Coldiretti Modena News - Coldiretti Modena http://www.modena.coldiretti.it/ Wed, 17 Jan 2018 10:36:42 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.modena.coldiretti.it/ 60 PENSIONI, SERVE DEROGA PER LAVORI AGRICOLI Non solo gli operai agricoli, ma anche i lavoratori autonomi agricoli, ovvero i coltivatori diretti, che svolgono i medesimi lavori e anche con maggiore intensità, devono essere ricompresi tra le attività usuranti da esentare dall`adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita. E’ quanto chiede Coldiretti Modena nel commentare l’ipotesi dello stop dell'aumento a 67 anni dell'età dal 2019 per 15 categorie di lavori gravosi: oltre alle 11 già fissate dall'Ape social, altre 4 (agricoli, siderurgici, marittimi e pescatori). Il lavoro nei campi, soprattutto nell’agricoltura ad alta specializzazione come quella modenese con le colture frutticole, vitivinicole e gli allevamenti, ha tutte le caratteristiche per rientrare tra le attività usuranti da esentare dall`adeguamento automatico dell'età pensionabile all'aspettativa di vita – commenta Coldiretti Modena -, ben venga dunque l’estensione alla categoria degli operai agricoli dell’ipotesi di anticipo pensionistico da riconoscere quali soggetti che svolgono lavori usuranti ma deve naturalmente ricomprendere anche i coltivatori diretti. L’estensione della deroga nelle campagne è una spinta per il ricambio generazionale in un settore dove si assiste ad una crescente domanda di lavoro da parte di giovani, ma anche una necessità per ridurre, con nuove energie, l’impatto degli infortuni sul lavoro in agricoltura dove – conclude la Coldiretti modenese – hanno una incidenza più elevata rispetto agli altri settori. http://www.modena.coldiretti.it/pensioni-serve-deroga-per-lavori-agricoli.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=111767327 Wed, 17 Jan 2018 10:36:42 GMT VINO: BOOM DELLE ENOTECHE IN EMILIA ROMAGNA Crescita record in Emilia Romagna delle enoteche che in cinque anni sono aumentate del 33,1%, passando dalle 302 del 2012 alle 402 del 2017. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna sulla base dei dati di un’analisi di Coldiretti e Camera di Commercio di Milano da cui risulta la crescente attenzione alla qualità degli acquisti di vino che è diventata espressione culturale e occasione di socializzazione e condivisione con amici e parenti. La città con il maggior numero di enoteche è Bologna: nel capoluogo di regione infatti i centri specializzati di vendita del vino sono più che raddoppiati passando da 62 a 127con un incremento del 104,8%. A seguire c’è Ferrara dove le enoteche sono 59 (erano 36 nel 2012, +63,9%), Modena con 49 (40 nel 2012, +22,5%), Rimini 37 (in calo del 15,9% rispetto alle 44 del 2012), Reggio Emilia con 36 (32 nel 2012, +12,5%), Parma con 30 (26 nel 2012, +15,4%), Forlì-Cesena con 23 (21 nel 2012, +9,5%), Ravenna con 22 (in calo del 4,3% sulle 23 del 2012), Piacenza con 19 (18 nel 2012, +5,6%). Alta è la presenza delle donne, con una enoteca su cinque (19,8) a guida femminile con punte del 27% a Forlì-Cesena. L’8,9% è gestito da giovani, con la presenza più forte di questi ultimi a Bologna (15,6%) e Piacenza (20%). È una tendenza che conferma una decisa svolta verso la qualità con il vino che – continua Coldiretti Emilia Romagna – è diventato l’emblema di uno stile di vita “lento”, attento all’equilibrio psico-fisico, che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre all’assunzione sregolata di alcol. In Emilia Romagna – ricorda Coldiretti regionale – i consumi di vino si attestano sui 34 litri pro-capite, con a tendenza alla crescita dei consumi di vini Dop e Igp che nella nostra regione rappresentano il 55% della produzione di vino, nonostante la vendemmia 2017 a causa della siccità sia diminuita di quasi il 20% attestandosi su una produzione di 6,3 milioni di ettolitri. http://www.modena.coldiretti.it/vino-boom-delle-enoteche-in-emilia-romagna.