Coldiretti Modena News - Coldiretti Modena http://www.modena.coldiretti.it/ Fri, 16 Nov 2018 19:11:59 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.modena.coldiretti.it/ 60 CACCIA: FINALMENTE APPROVATO PIANO FAUNISTO IN RITARDO DI OLTRE 2 ANNI Finalmente, dopo oltre due anni di attesa, la Regione Emilia Romagna ha approvato il Piano Faunistico-Venatorio: ora è necessario che il piano passi velocemente dalla carta all’applicazione pratica sul territorio. Così Coldiretti regionale commenta l’approvazione del Piano Faunistico-Venatorio sottolineando la necessità che diventi operativo al più presto. Secondo Coldiretti infatti il piano potrà essere realmente applicato solo dopo l’adeguamento della legge regionale nr. 8 della caccia che risale al 1994 e al regolamento nr.1 del 2008. Senza la riforma di questi strumenti – commenta Coldiretti Emilia Romagna – il nuovo Piano ha le armi spuntate per ottenere i risultati che si prefigge, a partire dal controllo dei cinghiali. Le attuali norme legislative nella parte che riguarda gli Atc (Ambiti territoriali di Caccia) – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – risalgono al periodo in cui c’erano ancora le Province, quando si redigevano ben nove piani Faunistico-Venatori, e sono quindi decisamente inadeguate a coordinare e rendere più efficace l’azione di controllo degli animali selvatici da parte degli Atc, sia in termini di tutela dei redditi degli agricoltori, falcidiati dal libero scorrazzare dei cinghiali nei campi agricoli, sia in termini di riduzione del rischio che questi animali rappresentano per tutti i cittadini sulle strade. I danni da animali selvatici nell’ultimo anno nelle aziende agricole dell’Emilia Romagna – informa Coldiretti regionale – sono stati superiori a 2 milioni di euro, 700 mila dei quali dovuti ai cinghiali, che nei campi danneggiano soprattutto cereali e prati pascolo, rendendo impossibile il raccolto di grano e mais e inutilizzabile i foraggio per gli allevamenti, con la conseguenza che negli ultimi dieci anni nelle zone di collina e montagna dell’Emilia Romagna sono scomparsi 300 mila animali, tra pecore, mucche e maiali, con la chiusura di 5.000 allevamenti, con tutto ciò che ne consegue in termini di occupazione. http://www.modena.coldiretti.it/caccia-finalmente-approvato-piano-faunisto-in-ritardo-di-oltre-2-anni.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124713536 Fri, 16 Nov 2018 19:11:59 GMT MANOVRA: DA PRIVATIZZARE TERRENI PER 10 MLD Terreni agricoli per un valore di 9,9 miliardi in Italia sono in mano alle amministrazioni pubbliche che hanno addirittura incrementato in valore di queste attività del 31% negli ultimi quindici anni. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base del report Istat sulla ricchezza non finanziaria in riferimento al piano di privatizzazione annunciato dal Governo nella manovra che riguarda anche le proprietà fondiarie. Si tratta spesso – sottolinea Coldiretti – di terre fertili anche di grandi dimensioni ma il più delle volte sottoutilizzate, in quanto prive di una conduzione imprenditoriale capace di valorizzarli adeguatamente, con idee e soluzioni che guardano al mercato. Peraltro dopo cinque anni di continue svalutazioni il prezzo della terra in Italia è tornato ad aumentare nel 2017 ed ha superato i 20.000 euro per ettaro, anche se con una forte differenziazione territoriale con il Nordest dove si registrano valori sopra i 40.000 euro/ettaro e il Mezzogiorno dove si scende in media tra 8-13.000 euro/ettaro, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Crea. Non sono mancate peraltro – informa Coldiretti - le iniziative pubbliche per rimettere in circolazione terreni a favore di imprese agricole desiderose di sviluppare le proprie attività, con particolare riguardo ai giovani come Terrevive o la Banca della terra nazionale curata dall'ISMEA con l’ultimo bando in scadenza il 2 dicembre. L’affidamento di questi terreni – sostiene Coldiretti – deve essere orientato verso le imprese agricole per evitare le speculazioni e sostenere la competitività del settore. Si toglierebbe così alla Pubblica amministrazione il compito improprio di coltivare la terra con il vantaggio di rispondere alla voglia di crescita delle imprese agricole anche per quelle guidate da giovani per i quali la mancanza di disponibilità di terreni da coltivare rappresenta il principale ostacolo all’ingresso nel settore. http://www.modena.coldiretti.it/manovra-da-privatizzare-terreni-per-10-mld.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124713510 Fri, 16 Nov 2018 19:09:54 GMT MANOVRA: ZUCCHERO STRANIERO IN 4 BIBITE SU 5 Oltre 4 bibite su 5 vendute in Italia contengono zucchero straniero con la produzione Made in Italy che rischia di essere azzerata dalla concorrenza sottocosto di multinazionali francesi e tedesche che hanno colonizzato le industrie del Belpaese. E’ quanto afferma la Coldiretti Emilia Romagna in riferimento alla possibile introduzione nella manovra di una tassa sulle bevande zuccherate. A fronte di un consumo di oltre 1,7milioni di tonnellate, in Italia – spiega la Coldiretti – resiste in Italia una produzione di 300mila tonnellate, ma negli ultimi anni sono stati chiusi ben 16 zuccherifici su 19 azzerando l’84% del potenziale industriale nazionale ed entro il 2018 un altro stabilimento dovrebbe cessare l’attività. Si è creata una situazione – sottolinea Coldiretti – dove il mercato è in mano a 5 grandi realtà del Nord Europa che già oggi detengono il 75% del comparto nel Vecchio Continente con zucchero venduto a prezzi molto bassi da Francia e Germania che hanno aumentato del 20% la loro produzione nel 2017, causando 3,5 milioni di tonnellate di eccedenze a livello europeo. Alla luce di quanto sta avvenendo – sottolinea la Coldiretti – l’Italia rischia di perdere del tutto la propria sovranità sul fronte dello zucchero, con l’ultimo bastione di difesa la cooperativa tricolore Coprob-ItaliaZuccheri con sede a Minerbio nel bolognese, che rappresenta circa 25mila persone impegnate nella filiera, ha due stabilimenti di trasformazione sul territorio nazionale e riunisce 7mila aziende con trentaduemila ettari coltivati a barbabietola fra Veneto ed Emilia Romagna. Senza di loro – spiega Coldiretti – l’Italia, che è il terzo mercato dell’Unione Europea, diventerebbe uno dei pochissimi casi al mondo senza alcun produttore locale di zucchero come Nigeria, Malesia, Corea del Sud e Arabia Saudita considerando un consumo medio annuo sopra il milione e mezzo di tonnellate. Le misure contenute in manovra devono salvare la produzione nazionale che – continua Coldiretti – va difesa anche con una chiara etichettatura di origine obbligatoria dello zucchero in modo da offrire ai consumatori la libertà di scegliere cosa mettere nel carrello della spesa. Ma soprattutto – conclude la Coldiretti - occorre premiare le aziende italiane che utilizzano zucchero italiano e favorire contratti di filiera basati su una maggiore equità e sostenibilità sociale da parte dei grandi utilizzatori ai quali si chiede una responsabilizzazione per sostenere l’italianità delle produzioni e ridurre la dipendenza dall’estero in una situazione in cui primarie industrie del finto Made in Italy utilizzano produzioni straniere. http://www.modena.coldiretti.it/manovra-zucchero-straniero-in-4-bibite-su-5.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124713495 Fri, 16 Nov 2018 19:08:25 GMT NUOVI 14 AGRICHEF PER SALVARE I PIATTI DELLA TRADIZIONE Undici ricette di piatti e cibi dimenticati di Modena e provincia recuperate e “salvate” dai 14 agrichef neodiplomati al corso promosso da Terranostra Emilia Romagna, l’associazione agrituristica di Coldiretti, e Campagna Amica, che si è concluso oggi all’agriturismo la Baccelliera di Modena. Lo comunica Coldiretti sottolineando che l’obiettivo del corso non è solo formare chef abili ai fornelli, ma una figura professionale completa, esperta in marketing e comunicazione, in grado di raccontare ad un cliente sempre più attento ed esigente la storia di un prodotto e la cultura del territorio che lo ha fatto nascere. È una sensibilità – sottolinea Coldiretti Modena – che cresce soprattutto tra i giovani, non a caso, a Modena aumenta il numero dei giovani che vedono una prospettiva di lavoro futuro nel cibo. Le iscrizioni alle scuole secondarie di secondo grado (le cosiddette “superiori”) ad indirizzo agrario tecnico e professionale e all’Alberghiero, per l’anno scolastico 2018/2019 in provincia di Modena, secondo elaborazioni Coldiretti su dati dell’Ufficio scolastico regionale, ha raggiunto il numero record di 724 iscritti, oltre il 10% degli iscritti totali alle scuole superiori, pari nel modenese a 7.156 iscritti tra scuole statali e paritarie. La prova finale di coloro che hanno ottenuto l’abilitazione ad agrichef è stata la realizzazione di 11 ricette “dimenticate” della cucina modenese. La base dei piatti sono stati i due ingredienti tradizionali della cucina povera: la farina (di grano, di granturco, di castagne) e l’acqua. Le ricette hanno spaziato dai primi ai secondi, fino ai dolci, recuperando ricette come la “Sulada”, piatto che a mezzogiorno poteva sostituire la pasta asciutta, ma anche il pane; i “Menni”, la colazione giusta per dare una sferzata di energia al mattino, a base di farina di castagne, acqua e latte; i “Ciacci” di castagne cotti nelle “cotte”, dischi di ferro messi sul fuoco, di origini addirittura preistoriche; i “Calzagatti” a base di polenta e fagioli, appetitosi con un nome che varia da zona a zona: “Paparocc”, “Malfet”, “Cassambragli” “Pulenta Imbrucada”; i “Maccheroni al pettine al ragu di pollo”, un piatto della domenica dimenticato, con un condimento rustico e allo stesso tempo delicato; la “Minestra vedova”, di una semplicità francescana, chiamata vedova perché dentro non c’è niente o quasi; lo “Scarpasot”, piatto della bassa ai confini con Reggio Emilia, simile all’Erbazzone reggiano, ma senza la pasta, fatto con uova, bietole, spinaci ed erbe campestri (a seconda di ciò che si ha a disposizione); il “Bensone”, dolce antico, che veniva portato in Chiesa a far benedire (da cui deriva forse il nome) oggi in via di riscoperta e da gustare con il the, ma anche con un buon bicchiere di Lambrusco; la “Torta di tagliatelle” uno dei dolci tipici di tutta l’Emilia, arrivata a Modena probabilmente da Ferrara, con l’arrivo degli Estensi. Tra le ricette compaiono anche la Frittata di cipolle all’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena: non è proprio un piatto tipico, ma gli Agrichef – spiega Coldiretti – lo hanno adottato per celebrare uno dei prodotti che più contraddistinguono Modena. Inserita anche la ricetta del “Pollo alla cacciatora”, che non è certo un piatto in via di sparizione, anche se è uno dei più tradizionali della cucina modenese: è stato scelto perché un tempo era il companatico più tipico da mangiare con con un altro tipico cibo modenese come le crescentine (Tigelle) insieme al pesto di lardo e rosmarino. Al termine del corso, Diego Scaramuzza, presidente nazionale dell’associazione agrituristica Terranostra, e il presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari, hanno consegnato gli attestati di Agrichef a 14 partecipanti al corso, la maggioranza dei quali provenienti dalla provincia di Modena: Roberta Gualtieri (agriturismo Il Biancospino); Roberta Galavotti (Agriturismo Galavotti); Graziella Chesi e Andrea Manfredini (Casa Minelli); Paride Mattioli (Fiorinvilla); Giuseppina Balzarosa (La Bizentina); Maria Cristina Milani (Ca' de' Fra'), Paola Curati (Le Gazze), Maria Morena Leonelli (Podere Basso); Anna Fontana (La Volta delle Rondini); Cristina Bellucci (La Baccelliera/Pra Rosso); da Ravenna: Susanna Vannini (Castagnolo); e da Reggio Emilia: Davide Rota (Podere Acquachiare) e Anna Brevini (Bosco del Fracasso). http://www.modena.coldiretti.it/nuovi-14-agrichef-per-salvare-i-piatti-della-tradizione-.