2,7% ARRIVI E +11,6% PRESENZE Nei primi cinque mesi del 2018, gli agriturismi dell&rsquo;Emilia Romagna hanno fatto registrare un aumento del 2,7% degli arrivi e dell11,6 per cento di pernottamenti. Lo comunica Coldiretti regionale sulla base dei dati del Servizio Statistico della Regione Emilia Romagna. Secondo le elaborazioni Coldiretti da gennaio alla fine di maggio nei 1.150 agriturismi da Piacenza a Rimini gli arrivi sono stati quasi 50 mila e i pernottamenti 140 mila, con un forte aumento dei turisti stranieri cresciuti del +14,7% in termini di arrivi e del 26,6% nelle presenze. Negli agriturismi &ndash; commenta Coldiretti &ndash; un turista su cinque (19,5%) proviene dall&rsquo;estero, un rapporto in continua crescita, grazie al richiamo dell&rsquo;enogastronomia e alla ricerca di prodotti tipici legati a territori ben definiti. La buona tavola resta una delle ragioni principali per scegliere l&rsquo;agriturismo, ma sta crescendo con forza anche la richiesta di vacanze che consentono di scoprire il territorio, con percorsi che toccano aree archeologiche e naturalistiche. Sul piano enogastronomico, il Emilia Romagna il turista pu&ograve; contare su 44 prodotti a denominazione d&rsquo;origine, su oltre 393 prodotti iscritti all&rsquo;albo delle produzioni tradizionali e 19 vini Doc, 2 Docg, e 9 Igt. La vacanza a contatto con la natura nella nostra regione offre due parchi nazionali, 13 regionali e 31 riserve e oasi ambientali. Molto richiesti sono poi gli agriturismi che consentono di visitare i piccoli borghi e i gioielli dell&rsquo;arte che si trovano nell&rsquo;entroterra dell&rsquo;Emilia Romagna. La scelta dell&rsquo;agriturismo nell&rsquo;80% dei casi &ndash; afferma Coldiretti &ndash; &egrave; una scelta autonoma, con prenotazione diretta da parte dei clienti dopo che hanno consultato siti come www.campagnamica.it. Ampio peso nella scelta ha anche il passaparola tra parenti e amici che, per le vacanze in campagna, &egrave; sempre molto affidabile. Nel 2018 &ndash; informa Coldiretti Emilia Romagna &ndash; &egrave; cresciuta anche l&rsquo;App farmersforyou, in versione italiana e inglese, che permette di scegliere gli agriturismi e anche i mercati di Campagna Amica, le fattorie e le botteghe dove poter comprare il vero made in Italy agroalimentare. http://www.modena.coldiretti.it/vacanze-e-r-agriturismo-primi-5-mesi-2018-2-7-arrivi-e-11-6-presenze.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120769218 Mon, 30 Jul 2018 10:57:01 GMT VACANZE: IN EMILIA ROMAGNA ASSEGNATE 393 BANDIERE GUSTO Record a tavola per l&rsquo;Emilia Romagna che nel 2018 raggiunge 393 &ldquo;Bandiere del gusto&rdquo;, assegnate all&rsquo;Emilia Romagna sulla base delle specialit&agrave; alimentari tradizionali presenti sul territorio regionale. Lo rende noto Coldiretti Emilia Romagna in riferimento alla classifica dei primati enogastronomici stilata da Coldiretti nazionale in merito alla variegata offerta delle localit&agrave; turistiche nazionali durante questa estate. Sono 5 i prodotti che &ndash; sottolinea Coldiretti Emilia Romagna &ndash; si sono aggiunti rispetto allo scorso anno e che sono andati ad incrementare sul territorio regionale il patrimonio di specialit&agrave; che sono ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, secondo la diciottesima revisione del censimento dei prodotti agroalimentari tradizionali delle regioni. &ldquo;E&rsquo; questo il risultato del lavoro di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere nel tempo la biodiversit&agrave; sul territorio e le tradizioni alimentari&rdquo;, ha affermato il direttore di Coldiretti Regionale, Marco Allaria Olivieri nel sottolineare che &ldquo;si tratta di un bene comune per l&rsquo;intera collettivit&agrave; e di un patrimonio anche culturale che l&rsquo;Italia e l&rsquo;Emilia Romagna possono oggi offrire con orgoglio ai turisti italiani e stranieri&rdquo;. L&rsquo;Emilia Romagna con le sue 393 specialit&agrave; si colloca al quarto posto in Italia dopo Campania (515), Toscana (461) e Lazio (409). A prevalere tra le specialit&agrave; regionali sono &ndash; informa Coldiretti Emilia Romagna - i 171 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 79 piatti composti o prodotti della gastronomia (dall&rsquo;agnello alla romagnola all&rsquo;anguilla in umido, dalla faraona alla creta al rag&ugrave; alla bolognese), le 56 verdure fresche e lavorate, 46 carni fresche e lavorate (salumi), 12 bevande tra analcoliche, liquori e distillati, 12 formaggi, 8 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei, 6 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro), 3 condimenti. Nell&rsquo;elenco 2018 &ndash; segnala Coldiretti regionale &ndash; tra le new entry ci sono la zampanella (z&agrave;mpan&egrave;la), un antico mangiare dell&rsquo;Appennino bolognese, tipico cibo povero a base di acqua (o latte), farina, sale e talvolta anche uova, simile al borlengo modenese; tre tipi di gramigna (gialla, paglia e fieno, verde) della provincia di Reggio Emilia; i chisolini (chisul&egrave;n, chiss&ograve;), un prodotto tipico della provincia di Piacenza, il cui ingrediente base &eacute; la pasta del pane che viene stesa in sfoglie e fritta in strutto di maiale bollente. (SEGUE TABELLA) I PRODOTTI TRADIZIONALI AGROALIMENTARI DELL&rsquo;EMILIA ROMAGNA 2018 tipologia prodotti Bevande analcoliche, distillati e liquori 12 Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione 46 Formaggi 12 Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati 56 Paste fresche e prodotti di panetteria, biscotteria, pasticceria, confetteria 171 Prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso burro) 6 Preparazioni di pesci, crostacei e tecniche particolari di allevamento degli stessi 8 Condimenti 3 Piatti composti 79 Totale prodotti 393 http://www.modena.coldiretti.it/vacanze-in-emilia-romagna-assegnate-393-bandiere-gusto.