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=114083498 Wed, 17 Jan 2018 10:28:30 GMT FESTA S. ANTONIO ABATE: SOS ALLEVAMENTI, SCOMPARSI 300 MILA ANIMALI Sos per gli allevamenti dell’Emilia Romagna dove negli ultimi dieci anni sono scomparsi più di 300 mila animali, tra mucche, pecore e maiali con la chiusura di quasi 5.000 allevamenti, con tutto ciò che ne consegue in termini di occupazione, di spopolamento delle aree interne e montane, di rischi per il primato dell’enogastronomia del made in Italy a causa dell’aumento della dipendenza dalle importazioni di carni, salumi e latte. L’allarme è di Coldiretti Emilia Romagna in occasione della tradizionale benedizione degli animali nel giorno di San Antonio Abate (17 gennaio), che coinvolge allevamenti e animali d’affezione. L’allarme – afferma Coldiretti Emilia Romagna – riguarda soprattutto le aree interne e montane, dove la scomparsa degli allevamenti comporta l’abbandono da parte dell’uomo e delle sue attività di sistemazione del suolo, con la conseguenza di un aumento del dissesto ambientale e idrogeologico. Secondo i dati della Regione – informa Coldiretti Emilia Romagna – dal 2000 ad oggi nelle zone montane sono scomparsi il 22 per cento dei prati pascoli, con un ritorno della macchia boschiva che ha determinato il proliferare incontrollato di animali selvatici che ormai invadono anche territori più a valle, comportando pesanti danni proprio sul fronte degli allevamenti, con i cinghiali che danneggiano i campi di foraggio rendendo impossibile agli allevatori l’utilizzo di fieno del territorio. La crescita di cinghiali, caprioli, daini e cervi ha comportato il proliferare anche di predatori come i lupi, ma soprattutto di canidi ibridi tra lupi e cani, che rivolgono le loro attenzioni anche a pecore e vitelli. Solo nell’ultimo anno – afferma Coldiretti Emilia Romagna – abbiamo avuto notizia di 350 capi uccisi da questi predatori, tra vitelli e pecore. Il numero è solo la punta dell’iceberg, in quanto molto più pesanti sono i danni collaterali. Gli animali, infatti, a causa dello stress provocato dagli attacchi riducono drasticamente la produzione di latte, con pesanti tagli al fatturato aziendale. “Nelle zone montane e collinari – afferma il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – è cresciuto in modo esponenziale uno squilibrio tra animali allevati, animali selvatici e predatori, che sta esasperando gli agricoltori e gli allevatori. Poiché il Piano Faunistico regionale prevede misure di controllo nel caso che nelle zone di media montagna e di collina i danni superino determinati livelli, occorre che tali misure non restino più solo sulla carta ma diventino operative”. “Sulla vicenda dei lupi – dice il direttore regionale di Coldiretti, Marco Allaria Olivieri – occorre cominciare a pensare seriamente ad un piano che consenta di salvare pecore e lupi. Infatti sull’Appennino emiliano romagnolo, ancor più numerosi dei lupi ci sono gli ibridi, cioè di capi nati dall’incrocio con i cani. Mentre sarà importante contenere la popolazione di lupi come prevede il Piano nazionale, occorrerà intervenire decisamente per eliminare la presenza e la diffusione dei canidi e salvare il reddito degli allevatori e salvaguardare lo stesso patrimonio di biodiversità rappresentato dal lupo (specie canis lupus) del nostro Appennino”. Secondo Coldiretti è necessario cominciare ad operare sul fronte indicato da Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che per evitare l’estinzione della specie lupo prevede di attivare rapidamente misure per la cattura e la sterilizzazione dei capi non appartenenti alla specie canis lupus e, nel caso questo non fosse possibile, bisognerà pensare di attuare la raccomandazione dell’Unione europea che per salvaguardare prioritariamente il lupo prevede anche l’abbattimento degli ibridi. Contemporaneamente è anche