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124686796 Fri, 16 Nov 2018 19:01:57 GMT ETTORE PRANDINI ELETTO PRESIDENTE NAZIONALE Ettore Prandini, 46 anni, lombardo con tre figli, è il nuovo Presidente nazionale di Coldiretti. E’ stato eletto all’unanimità dall’Assemblea dei delegati della maggiore organizzazione di imprese agricole d’Italia con 1,6 milioni di associati, alla quale hanno partecipato anche il presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari e il direttore Giovanni Duò. Alla vicepresidenza, è stato eletto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Nicola Bertinelli di Medesano (Parma). Laureato in giurisprudenza, Prandini guida un’azienda zootecnica di bovini da latte e gestisce un’impresa vitivinicola con produzione di Lugana. Dal 2006 è alla guida della Coldiretti Brescia mentre dal 2012 è al vertice della Coldiretti Lombardia. Dal 2013 è inoltre vice Presidente dell’Associazione Italiana Allevatori e Presidente dell’Istituto Sperimentale Italiano “L. Spallanzani”. E’ stato eletto Presidente nazionale di Coldiretti dopo aver ricoperto per quattro anni la carica di vice Presidente nazionale. “In un momento così importante con sfide e cambiamenti per il nostro Paese, l’agroalimentare Made in Italy rappresenta una certezza da cui partire per far crescere economia ed occupazione ma anche per tutelare l’ambiente, il territorio e la sicurezza dei cittadini” spiega il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e aggiunge “Gli agricoltori stanno facendo la loro parte ma possiamo e dobbiamo dare di più creando le condizioni per garantire reddito alle imprese, rilanciando un sistema in grado di offrire prezzi più giusti alla produzione, meno burocrazia e maggiore competitività, a partire da una politica di accordi di libero scambio che non penalizzino i nostri prodotti a livello internazionale fino a una legge comunitaria per l’etichettatura d’origine che garantisca vera trasparenza e libertà di scelta ai consumatori.”. Prandini prende il timone di una organizzazione in crescita che ha esteso la propria rappresentanza dalle imprese singole alle cooperative, dal settore agricolo a quello della pesca, dall’agricoltura tradizionale alla filiera agroalimentare con le fattorie, i mercati, e le botteghe di Campagna Amica ed il progetto per una Filiera Agricola tutta Italiana. La Coldiretti, fondata nel 1944, conta su 1,6 milioni di associati ed è una grande forza sociale che rappresenta la maggioranza assoluta delle imprese che operano nell’agricoltura italiana che la rendono la più grande Organizzazione agricola italiana ed europea a cui fanno capo circa il 70 per cento degli iscritti alle Camere di Commercio tra le organizzazioni di rappresentanza. La Coldiretti è anche la prima organizzazione agricola datoriale come numero di imprese che assumono manodopera. La sua diffusione è capillare su tutto il territorio nazionale: 20 federazioni regionali, 95 federazioni interprovinciali e provinciali, 853 Uffici di Zona e 4.143 sezioni comunali. In pratica, l’organizzazione è presente in quasi ogni comune del nostro Paese. Del sistema Coldiretti fa parte, tra l’altro, Creditagri Italia, la prima “banca” degli agricoltori italiani e la Fondazione Campagna Amica della quale fanno parte 7.502 fattorie, 1.187 mercati, e 2.352 agriturismi ai quali si aggiungono botteghe, ristoranti e orti urbani, per un totale di oltre 8.200 punti vendita. Ettore Prandini sarà affiancato dalla nuova giunta confederale composta dai tre vice presidenti Nicola Bertinelli (Emilia Romagna) e David Granieri (Lazio) e Gennaro Masiello (Campania) oltre che da Maria Letizia Gardoni (Marche), Francesco Ferreri (Sicilia), Daniele Salvagno (Veneto), Savino Muraglia (Puglia) e Roberto Moncalvo (Piemonte). Si tratta della giunta più giovane di sempre con un’età media di 41 anni e 9 mesi, poco superiore a quella media dei presidenti delle Federazioni Coldiretti sul territorio che è di 43 anni e 10 mesi, anch’essa la più bassa della storia.   http://www.modena.coldiretti.it/ettore-prandini-eletto-presidente-nazionale.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124713411 Fri, 16 Nov 2018 19:01:21 GMT SCATTA L’OBBLIGO DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA, ECCO COME METTERSI IN REGOLA Dal 1° gennaio 2019 entra in vigore per tutte le imprese, comprese quelle agricole, l’obbligo della fatturazione elettronica. Si tratta, in pratica, di un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture che va a sostituire integralmente quelle cartacee. Come emettere le fatture dal 1° gennaio Per agevolare il passaggio e mettersi in regola il Portale del Socio Coldiretti https://socio.coldiretti.it mette a disposizione il servizio “Fatturazione digitale”. Tale servizio offre la gestione digitalizzata delle fatture integrata con l’intero ciclo attivo della contabilità d’impresa facilitata da un programma avanzato che consente di monitorare prodotti, listini e clienti direttamente da pc, tablet o smartphone. Grazie al collegamento integrato con Impresa Verde le tue fatture giungeranno automaticamente agli uffici Coldiretti, evitando file e facendoti guadagnare tempo per la tua attività. Dovrai conoscere il codice destinatario o l’indirizzo Pec del tuo cliente da indicare in fattura per il corretto recapito della stessa. Un’altra possibilità è quella di recarsi negli uffici Coldiretti di Impresa Verde che erogherà il servizio di emissione (e conseguentemente la conservazione) delle fatture attive. Anche in tal caso dovrai conoscere il codice destinatario o l’indirizzo Pec del proprio cliente da indicare in fattura. L’operatore di Impresa Verde effettuerà l’invio della fattura al Sistema di interscambio (il cosiddetto Sdi). La contabilizzazione sarà sempre a cura di Impresa Verde. Come ricevere le fatture elettroniche Per garantirti, invece, la ricezione delle fatture elettroniche, puoi delegare Impresa Verde alla gestione per tuo conto delle stesse. In tal caso le fatture emesse dai tuoi fornitori verranno recapitate direttamente sulla piattaforma gestita da Impresa Verde grazie al codice destinatario telematico che è già disponibile (5W4A8J1) e che tutti i soci che aderiscono al servizio dovranno comunicare ai loro fornitori al fine della ricezione della fatturazione elettronica a partire dal 1° gennaio 2019. Impresa Verde non appena riceverà le fatture passive ne darà comunicazione ai soci secondo modalità da concordare. Come registrarsi al Portale del Socio Coldiretti Registrarsi al Portale del Socio Coldiretti è facile e gratuito. Basta andare su internet e digitare l’indirizzo https://socio.coldiretti.it. Cliccando su “registrati” dovrai inserire il tuo numero di Socio Coldiretti che si trova sulla tessera (il numero di socio e non quello di tessera, ndr), la partita Iva o il codice fiscale e un indirizzo mail. Sulla tua posta elettronica riceverai subito una mail che ti permetterà di completare la registrazione e accedere ai servizi del portale. http://www.modena.coldiretti.it/scatta-l-obbligo-della-fatturazione-elettronica-ecco-come-mettersi-in-regola.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124647056 Wed, 14 Nov 2018 16:23:12 GMT TASSE RIFIUTI, EMILIA ROMAGNA, SOSTEGNO ALL’AGRITURISMO Sostenere la multifunzionalità delle imprese e incentivare l’agriturismo in un momento di crescita della domanda turistica in Emilia Romagna (+5,1% gli arrivi totali nei primi otto mesi del 2018). È l’obiettivo di un provvedimento della Regione Emilia Romagna pubblicato sul Bollettino ufficiale di oggi, che ha accolto la richiesta di Coldiretti Emilia Romagna di modificare e ridurre la tassa dei rifiuti per gli agriturismi tenendo conto delle peculiarità di questa attività che non si svolge tutti i giorni per tutto l’anno e non produce rifiuti in tutti i locali aziendali, ma ha una minor produzione di scarti grazie alla filiera corta in quanto gli alimenti sono prodotti direttamente in azienda, senza confezioni da smaltire. Il provvedimento accoglie le richieste di Coldiretti sia per quanto riguarda le aziende agricole in generale, esonerando le serre non aperte al pubblico, sia sul piano degli agriturismi, parificando questi ultimi ai chioschi stagionali. In pratica agli agriturismi verranno applicate le stesse riduzioni previste per locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale e non continuativo, ma ricorrente. Pertanto l’attività agrituristica potrà beneficiare di un tassazione ridotta. Si tratta di un intervento – commenta Coldiretti – che per le imprese agrituristiche significa risparmiare migliaia di euro di tasse ogni anno (le tasse sui rifiuti secondo stime Coldiretti incidono dal 2 al 5 per cento dei costi dell’agriturismo), liberando risorse per gli investimenti e l’occupazione, favorendo l’ampliamento delle offerte aziendali e migliorando i servizi a disposizione degli utenti. In Emilia Romagna – ricorda Coldiretti – operano 1.167 agriturismi con quasi 10 mila posti letto e 30 mila coperti per la ristorazione e oltre 500 piazzole di sosta per camper e roulottes. http://www.modena.coldiretti.it/tasse-rifiuti-emilia-romagna-sostegno-all-agriturismo.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124056000 Fri, 26 Oct 2018 17:33:29 GMT CON ADDIO BOTTEGHE ARRIVANO MERCATI CONTADINI Con una calo di 98 imprese del commercio al dettaglio in un solo anno, passate da 6.890 nel settembre 2017 a 6.792 nel settembre 2018, per una diminuzione pari al -1,4% (secondo i dati della Camera di Commercio) anche Modena non si sottrae all’andamento negativo del Paese che registra un lento ma continuo spopolamento dei centri urbani con evidenti effetti negativi legati alla riduzione dei servizi di prossimità, ma anche un indebolimento del sistema relazionale, dell’intelaiatura sociale e spesso anche della stessa sicurezza sociale delle città. Per contrastare questo andamento negativo è nata la prima alleanza nazionale fra i comuni italiani e gli agricoltori con un accordo quadro fra Coldiretti e Anci, l’Associazione dei comuni italiani, per la diffusione dei farmers market, del cibo locale nelle mense e del welfare agricolo firmata dal Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e dal Presidente dell’Anci Antonio Decaro. Coldiretti e Anci si impegnano ad incentivare un sistema di vendita diretta dei prodotti agricoli basato sullo sviluppo capillare dei “Mercati di Campagna Amica” promossi dalla Fondazione Campagna Amica che rappresenta una rete composta da 7.502 fattorie, 1.187 mercati, e 2.352 agriturismi e che risponde alle esigenze di quei 6 italiani su 10 che fanno la spesa dal contadino secondo Coldiretti/Ixe’. Lo sviluppo dei Mercati di Campagna Amica – spiega l’accordo siglato da Anci con Coldiretti - deve riguardare sia quelli realizzati in spazi aperti che coperti in aree pubbliche e/o private per favorire la realizzazione di una filiera agricola tutta italiana. L’alleanza nazionale per la spesa contadina punta poi a sviluppare l’attività di somministrazione non assistita dei prodotti posti in vendita con lo “street food” agricolo ai sensi dell’articolo 1, comma 499 della legge n. 205 del 2017 grazie al quale gli agricoltori possono vendere direttamente i propri prodotti anche derivati da processi di manipolazione o trasformazione e pronti per il consumo, dalla polenta fritta veneta alle olive all’ascolana, dalle panelle siciliane ai peperoni cruschi lucani, dagli arrosticini abruzzesi ai frullati della salute direttamente dal produttore al consumatore, anche in forma itinerante. L’obiettivo dell’accordo – spiega Coldiretti - è incentivare l’utilizzo di prodotti agricoli e alimentari a “chilometro zero”, provenienti da filiera corta e dei prodotti agricoli e alimentari derivanti dall'agricoltura biologica o comunque a ridotto impatto ambientale e di origine locale/regionale/italiana. Nella fase di aggiudicazione dei servizi di ristorazione – spiega l’intesa - la valutazione dell’offerta terrà conto, in particolare, della qualità dei generi alimentari con particolare