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120769056 Mon, 30 Jul 2018 10:50:03 GMT FALSO PARMIGIANO SUPERA IL VERO, BENE TEST Con il falso parmigiano che nel mondo supera quello vero &egrave; importante l&rsquo;arrivo di nuove tecnologie che consentano di smascherare le imitazioni a vantaggio dei consumatori e delle aziende e lavoratori italiani impegnati a garantire l&rsquo;offerta dei formaggi italiani piu&rsquo; venduti nel mondo. E&rsquo; quanto afferma Coldiretti Modena in relazione al nuovo sistema messo a punto da un pool di ricercatori di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell'Universit&agrave; Cattolica che smaschera i falsi prodotti all&rsquo;estero grazie alla speciale impronta chimica generata da materia prima, lavorazioni e stagionatura dei veri Parmigiano e Grana Padano. Sul mercato europeo ed in Italia sono arrivati i cosiddetti similgrana di bassa qualit&agrave; spesso venduti con nomi di fantasia che fanno concorrenza sleale ai prodotti originali e spesso &ndash; sottolinea la Coldiretti modenese - ingannano i consumatori sulla reale origine che &egrave; prevalentemente di Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Estonia e Lettonia. Si tratta dei formaggi Made in Italy fra i pi&ugrave; copiati al mondo con nomi sempre evocativi dell&rsquo;originale italiano: dal parmesao brasiliano al reggianito argentino fino al parmesan perfect italiano prodotto in Australia ma dopo le sanzioni &egrave; comparso anche il Russia il finto parmigiano con tanto di confezione in cirillico. Grandi produttori di &ldquo;fake&rdquo; &ndash; spiega Coldiretti Modena &ndash; sono gli Stati Uniti con poli caseari in Wisconsin, California e New York e una gamma che va dal falso parmigiano vegano a quello prodotto dalla Comunit&agrave; Amish, dal parmesan vincitore addirittura del titolo di miglior formaggio negli Usa al kit che promette di ottenerlo in casa in appena 2 mesi, Per il futuro a preoccupare sono gli effetti dei trattati di libero scambio che l&rsquo;Unione Europea sta negoziando o a gi&agrave; siglato a partire da quello con il Canada (CETA) che per la prima volta ha legittimato il falso Parmigiano Reggiano che potr&agrave; essere liberamente prodotto e commercializzato con la traduzione di Parmesan. Il risultato &ndash; riferisce la Coldiretti - &egrave; che nei primi tre mesi del 2018 nel Pese dell&rsquo;Acero sono stati prodotti ben 3 milioni di chili di falso Parmigiano Reggiano (Parmesan) mentre le esportazioni dell&rsquo;originale italiano in quel paese sono crollate del 10% in valore e del 6% in quantit&agrave; rispetto all&rsquo;anno precedente. Un precedente pericoloso che &ndash; conclude la Coldiretti - &egrave; stato riproposto negli altri accordi da quello con il Giappone a quello con il Messico fino al negoziato in corso con i Paesi del Mercosur che sono grandi produttori di formaggi italiani taroccati. http://www.modena.coldiretti.it/falso-parmigiano-supera-il-vero-bene-test.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120683240 Fri, 27 Jul 2018 17:06:28 GMT SIMPOSIO CHEF, CON + 4% RECORD EXPORT AGROALIMENTARE Con un incremento delle esportazioni del 4% nel primo quadrimestre del 2018 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dopo il massimo di sempre di 41,03 miliardi del 2017, il Made in Italy agroalimentare si rivela il vero protagonista della ripresa del Paese. E&rsquo; quanto afferma Coldiretti Modena in riferimento al simposio annuale del Basque Culinary Center in programma domani in citt&agrave; che, con Massimo Bottura a fare gli onori di casa, vedr&agrave; la presenza degli chef pi&ugrave; autorevoli del mondo, oltre a luminari della cultura e dell&rsquo;arte, per discutere di trasformazione sociale e cucina. L&rsquo;evento che giunge a pochi giorni dall&rsquo;incoronazione dell&rsquo;Osteria Francescana come miglior ristorante al mondo &ndash; sottolinea Coldiretti Modena - cade nell&rsquo;anno del cibo italiano nel mondo ed &egrave; un ulteriore riconoscimento per Modena che delle eccellenze agroalimentari ha fatto uno dei propri segni distintivi in Italia e nel mondo. L&rsquo;alimentazione &ndash; informa Coldiretti Modena - &egrave; diventata la principale voce del budget turistico con un impatto economico che raggiunge per la prima volta i 30 miliardi di euro su base annua divisi tra turisti italiani (60%) e stranieri (40%) che sempre pi&ugrave; spesso scelgono l&rsquo;Italia come meta delle vacanze per i primati enogastronomici, sulla base delle elaborazioni Coldiretti su dati Isnart-Unioncamere. Un successo della gastronomia italiana che ha agganciato lo sviluppo della filiera agroalimentare legandola anche al turismo, alle bellezze paesaggistiche e culturali del Paese Un valore che &ndash; precisa la Coldiretti &ndash; supera abbondantemente quello per l&rsquo;alloggio pari a circa 24 miliardi, per l&rsquo;acquisto di souvenir di abbigliamento e artigianato fermo a quasi 19 miliardi e le spese per trasporti e attivit&agrave; culturali, ricreative e di intrattenimento che sfiorano i 9 miliardi. Una domanda a cui l&rsquo;Italia &ndash; conclude la Coldiretti - risponde con il primato dell&rsquo;agricoltura pi&ugrave; green d&rsquo;Europa con 293 specialit&agrave; Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole biologiche, la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati (Ogm), 40mila aziende agricole impegnare nel custodire semi o piante a rischio di estinzione e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,6%). http://www.modena.coldiretti.it/simposio-chef-con-4-record-export-agroalimentare.