necessario da parte dell’ente pubblico – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – garantire il sostegno economico-finanziario per una adeguata attività di prevenzione (indispensabile per ottenere il risarcimento dei danni) e assicurare efficienza ed efficacia nel sistema di accertamento e risarcimento dei danni per garantire un completo reintegro della perdita di reddito affinché la convivenza tra l’animale e l’uomo non porti all’abbandono dell’attività di allevamento. Non sarebbero solo gli allevatori a perderci, ma l’intera comunità poiché – conclude Coldiretti regionale – i pastori attraverso la loro opera conservano e valorizzano la montagna e le sue tradizioni http://www.modena.coldiretti.it/festa-s-antonio-abate-sos-allevamenti-scomparsi-300-mila-animali.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=114083377 Wed, 17 Jan 2018 10:25:59 GMT SALMONELLA: IN EUROPA BEN 455 ALLARMI PER ALIMENTI In Europa sono scattati ben 455 allarmi per la salmonella che è il pericolo per contaminazione microbiologica più diffuso negli alimenti. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sull’ultima relazione annuale sul sistema di allerta rapido degli alimenti e dei mangimi in Europa (RASFF). In particolare - sottolinea la Coldiretti - 126 casi hanno interessato il pollame, 68 frutta e verdura, 42 i prodotti di altra carne, 20 erbe e spezie, 14 le uova, 13 casi i prodotti della pesca, 6 latte e derivati e ben 113 prodotti per l’alimentazione animale. La salmonella – continua la Coldiretti - è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, sia sporadiche che epidemiche ed è stata segnalata per la prima volta nel 1886, in un caso di peste suina, dal medico americano Daniel Elmer Salmon. La salmonella è presente in natura con più di 2000 varianti ma i ceppi più frequentemente diffusi nell’uomo e nelle specie animali, in particolare in quelle allevate per la catena alimentare, sono S. enteritidis e S. typhimurium. Le infezioni provocate da salmonella si distinguono in forme tifoidee (S. typhi e S. paratyphi, responsabili della febbre tifoide e delle febbri enteriche in genere), in cui l’uomo rappresenta l’unico serbatoio del microrganismo, e forme non tifoidee, causate dalle cosiddette salmonelle minori (come S. typhimurium e la S. enteritidis), responsabili di forme cliniche a prevalente manifestazione gastroenterica. Le salmonelle non tifoidee, responsabili di oltre il 50% del totale delle infezioni gastrointestinali, sono una delle cause più frequenti di tossinfezioni alimentari nel mondo industrializzato. I principali serbatoi dell’infezione – conclude la Coldiretti - sono rappresentati dagli animali e i loro derivati (come carne, uova e latte consumati crudi o non pastorizzati) e l’ambiente (acque non potabili) rappresentano i veicoli di infezione http://www.modena.coldiretti.it/salmonella-in-europa-ben-455-allarmi-per-alimenti.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=114021468 Mon, 15 Jan 2018 11:21:32 GMT LA PATATA DI MONTESE TRA I TESORI NASCOSTI DEI BORGHI ITALIANI C’è anche la Patata di Montese fra i tesori enograstronomici che coinvolgono i piccoli comuni della regione Emilia Romagna. Lo sottolinea Coldiretti Modena in occasione della presentazione dell’esclusivo studio Coldiretti/Symbola su “Piccoli comuni e tipicità” organizzato dalla Coldiretti a Roma per l’apertura dell’anno nazionale del cibo italiano nel mondo per raccontare il ricco patrimonio enogastronomico del Paese custodito fuori dai tradizionali circuiti turistici, che potrà ora essere finalmente valorizzato e promosso grazie alla nuova legge n.158/17 che contiene misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni. Secondo lo studio di Coldiretti, in Emilia Romagna i piccoli comuni sono la culla del 97% di tutti i prodotti Dop e Igp della regione con una rete di 140 realtà comunali con meno di cinquemila abitanti su un totale