riferimento a quella di prodotti biologici, tipici e tradizionali, di quelli a denominazione protetta, nonché di quelli provenienti da sistemi di filiera corta e da operatori dell’agricoltura sociale, con il rispetto delle disposizioni ambientali in materia di green economy, con la previsione di specifici punteggi qualora vengano proposte condizioni superiori a quelle minime previste. Ma l’alleanza fra agricoltori e Comuni italiani prevede anche lo sviluppo di un sistema complementare di welfare di prossimità al fine di sostenere la creazione di una rete di servizi sociali nelle aree rurali mediante la valorizzazione delle risorse agricole e il riconoscimento del ruolo multifunzionale svolto dalle imprese agricole con forme di collaborazione tra imprese, operatori di agricoltura sociale, servizi socio-sanitari ed altri enti pubblici. L’intesa intende promuovere progetti finalizzati all’educazione ambientale e alimentare rivolti a bambini in età prescolare e persone in difficoltà sociali, fisica e psichica anche in collaborazione con le scuole di ogni ordine e grado, mettendo, ad esempio, a disposizione, anche a titolo gratuito, terreni di proprietà pubblica per la realizzazione di servizi di orti sociali. In questo modo – spiega Coldiretti – vengono riconosciute le funzioni sociali della Rete di Agricoltura Sociale di Campagna Amica con l’attività delle fattorie didattiche quali strumenti educativi con l’obiettivo di rinsaldare i legami tra città e campagna valorizzando, anche tra le più giovani generazioni, la conoscenza dei saperi e dei mestieri agricoli tradizionali. Particolare attenzione viene quindi posta sui prodotti dell’agricoltura sociale con parametri che ne rendano prioritario l’utilizzo nei servizi di fornitura per le mense scolastiche ed ospedaliere oltre a prevederne valorizzazione e presenza nell’ambito del commercio su aree pubbliche. Inoltre nelle operazioni di vendita o di affitto dei terreni di proprietà degli enti locali e di altri beni immobili, si prevedono criteri di priorità al fine di favorire l’insediamento e lo sviluppo delle attività di agricoltura sociale. Infine Coldiretti e Anci, entro sei mesi dalla firma dell’accordo, si impegnano a predisporre un documento programmatico con le linee guida per armonizzare le scelte di programmazione urbanistica comunale con le esigenze di salvaguardia dell’attuale destinazione agricola del territorio come risultante dallo strumento urbanistico generale e finalizzate ad orientare le predette scelte a facilitare il raggiungimento del “saldo zero” di consumo di suolo agricolo entro l’anno 2050. http://www.modena.coldiretti.it/con-addio-botteghe-arrivano-mercati-contadini.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124055891 Fri, 26 Oct 2018 17:28:27 GMT HALLOWEEN, FESTA DELL’AUTUNNO AL MERCATO CAMPAGNA AMICA Dalla padella all’intaglio, fino al ruolo ornamentale, sta crescendo in Italia l’uso delle zucche, di cui l’Emilia Romagna con circa 500 ettari coltivati è uno dei maggiori produttori italiani. Lo rende noto Coldiretti Modena in vista della Festa dell’autunno che si svolgerà domani giovedì 25 ottobre dalle 15.30 alle 18.00 a Modena al mercato di Campagna Amica al Parco della Resistenza. In collaborazione con Gabriella Gasparini, nota visualfoodist e volto della trasmissione Nosterchef in onda su TRC, verrà data dimostrazione di intaglio della zucca per ottenere le forme più originali e mostruose in vista della festa di Hallowen. Verranno realizzato poi finger food "yogurtart" con frutta secca, yogurt e frutta fresca, per offrire una salutare merenda di stagione e 100% locale. La merenda sarà completata dalle classiche caldarroste regine dell’autunno. Nei campi dell’Emilia Romagna – informa Coldiretti – vengono prodotti più di 80 mila quintali di zucche, con la produzione che quest’anno è risultata in calo a causa della siccità. Alla tradizionale zucca prodotta per scopi alimentari, negli ultimi dieci anni si è andata affiancando la produzione di piccole zucche ornamentali e di grandi zucche da intaglio, adatte alla festa di Halloween. La zucca più diffusa – comunica Coldiretti Modena – resta quella da cucina che può essere utilizzata sia per preparazioni salate sia per dolci, abbinata a pasta, carne, formaggi e torte. La zucca da cucina più nota – informa Coldiretti provinciale – è sicuramente la zucca “Violina”, che in abbinamento con la pasta fresca ha dato origine a uno dei piatti tradizionali della bassa modenese, come i cappellacci di zucca, che hanno ottenuto anche il riconoscimento di indicazione geografica protetta dall’Unione europea. Con l’affermarsi della notte di Halloween – rileva Coldiretti Modena – si è aperto un nuovo mercato, quello delle zucche da intaglio. Si tratta di zucche tonde “giganti” di colore giallo-arancione, in genere non commestibili, che si prestano all’intaglio, una attività che richiede comunque attenzione per evitare di rovinare la zucca, ma anche di farsi male, in quanto si usano strumenti affilati. L’altra categoria di zucca che si sta affermando in Italia – ricorda ancora Coldiretti – è quella ornamentale: si tratta di zucche di ogni tipo, che si differenziano per le dimensioni (di piccola taglia oppure enormi) per la forma (allungate a forma di tubo, a trombetta, a cappello, schiacciate, a spirale, tonde), per la buccia (rugosa, bitorzoluta, costoluta, liscia) e per il colore (di ogni tonalità, dal verde al rosso accesso, passando per zucche striate). http://www.modena.coldiretti.it/halloween-festa-dell-autunno-al-mercato-campagna-amica.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123987312 Wed, 24 Oct 2018 15:35:49 GMT LA MODENESE ROBERTA GUALTIERI NUOVO PRESIDENTE TERRANOSTRA REGIONALE Roberta Gualtieri, titolare dell’Agriturismo “Il Biancospino” di Stuffione (Modena) è la nuova presidente di Terranostra Emilia Romagna, l’associazione di Coldiretti per l’agriturismo, l’ambiente e il territorio. Laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari, Roberta Gualtieri dopo aver iniziato la sua attività lavorativa in un laboratorio di ricerca, dieci anni fa ha deciso di dedicarsi esclusivamente all’azienda agricola di famiglia dove, insieme con i genitori e il fratello coltiva 30 ettari di terreno dove produce ortofrutta, vite e cereali che utilizza direttamente nella ristorazione dell’agriturismo, realizzando così un esempio virtuoso di filiera corta. Il nuovo presidente si occupa in particolare dell’agriturismo dove segue l’attività di ristorazione e di fattoria didattica. Dal 2017 la Gualtieri fa parte anche del consiglio di Coldidattica, l’associazione della fattorie didattiche e aziende agricole di Coldiretti Emilia Romagna. Già presidente della sezione modenese di Terranostra, Gualtieri è stata eletta all’unanimità dall’assemblea alla presenza del presidente e del segretario nazionali di Terranostra, Diego Scaramuzza e Toni De Amicis, e del direttore regionale di Coldiretti, Marco Allaria Olivieri. Dopo l’elezione Roberta Gualtieri ha ringraziato Carlo Pontini che ha guidato l’associazione negli ultimi dieci anni ed ha sottolineato che “l’agriturismo, per la sua diffusione sul territorio può integrare l’offerta turistica tradizionale della nostra regione e offrire l’occasione per scoprire il ricco entroterra, con le sue bellezze storico-culturali e con i suoi ricchi giacimenti enogastronomici. Proprio la gastronomia – ha detto la nuova presidente – costituisce il legame più forte con il territorio. Questo legame sarà il tema portante dei programmi di Terranostra dell’Emilia Romagna, in linea con ‘Campagna Amica’, il progetto della Coldiretti per dare ai cittadini la possibilità di conoscere meglio il mondo rurale con le sue tradizioni, la sua cultura e i suoi prodotti. In questa direzione vanno i corsi per Agrichef che puntano a formare non solo chef abili ai fornelli, ma figure professionale a tutto tondo, esperte anche in marketing e comunicazione, in grado di raccontare ad un cliente sempre più attento ed esigente la storia di un prodotto e la cultura del territorio che lo ha fatto nascere”. “Mi congratulo con la nuova presidente – ha detto il presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari. In un contesto come quello emiliano romagnolo in cui il turismo ricopre un ruolo così rilevante sono convinto che Gualtieri sarà in grado di mettere a frutto la sua preparazione e la sua esperienza modenese per tenere alto il nome dell’agriturismo e portarlo a livello ancora più qualificati.” Negli ultimi dieci anni in Emilia Romagna, secondo elaborazioni Coldiretti regionali su dati Istat, gli agriturismi sono quasi raddoppiati, passando dagli 809 del 2007 ai 1.167 di quest’anno, con un aumento del 44%. La maggioranza degli agriturismi – informa Coldiretti Emilia Romagna – si trova in collina, dove operano 568 strutture (48,7%); mentre sono 405 (33,9%) le aziende in pianura e 194 (16,6%) in montagna. Oltre alla tradizionale attività di ristoro e alloggio – spiega Coldiretti regionale – molti agriturismi offrono un’ampia gamma di possibilità di vivere una vacanza a contatto con la natura e il territorio rurale, con attività come la mountain bike, il trekking e le passeggiate a cavallo. La riscoperta delle tradizioni passa anche attraverso l’attività di fattorie didattiche, di corsi di cucina, di attività artigianali. La scelta dell’agriturismo nell’80% dei casi – afferma Coldiretti regionale – è una scelta autonoma, con prenotazione diretta da parte dei clienti dopo che hanno consultato siti come www.campagnamica.it. Ampio peso nella scelta ha anche il passaparola tra parenti e amici che, per le vacanze in campagna, è sempre molto affidabile. Nel 2018 – informa Coldiretti Emilia Romagna – è cresciuta anche l’App farmersforyou, in versione italiana e inglese, che permette di scegliere gli agriturismi e anche i mercati di Campagna Amica, le fattorie e le botteghe dove poter comprare il vero made in Italy agroalimentare. In Emilia Romagna inoltre è possibile conoscere più da vicino aziende agricole e fattori didattiche andando sul sito www.coldidattica.it, che offre la possibilità di scegliere attività didattiche ed eventi legati al mondo contadino. http://www.modena.coldiretti.it/la-modenese-roberta-gualtieri-nuovo-presidente-terranostra-regionale.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123984071 Wed, 24 Oct 2018 13:11:14 GMT PREMIARE LE AZIENDE CHE UTILIZZANO ZUCCHERO NAZIONALE Premiare le aziende italiane che utilizzano zucchero italiano per contrastare le multinazionali francesi e tedesche che puntano ad azzerare la produzione saccarifera italiana con vendite sottocosto del loro prodotto. L’idea è di Coldiretti Emilia Romagna che al Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione ha proposto al ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, di adottare sgravi fiscali per tutti quegli operatori, industrie e artigiani che utilizzano lo zucchero nazionale nei loro prodotti. Dopo la contrarietà espressa dalla Commissione europea alle misure di emergenza per salvare lo zucchero made in Italy chieste dal Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio al Consiglio dei Ministri dell'agricoltura e della pesca dell'UE – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – sono necessari interventi per contrastare lo strapotere delle cinque grandi realtà del Nord Europa che già oggi detengono il 75% del comparto saccarifero nel Vecchio Continente con zucchero venduto a prezzi molto bassi da Francia e Germania che hanno aumentato del 20% la loro produzione nel 2017, causando 3,5 milioni di tonnellate di eccedenze a livello europeo. A rischio – afferma Coldiretti regionale – c’è l’attività di 7 mila aziende che coltivano 33 mila ettari di barbabietole tra Emilia Romagna e Veneto e 25 mila posti di lavoro nella filiera dello zucchero. A difendere la produzione italiana di zucchero – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – è rimasta la cooperativa tricolore Coprob-ItaliaZuccheri, che ha due stabilimenti di trasformazione a Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Padova). Senza questa cooperativa – spiega Coldiretti regionale – l’Italia, che con un consumo di oltre 1,7 milioni di tonnellate è il terzo mercato dell’Unione Europea, diventerebbe uno dei pochissimi casi al mondo senza alcun produttore locale di zucchero. Da parte sua, il ministro Centiniaio a Cernobbio ha assicurato che “l’Italia tonerà alla carica presso l’Unione europea per dare risposte al settore”. http://www.modena.coldiretti.it/premiare-le-aziende-che-utilizzano-zucchero-nazionale-.