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120551376 Tue, 24 Jul 2018 12:30:36 GMT ONU, GRASSI E ZUCCHERI, ATTACCO A PRODUZIONI DI QUALITÀ MODENESI Ancora una volta a finire sotto scacco sono i prodotti principe del made in Italy e della dieta mediterranea. &Egrave; questo il commento di Coldiretti Modena all&rsquo;annuncio che L&rsquo;Onu e l&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; (Oms) vogliono tassare i prodotti alimentari contenenti grassi insaturi, sale e zuccheri per combattere le malattie cardiovascolari, il diabete, il cancro. Ad essere messi sotto accusa ci sono anche prodotti tipici modenesi, come il Parmigiano Reggiano, e le eccellenze dell&rsquo;Emilia Romagna: dal prosciutto di Parma, all&rsquo;olio d&rsquo;oliva fino al vino. L&rsquo;assurdit&agrave; di questa guerra santa &ndash; commenta Coldiretti Modena &ndash; &egrave; che ad essere colpiti sono quei prodotti della Dieta Mediterranea, riconosciuta proprio dall&rsquo;Oms come dieta &ldquo;allunga-vita&rdquo;, che ha reso l&rsquo;Italia uno dei Paesi con la popolazione pi&ugrave; longeva al mondo e che ha conquistato il riconoscimento di patrimonio immateriale dell&rsquo;Umanit&agrave; dall&rsquo;Unesco. Si tratta &ndash; accusa la Coldiretti modenese &ndash; di un altro pesante attacco la made in Italy, come &egrave; gi&agrave; avvenuto in Francia e in Inghilterra con le etichette a semaforo. Il fatto pi&ugrave; preoccupante &egrave; che si crea allarmismo presso i consumatori con il rischio concreto che vengano percepiti come salutari prodotti di scarsa qualit&agrave; come bibite gassate prive di zucchero, mentre vengono bocciati prodotti ricchi di elementi fondamentali per una dieta equilibrata (vitamine, minerali), come l&rsquo;olio extravergine, il Parmigiano Reggiano o il prosciutto di Parma. Si rischia &ndash; prosegue Coldiretti &ndash; che venga messo in discussione non solo un importante costume alimentare, ma anche un sistema produttivo di qualit&agrave; che genera in Emilia Romagna un volume d&rsquo;affari di 14,8 miliardi di euro con 70 mila occupati. http://www.modena.coldiretti.it/onu-grassi-e-zuccheri-attacco-a-produzioni-di-qualita-modenesi.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120386668 Tue, 17 Jul 2018 17:41:59 GMT OCCUPAZIONE: E-R, CRESCITA RECORD + 4,8% AZIENDE GIOVANI NELLE CAMPAGNE Crescita record di aziende giovani nell&rsquo;agricoltura, silvicoltura e pesca dell&rsquo;Emilia Romagna. Nel primo trimestre 2018 hanno raggiunto il numero di 2.199 imprese con un aumento del 4,8% rispetto al primo trimestre dell&rsquo;anno scorso, raddoppiando perfino la crescita del 2,3% fatta registrare in tutto il 2017. &Egrave; quanto emerge dalla analisi di Coldiretti Emilia Romagna sui dati del registro delle imprese di Unioncamere e diffusa in occasione del premio per l&rsquo;innovazione di Coldiretti Giovani Impresa Emilia Romagna, che ha selezionato tra centinaia di aziende le esperienze imprenditoriali pi&ugrave; innovative del 2018, dall&rsquo;allevamento di animali da lana anallergica alle feste nei campi di canapa, dagli orti coltivati via internet alla bava di lumache per produrre creme per la salute e la cura del corpo, dal food truck per cucinare il pesce in diretta nelle piazze di paese alle erbe infestanti per lenire artriti e artrosi. Nel primo trimestre di quest&rsquo;anno&ndash; rileva Coldiretti regionale &ndash; le imprese under 35 totali in Emilia Romagna sono risultate 27.681, con un calo di 1.125 aziende (&ndash;3,9%) rispetto allo stesso periodo del 2017. I cali maggiori si sono avuti nel settore delle costruzioni (&ndash;681 unit&agrave;, &ndash;11,1%) dei servizi (&ndash;473 imprese, &ndash;2,6%) e dell&rsquo;industria (&ndash;72 unit&agrave;, &ndash;3,4%). In controtendenza rispetto all&rsquo;andamento prevalente sono cresciute solo le imprese giovani dell&rsquo;agricoltura, silvicoltura e pesca con 101 imprese in pi&ugrave; (+4,8%), a conferma dell&rsquo;attrazione che le opportunit&agrave; offerte dal settore esercitano sui giovani. L&rsquo;apertura di aziende &ndash; specifica Coldiretti Emilia Romagna &ndash; riguarda l&rsquo;agricoltura e la silvicoltura (+74 imprese, +4,4%), ma anche la pesca e l&rsquo;acquacoltura (+32 imprese, +9,1%). Tra chi fa dell&rsquo;agricoltura una scelta di vita scommettendo sulla campagna con passione e professionalit&agrave; &ndash; informa Coldiretti Emilia Romagna &ndash; la met&agrave; &egrave; laureata e mediamente i giovani possiedono una superficie agricola superiore del 54% e un fatturato pi&ugrave; elevato del 75% rispetto alla media con il 50% in pi&ugrave; di occupati per azienda. A caratterizzare le imprese giovanili del settore &ndash; ribadisce Coldiretti regionale &ndash; &egrave; anche il fatto che a quasi 20 anni dall&rsquo;approvazione della legge che ha rivoluzionato le campagne, la 228 del 2001 (conosciuta come legge di Orientamento) fortemente sostenuta da Coldiretti, i giovani hanno interpretato in chiave innovativa le opportunit&agrave; offerte dal mondo rurale, avviando attivit&agrave; che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dall&rsquo;adottare un albero o un animale all&rsquo;agricoltura sociale, dalla cura di parchi e giardini ai prodotti per il benessere e la cura della persona. &ldquo;Abbiamo messo a disposizione dei giovani la grande esperienza di Coldiretti &ndash; ha detto il responsabile regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Andrea degli Esposti &ndash; per sostenere chi &egrave; interessato a impegnare il proprio futuro in agricoltura e cogliere tutte le opportunit&agrave; che la legge di Orientamento offre alle aziende agricole per l&rsquo;accesso ai finanziamenti e consentire di superare le tante difficolt&agrave; burocratiche nell&rsquo;avviare una propria impresa&rdquo;. &ldquo;I numeri in costante crescita dei nuovi ingressi ci dicono che l&rsquo;interesse dei giovani verso la scelta imprenditoriale in agricoltura &egrave; un fatto quasi epocale e non certo occasionale &ndash; ha detto il direttore di Coldiretti Emilia Romagna, Marco Allaria Olivieri &ndash; per questo occorrono politiche da parte delle istituzioni, in primis della Regione, che possano sostenere queste scelte e consolidare le aziende giovani e innovative che costituiranno il futuro produttivo ed ambientale del nostro territorio&rdquo;: Alle aziende innovative &egrave; dedicato il premio per l&rsquo;innovazione promosso da Coldiretti i cui vincitori finali sono stati premiati presso l&rsquo;azienda Bertinelli a Noceto (PR). Il premio &ldquo;Creativit&agrave;&rdquo; &egrave; andato a Gloria Merli di Marano di Ziano (Piacenza) che ha portato dalle Ande all&rsquo;Appennino piacentino l&rsquo;alpaca, un camelide che produce lana anallergica, perch&eacute; priva di lanolina, dai cui produce