di 333 comuni, con Modena che conta 18 piccoli comuni sui 47 della provincia. La patata è stata per lunghi anni alla base dell'alimentazione contadina – spiega Coldiretti Modena - come attestato da antiche ricette modenesi che raccontano di come il prodotto fosse utilizzato anche presso le famiglie più abbienti. La coltivazione della patata di Montese è andata assumendo sempre maggior importanza negli anni recenti come attività redditizia nel contesto dell'economia appenninica tanto da essere annoverata tra i prodotti che si fregiano del marchio "Tradizione e sapori di Modena", il marchio collettivo della Camera di Commercio di Modena destinato ai prodotti che, pur essendo caratterizzati da grande tipicità, al momento non beneficiano di protezioni quali DOP o IGP, e che vengono realizzati secondo specifici disciplinari di produzione, con un sistema di controlli mirato al rigoroso rispetto degli stessi. La produzione della Patata di Montese coinvolge attualmente 59 aziende del comune di Montese e di altri limitrofi localizzati ad un’altitudine di almeno 600 msl. Quella dei comuni sotto i cinquemila abitanti – sottolinea Coldiretti Modena – è una rete diffusa sul territorio, con una presenza che unisce il senso di comunità all’appartenenza geografica e la custodia di valori e tradizioni come quella del cibo e dei prodotti tipici. Nei piccoli comuni della nostra provincia – ricorda l’organizzazione dei coltivatori – vivono 48.200 persone sul totale di 700mila abitanti. “L’approvazione della legge 158/17 sui piccoli comuni – ha detto il presidente di Coldiretti Modena, Francesco Vincenzi – è stato un obiettivo fortemente sostenuto negli anni da Coldiretti per tutelare e valorizzare un patrimonio enogastronomico, naturale e paesaggistico, culturale e artistico senza eguali per la popolazione residente, ma anche per il numero crescente di turisti italiani e stranieri che vanno alla ricerca dei tesori nascosti nel nostro territorio. I Comuni che hanno meno di cinquemila abitanti - conclude Coldiretti Modena - sono una grande vetrina di promozione turistica, culturale e sociale, con un concentrato unico di specialità enogastronomiche e di bellezze naturali e architettoniche. I piccoli centri sono infatti il cuore della salvaguardia dell’ambiente e della valorizzazione del territorio e producono la stragrande maggioranza dei prodotti a denominazione d’origine che hanno reso famos il nostro paese nel mondo. http://www.modena.coldiretti.it/la-patata-di-montese-tra-i-tesori-nascosti-dei-borghi-italiani.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=113903253 Thu, 11 Jan 2018 17:39:33 GMT I TESORI NASCOSTI DEI BORGHI APRONO L’ANNO DEL CIBO ITALIANO Ci saranno anche i prodotti dell’Emilia Romagna alla rassegna dei tesori nascosti dei piccoli comuni che aprirà l’anno nazionale del cibo italiano nel mondo con l’appuntamento organizzato da Coldiretti e Fondazione Symbola domani giovedì 11 gennaio a Roma, al Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi, in via XXIV Maggio 43. Alle ore 9,30 sarà inaugurata la prima rassegna dei prodotti tipici dei comuni con meno di 5mila abitanti che raccontano la storia di un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico senza eguali per la popolazione locale ma anche per il numero crescente di turisti italiani e stranieri che vanno alla ricerca dei tesori nascosti del Belpaese. Una iniziativa per far conoscere le specialità territoriali conservate da generazioni negli angoli più remoti del Paese con l’esclusivo studio su “Piccoli comuni e tipicita” con la mappa, i numeri e le dimensioni di una ricchezza straordinaria del Made in Italy di cui l’Emilia Romagna rappresenta una delle realtà più importnati in termini di numeri e di produzione.. Una risorsa del Paese custodita fuori dai tradizionali circuiti turistici che potrà ora essere finalmente tutelata e promossa grazie alla nuova legge n.158/17 che contiene misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni. All’incontro, cui interverranno presidenti e direttore di Coldiretti Emilia Romagna, insieme con i Sindaci dei piccoli comuni interverranno tra gli altri Antonio De Caro presidente Anci (associazione nazionale comuni italiani), Ermete Realacci presidente fondazione Symbola, Fiorello Primi presidente Borghi più belli, Giampiero Sammuri presidente Federparchi, Roberto Moncalvo presidente Coldiretti.   