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123915733 Mon, 22 Oct 2018 10:06:49 GMT COLDIRETTI, INALCA E MCDONALD’S ITALIA INSIEME PER UNA FILIERA DELLA CARNE BOVINA ITALIANA, SOSTENIBILE E TRASPARENTE Coldiretti, McDonald’s Italia e Inalca hanno annunciato la firma di un protocollo d’intesa a sostegno della filiera italiana della carne bovina sostenibile. L’accordo, siglato in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio, prevede il coinvolgimento di oltre 4.000 allevatori in 3 anni, con una prima fase di test a inizio 2019 che vedrà protagoniste 400 aziende. L’obiettivo è favorire l’adozione e la diffusione di pratiche sostenibili e la formazione del personale impegnato nell’allevamento di bovini - uno dei settori più importanti del tessuto produttivo del Paese – in termini di benessere animale, ambientale ed economico-sociale. Un progetto che coinvolge l’intera filiera, dagli allevatori alla trasformazione fino alla distribuzione nei 570 ristoranti McDonald’s in Italia. In questo modo viene certificata la sostenibilità dell’intera supply-chain del settore bovino italiano, dall’allevamento al consumatore. A garantire il rispetto degli standard saranno l’AIA, l’Associazione Italiana Allevatori e il Dipartimento Qualità Agroalimentare. Il modello è quello di ERBS (The Europen Roundtable for Beef Sustainability) la prima piattaforma europea del settore bovino, nata per condividere le conoscenze tecniche, promuovere lo sviluppo e l’attuazione di pratiche agricole sostenibili. L’obiettivo del progetto è lo sviluppo in Italia dei primi allevamenti sostenibili basati sui seguenti criteri: 1) BENESSERE ANIMALE: rispetto di almeno 4 indicatori dei 5 monitorati da AIA (Associazione Italiana Allevatori); 2) SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE: impegno al rispetto della condizionalità prevista dalla PAC; 3) SOSTENIBILITA’ ECONOMICA, ETICA E SOCIALE: trasparenza e rispetto del contratto nazionale del lavoro e delle norme di sicurezza. Ulteriore partner del progetto sarà DQA (Dipartimento Qualità Agroalimentare) che effettuerà le attività di monitoraggio e verifica degli allevamenti. Determinante per il progetto sarà la realizzazione di un Portale Web in cui saranno raccolti tutti i dati e le attività di controllo dello Standard, così da consentirne un’analisi puntuale e verificare i requisiti delle aziende iscritte. Gli allevatori potranno aderire all’iniziativa iscrivendosi online, entrando a far parte di un sistema virtuoso di agricoltura sostenibile, ricevendo informazioni su obblighi e vantaggi derivanti dall’adesione allo Standard. “Le stalle italiane sono al centro di un mondo fatto di valori economici, sociali e ambientali che fanno bene al Paese. Quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado spesso da intere generazioni, per questo promuovere gli allevamenti italiani con progetti sostenibili e concreti significa tutelare un patrimonio comune di tutta l’Italia” ricorda il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. “Abbiamo deciso di intraprendere questo percorso al fianco di Inalca e Coldiretti, realtà fondamentale per il settore agroalimentare italiano, per dare vita a un nuovo standard che dimostrasse in modo certificato l’altissimo livello degli allevamenti italiani da cui proviene il 100% della carne venduta nei nostri ristoranti”, commenta Mario Federico, Amministratore Delegato di McDonald’s Italia “McDonald’s sostiene la filiera di qualità e del territorio, per rispondere alle esigenze di consumatori informati e sempre più attenti a provenienza, qualità e genuinità dei prodotti”. “Un’industria di trasformazione leader del settore come la nostra”, ha dichiarato Luigi Scordamaglia Amministratore Delegato di Inalca, “ha un ruolo fondamentale da un lato per valorizzare al meglio il lavoro quotidiano di migliaia di allevatori e dall’altro per garantire gli alti standard di qualità e sicurezza che i milioni di consumatori che ogni giorno si rivolgono a McDonald’s pretendono. Un’alleanza unica ed integrata, fondamentale per rilanciare insieme a degli attori unici come Coldiretti e McDonald’s la filiera bovina nazionale”. http://www.modena.coldiretti.it/coldiretti-inalca-e-mcdonald-s-italia-insieme-per-una-filiera-della-carne-bovina-italiana-sostenibil.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123841156 Fri, 19 Oct 2018 18:14:25 GMT TORNA LA FESTA DELLA SPREMITURA DELLE OLIVE Torna a Castelvetro la festa della spremitura delle olive. Domenica 21 ottobre 2017 si rinnova in terra modenese la festa per l’oro verde, vanto dell’agroalimentare Made in Italy nel mondo. L’eccezionale iniziativa – rende noto Coldiretti Modena - è dell’Agriturismo La Barbera di Castelvetro, in via Lunga 28, che farà conoscere ai visitatori le principali fasi della produzione dell’olio: al mattino dalle 10.30 alle 12.00 è in programma la spremitura delle olive mentre nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 17.00, ci sarà la dimostrazione della raccolta sia manuale che con mezzi meccanici. A tutti sarà data la possibilità di assaggiare l’olio nuovo con l’offerta di bruschette e piatti tipici modenesi. In un territorio tradizionalmente famoso per Lambrusco e Aceto Balsamico - informa Coldiretti Modena - l’ulivo ha fatto la sua prima timida apparizione sulle colline di Castelvetro attorno alla prima decade degli anni duemila. Dopo un inizio in cui la produzione si attestava su valori prossimi allo zero, negli ultimi anni si è assistito ad una crescita che ha fatto assestare i valori della superficie coltivata a 20 ettari con una produzione di olive che si attesta mediamente sui 200 quintali/anno. Si tratta - commenta Coldiretti Modena – di una produzione di nicchia ma che è indice della capacità di adattamento delle aziende agricole che alla crisi rispondono cercando nuove produzioni con diversi sbocchi di mercato adattandosi, così, anche ai cambiamenti climatici che con l’aumento del riscaldamento stanno provocando lo spostamento verso il nord di produzioni tipiche dell’area mediterranea. http://www.modena.coldiretti.it/torna-la-festa-della-spremitura-delle-olive.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123840478 Fri, 19 Oct 2018 17:47:30 GMT INVESTIMENTI: PSR EMILIA ROMAGNA, MANCANO 18 MILIONI PER LATTE E FORMAGGI Trovare le risorse per evitare che la filiera del latte e dei formaggi in Emilia Romagna perda la possibilità di investimenti previsti dal Piano di sviluppo rurale (Psr). È la richiesta che Coldiretti Emilia Romagna fa alla Regione dopo aver rilevato che su 19 progetti di filiera ammessi a finanziamento, ci sono risorse per finanziarne solo 11. “Mancano – spiega il presidente di Coldiretti regionale, Nicola Bertinelli – 18 milioni per finanziare progetti di primaria importanza per l’economia dell’Emilia Romagna in quanto interessa cooperative e privati in settori chiave come il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il latte di alta qualità. Reperire i fondi mancanti, recuperandoli da altre misure non completamente utilizzate del Psr o da altre fonti, significherebbe attivare un volano economico di oltre 50 milioni di euro di investimenti che contribuirebbero a generare una ricaduta positiva in un settore di eccellenza della nostra regione, favorendo l’occupazione e un beneficio sociale ed economico per tutto il territorio da Piacenza a Rimini, in particolare per le aree di montagna dove sono presenti molti allevamenti e strutture di lavorazione e trasformazione”. Se non venissero trovate le risorse necessarie – spiega Coldiretti Regionale – il settore lattiero caseario, che rappresenta in termini di produzione agricola quasi un terzo della Plv dell’Emilia Romagna, sarebbe l’unica filiera agroalimentare regionale finanziata a metà, in quanto per tutte le altre filiere, dall’ortofrutticola alla cerealicola, dalle carni suine al vitivinicolo, sono stati finanziati tutti i progetti ammissibili. “I finanziamenti mancanti – ha concluso Bertinelli – diventano fondamentali per favorire l’ammodernamento delle aziende agricole e dei caseifici, incrementandone la redditività attraverso l’innovazione per una maggiore coesione di filiera e sviluppando contemporaneamente anche l’indotto”. http://www.modena.coldiretti.it/investimenti-psr-emilia-romagna-mancano-18-milioni-per-latte-e-formaggi.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123830468 Fri, 19 Oct 2018 10:51:44 GMT DAZIO ZERO A VIETNAM AFFOSSA RISO ITALIANO Con il via libera all’accordo l’Unione Europea autorizza l’importazione a dazio zero dal Vietnam di 20mila tonnellate di riso semigreggio, 30mila tonnellate di lavorato e 30mila tonnellate di riso aromatico in una situazione di grave difficoltà per la produzione in Italia. E’ quanto denuncia Coldiretti Modena in riferimento al testo dell’accordo UE-Vietnam adottato dalla Commissione europea nel sottolineare l’ultimo risultato negativo della nuova stagione di accordi commerciali inaugurata dall’Unione Europea con il Canada (CETA). “Il settore agricolo non deve diventare merce di scambio degli accordi internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto sul piano economico, occupazionale e ambientale sui territori – denuncia il presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari - sottolineando che sono queste le decisioni che allontanano i cittadini dall’Unione Europea come ha evidenziato il sondaggio Eurobarometro. Ancora più grave è il fatto – conclude Borsari – che l’accordo non prevede l’approvazione dei Parlamenti Nazionali e sarà inviato direttamente a Consiglio e Parlamento UE per ratifica.” Si tratta – sottolinea Coldiretti– di una decisione sbagliata e contraddittoria in virtù della difficile situazione del comparto per le importazioni di riso da Cambogia e Birmania e alla luce dell’apertura da parte dell’Unione europea di un’inchiesta in merito al regime particolarmente favorevole praticato nei confronti dei Paesi Meno Avanzati (accordo EBA), che prevede la possibilità di esportare verso l’Unione Europea quantitativi illimitati di riso a dazio zero. Le importazioni da Paesi asiatici che non rispettano le stesso norme sanitarie, ambientali e sul lavoro delle produzioni europee sono – sostiene Coldiretti regionale – la causa principale della crisi del settore risicolo Made in Italy. La campagna risicola – precisa Coldiretti - è appena scattata, ma le prime stime danno un calo produttivo, frutto delle condizioni climatiche avverse e dei continui sbalzi di temperatura, ma anche del crollo dei prezzi causato dalle importazioni che ha messo in ginocchio le aziende italiane. A Modena – informa Coldiretti – la coltivazione del riso interessa una superficie di 275 ettari per una produzione totale di 16.500 quintali pari al 4,1% della produzione regionale la quale si concentra in tre province con Ferrara a fare la parte del leone (93,7 %) e Bologna in coda (2,1%). L’accordo con il Vietnam - spiega Coldiretti Modena – prevede peraltro la protezione di appena 38 denominazioni di origine italiane sulle 296 tutelate dall’Unione Europea con la possibilità di utilizzare il termine Parmesan per prodotti di imitazione del parmigiano Reggiano e Grana Padano, ma anche i termini Asiago, Fontina e Gorgonzola potranno continuare ad essere utilizzati da qualsiasi persona, e dai suoi successori, che abbiano commercializzato in buona fede prodotti della stessa categoria con tali nomi prima del 1 gennaio 2017. Di fatto l’accordo su questi temi ricalca quello con il Canada (CETA) che – denuncia Coldiretti - ha fatto da apripista legittimando per la prima volta nella storia della Ue la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali. http://www.modena.coldiretti.it/dazio-zero-a-vietnam-affossa-riso-italiano.