guanti, cuffie e maglioni sfruttando i 22 colori naturali di questa lana. A Mos&eacute; Padoan di Comacchio (Ferrara) &egrave; stato assegnato il premio &ldquo;Campagna Amica&rdquo; perch&eacute; vende direttamente vongole, anguille e pesce azzurro, girando per citt&agrave; e paesi con il suo food truck che gli consente di cucinare sul momento il pesce freschissimo pescato nella notte. Sabrina e Massimiliano Zanelli sono stati premiati per la &ldquo;Sostenibilit&agrave;&rdquo; del loro bosco officinale, dove coltivano ai margini dell&rsquo;antico Bosco della Mesola di Ferrara piante normalmente ritenute infestanti, che, grazie ad una sapiente distillazione, diventano creme cosmetiche per neonati, sciroppi per il benessere della persona, confetture, il tutto senza chimica, ma solo con il pieno di natura. Il premio &ldquo;Impresa3.terra&rdquo; &egrave; andato a Sebastiano Tundo di Argenta (Ferrara), ingegnere, figlio di un ingegnere e un medico, tipico esempio di una new entry in campagna che ha scelto la Quinoa, pianta originaria dell&rsquo;America Latina, parente di spinaci e barbabietola, ricca di proteine vegetali, fibra, antiossidanti e soprattutto gluten free per entrare nel mercato dei superfood, cibi orientati al benessere, sempre pi&ugrave; richiesti dai consumatori. Con i suoi asini co-terapeuti a fianco di dottori e infermieri, Gioele Chiari di San Giorgio di Piano (Bologna) ha conquistato il premio &ldquo;Noi per il sociale&rdquo;; nella sua azienda intervengono operatori sanitari, educatori, psicologi che utilizzano gli asini e altri animali a sostegno di terapie verso malati psichiatrici e della sfera emozionale. Realizzare orti con dimensioni e prodotti che i clienti scelgono su internet &egrave; la geniale trovata di Emanuele Rubinetti di Cesena che si &egrave; aggiudicato il premio &ldquo;Fare Rete&rdquo;. Attraverso il sito internet &ldquo;Ortiamo&rdquo;, Emanuele d&agrave; ai clienti la possibilit&agrave; di realizzare un orto che possono coltivare insieme o farselo coltivare interamente dal titolare, ottenendo in cambio i prodotti coltivati con la sicurezza di consumare alimenti freschi, di stagione e sicuri. Le sei categorie del premio non sono bastate per riconoscere la fantasia e la capacit&agrave; di innovazione dei giovani perci&ograve; sono state assegnate anche cinque menzioni speciali. La menzione &ldquo;Innovazione di prodotto&rdquo; &egrave; andata Luca Ricci di Faenza (Ravenna) per l&rsquo;allevamento di chiocciole da cui ricava oltre ai prodotti gastronomici anche creme cosmetiche e sciroppi pediatrici con metodi soft che non stressano le lumache. Sara Ramazzotti di Neviano degli Arduini (Parma) con la produzione di gelato e yogurt ottenuto dal latte destinato alla produzione di Parmigiano Reggiano ha ottenuto la menzione speciale &ldquo;Qualit&agrave;&rdquo;. Menzione speciale &ldquo;Ambiente&rdquo; per Pietro Campani e Paolo Berretti di Montefiorino (Modena) che pensano in grande sul lungo periodo ed hanno in progetto di piantare 300 mila piante micorrizate per la prodizione di tartufi. Recuperando la Spergola, antico vitigno delle colline reggiane amato da Matilde di Canossa, la Compagnia della Spergola di Reggio Emilia si &egrave; aggiudicata la menzione &ldquo;Valorizzazione economica&rdquo; per aver riunito cantine ed enti pubblici per la promozione economica, ambientale e turistica del prodotto. Alle cene nel campo di canapa di Marco Bianchi di Coriano (Rimini) &egrave; andata la menzione speciale &ldquo;Marketing&rdquo;. PREMIO INNOVAZIONE 2018 COLDIRETTI GIOVANI IMPRESA AZIENDE VINCITRICI E MENZIONI SPECIALI PER L&rsquo; EMILIA ROMAGNA Categoria &ldquo;Creativit&agrave;&rdquo; DALLE ANDE AGLI APPENNINI Marano di Ziano (Piacenza) &ndash; Azienda &ldquo;Giuseppina Penna&rdquo; - Gloria Merli Guanti, sciarpe e cuffie: prodotti &ldquo;allevati, raccolti e lavorati&rdquo; grazie al lavoro instancabile della 26enne Gloria Merli in collaborazione con la madre Giuseppina Penna. Le due donne, nella loro azienda a Marano di Ziano, infatti, oltre a coltivare la vite, allevano otto alpaca, mammiferi della famiglia dei camelidi originari del Sud America grazie ai quali si produce la famosa lana soffice e anallergica. La lana di alpaca &egrave; infatti priva di lanolina, perci&ograve; non infeltrisce e non provoca allergie. Non &egrave; tinta perch&eacute; ha 22 colori naturali, dal bianco puro al fulvo, dalle varie gamme del marrone al grigio fino al nero e agli sfumati. Gloria &egrave; segretaria e vicepresidente nazionale della Sia, Societ&agrave; Italiana Alpaca. L&rsquo;associazione &egrave; impegnata nella procedura per il riconoscimento dell&rsquo;alpaca come animale da reddito su tutto il territorio nazionale e per raggiungere questo obiettivo ha messo a disposizione un servizio di deposito e analisi del Dna per tutti gli alpaca iscritti al registro anagrafico, grazie al prezioso supporto del laboratorio dell&rsquo;Associazione Italiana Allevatori. Categoria &ldquo;Campagna Amica&rdquo; FILIERA TRASPARENTE COME L&rsquo;ACQUA Comacchio (Fe) &ndash; Mos&egrave; e B. societ&agrave; cooperativa di Mos&egrave; Padoan Quella della cooperativa Mos&egrave; e B. &egrave; una storia di passione. La societ&agrave; ha sede a Comacchio, regno della pesca e dell&rsquo;anguilla e Mos&egrave; Padoan ha seguito il richiamo del territorio e si &egrave; dedicato anima e corpo a questa antica attivit&agrave;. Vongole veraci, anguille e pesce azzurro vengono pescati e venduti direttamente in una filiera cortissima e trasparente nei punti vendita aziendali e nei mercati di Campagna Amica. Mos&egrave; in breve tempo si &egrave; ritagliato uno spazio di assoluto rilievo nello scenario ittico ferrarese e questo gli ha permesso di ampliare l&rsquo;attivit&agrave; e dedicarsi anche allo street food. Con il proprio food truck, camioncino che oltre a vendere pesce &egrave; attrezzato anche per la cottura, gira per la Provincia proponendo pesce fresco gi&agrave; cucinato secondo la tradizione e pronto al consumo, facendo conoscere a tutti i prodotti tipici e le ricette del suo territorio. Categoria &ldquo;Sostenibilit&agrave;&rdquo; LE INFESTANTI CHE FANNO BENE Mesola (Fe) &ndash; Il Bosco Officinale di Sabrina e Massimiliano Zanelli Il Bosco Officinale si trova ai margini di uno dei boschi pi&ugrave; antichi d&rsquo;Italia, il bosco della Mesola. Qui Sabrina e Massimiliano Zanelli, con l&rsquo;appoggio della madre, coltivano le piante officinali di una volta, quelle che erano quasi scomparse, come ad esempio la camomilla romana. La riscoperta &egrave; avvenuta anche grazie al nonno che queste piante conosceva bene e che &egrave; vissuto fino a 106 anni senza mai prendere una medicina. Sono ben diciassette le specie officinali coltivate tra cui l&rsquo;Erigeron Canadensis una pianta originaria del Canada, ma che da secoli ha colonizzato il mondo: &egrave; una infestante resistente ai diserbanti, ricca per&ograve; di sostanze benefiche soprattutto come prodotto drenante che giova anche per artrosi e artriti. L&rsquo;azienda si &egrave; dotata di distillatori di ultima generazione che consentono di ricavare olii essenziali che mantengono tutte le caratteristiche del prodotto originario. Da qui nascono creme cosmetiche per neonati e adulti, sciroppi per il benessere della persona, creme anche per gli animali domestici. L&rsquo;azienda dispone anche di un laboratorio dove vengono preparate confetture e altri prodotti alimentari di altissima qualit&agrave;. Il tutto viene venduto online e direttamente nel negozio aziendale, mentre tra i progetti futuri c&rsquo;&egrave; l&rsquo;apertura di negozi in franchising. L&rsquo;amore per le piante gli Zanelli amano trasmetterlo. Per questo organizzano corsi di formazione e informazione in azienda e spesso vengono chiamati anche dall&rsquo;Universit&agrave; per lezioni agli studenti. Categoria &ldquo;Impresa 3.Terra&rdquo; SUPERFOOD MADE IN ITALY Argenta (Fe) &ndash; azienda agricola di Sebastiano Tundo Ingegnere edile, figlio di un ingegnere e di un medico, Sebastiano Tundo ha avviato un&rsquo;azienda agricola un po&rsquo; per passione, un po&rsquo; per desiderio di avere subito una occupazione tutta sua. Per i suoi terreni seminati a cereali (grano, mais) e oleaginose (soia) aveva bisogno di una coltura in rotazione. Ha scelto la Quinoa, una pianta originaria del Sud America che ormai si sta diffondendo in tutto il mondo per le sue peculiarit&agrave;: &egrave; una pianta erbosa, lontana parente di spinaci e barbabietola, ricca di proteine vegetali, fibra e antiossidanti e soprattutto gluten free, insomma in linea con i cosiddetti superfood, cibi orientati al benessere sempre pi&ugrave; richiesti dai consumatori. La sua scelta per&ograve; &egrave; stata fatta &ldquo;scientificamente&rdquo;, quasi da ingegnere. Sebastiano infatti con una oculata attivit&agrave; di ricerca e selezione ha scelto il tipo di seme pi&ugrave; adatto ai terreni del ferrarese. Poi &egrave; partito con la coltivazione (tutta biologica), organizzando la sua filiera, a partire dal marchio (Quin), passando per il packaging, fino alla vendita diretta in azienda e online. Categoria &ldquo;Noi per il sociale&rdquo; L&rsquo;ASINO DOTTORE San Giorgio di Piano (Bo) &ndash; azienda agricola di Gioele Chiari L&rsquo;asino come co-terapeuta, affiancato a dottori, infermieri, psicologi. Il desiderio di mettere la sua azienda al servizio del sociale ha spinto Gioele Chiari ad allevare asini (razza meticcia) per rispondere ai bisogni pi&ugrave; profondi della disabilit&agrave;. La pet-therapy gi&agrave; da tempo si sta diffondendo anche in Italia ed &egrave; in questo settore che Gioele ha deciso di realizzare il suo impegno sociale. Nella sua azienda intervengono operatori sanitari, educatori, psicologici, veterinari che utilizzano gli asini per la co-terapia, attivit&agrave; complementare alla terapia vera e propria, che coinvolge malati psichiatrici e della sfera emozionale. Infatti questa tipologia di utenti trova particolare giovamento nel rapporto con questo animale speciale, grande trasduttore di emozioni e in grado di entrare in contatto con la sfera pi&ugrave; intima delle persone. Categoria &ldquo;Fare rete&rdquo; OLTRE IL KM 0 Cesena (Fc) &ndash; societ&agrave; agricola Colle Del Rio di Emanuele Rubinetti Adottare un appezzamento di terreno per realizzare un orto a proprio immagine, uso e consumo. &Egrave; stata questa l&rsquo;idea vincente di Emanuele Rubinetti, giovane (30 anni) imprenditore agricolo di Cesena che attraverso il sito internet &ldquo;ortiamo&rdquo;, offre ai suoi clienti la possibilit&agrave; di realizzare un orto, scegliendone le dimensioni, il periodo di coltivazione con le verdure e gli ortaggi da seminare. Una iniziativa molto flessibile, che d&agrave; la possibilit&agrave; di un servizio diversificato: coltivare insieme al coltivatore o farselo coltivare interamente dal titolare, ma il tutto sempre in una attivit&agrave; interattiva per cui si parla, ci si confronta si sceglie e si decide con il titolare. Il tutto avviene attraverso internet, a parte la fase finale, quella pi&ugrave; interessante in cui il cliente riceve i suoi prodotti a casa, sicuro di mangiare alimenti freschi, di stagione e sicuri. Partito da solo, Emanuele oggi ha due soci, Giovanni e Luana e gli orti da 20 sono diventati 60. Tra gli obiettivi futuri: avviare un allevamento di polli legati agli orti (alimentati con i residui della produzione) e sviluppare un percorso didattico con scuole, famiglie e aziende. Menzione speciale &ldquo;Innovazione di Prodotto&rdquo; LA BELLEZZA DELLA CHIOCCIOLA Faenza (Ra) &ndash; societ&agrave; agricola Luca Ricci Dal 2017 Luca Ricci ha avviato allevamento di lumache a ciclo biologico completo nella campagna faentina (Ravenna). L&rsquo;azienda ha ricevuto il marchio d&rsquo;origine e garanzia di qualit&agrave; &ldquo;Chiocciola Metodo Cherasco&rdquo;, assegnato dall&rsquo;Istituto Internazionale di Elicicoltura. Le chiocciole si nutrono solo di vegetali selezionati e sono allevate in condizioni igienico-ambientali controllate. Parallelamente Luca ha creato il marchio &ldquo;La Chiocciola Romagnola&rdquo; e diversificato la produzione con due linee, una