http://www.modena.coldiretti.it/i-tesori-nascosti-dei-borghi-aprono-l-anno-del-cibo-italiano.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=113876229 Wed, 10 Jan 2018 18:23:15 GMT FESTIVITÀ: E-R, 30 MILA IN AGRITURISMO PER LA TAVOLA DI NATALE E CAPODANNO Sono stati oltre 30 mila gli ospiti che tra Natale a Capodanno si sono seduti a tavola negli agriturismi dell’Emilia Romagna, alla ricerca di sapori della tradizione e di tranquillità lontano dalla città. È quanto stima Coldiretti Emilia Romagna sulla base dei dati degli agriturismi di Terranostra e Campagna Amica. Secondo i dati dell’organizzazione agricola quasi la metà di coloro che hanno fatto il pranzo di Natale o il cenone di Capodanno in campagna ha anche pernottato, preferendo il contatto con la natura e la voglia di stare insieme e nel silenzio della campagna rispetto al chiasso massivo delle città. Il richiamo principale negli agriturismi – secondo Coldiretti Emilia Romagna – resta comunque sempre l’offerta enogastronomica che negli agriturismi si basa sulle consolidate tradizioni dei piatti locali. Con gli arrivi degli ultimi tre mesi – informa Coldiretti regionale – le presenze nei 1.150 agriturismi dell’Emilia Romagna nel 2018 sono cresciute del 7% rispetto all’anno precedente, confermando che nella nostra regione il 2017 è stato un anno di grazia per il turismo. La scelta dell’agriturismo nell’80% dei casi – afferma Coldiretti – è una scelta autonoma, con prenotazione diretta d parte dei clienti dopo che hanno consultato siti come www.terranostra.it o www.campagnamica.it. Ampio peso nella scelta ha anche il passaparola tra parenti e amici che, per le vacanze in campagna, è sempre molto affidabile. Nel 2017 – informa Coldiretti Emilia Romagna – è cresciuta anche l’App farmersforyou, in versione italiana e inglese, che permette di scegliere gli agriturismi e anche i mercati di Campagna Amica, le fattorie e le botteghe dove poter comprare il vero made in Italy agroalimentare http://www.modena.coldiretti.it/festivita-e-r-30-mila-in-agriturismo-per-la-tavola-di-natale-e-capodanno.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=113823214 Tue, 09 Jan 2018 12:32:31 GMT MADE IN ITALY, AL VIA ANNO CIBO ITALIANO CON 5047 TIPICITA’ Al via l’anno del cibo italiano nel mondo con ben 5047 specialità alimentari tradizionali censite sul territorio nazionale in Italia che detiene così il record mondiale per varietà e ampiezza del patrimonio agroalimentare. E’ quanto emerge dallo studio della Coldiretti sulla base delle specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni. Per quanto riguarda le varie categorie si tratta – spiega la Coldiretti – di 1.521 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 1.424 verdure fresche e lavorate, 791 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, 497 formaggi, 253 piatti composti o prodotti della gastronomia, 147 bevande tra analcoliche, birra, liquori e distillati, 167 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.) e 159 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei. Un’offerta che è stato possibile far tornare sulle tavole degli italiani – rileva Coldiretti – grazie anche alla rete di vendita diretta dei mercati, delle fattorie e degli agriturismi di Campagna Amica. Sul podio di quelle che possiamo chiamare le “bandiere del gusto” assegnate a livello regionale troviamo nell’ordine la Campania (515) seguita dalla Toscana (461) e