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123798195 Fri, 19 Oct 2018 10:47:38 GMT CIMICI INVADONO CITTA’ E CAMPAGNE, DANNI FINO 40% SU FRUTTA Nelle campagne dell’Emilia Romagna è arrivata nel 2016 e in tre anni ha già provocato importanti danni ai frutteti. È la cimice marmorata asiatica (Halyomorpha halys) che attacca la frutta, in particolare le pere. Infatti i suoi primi attacchi sono avvenuti nelle province che producono maggiormente questo tipo di frutta, Modena e Ferrara, ma ben presto si è estesa al bolognese e alla province frutticole della Romagna, dove ha attaccato anche pesche, mele e kiwi. L’allarme è di Coldiretti Emilia Romagna, secondo la quale i danni provocati da questo insetto sulla frutta in generale si aggira attorno al 10 per cento, con punte fino al 30-40 per cento in alcune aziende e determinati territori. Con l’arrivo dell’autunno – informa Coldiretti regionale – gli sciami si sono diretti anche verso i centri abitati alla ricerca di temperature meno fredde, prendendo d’assalto le case e costringendo i cittadini a barricare porte e finestre. La cimice asiatica – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – è particolarmente prolifica in quanto depone le uova almeno due volte all’anno con 3-400 esemplari ogni volta. La diffusione degli insetti, che non hanno in Italia antagonisti naturali, – spiega Coldiretti – è stata favorita da temperature ben al di sopra delle medie, in un 2018 che si classifica fino ad ora come l’anno più bollente dal 1800 con il mese di settembre che ha fatto registrare temperature superiori addirittura di ben 1,82 gradi e precipitazioni inferiori del 61% la media storica di riferimento (1971-2000), sulla base dei dati Isac Cnr relativi ai primi nove mesi dell’anno. La lotta in campagna – informa Coldiretti regionale – per ora può avvenire solo attraverso protezioni fisiche come le reti anti insetti a difesa delle colture perché non è possibile importare insetti antagonisti dalla Cina per motivi sanitari. Se le cimici provocano vere stragi delle coltivazioni, per l’uomo, oltre al fastidio provocato dagli sciami che si posano su porte, mura delle case e parabrezza delle auto, l’unico pericolo è quello di restare vittima del cattivo odore che gli insetti emanano se schiacciati. Il nome scientifico di questa cimice è Halyomorpha halys ed è un insetto originario dall`Asia orientale, in particolare da Taiwan, Cina, Giappone. Gli studiosi la definiscono una varietà estremamente polifaga che si nutre di un`ampia varietà di specie coltivate e spontanee. La cimice asiatica è solo l’ultimo dei parassiti alieni che con i cambiamenti climatici hanno invaso l’Italia, provocando all’agricoltura e alle grandi coltivazioni di soia e di mais nel nord Italia danni stimabili in oltre un miliardo. Siamo di fronte – conclude Coldiretti – ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si manifestano con una tendenza al surriscaldamento che si è accentuata negli ultima anni ma anche con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ed anche l’aumento dell’incidenza di infezioni fungine e dello sviluppo di insetti che colpiscono l’agricoltura. http://www.modena.coldiretti.it/cimici-invadono-citta-e-campagne-danni-fino-40-su-frutta.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123798147 Thu, 18 Oct 2018 10:22:08 GMT UE: AIUTI SOLO A VERI AGRICOLTORI E SOSTEGNO AI GIOVANI Concedere gli aiuti comunitari solo ai veri agricoltori e sostenere i giovani imprenditori agricoli. La richiesta è di Coldiretti Emilia Romagna in vista del prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea e alla luce delle trattative per la Brexit. A pagare il conto – afferma Coldiretti regionale – non deve essere l’agricoltura che è un settore chiave per vincere le nuove sfide che l’Unione deve affrontare, dai cambiamenti climatici all’immigrazione alla sicurezza. Nel prossimo bilancio dell’Ue indebolire l’agricoltura, che è l’unico settore realmente integrato dell’Unione, significherebbe minare – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – le fondamenta della stessa Ue in un momento particolarmente critico per il suo futuro. Il 90% dei cittadini europei secondo Eurobarometro – ricorda Coldiretti – sostiene infatti la politica agricola a livello comunitario per il ruolo determinante che essa svolge per l’ambiente, il territorio e salute, secondo la consultazione pubblica. Mentre in Italia e in Emilia Romagna assistiamo ad un’epocale ritorno in agricoltura delle nuove generazioni, che proprio nella nostra regione ha fatto registrare nell’ultimo anno un aumento del 2,8% di imprese under 35 – ricorda Coldiretti regionale – è importante assicurare un maggiore sostegno ai giovani, incentivando la multifunzionalità aziendale e quei progetti di filiera che garantiscono il giusto compenso per le imprese. Proprio per prepararsi alle sfide che attendono le imprese, Coldiretti Emilia Romagna ha ospitato a Bologna, a Palazzo Merendoni, il corso di “Innovation Advisor” tenuto da qualificati esperti di livello nazionale e dalla referente della Commissione Ue, Dg Agri, (unità Ricerca e Innovazione) Inge Van Oost. I partecipanti al corso, provenienti anche da altre regioni oltre l’Emilia Romagna, conseguiranno un profilo certificato di consulente per l’innovazione in agricoltura. L’obiettivo è difendere e incrementare i primati conquistati dall’agricoltura italiana, al vertice in Europa per qualità, sicurezza alimentare, ambientale e per valore aggiunto. http://www.modena.coldiretti.it/ue-aiuti-solo-a-veri-agricoltori-e-sostegno-ai-giovani.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123798056 Thu, 18 Oct 2018 10:19:38 GMT ZUCCHERO: A RISCHIO 7.000 AZIENDE E 25.000 POSTI TRA EMILIA E VENETO A rischio l’attività di 7 mila aziende che coltivano 33 mila ettari di barbabietole tra Emilia Romagna e Veneto e 25 mila posti di lavoro nella filiera dello zucchero. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti Emilia Romagna sulla situazione del mercato dello zucchero dopo la contrarietà espressa dalla Commissione europea alle misure di emergenza per salvare lo zucchero made in Italy chieste dal Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio al Consiglio dei Ministri dell'agricoltura e della pesca dell'UE. A difendere la produzione italiana di zucchero – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è rimasta la cooperativa tricolore Coprob-ItaliaZuccheri, che ha due stabilimenti di trasformazione a Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Padova). Senza questa cooperativa – spiega Coldiretti regionale – l’Italia, che con un consumo di oltre 1,7 milioni di tonnellate è il terzo mercato dell’Unione Europea, diventerebbe uno dei pochissimi casi al mondo senza alcun produttore locale di zucchero come Nigeria, Malesia, Corea del Sud e Arabia Saudita considerando un consumo medio annuo sopra il milione e mezzo di tonnellate. Ad un anno dalla fine del regime delle quote si registra come le aziende produttrici di zucchero e conseguentemente gli agricoltori della filiera abbiano totalmente perso i loro margini a favore dei grandi produttori di bevande, dolciari e della GDO. Si è creata una situazione – sottolinea Coldiretti regionale – dove il mercato è in mano a 5 grandi realtà del Nord Europa che già oggi detengono il 75% del comparto nel Vecchio Continente con zucchero venduto a prezzi molto bassi da Francia e Germania che hanno aumentato del 20% la loro produzione nel 2017, causando 3,5 milioni di tonnellate di eccedenze a livello europeo. In pratica – rileva Coldiretti – in Italia oltre 4 pacchi di zucchero su 5 arrivano dall’estero mentre la produzione Made in Italy rischia di essere azzerata dalla concorrenza sottocosto di multinazionali francesi e tedesche che hanno colonizzato le industrie del Belpaese. Per difendere la produzione italiana – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è necessario arrivare a una chiara etichettatura di origine obbligatoria anche per lo zucchero in modo da offrire ai consumatori la libertà di scegliere cosa mettere nel carrello della spesa. Urge ancor più la creazione di contratti di filiera basati su una maggiore equità e sostenibilità sociale con i grandi utilizzatori dello zucchero ai quali si chiede una responsabilizzazione per sostenere l’italianità delle produzioni e ridurre la dipendenza dall’estero. La produzione di zucchero 100% italiano – sottolinea la Coldiretti – è una priorità strategica per sventare incrementi ingiustificati dei prezzi a causa di un sempre maggiore oligopolio straniero, per evitare rischi di carenze di scorte del prodotto per l’industria agroalimentare italiana considerato che a livello internazionale il consumo è previsto in aumento a tassi compresi tra il 2% e il 3% all'anno per i prossimi 10 anni e – conclude Coldiretti – permette di conservare la quota di Pil generato dalla filiera evitandone trasferimento a favore di altri Paesi in un momento storico in cui l’Italia ha necessità di ricorrere a tutte le proprie risorse per ricominciare a correre sulla strada dello sviluppo economico. http://www.modena.coldiretti.it/zucchero-a-rischio-7-000-aziende-e-25-000-posti-tra-emilia-e-veneto.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123797983 Thu, 18 Oct 2018 10:14:06 GMT PAOLO CAVAZZUTI CONFERMATO PRESIDENTE DELL’AGRIMERCATO DI MODENA Modena si conferma in testa alla speciale classifica della spesa a Km0 di Campagna Amica in Emilia Romagna in numero di punti vendita tra fattorie, agriturismi, mercati, botteghe e ristoranti. I dati sono stati resi in occasione dell’assemblea dell’Agrimercato di Modena, l’associazione voluta da Coldiretti per promuovere e organizzare la vendita diretta e i mercati di Campagna Amica ispirandosi a precisi criteri di trasparenza nell’offerta e nella formazione dei prezzi e che ha provveduto a confermare presidente per i prossimi tre anni, Paolo Cavazzuti, allevatore di Formigine. L’Agrimercato, aderisce alla Fondazione Campagna Amica e riunisce gli imprenditori agricoli di Coldiretti impegnati nella gestione dei mercati di Campagna Amica che operano in provincia di Modena con l’obiettivo di adottare regole comuni di comportamento e di verificare l’impegno a rispettare requisiti di qualità e di trasparenza. Si propone, inoltre, come interlocutore delle Amministrazioni comunali sensibili alle nuove opportunità di filiera corta per la valorizzazione del rapporto tra consumatori e produttori. “Il nostro obiettivo è la promozione della vendita diretta e la diffusione dei Mercati di Campagna Amica sul territorio modenese – ha detto Cavazzuti. Per questo l’assemblea di è stata anche l’occasione anche una rivisitazione dello statuto, per renderlo più snello e nello stesso tempo più adeguato alla crescita e alla gestione di mercati sempre più numerosi. Abbiamo specificato meglio le finalità associative puntando sempre più su filiera corta, italianità e stagionalità per rispondere alle esigenze concrete dei consumatori in tema di qualità, sicurezza alimentare e ambiente”. La nomina di Cavazzuti è avvenuta nel corso dell’assemblea dell’Agrimercato che ha provveduto ad eleggere anche il consiglio direttivo che risulta composto, oltre che dal Presidente, da Bruno Ferrarini, Luciano Manelli, Sandro Pederzini e Marco Venturelli. http://www.modena.coldiretti.it/paolo-cavazzuti-confermato-presidente-dell-agrimercato-di-modena-.