gastronomica (chiocciole vive, pat&egrave;, rag&ugrave; di chiocciola) e una cosmetica/benessere (a base di bava di lumaca purissima) con creme e sciroppi pediatrici contro tosse e problemi di stomaco. Una particolarit&agrave; dell&rsquo;azienda: per produrre cosmetici e prodotti medicali utilizza sistemi soft che non stressano e non fanno soffrire le chiocciole. Oltre alla vendita diretta e nella rete Campagna Amica, l&rsquo;azienda ha attivato un portale per vendita online (www.lachiocciolaromagnola.it), sia dei prodotti gastronomici (destinati a chef e ristoranti) sia degli sciroppi pediatrici e delle creme che raggiungono tutta Italia. Menzione speciale &ldquo;Qualit&agrave;&rdquo; IL PARMIGIANO GELATO Neviano degli Arduini (Pr) &ndash; societ&agrave; agricola Casello &ndash; Sara Ramazzotti Da sempre la societ&agrave; agricola Casello coltiva cereali e foraggere (120 ettari) e alleva 160 bovini con latte destinato prevalentemente alla produzione di Parmigiano Reggiano tramite conferimento al caseificio sociale. &Egrave; a partire da questa tradizione di qualit&agrave; che la giovane Sara Ramazzotti qualche anno fa, in periodo di prezzi bassi del formaggio, ha deciso di diversificare e innovare la propria produzione con l&rsquo;obiettivo di avere pi&ugrave; opportunit&agrave; di reddito per l&rsquo;azienda familiare, destinando parte del latte di alta qualit&agrave; prodotto alla trasformazione in gelato e in yogurt. &Egrave; cos&igrave; che decide di aprire un&rsquo;agrogelateria (&ldquo;Il Settimo Gelo&rdquo;) a Langhirano (Parma) con l&rsquo;obiettivo di far gustare ai clienti gelati e yogurt di altissima qualit&agrave; perch&eacute; ottenuti da latte per Parmigiano Reggiano. Menzione speciale &ldquo;Ambiente&rdquo; 300MILA PIANTE IN 20 ANNI Montefiorino (Mo) &ndash; societ&agrave; agricola Modena Tartufi di Pietro Campani e Paolo Berretti Nascono dall&rsquo;esperienza di tre generazioni di tartufai e contano di andare lontano i giovani dell&rsquo;azienda Modena Tartufi. Infatti oltre a produrre e vendere direttamente il loro tartufo, stanno sviluppando un progetto di lunga gittata, che prevede di realizzare, a partire dal seme, 300 mila piante micorrizzate per reimpiantare boschi di piante autoctone sull&rsquo;Appennino modenese. L&rsquo;obiettivo &egrave; impiantare aree verdi, dando un nuovo volto ambientale e paesaggistico al territorio, creando nello stesso tempo tartufaie che diano ai proprietari la possibilit&agrave; di ottenere un reddito integrativo anche in queste zone svantaggiate. Per realizzare il progetto hanno adottato i progressi scientifici pi&ugrave; recenti, le tecnologie all'avanguardia e non ultimo la sicurezza data dal nuovo disciplinare dell&rsquo;Emilia Romagna che prevede a garanzia dei clienti una doppia certificazione, rilasciata nel loro caso dall&rsquo;Universit&agrave; di Perugia e dalla stessa Regione Emilia Romagna. I clienti al momento dell&rsquo;acquisto delle piante ottengono contemporaneamente la consulenza gratuita necessaria per realizzare e portare a produzione la propria tartufaia. A fianco di questo progetto, l&rsquo;azienda sta anche realizzando il primo &ldquo;Parco del tartufo&rdquo; in collaborazione con il Gal &ldquo;Antico Frignano&rdquo;. Nell&rsquo;area di Montefiorino lavorano per realizzare tartufaie con i tartufi locali protetti dal disciplinare dei prodotti tipici della Camera di Commercio di Modena come &ldquo;tartufi delle valli Dolo e Dragone&rdquo;. Menzione speciale: &ldquo;Valorizzazione economica&rdquo; TORNA IL VINO DI MATILDE DI CANOSSA Reggio Emiliano &ndash; Compagnia della Spergola La Spergola &egrave; un vitigno a bacca bianca dalla storia millenaria, indissolubilmente legata al territorio collinare della provincia di Reggio Emilia. La zona pedecollinare della provincia reggiana &egrave; l&rsquo;unica zona al mondo dove si possono gustare vini prodotti da questa uva, che veniva coltivata da uno dei personaggi storici reggiani: Matilde di Canossa. La Compagnia della Spergola &egrave; nata nel 2011 dalla volont&agrave; comune di produttori e amministrazione comunale di Scandiano per un progetto che tuteli e promuova un prodotto agricolo unico per storia e caratteristiche organolettiche. Il protocollo d&rsquo;intesa firmato il 30 agosto 2016 fra le cantine Ajano, Emilia Wine, Bertolani Alfredo, Casali Viticultori, Azienda Agricola Colle, Azienda Agricola Reggiana, Cantina Sociale di Puianello, Azienda Agricola Cantina Fantesini e i comuni di Scandiano, Albinea, Quattro Castella e Bibbiano rappresenta un importante strumento per la messa in campo di azioni per la valorizzazione economica, ambientale e turistica del territorio. L&rsquo;obiettivo &egrave; creare un prodotto esclusivo, di alta gamma e aumentare la redditivit&agrave; della materia prima prodotta dagli agricoltori del territorio. Menzione speciale: &ldquo;Marketing&rdquo; LA CENA NEL CAMPO DI CANAPA Coriano (Rn) - Podere Bianchi di Marco Bianchi Durante tutto il periodo estivo l&rsquo;azienda realizza ogni anno a Coriano una serie di eventi, che quest&rsquo;anno ha chiamato &ldquo;Scollina, la cena nel campo di canapa&rdquo; ambientandolo all&rsquo;interno di un campo di canapa, sulla collina di fronte al centro aziendale. Si tratta di eventi molto graditi dal pubblico, realizzati con una formula mirata alla scoperta dei sapori del territorio, sapientemente accompagnati dai raffinati vini aziendali, raccontati per l&rsquo;occasione. &ldquo;Scollina&rdquo; nasce con l&rsquo;idea di far conoscere i diversi poderi e le differenti produzioni dell&rsquo;azienda. Una cena elegante con posti a sedere e tavoli imbanditi ogni anno con men&ugrave; e organizzazione differente, in un campo e quindi in un ambiente diverso: negli anni scorsi c&rsquo;erano il labirinto, il percorso, il campo di zucche. Ogni anno l&rsquo;azienda organizza una festa alternativa in cui al cliente si offrono suggestioni e aspettative nuove. In queste situazioni vengono valorizzati sapientemente i prodotti aziendali che caratterizzano il territorio, in risposta alla crescente richiesta del turismo nazionale e straniero con una recente e proficua collaborazione con il settore turistico alberghiero della vicina riviera Romagnola. La presenza della struttura agrituristica come cornice degli eventi consente un&rsquo;ulteriore valorizzazione del contesto aziendale agricolo offrendo al pubblico emozioni uniche ed irripetibili. http://www.modena.coldiretti.it/occupazione-e-r-crescita-record-4-8-aziende-giovani-nelle-campagne.