dal Lazio a quota 409. A seguire – sottolinea la Coldiretti – si posizionano l’Emilia-Romagna (388) e il Veneto (376), davanti al Piemonte con 338 specialità e alla Liguria che può contare su 294 prodotti. A ruota tutte le altre Regioni: la Puglia con 276 prodotti tipici censiti, la Calabria (268), la Lombardia (248), la Sicilia (244), la Sardegna (193), il Friuli-Venezia Giulia (169), il Molise (159), le Marche (151), l’Abruzzo (148), la Basilicata con 114, la provincia autonoma di Trento con 105, l’Alto Adige con 90, l’Umbria con 69 e la Val d’Aosta con 32. Particolarmente ricca, curiosa e colorata la lista delle specialità nazionali (www.coldiretti.it).Tra gli altri in Campania troviamo la colatura di alici di Cetara, un liquido dal sapore intenso, frutto della sapiente stagionatura e pressatura delle alici salate, in Toscana sono molto conosciuti gli stinchi di morto, biscotti rustici salati tipici del Grossetano e del Senese di colore giallo senape, chiamato anche anacini in quanto profumato dai semi di anice. Nel Lazio – segnala la Coldiretti – viene seminato da tempo immemorabile il fagiolo del purgatorio di Gradoli che rappresenta il piatto fondamentale del mercoledì delle ceneri, denominato “pranzo del purgatorio”, mentre in Emilia-Romagna si apprezza il savòr, una marmellata di mosto d’uva (Saba) con aggiunta di frutta. Il Veneto – informa la Coldiretti – va fiero della polenta di montagna che si ottiene dalla farina di mais sponcio, sulla quale i Piemontesi metterebbero il brus, un prodotto della lavorazione di robiole ben stagionate, ideali se di latte di capra. Sicilia e Sardegna – ricorda la Coldiretti – apprezzano, rispettivamente “sa” pompia (un frutto endemico sardo simile al limone che cresce solo nella zona della Baronia) e lo squartucciato, dolce molto decorato e ripieno di fichi protagonista della Festa di San Giuseppe a Poggioreale), mentre i Friulani vanno fieri della porcaloca, un’oca intera disossata farcita con filetto di maiale, cucita a mano, legata cotta e affumicata. In Molise non si può rinunciare alle sagnetelle, fettuccine di farina di grano duro larghe e lunghe quanto due dita riunite della mano, mentre nelle Marche è tipico della tradizione contadina della zona di Jesi la lonza di fico, un dolce a base di fichi essiccati impastati con noci, mandorle tritate e mistrà, infine avvolto in foglie di fico. Il comune abruzzese di Campotosto – fa sapere la Coldiretti – è famoso per la sua mortadella, meglio nota, per la sua forma, come coglioni di mulo, così come quello lucano di Episcopia per le rsskatiedde cca muddiche, una pasta preparata con la mollica di pane. Viene dal Trentino la luganega, la salsiccia che rappresenta un emblema della gastronomia provinciale, mentre giunge dalla Valle Aurina dell’Alto Adige il graukase, deto “formaggio grigio”, probabilmente il formaggio più magro che esista con il 2% di grassi e 150 calorie per etto. Infine, l’Umbria – conclude la Coldiretti – è orgogliosa della fagiolina del Trasimeno, varietà rara e particolare di legume conosciuto fin dal tempo degli Etruschi, mentre la Val d’Aosta, tra i suoi 32 prodotti tradizionali, annovera l’olio di noci, condimento prezioso e di alta qualità per carne, pesce, verdure e formaggi. “Si tratta di un bene comune per l’intera collettività e di un patrimonio anche culturale che il nostro Paese può oggi offrire con orgoglio ai turisti italiani e stranieri” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel ricordare che “il primato nei prodotti tradizionali si aggiunge a quello dei prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) riconosciuti dall’Unione europea, che hanno raggiunto quota 292, e ai 523 vini italiani Docg, Doc e Igt”. L’offerta enogastronomica rappresenta – spiega la Coldiretti – ormai una primaria motivazione di viaggio in Italia con quasi uno straniero su quattro (23%) che riconosce nell’Italia il Paese della buona cucina, il 16% ai monumenti a pari merito con la moda, il 15% della pittura/scultura e il 7% del design e il 5% della musica e del teatro secondo una ricerca Ipsos per Enit. Circa un terzo della spesa di italiani e stranieri in vacanza in Italia – conclude la Coldiretti -. è destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche. http://www.modena.coldiretti.it/made-in-italy-al-via-anno-cibo-italiano-con-5047-tipicita-.