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123690550 Mon, 15 Oct 2018 09:52:15 GMT NICOLA BERTINELLI NUOVO PRESIDENTE EMILIA ROMAGNA e al suo posto subentra Nicola Bertinelli, 45 anni, imprenditore agricolo di Medesano (PR). Lo hanno eletto i delegati all’assemblea regionale di Coldiretti in rappresentanza delle 48 mila aziende associate. Bertinelli, dopo due lauree in Scienze Agrarie e in Economia e Commercio, conseguite in Italia, alla Cattolica di Milano, e un master in Business Administration all’Università di Guelph, in Canada, ha preso in mano le redini dell'azienda agricola di famiglia a Medesano, che ha trasformato innovandola profondamente in pochi anni grazie alle opportunità offerte dalla legge 228 del 2001, la cosiddetta legge d'Orientamento fortemente voluta da Coldiretti per il rinnovamento dell’agricoltura italiana. L’azienda lavora 160 ettari di terreno dove si producono i foraggi freschi per gli oltre 700 capi di razza Frisona, Vacca Rossa reggiana e Vacca Bruna, che danno il latte di alta qualità necessario per la produzione di Parmigiano Reggiano. Oggi l'azienda Bertinelli è un modello di azienda multifunzionale che copre l'intera filiera produttiva del “Re dei Formaggi”, dalla produzione di foraggi all'allevamento di bovine, dal latte alla trasformazione in caseificio, fino alla stagionatura e vendita diretta. Dall'aprile del 2017 Bertinelli è anche presidente del Consorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano. “Mi congratulo con il nuovo presidente - ha detto il presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari, entrato oggi a far parte del consiglio regionale -. Per un territorio come quella modenese dove il Parmigiano Reggiano ha un ruolo così importante la figura di Bertinelli sarà un punto di riferimento per continuare sulla strada della valorizzazione del nostro agroalimentare e ridare reddito alle imprese agricole.” Dopo l’elezione, il neo-presidente ha ringraziato l'assemblea per la fiducia accordatagli e si è detto "onorato di esser stato eletto nel nuovo incarico e di sentirsi profondamente impegnato a rispondere alle aspettative riposte in lui”. Al momento del passaggio di consegne con il predecessore Mauro Tonello, Bertinelli ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto. “Nei vent’anni della sua presidenza – ha detto – ha guidato l’organizzazione in un momento di cambiamento epocale, in cui l’agricoltura regionale e nazionale è diventata protagonista dell’economia italiana avviando un nuovo rapporto con il mercato, aprendosi alla multifunzionalità e alla valorizzazione della sua distintività, portando le eccellenze alimentari al centro dell’attenzione del consumatore e rivalutando il grande ruolo di tutela dell’ambiente e della sicurezza alimentare”. “L’Emilia Romagna – ha detto Bertinelli – ha una grande responsabilità: è una delle principali agricolture italiane, con 70 mila imprese agricole e con prodotti agroalimentari di fama mondiale, come i 44 prodotti Dop e Igp e i 393 iscritti all’albo dei prodotti tradizionali. Essere alla guida di Coldiretti è un onore, ma anche una grande responsabilità. Sull’identità che ci siamo costruiti presso la società e i consumatori – ha detto il nuovo presidente – dobbiamo creare valore per dare nuova redditività agli imprenditori agricoli, rafforzando i rapporti tra impresa e mercato, da un lato stimolando una ulteriore crescita della multifunzionalità, con le aziende agricole che valorizzano il loro prodotto cercando nuove opportunità sul fronte dell’agriturismo, della vendita diretta e dei mercati contadini. Dall’altro aprendo sempre di più alla filiera con accordi che riequilibrino il rapporto di forza tra aziende agricole, trasformazione e distribuzione, per redistribuire il valore del prodotto in modo equo lungo tutto il percorso dal campo alla tavola. Si tratta – ha proseguito Bertinelli – di una strada già intrapresa da Coldiretti con Campagna Amica per quanto riguarda la multifunzionalità e con gli accordi di filiera nei vari settori, dai cereali alla carne, al burro. Il tutto con la garanzia dell’etichettatura dell’origine del prodotto agricolo che, grazie al costante impegno di Coldiretti, negli ultimi anni è diventato obbligatorio per una larga parte di prodotti, dai derivati di pomodoro alla pasta, dal latte e i formaggi, dalla carne bovina e di pollo alla frutta e verdura freschi. Lavoreremo perché si possa arrivare alla trasparenza anche per gli altri alimenti privi di etichetta d’origine come i salumi, la carne e la frutta trasformate, il pane. Non mancheremo poi all’appuntamento con le problematiche ambientali: l’attività agricola è un vero presidio per il territorio, contro il dissesto idrogeologico e contro gli incendi, per la salvaguardia del suolo. Sarà nostra cura operare per assicurare la presenza degli agricoltori nelle zone collinari e montane e mantenerle vive e vitali. Chiediamo ovviamente che la collettività e le istituzioni facciano la loro parte, assicurando un maggiore controllo della presenza degli animali selvatici in queste aree”. “Il territorio – ha concluso il neo-presidente – deve diventare la nostra casa e la nostra impresa, in una visione a tutto tondo, con sinergie tra tutti i settori produttivi e commerciali per cui le eccellenze che ci caratterizzano, dalla food valley alla motor valley, fino alle città d’arte diventino non solo un luogo da visitare, ma un territorio in cui investire attirando anche capitali esteri. Così si creerà valore aggiunto e quindi reddito e posti di lavoro, realizzando un modello sostenibile basato sulla qualità dell’ambiente e qualità della vita”. http://www.modena.coldiretti.it/nicola-bertinelli-nuovo-presidente-emilia-romagna.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123617638 Fri, 12 Oct 2018 17:34:40 GMT IL MODENESE GIORGIO GRENZI ELETTO PRESIDENTE NAZIONALE DI FEDERPENSIONATI COLDIRETTI Giorgio Grenzi, 69 anni, modenese di Nonantola, è stato eletto presidente di Federpensionati Coldiretti, la più importante associazione pensionati del lavoro autonomo di tutta Europa con oltre 800 mila iscritti. Lo rende noto Coldiretti Modena esprimendo soddisfazione per l’elezione e ricordando che in passato Grenzi ha ricoperto incarichi dirigenziali proprio nella Coldiretti della nostra regione, dove ha maturato esperienze anche nell’Unione europea delle cooperative Uecoop, nei Consorzi Agrari, nelle Bonifiche e in diverse associazioni di produttori. All’Assemblea è stata diffusa anche una analisi di Coldiretti su dati Istat da cui risulta che sono oltre 3 milioni le famiglie in cui la pensione di un nonno o di un parente è l’unica fonte di entrate, mentre in più di 7,5 milioni di case i pensionati contribuiscono ai tre quarti del reddito domestico. La presenza di un pensionato in casa – spiega una rilevazione on line di Coldiretti - viene considerata dal 37 per cento degli italiani un fattore determinante per contribuire al reddito domestico, nonostante oltre 7,5 milioni di pensionati italiani prendano meno di 750 euro al mese secondo dati Inps. Anche se poi fra aiuto domestico e sostegno economico diretto il valore del contributo dei nonni si aggira in media sui mille euro al mese, stima la Coldiretti. “Dobbiamo far emergere con forza il ruolo che come pensionati abbiamo ancora nella società non solo dal punto di vista del welfare economico nei confronti di figli e nipoti ma anche – spiega Grenzi - rispetto alla funzione fondamentale di conservare le tradizioni alimentari e guidare i più giovani a scuola e in casa verso abitudini più salutari basate sui prodotti e sui tempi di quella dieta mediterranea che ha fatto dell’Italia uno dei Paesi con il record di longevità. La nuova agricoltura, che ha saputo conciliare innovazione con la tradizione, non può fare a meno del patrimonio di esperienza degli anziani ma – aggiunge Grenzi - è l’intera società ad avere fame di conoscenza del nostro mondo come conferma il crescente coinvolgimento dei pensionati agricoli nella società civile, dalle scuole agli orti urbani fino ai progetti di agricoltura sociale”. Il nuovo presidente – informa Coldiretti Modena – è stato eletto dalla XII Assemblea Generale della Federpensionati, riunita a Palazzo Rospigliosi, a Roma, alla presenza del Presidente Confederale di Coldiretti Roberto Moncalvo, del Segretario Generale Coldiretti Enzo Gesmundo e con la partecipazione del capo della polizia Franco Gabrielli. Insieme al presidente è stata eletta anche la nuova giunta nazionale di Federpensionati Coldiretti composta da tre vice presidenti: Franca Sertore per la Lombardia, Johann Karl Berger della Sudtiroler Bauerbund di Bolzano e Pietro Fidone della Sicilia insieme ai membri Marino Bianchi del Veneto, Angelo Marseglia della Puglia ed Elvira Leuzzi della Calabria. http://www.modena.coldiretti.it/il-modenese-giorgio-grenzi-eletto-presidente-nazionale-di-federpensionati-coldiretti.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123611104 Fri, 12 Oct 2018 12:33:50 GMT GIORNATA OLIO: EMILIA ROMAGNA CALA DEL 10% RACCOLTA OLIVE Scende a circa 11 mila quintali la produzione di olio d’oliva dell’Emilia Romagna con un calo del 10 per cento rispetto ali oltre 12.400 quintali del 2017. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna nel commentare le previsioni divulgate dall’Ismea per l’Italia alla Giornata nazionale dell’extravergine italiano al Villaggio contadino al Circo Massimo a Roma, che ha dato inizio alla spremitura delle olive in Italia con migliaia di agricoltori che hanno lasciato le campagne per difendere nella Capitale il prodotto più rappresentativo della dieta mediterranea. A pesare – spiega Coldiretti regionale – sono stati il gelo invernale di Burian e i venti accompagnati dalla pioggia durante la fioritura che hanno ridimensionato pesantemente i raccolti in tutta Italia, dove la produzione è in calo del 38 per cento. Un andamento che – stima Coldiretti – si riflette sulla produzione a livello mondiale dove si prevede un forte calo dell’8% dei raccolti per una previsione di poco più di 3 miliardi di chili. Ad influire è anche il crollo della produzione pure in Grecia con circa 240 milioni di chili (-31%) e in Tunisia dove non si dovrebbero superare i 120 milioni di chili (-57%) mentre in Portogallo è praticamente stabile a 130 milioni di chili. In controtendenza la Spagna che si conferma leader mondiale, dove si stimano circa 1,5-1,6 miliardi di chili con un aumento del 23%, oltre la metà della produzione mondiale. La coltura dell’olivo in Emilia-Romagna – comunica Coldiretti Emilia Romagna – VANTA DUE Dop (Brisighella e Colline di Romagna) e si sviluppa su una superficie complessiva ripartita per il 56% in provincia di Rimini, il 30% in provincia di Forlì-Cesena, il 13% in provincia di Ravenna e l’1% in provincia di Bologna. Le aree geografiche di riferimento e più importanti per la coltivazione dell’olivo in Regione sono: le valli dei fiumi Marecchia, Marano e Conca in provincia di Rimini, le valli del Rubicone, del Savio, del Bidente e del Montone in provincia di Forlì-Cesena e le valli del Senio e del Lamone in provincia di Ravenna. Una recente e significativa ricomparsa della coltura dell’olivo si ha anche in provincia di Bologna, in alcune aree collinari e limitatamente ai versanti più riparati dai venti freddi settentrionali. Il numero complessivo di piante di olivo presenti in Regione è pari a circa 1.100.000 unità che occupano una superficie approssimativa di circa 5.000 ettari. Il patrimonio olivicolo dell’Emilia Romagna è determinante sul piano economico, paesaggistico e ambientale. La coltura occupa, infatti, aree marginali che presentano elevate pendenze, difficili da coltivare, ed è proprio in questi ambiti territoriali che l’olivo diventa un importante elemento del paesaggio rurale e svolge un ruolo insostituibile di salvaguardia dell’ambiente contro il dissesto idrogeologico. http://www.modena.coldiretti.it/giornata-olio-emilia-romagna-cala-del-10-raccolta-olive.