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120385241 Tue, 17 Jul 2018 17:02:36 GMT PREMIO INNOVAZIONE GIOVANI: LA GENTE DEI CAMPI E IL SOGNO DI BONOMI Quando nel 1944 rinascono partiti e sindacati, un giovane partigiano cattolico di famiglia contadina fonda la Coldiretti. &Egrave; cos&igrave; che Paolo Bonomi realizza il sogno di dare dignit&agrave; economica, politica e sociale alle famiglie coltivatrici: oltre otto milioni di italiani senza diritti e tutele sociali, considerati giuridicamente ed economicamente come categoria lavoratrice, si trasformano in piccoli proprietari. &Egrave; una svolta epocale, che cambia completamente il volto dell&rsquo;Italia rurale. &Egrave; questa svolta che ha raccontato il giornalista Nunzio Primavera, con piglio da storico, nel libro &ldquo;La gente dei campi e il sogno di Bonomi&rdquo; (edizioni Laurana) presentato in occasione della serata finale del premio Innovazione Giovani di Coldiretti Emilia Romagna a Noceto di Parma, presso l&rsquo;azienda Bertinelli. Intervistato dal giornalista parmigiano Andrea Gavazzoli, Primavera ha ricordato gli avvenimenti che hanno portato Bonomi a fondare nel 1944 la Coldiretti per dare rappresentanza ai contadini, dall&rsquo;ispirazione a don Sturzo, fino all&rsquo;appoggio di De Gasperi, di cui sposa la linea politica. L&rsquo;intuizione di Bonomi, osteggiata da comunisti e latifondisti, si trasforma ben presto nella pi&ugrave; grande redistribuzione di ricchezza mai attuata in Italia, che trover&agrave; la sua realizzazione nella Riforma Agraria. Il libro si concentra sulla storia tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e gli anni Sessanta e si conclude con un&rsquo;appendice che ricorda e racconta tutti gli uomini di Bonomi che hanno contribuito a rendere Coldiretti la principale organizzazione agricola italiana. http://www.modena.coldiretti.it/premio-innovazione-giovani-la-gente-dei-campi-e-il-sogno-di-bonomi.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120384833 Tue, 17 Jul 2018 16:56:41 GMT A MODENA TARTUFI LA MENZIONE SPECIALE AMBIENTE DEL PREMIO INNOVAZIONE Produrre 300mila piante per reimpiantare boschi di piante autoctone sull&rsquo;Appennino modenese: &egrave; l&rsquo;obiettivo di Paolo Beretti e Pietro Campani, titolari dell&rsquo;azienda agricola Modena Tartufi che ieri sera ha ricevuto la menzione speciale &ldquo;ambiente&rdquo; nell&rsquo;ambito del premio innovazione di Coldiretti Giovani Impresa Emilia Romagna nato per valorizzare le esperienze imprenditoriali pi&ugrave; innovative del 2018. Il riconoscimento &egrave; stato consegnato ieri sera durante la cerimonia che si &egrave; tenuta nell&rsquo;azienda agricola Bertinelli di Noceto (PR) alla presenza dei giovani provenienti da tutta l&rsquo;Emilia Romagna. Pietro Campani e Paolo Berretti, titolari della societ&agrave; agricola Modena Tartufi di Montefiorino (Mo), nascono dall&rsquo;esperienza di tre generazioni di tartufai - rende noto Coldiretti Modena. Oltre a produrre e vendere direttamente il loro tartufo stanno sviluppando un progetto di lunga gittata, che prevede di realizzare, a partire dal seme, 300 mila piante micorrizzate per reimpiantare boschi di piante autoctone sull&rsquo;Appennino modenese. L&rsquo;obiettivo - informa Coldiretti - &egrave; impiantare aree verdi, dando un nuovo volto ambientale e paesaggistico al territorio, creando nello stesso tempo tartufaie che diano ai proprietari la possibilit&agrave; di ottenere un reddito integrativo anche in queste zone svantaggiate. Per realizzare il progetto - continua la Coldiretti modenese - hanno adottato i progressi scientifici pi&ugrave; recenti, le tecnologie all'avanguardia e non ultimo la sicurezza data dal nuovo disciplinare dell&rsquo;Emilia Romagna che prevede a garanzia dei clienti una doppia certificazione, rilasciata nel loro caso dall&rsquo;Universit&agrave; di Perugia e dalla stessa Regione Emilia Romagna. I clienti al momento dell&rsquo;acquisto delle piante ottengono contemporaneamente la consulenza gratuita necessaria per realizzare e portare a produzione la propria tartufaia. A fianco di questo progetto &ndash; informa Coldiretti - l&rsquo;azienda sta anche realizzando il primo &ldquo;Parco del tartufo&rdquo; in collaborazione con il Gal &ldquo;Antico Frignano&rdquo;. Nell&rsquo;area di Montefiorino lavorano per realizzare tartufaie con i tartufi locali protetti dal disciplinare dei prodotti tipici della Camera di Commercio di Modena come &ldquo;tartufi delle valli Dolo e Dragone&rdquo;. &ldquo;Ci complimentiamo con Berretti e Campani &ndash; ha detto il Direttore di Coldiretti Modena, Giovanni Du&ograve; - perch&eacute; a partire da una loro passione sono stati in grado di dare vita ad un&rsquo;azienda che guarda all&rsquo;ambiente con l&rsquo;intenzione di valorizzare il loro territorio di origine. &ldquo;Come Coldiretti &ndash; ha continuato Du&ograve; - mettiamo a disposizione dei giovani la nostra esperienza per sostenere chi &egrave; interessato a impegnare il proprio futuro in agricoltura e cogliere tutte le opportunit&agrave; che la legge di Orientamento offre alle aziende agricole per l&rsquo;accesso ai finanziamenti e consentire di superare le tante difficolt&agrave; burocratiche nell&rsquo;avviare una propria impresa. L&rsquo;interesse crescente dei giovani verso la scelta imprenditoriale in agricoltura &egrave; un fatto che non si pu&ograve; pi&ugrave; definire occasionale - ha concluso il direttore di Coldiretti Modena - per questo occorrono politiche da parte delle istituzioni, in primis della Regione, che possano sostenere queste scelte e consolidare le aziende giovani e innovative che costituiranno il futuro produttivo ed ambientale del nostro territorio&rdquo;: http://www.modena.coldiretti.it/a-modena-tartufi-la-menzione-speciale-ambiente-del-premio-innovazione.