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=113795254 Mon, 08 Jan 2018 12:35:29 GMT COOPERAZIONE: FILIPPO TRAMONTI NEO-PRESIDENTE UECOOP EMILIA ROMAGNA Filippo Tramonti, 52 anni, di San Mauro Pascoli (Fc) è il nuovo presidente di Uecoop Emilia Romagna, l’Unione Europea delle Cooperative promossa da Coldiretti. Tramonti, presidente del Consorzio Agrario Adriatico – informa Uecoop regionale – è stato eletto all’unanimità dall’assembla dei delegati di tutto il territorio regionale e subentra al piacentino Luigi Bisi. Consiglieri regionali sono stati eletti Antonio Ferro (presidente del Consorzio Agrario dell’Emilia), Angelo Marco Maggi (Cooperativa emiliana Gestione Servizi) e Marco Niccolai (cooperativa sociale Hermes). All’assemblea regionale di Uecoop, alla quale ha partecipato il coordinatore nazionale Vincenzo Sette, sono stati nominati anche i cinque delegati all’assemblea nazionale. Per l’Emilia Romagna parteciperanno i delegati dei Consorzi Agrari dell’Adriatico, dell’Emilia e di Parma, della cooperativa sociale Hermes Onlus e della cooperativa Emiliana Gestione Servizi. In Emilia Romagna Uecoop associa oltre 200 cooperative con 20 mila soci impegnati in un’ampia gamma di settori, dal lavoro al sociale, dall’edilizia all’agricoltura. Nel ringraziare il suo predecessore Luigi Bisi per l’impegno alla guida di Uecoop, il neo-presidente Tramonti ha dichiarato di volere impegnarsi “per sostenere i valori ed i principi del modello cooperativo che si fondano sulla solidarietà, la sussidiarietà e la sostenibilità, per essere uno strumento efficace al servizio delle cooperative associate, puntando sulla centralità dei soci, a favore del territorio in cui le imprese operano”. http://www.modena.coldiretti.it/cooperazione-filippo-tramonti-neo-presidente-uecoop-emilia-romagna.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=113613648 Tue, 02 Jan 2018 17:12:53 GMT ANNATA AGRARIA: EMILIA ROMAGNA, AGRICOLTORI BATTONO SICCITÀ PLV +1% La Produzione lorda vendibile dell’agricoltura in Emilia Romagna nel 2017 è risultata sostanzialmente stabile (+1%) nonostante l’annata sia stata segnata da un andamento meteorologico anomalo, con gelate primaverili e siccità estiva. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna tracciando un primo bilancio dell’annata agraria da cui risulta che il valore delle produzioni all’origine è diminuito soprattutto nel settore vegetale e risalito per il settore zootecnico. Per l’ortofrutta, l’eccessivo caldo estivo – rileva Coldiretti regionale – ha determinato un accavallamento delle produzioni di pesche e nettarine con un surplus di offerta in alcuni periodi che, abbinato alle importazioni, ha depresso i prezzi, nonostante una sostanziale stabilità di produzione (+0,6% le pesche, –2% le nettarine). L’eccesso di produzione (+56%) ha determinato un calo del prezzo delle albicocche, mentre è andata meglio la campagna delle mele (produzione + 3,2%), vista la scarsità del prodotto trentino causata da pesanti grandinate in quella regione che ha avvantaggiato le nostre produzioni sul mercato. A traino delle mele sono andate anche le pere (+11%) favorite – afferma Coldiretti Emilia Romagna – da una buona concentrazione commerciale, grazie alla cooperativa Opera e alla società consortile Origine Group, costituite dai principali produttori di pere (l’Emilia Romagna produce il 60% delle pere italiane) che hanno realizzato una efficace campagna promozionale. In calo a causa della