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123492206 Mon, 08 Oct 2018 11:51:34 GMT ACCORDO MERCOSUR SVENDE VINO IGP DELL’EMILIA, VIA LIBERA AI TAROCCHI Non solo Parmigiano Reggiano o Prosciutto di Parma. A rischiare il taroccamento ci sono anche i vini Igp dell’Emilia, come il Lambrusco dell'Emilia, IGP. Lo denuncia Coldiretti Modena in merito all’ultima trattativa che minaccia l’agroalimentare nazionale e regionale: quello con il Mercosur, il mercato comune dell’America Meridionale di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Nell’accordo – spiega Coldiretti– non è prevista la tutela dell’indicazione geografica dei vini dell’Emilia, una denominazione che nella nostra regione ha avuto origine nei primi anni del Novecento e che riguarda vini prodotti anche della nostra provincia con vitigni noti, come il Lambrusco, il Moscato, il Pignoletto, ma anche vini di nicchia recuperati dall’abbandono come la Fogarina, l’Ancellotta, la Spergola. Nel caso l’accordo con il Mercosur fosse approvato così come attualmente proposto– denuncia Coldiretti Modena – verrebbe dato il via libera alla commercializzazione di vini a marchio “Emilia” prodotti in Argentina dalla società Molinos Rìo de la Plata s.a., una società già ben introdotta in Italia in quanto proprietaria per pastificio Delverde. Sulle 291 denominazioni italiane Dop/Igp riconosciute dall’Unione Europea – ricorda Coldiretti– nell’accordo con il Mercosur è stata proposta una lista di appena 57 tipicità da tutelare ma su 30 di queste sono state già presentate opposizioni. Il risultato è che, di fatto, meno del 10% delle specialità Made in Italy sarà tutelato – continua Coldiretti Modena – assicurando così il benestare Ue alle imitazioni in una realtà dove la produzione locale del falso è già tra i più fiorenti del mondo. Tutto questo mentre, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat riferiti al primo semestre 2018, l’import/export di prodotti agroalimentari tra l’Emilia Romagna e i Paesi del Mercosur è a favore di questi ultimi con oltre 400 milioni di euro di importazioni nella nostra regione e poco più di 30 milioni di esportazioni. Come Coldiretti ha già denunciato da tempo, ad aprire la strada al Mercosur – sottolinea Coldiretti Modena – è stato in realtà il Trattato di libero scambio (CETA) con il Canada dove sono falsi quasi nove formaggi di tipo italiano in vendita su dieci. “È inaccettabile che il settore agroalimentare sia trattato dall’Unione Europea come merce di scambio negli accordi internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale” ha affermato il presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari sottolineando che gli accordi così concepiti “Creano una situazione di concorrenza sleale nei confronti del vero made in Italy, in cui a perdere saranno produzioni che hanno fondato il loro successo e la loro capacità di competere proprio sulla qualità”. http://www.modena.coldiretti.it/accordo-mercosur-svende-vino-igp-dell-emilia-via-libera-ai-tarocchi.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123491456 Mon, 08 Oct 2018 11:48:43 GMT LA PATATA DI MONTESE FRA I “SIGILLI DI CAMPAGNA AMICA” C’è anche la patata di Montese fra i sigilli di campagna amica presentati questa mattina al villaggio contadino di Coldiretti a Roma dove è stata aperta per tutto il week end una vera e propria Arca di Noè dove scoprire i cibi, le piante e gli animali salvati dall’estinzione grazie al lavoro di generazioni. I “Sigilli” di Campagna Amica – spiega Coldiretti Modena – sono i prodotti della biodiversità agricola italiana che nel corso dei decenni sono stati strappati all’estinzione o indissolubilmente legati a territori specifici ai quali si aggiunge la lista delle razze animali che gli imprenditori agricoli di Campagna Amica allevano con passione. Si tratta in totale di 311 prodotti e razze animali a livello nazionale raccolti nel corso di un censimento, curato dall’Osservatorio sulla biodiversità istituito dal comitato scientifico di Campagna Amica. In Emilia Romagna i sigilli sono 17, di cui 6 prodotti vegetali (Albicocca Val Santerno di Imola, Farro Dicocco, Mela Campanina, Mela Rosa Piacentina, Pera di San Giovanni, Patata di Montese), 1 prodotto trasformato (il Raviggiolo, formaggio fresco prodotto sull’Appennino Romagnolo) e ben 10 razze animali (Asino Argentato di Sologno, Pecora Cornigliese, Suino Mora Romagnola, Suino Nero di Parma, Tacchino di Parma e Piacenza, Vacca Romagnola, Vacca Varzese-Ottonese, Vacca Modenese, Vacca Reggiana, Vacca Bruna Italiana). I “Sigilli” di Campagna Amica sono stati raccontati in un apposito atlante grazie ai contributi di accademici e studiosi, una ricerca di carattere sociologico con la presentazione di ricette e storie di agricoltori custodi, per comprendere l’importanza della conservazione di un patrimonio unico al mondo. Se i prodotti vegetali possono essere trovati nella loro stagione e il Raviggiolo solo nelle stagione invernale in quanto è un formaggio che va consumato fresco e tradizionalmente si produceva solo nei mesi freddi, i prodotti animali come i salumi di Mora Romagnola o di Suino Nero di Parma, o il Parmigiano di Vacca Modenese, di Vacca Reggiana o di Bruna Italiana, possono essere trovati lungo tutto l’arco dell’anno nel circuito di Campagna Amica del territorio, che in Emilia Romagna può contare su una rete di oltre mille punti vendita tra fattorie, mercati e botteghe. “La difesa della biodiversità non ha solo un valore naturalistico, ma è anche il vero valore aggiunto delle produzioni agricole Made in Italy”, ha affermato il presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari, nel sottolineare che “investire sulla distintività è una condizione necessaria per le imprese agricole di distinguersi in termini di qualità delle produzioni e affrontare così il mercato globalizzato salvaguardando, difendendo e creando sistemi economici locali attorno al valore del cibo”. Tutelare la biodiversità agricola significa – ha aggiunto Borsari – creare filiere ecosostenibili, efficienti e competitive, come il caso del recupero dell’antico grano Senatore Cappelli, che nella campagna 2017-2018 ha quintuplicato le superfici coltivate, passando dai 1000 ettari del 2017 ai 5000 attuali, trainato dal crescente interesse per la pasta 100% italiana e di qualità. http://www.modena.coldiretti.it/la-patata-di-montese-fra-i-sigilli-di-campagna-amica-.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123491649 Mon, 08 Oct 2018 11:30:11 GMT AL VILLAGGIO COLDIRETTI DI ROMA LE ECCELLENZE MODENESI Ci sarà anche una nutrita rappresentanza modenese con il gruppo di agricoltori proveniente da tutta l’Emilia Romagna che venerdì 5 ottobre scenderà a Roma per portare le eccellenze enogastronomiche e i prodotti “dimenticati” della nostra regione al Villaggio che Coldiretti realizzerà su 80 mila metri quadrati al Circo Massimo. Lo comunica Coldiretti Modena sottolineando che i produttori modenesi, guidati dal presidente Luca Borsari e dal direttore Giovanni Duò, si affiancheranno alle migliaia di colleghi provenienti da tutta Italia a partire dalle ore 8,00 di Venerdì 5 Ottobre, per far conoscere il lavoro, le produzioni e le ricette della tradizione Made in Italy, per tutto il week end. Alla tre giorni in rappresentanza delle istituzioni parteciperanno tra gli altri i Vicepremier Luigi di Maio e Matteo Salvini, il Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il Sindaco di Roma Virginia Raggi insieme al Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e al Segretario Generale Vincenzo Gesmundo. Al Villaggio sarà possibile vivere un giorno da contadino con l’Arca di Noè dove scoprire gli animali salvati dall’estinzione, ma sarà possibile anche conoscere i formaggi, i salumi, la frutta e gli ortaggi “dimenticati”, e gli antichi mestieri con intagliatori, lanai, cappellai e ceramisti. Per l’intero week end tutti potranno vivere per una volta l’esperienza da gourmet con il miglior cibo italiano al 100% con i menu preparati dai cuochi contadini che hanno conservato i sapori antichi del passato o degustare vino, olio e birre agricole. Al Villaggio Coldiretti ci sarà posto per il più grande mercato a chilometri zero con Campagna Amica dove acquistare direttamente dagli agricoltori provenienti da tutta Italia e un intero settore dedicato alla pet therapy. Saranno presenti esponenti istituzionali, rappresentanti della società civile, studiosi, sportivi e artisti che discuteranno su esclusivi studi e ricerche elaborate per l’occasione dalla Coldiretti sui temi dell’alimentazione, del turismo dell’ambiente e della salute, ma non mancheranno spettacoli di animazione e concerti. A tenere alto il nome di Modena saranno il giovane agrichef Giovanni Lambertini dell’agriturismo Le Gazze di Camposanto che contribuirà a curare la parte della culinaria del Villaggio, le acetaie di Villa San Donnino e Gambigliani Zoccoli di Modena che porteranno l’aceto Balsamico Tradizionale di Modena nel Mercato di Campagna Amica mentre l’allevamento Le capre della Selva Romanesca di Frassinoro (MO) porterà yogurt, formaggi ricotta di latte di capra biologico. Infine un nutrito gruppo di giovani imprenditori di Coldiretti Giovani Impresa parteciperà poi al Villaggio delle Idee il luogo di confronto dove si pensa l’agricoltura del futuro. http://www.modena.coldiretti.it/al-villaggio-coldiretti-di-roma-le-eccellenze-modenesi.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123382050 Thu, 04 Oct 2018 15:17:53 GMT FESTA NONNI, 1 SU 3 AIUTA BILANCIO FAMIGLIA In più di una famiglia su tre (37%) i nonni aiutano il bilancio domestico e la loro presenza viene considerata positiva anche per il contributo affettivo e sociale che offrono ogni giorno. E’ quanto emerge da una rilevazione on line della Coldiretti sul sito www.coldiretti.it in relazione alla Festa dei Nonni che in Italia riguarda circa 12 milioni di persone. La presenza di un pensionato in casa viene considerata dal 37 per cento degli italiani un fattore determinante per contribuire al reddito familiare nonostante il 63,1% dei pensionati prenda meno di 750 euro al mese secondo dati Inps, mentre il 35 per cento guarda ai nonni come un valido aiuto per seguire i bambini fuori dall’orario scolastico. C’è poi un 17 per cento che – continua la Coldiretti – ne apprezza i consigli e l’esperienza ed un 4 per cento che si avvantaggia del loro sostegno lavorativo a livello domestico. Solo un residuo 7 per cento considera i pensionati un peso o un ostacolo. Come nella migliore tradizione agricola – spiega la Coldiretti – la presenza degli anziani fra le mura di casa è quindi quasi sempre considerata un valor aggiunto all’interno di un welfare familiare che deve fare i conti sia con la gestione delle risorse economiche disponibili sia con quella del tempo e dei figli in situazioni dove molto spesso entrambi i genitori lavorano e sono fuori casa la maggior parte della giornata. La presenza dei nonni – sottolinea la Coldiretti – è sempre più importante anche rispetto alla funzione fondamentale di conservare le tradizioni alimentari e guidare i più giovani verso abitudini più salutari nelle scuole e nelle case. Uno stile nutrizionale – ricorda Coldiretti - basato sui prodotti della dieta mediterranea come pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari che ha consentito – continua Coldiretti – una speranza di vita tra le piu’ alte a livello mondiale pari a 80,6 per gli uomini e a 85 per le donne. La festa dei nonni – conclude la Coldiretti - è stata istituita in Italia nel 2005 mentre in America esiste dal 1970 e cade la prima domenica di settembre grazie all'idea di Marian Mc Quade, una casalinga del West Virginia mamma di 15 figli e nonna di ben 40 nipoti, anche se è nel 1978 che viene proclamato Grandparents Day dall'allora presidente americano Jimmy Carter poi Premio Nobel per la Pace. http://www.modena.coldiretti.it/festa-nonni-1-su-3-aiuta-bilancio-famiglia.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123381396 Thu, 04 Oct 2018 14:51:00 GMT ONU: SVENTATO ATTACCO ALLE ECCELLENZE DELL’EMILA ROMAGNA E’ stata sventata una pericolosa deriva internazionale per mettere sul banco degli imputati molti prodotti dell’Emilia Romagna a causa del loro contenuto in sale, zucchero e grassi anche con l’apposizione di allarmi, avvertenze o immagini shock sulle confezioni per scoraggiarne i consumi. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna in riferimento alla versione definitiva e corretta del documento del Terzo Forum di alto livello delle Nazioni Uniti sulle malattie non trasmissibili in cui non si menzionano strumenti dissuasivi su prodotti alimentari e bevande. In Emilia Romagna ad essere “salvati” da questo attacco – commenta Coldiretti regionale – sono prodotti che rappresentano il made in Italy nel mondo, come il Parmigiano Reggiano o il Prosciutto di Parma, ma anche produzioni meno note, ma importanti come lo zucchero che nella nostra regione vede impegnata la maggiore industria saccarifera italiana, la Coprob, cooperativa produttori bieticoli di Minerbio (Bologna), che produce zucchero con il marchio “Italia Zuccheri” ottenuto grazie all’attività di 5.500 agricoltori che coltivano bietole su 33 mila ettari, tra Emilia Romagna e Veneto. Si tratta di una battaglia sostenuta da Coldiretti per evitare di promuovere in tutto il mondo sistemi di informazione visiva come quello adottato in Cile dove si è già iniziato a marchiare con il bollino nero, sconsigliandone di fatto l’acquisto, prodotti del made in Italy, dal Parmigiano al prosciutto, fino agli gnocchi. O come il caso dell’etichetta a semaforo adottata in Gran Bretagna che – precisa Coldiretti regionale – finisce per escludere nella dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. “Non si può banalizzare con etichette visive e fuorvianti il bisogno di informazioni sui contenuti nutrizionali di un alimento – commenta il direttore di Coldiretti Emilia Romagna, Marco Allaria Olivieri – occorrono invece informazioni complete, dettagliate e chiare, senza condizionare in modo ingannevole la scelta del consumatore. Un corretto regime alimentare – ricorda Coldiretti Emilia Romagna - si fonda sull’equilibrio nutrizionale tra i diversi cibi consumati e non va ricercato sullo specifico prodotto. Se invece si demonizzano i singoli prodotti, colpendo eccellenze storiche della dieta mediterranea e dei prodotti a denominazione d’origine, non viene messo in discussione solo un costume alimentare, ma anche un sistema produttivo di qualità che in Emilia Romagna genera un volume d’affari di 14,8 miliardi di euro con 70 mila occupati. http://www.modena.coldiretti.it/onu-sventato-attacco-alle-eccellenze-dell-emila-romagna.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123171385 Fri, 28 Sep 2018 18:21:58 GMT SCUOLA, PRIMO VADEMECUM PER PRANZO AL SACCO DOPO SENTENZA CONSIGLIO DI STATO E’ andato alla scuola dell’Infanzia Calanchi di Stuffione di Ravarino (MO) il premio regionale della sezione “infanzia” di Educazione alla Campagna Amica, il concorso, promosso da Coldiretti Donne Impresa che ha coinvolto lo scorso anno 10 mila studenti su tutto il territorio regionale. L’ambito riconoscimento è stato assegnato al lavoro “E’ tempo di vendemmia” con i quali i piccoli alunni hanno imparato a conoscere il ciclo che porta dall’uva al vino. La premiazione è avvenuta questa mattina a Bologna nel corso della cerimonia di Coldiretti Emilia Romagna nel corso della quale è stata presentato oltre al nuovo concorso per le scuole e Coldidattica, l’associazione di aziende agricole e fattorie didattiche promossa dalla stessa Coldiretti, anche il vademecum per il pranzo al sacco. Dopo la sentenza 5156 del 3 settembre scorso della sezione V del Consiglio di Stato che ha dato il via libera al pasto portato a scuola da casa – commenta Coldiretti Emilia Romagna – si apre la possibilità per le famiglie di dare ai propri figli un panino o comunque un pasto pronto, da consumare a scuola nei momenti dedicati al pranzo o alla merenda. È un provvedimento importante anche perché, secondo una indagine di Coldiretti/Ixé, più di un italiano su quattro (26%) ritiene scarsa la qualità del cibo offerto nelle mense scolastiche. Si tratta – afferma Coldiretti Emilia Romagna – di una occasione che richiede grande cura per assicurare ai ragazzi alimenti sani e sicuri: che sia il classico panino o un pasto caldo o freddo è importante che si tratti di un pasto equilibrato sul piano nutritivo e sicuro sul fronte salutistico. Per questo – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è importante rispettare la stagionalità degli alimenti, utilizzando prodotti locali, che non abbiano dovuto subire lo stress di lunghi trasporti. A seconda della stagione, calda o fredda, è importante utilizzare borse o sacche frigo per conservare gli alimenti d’estate o contenitori termici per i pasti caldi, in modo da assicurare la giusta conservazione del cibo fino al momento della consumazione. Un pasto corretto – sottolinea Coldiretti regionale – dovrebbe essere composto da carboidrati (pasta, pane, riso, farro, orzo, patate), abbinati ad una fonte proteica (carne, formaggi, uova, legumi, pesce) con una quota di fibre e vitamine (verdure e frutta di stagione) con grassi “buoni” come l’olio extravergine d’oliva. Fondamentale è anche assicurare le giuste quantità a seconda dell’età dei ragazzi, per garantire un corretto apporto di calorie e nutrienti ed evitare situazioni di sovrappeso o addirittura obesità. In Emilia Romagna infatti – ricorda Coldiretti regionale - sulla base dei dati di “Okkio alla Salute”, indagine promossa del ministero della Salute tra i bambini delle scuole elementari, il 21% degli alunni è sovrappeso e il 7,6% è obeso o gravemente obeso e la causa va ricercata soprattutto in cattive abitudini alimentari e in uno stile di vita poco attivo. Secondo l’indagine – sottolinea Coldiretti – nella nostra regione il 6% dei ragazzi salta la prima colazione e il 33% consuma una colazione non adeguata, il 19% non consuma quotidianamente frutta e verdura e il 35% beve tutti i giorni bibite zuccherate e/o gassate. Coldiretti Emilia Romagna, unitamente al vademecum, ha presentato a Bologna anche una guida di “pasti-tipo”, con ricette a base di prodotti del territorio dal riso del Delta alla pasta, dal Parmigiano Reggiano Dop al pomodoro, dalle uova al prosciutto di Parma, fino alla piadina e all’olio d’oliva extravergine, il tutto accompagnato sempre da verdure e frutta di stagione. “La nostra agricoltura – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – offre una vasta gamma di prodotti, sia freschi sia trasformati, adatti a soddisfare le esigenze alimentari degli alunni in piena fase di sviluppo. Non dimentichiamo che abbiamo 44 prodotti Dop e Igp e 393 prodotti iscritti all’Albo dei prodotti tradizionali, compresi prodotti freschi come le pere e pesche e nettarine Igp, che sono sicuramente una fonte di vitamine importante, non solo rispetto agli snack industriali, ma anche alla frutta di importazione che spesso, come è già successo, viene distribuita anche nelle scuole”. VADEMECUM PER IL PRANZO A SACCO 1) Pasto equilibrato sul piano nutritivo e salutistico (attenzione a non soddisfare solo il gusto dei bambini, ma anche la salute); 2) Avere sempre presente la ripartizione giornaliera delle calorie (indicativamente 20% a colazione; 5% merenda del mattino, 35% pranzo; 5% merenda del pomeriggio; 35% cena). 3) Alimenti locali o comunque del territorio italiano, che non abbiamo subito lo stress di lunghi trasporti; 4) Un pasto dovrebbe essere composto da carboidrati (pasta, pane, riso, farro, orzo, patate) abbinati ad una fonte proteica (formaggio, pesce, carne, uova, legumi) con un quota di fibre e vitamine (verdure e frutta di stagione), con grassi “buoni” come l’olio extravergine d’oliva; 5) attenzione alle porzioni. Ad esempio per il panino: 60-70 grammi per i bambini di 6-7 anni; 80-100 per quelli di 8-10 anni. Più un frutto di stagione e acqua naturale; 6) I cibi devono essere trasportati e conservati fino al momento della consumazione ad una temperatura di 4 gradi; 7) Utilizzare borse frigo d’estate quando gli alimenti possono deteriorarsi più facilmente; 8) Nelle stagioni fredde è importante avere pasti caldi (contenitori termici)   http://www.modena.coldiretti.it/scuola-primo-vademecum-per-pranzo-al-sacco-dopo-sentenza-consiglio-di-stato.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123171250 Fri, 28 Sep 2018 18:14:44 GMT SCUOLA, LA PRIMA GUIDA DEL PRANZO AL SACCO Arriva il primo vademecum per chi vuole portare a scuola i pasti da casa. Lo ha messo a punto Coldiretti Emilia Romagna a seguito della sentenza del Consiglio di Stato che ha dato il via libera alla possibilità da parte delle famiglie di portare a scuola il pranzo da casa. Il vademecum sarà presentato, insieme con una esposizione di pasti gustosi a base di prodotti locali di facile preparazione per i genitori e di pronto uso per gli alunni. Tutto ciò in occasione della premiazione regionale del concorso di Educazione alla Campagna Amica relativa all’anno scolastico 2017-2018 che ha coinvolto in Emilia Romagna circa 10 mila alunni. Tra i finalisti anche la scuola dell’infanzia Cav. Calanchi di Ravarino che si è aggiudicata il primo premio provinciale con un progetto sul vino. Durante la premiazione sarà annunciato anche il tema del concorso per il nuovo anno scolastico e sarà presentata l’associazione Coldidattica, promossa da Coldiretti Emilia Romagna, che riunisce aziende agricole e fattorie didattiche della rete. http://www.modena.coldiretti.it/scuola-la-prima-guida-del-pranzo-al-sacco.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123067458 Tue, 25 Sep 2018 12:18:23 GMT INCENDIO PRIGNANO, CONSEGNATO IL FIENO “SALVA MUCCHE” Un carico di 200 rotoballe di fieno per assicurare l’alimentazione del bestiame del fienile distrutto di Prignano è stato consegnato questa mattina all’azienda Bedini da parte di gruppo di allevatori che hanno deciso di privarsi di parte del loro raccolto per offrire un concreto segno di solidarietà al collega colpito. La consegna – informa Coldiretti Modena - è avvenuta, alla presenza del Presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari, al termine della “trattorata” partita da Formigine con la quale una ventina di allevatori, di Sassuolo, Formigine e Modena, con il sostegno del Consorzio Agrario dell’Emilia, ha portato il fieno all’azienda che il 9 settembre scorso è stata colpita da un grave incendio che ha completamente distrutto il fienile mandando in fumo migliaia di quintali di fieno (necessari all’alimentazione degli animali), il ricovero attrezzi, l’officina e il magazzino oltre ad uccidere qualche animale. “Il corteo – racconta Paolo Cavazzuti, vicepresidente di Coldiretti Modena e del Consorzio Agrario dell’Emilia, capofila dell’iniziativa - è stato formato da 20 amici agricoltori, senza sigle di appartenenza, che hanno voluto far sentire la vicinanza ad un collega duramente colpito. Siamo consapevoli che 200 rotoballe non risolvono il problema ma crediamo che anche un piccolo gesto possa contribuire alla ripresa dell’azienda e al morale di chi in quell’azienda vive e lavora.” “Coldiretti ha seguito fin dall’inizio l’evolversi della situazione assicurando a Bedini il sostegno dell’associazione per fronteggiare l’emergenza dei primi giorni - ha detto il Presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari. Fin dai primi momenti abbiamo ricevuto le offerte di aiuto da parte dei soci disponibili a offrire fieno per ricostituire le scorte o a mettere a disposizione le attrezzature che sono andate distrutte nel rogo. Quello di oggi è una prima iniziativa ma sappiamo che già altri allevatori si sono attivati per offrire aiuto”. Gli allevatori della montagna, infatti - informa Coldiretti Modena – si sono già attivati per una raccolta fondi che assicurerà la fornitura di fieno nei mesi successivi fornendo il prodotto in funzione delle necessità che si manifesteranno. http://www.modena.coldiretti.it/incendio-prignano-consegnato-il-fieno-salva-mucche-.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123067084 Tue, 25 Sep 2018 12:07:27 GMT