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120384145 Tue, 17 Jul 2018 16:41:39 GMT CETA: -10% GRANA IN CANADA, BALDRIGHI SI INFORMI Sulla base dei dati Istat piu&rsquo; aggiornati, in netta controtendenza all&rsquo;aumento fatto registrare sui mercati mondiali, le esportazioni di Parmigiano Reggiano e di Grana Padano in Canada sono crollate del 10% in valore e del 6% in quantit&agrave; nel primo trimestre del 2018 rispetto al quello dell&rsquo;anno precedente, il confronto piu&rsquo; significativo per valutare gli effetti preliminari dell&rsquo;accordo di libero scambio con l&rsquo;Unione Europea (Ceta), entrato in vigore in forma provvisoria solo il 21 settembre 2017 E&rsquo; quanto afferma la Coldiretti nel commentare le imbarazzanti dichiarazioni riportate dal Corriere della Sera del Presidente del Consorzio del Grana Padano Cesare Baldrighi sulle esportazioni di Parmigiano Reggiano e Grana Padano in Canada dove il Ceta avrebbe dovuto frenare le imitazioni e migliorare l&rsquo;accesso al mercato. Stupisce e preoccupa &ndash; sottolinea la Coldiretti - che il presidente del Consorzio non conosca gli ultimi numeri aggiornati delle vendite sui mercati esteri dei prodotto che dovrebbe tutelare e si avventuri in considerazioni errate supportate da dati vecchi e fuorvianti, quando sarebbe bastato fare una verifica sul sito del commercio estero dell&rsquo;Istat facilmente accessibile a tutti (https://www.coeweb.istat.it). Ancora piu&rsquo; grave &ndash; continua la Coldiretti - &egrave; che non venga neanche citato il fatto che con il trattato l&rsquo;Unione Europea per la prima volta si autorizza all&rsquo;estero l&rsquo;utilizzo della traduzione inglese Parmesan del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano, per formaggi che non hanno nulla a che fare con le due specialit&agrave; Made in Italy piu&rsquo; vendute nel mondo. Un precedente disastroso a livello internazionale &ndash; sottolinea Coldiretti &ndash; contro il quale si sono battuti da sempre i Consorzi di Tutela dei due formaggi che hanno proprio nelle imitazioni il concorrente piu&rsquo; temuto all&rsquo;estero. Baldrighi anzich&eacute; perdersi in valutazioni non supportate dai dati dovrebbe preoccuparsi della pesante perdita di valore subita del Grana Padano dal 2017 al 2018 mentre con questa disinformazione - sostiene la Coldiretti - si assume una pesante responsabilit&agrave; nei confronti degli allevatori e dei produttori di Grana Padano, di tutti gli operatori impegnati nella difesa del Made in Italy agroalimentari e dell&rsquo;intero Paese. A diminuire in Canada sono state anche le esportazioni dall&rsquo;Italia dell&rsquo;intera categoria formaggi e latticini che risultano in calo in valore del 2% nel primo trimestre del 2018 rispetto allo stesso periodo dell&rsquo;anno, sulla base delle elaborazioni Coldiretti su dati Istat. Al contrario nei primi tre mesi del 2018 sono stati prodotti in Canada ben 3 milioni di chili di falso Parmigiano Reggiano (Parmesan), 2,3 milioni di ricotta locale, 970mila chili di Provolone taroccato senza dimenticare che ci sono addirittura 36,1 milioni di chili di mozzarella e ben 68mila chili di un non ben identificato formaggio Friulano, che certamente non ha nulla a che vedere con la Regione pi&ugrave; a Nord est d&rsquo;Italia, secondo le elaborazioni Coldiretti sui dati dell&rsquo;ultimo rapporto del Governo canadese. Questo accade perch&eacute; in realt&agrave; sulla base del trattato oltre 250 denominazioni di origine (Dop/Igp) italiane riconosciute dall&rsquo;Unione Europea non godranno di alcuna tutela sul territorio canadese mentre per la lista dei 41 prodotti Made in Italy ipoteticamente tutelati sono previste importanti eccezioni come il via libera all&rsquo;uso delle traduzioni dei nomi dei prodotti tricolori (un esempio &egrave; il parmesan) ma anche la possibilit&agrave; per alcune tipicit&agrave; (come asiago, fontina e gorgonzola) di usare per le imitazioni canadesi gli stessi termini se erano presenti sul mercato nordamericano prima del 18/10/2013 mentre se l&rsquo;attivit&agrave; &egrave; stata avviata successivamente si dovr&agrave; semplicemente aggiungere una indicazione come &ldquo;genere&rdquo;, &ldquo;tipo&rdquo;, &ldquo;stile&rdquo;. Per l&rsquo;Italia l&rsquo;opposizione &egrave; quindi giustificata dal fatto che con il Ceta per la prima volta nella storia l&rsquo;Ue legittima in un trattato internazionale &ndash; conclude Coldiretti &ndash; la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy pi&ugrave; prestigiosi, un cavallo di Troia nei negoziati con altri Paesi, dal Giappone al Messico, dall&rsquo;Australia alla Nuova Zelanda fino ai Paesi del Sudamerica (Mercorsur) che sono stati cos&igrave; autorizzati a chiedere lo stesso tipo di concessioni. ULTIMI DATI DAT ISTAT Import Export per Paese e Anno - Classificazione Gennaio-Marzo 2018. Valori in Euro , dati cumulati ANNO 0404-Canada export 2017 10.359.574 2018 9.297.680 04069061-Grana padano, Parmigiano reggiano, aventi tenore, in peso, di materie grasse <= 40% e aventi tenore, in peso, di acqua della sostanza (non grassa) <= 47% (escl. quelli grattugiati o in polvere e quelli destinati alla trasformazione) Import Export per Paese e Anno - Classificazione Gennaio-Marzo 2018. Quantita' in kg , dati cumulati ANNO 0404-Canada export 2017 950.569 2018 895.057 04069061-Grana padano, Parmigiano reggiano, aventi tenore, in peso, di materie grasse <= 40% e aventi tenore, in peso, di acqua della sostanza (non grassa) <= 47% (escl. quelli grattugiati o in polvere e quelli destinati alla trasformazione) Import Export per Paese e Anno - Classificazione Gennaio-Marzo 2018. Valori in Euro , dati cumulati ANNO 0404-Canada export 2017 12.629.789 2018 12.419.605 0406-Formaggi e latticini http://www.modena.coldiretti.it/ceta-10-grana-in-canada-baldrighi-si-informi-.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120334793 Mon, 16 Jul 2018 12:51:35 GMT