siccità la produzione di cocomeri e meloni, ma la minore offerta il mercato non ha contribuito a remunerare i costi degli agricoltori. Sul fronte dei cereali, l’elevata qualità delle produzioni di frumento tenero (–0,4%) e duro (–10,5%) ha portato – secondo i dati di Coldiretti Emilia Romagna – prezzi superiori rispetto a all’anno scorso, anche se non a livelli tali da ripagare i costi di produzione. In questo settore – afferma Coldiretti regionale – solo il prezzo dei contratti di filiera viaggia su livelli in grado di remunerare i costi e in alcune nicchie, come quella dei grani antichi, i produttori hanno avuto buone soddisfazioni, come nel caso del grano duro “Senatore” Cappelli, remunerato in base a un contratto definito prima delle semine. Per i cereali – afferma l’organizzazione dei coltivatori – diventa sempre più importante l’innovazione e la qualità, come dimostra l’affermarsi sul mercato della varietà di grano tenero “Giorgione”, selezionato di recente con l’obiettivo di sostituire da solo tutta la gamma dei grani di forza destinati ai prodotti da forno. Anche il mais devastato dalla siccità (–16,7%) non può più essere gestito come un prodotto da seminare di risulta come alternativa di altri cereali, ma va programmato attentamente. Dopo i buoni risultati della lotta alle aflatossine con il prodotto biologico “AF-X1” messo a punto dall’Università di Piacenza, DuPont Pioneer, Coldiretti e Consorzi Agrari d’Italia, già dalla prossima campagna partiranno contratti di filiera per programmare le produzioni destinate ai mangimifici. Annata pessima per il riso, con un calo produttivo del 10% e prezzi abbondantemente al di sotto dei costi di produzione a causa delle forti importazioni di prodotto a dazio zero per i Paesi che operano in regime EBA (tutto tranne le armi), tra cui anche la Birmania da dove nell’ultimo anno le importazioni di riso sono aumentate del 736%, nonostante lo sfruttamento e il maltrattamento della minoranza Rohingya. Sul fronte delle colture industriali, nonostante la siccità ne abbia limitato le potenzialità produttive, la barbabietola da zucchero ha fatto registrare un generale aumento produttivo con dei buoni margini per i produttori, anche se nel settore non mancheranno i problemi a causa dell’aumento di produzione in tutta Europa (+20%) che ha fatto crollare i prezzi dello zucchero del 30-40%. Un vero crollo di produzione (–19%) per il pomodoro con prezzi non remunerativi. Calo produttivo anche nel settore vitivinicolo con il 18% in meno di vino, compensato però da una elevata qualità. A tenere in alto la Plv dell’Emilia Romagna, secondo Coldiretti regionale, è il settore zootecnico che da solo rappresenta quasi il 50% della produzione lorda vendibile emiliano romagnola. Nel secondo trimestre del 2017, dopo l’entrata in vigore dell’etichettatura obbligatoria dell’origine, fortemente voluta da Coldiretti, sono arrivati i primi segnali di ripresa del mercato lattiero caseario, con buoni risultati sul fronte del Parmigiano Reggiano e Grana Padano. La frenata produttiva del settore suinicolo è stata compensata da una ripresa delle quotazioni all’inizio dell’anno, calate poi nel secondo trimestre, ma rimaste comunque al di sopra delle quotazioni del 2016. Segnali di ripresa per il settore carni bovine con un aumento dei consumi e un aumento dei prezzi a livello europeo che hanno favorito le produzioni nazionali. In crescita anche le produzioni e i prezzi delle carni avicunicole. “Per le imprese agricole – afferma il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – il problema è ancora una volta l’inadeguata redistribuzione del valore del prodotto lungo la filiera, unitamente ai costi di produzione che crescono più dei prezzi all’origine. I passaggi multipli, che allungano la filiera con tre, quattro intermediari dalla produzione alla distribuzione – sottolinea Tonello – appesantiscono il prezzo finale del prodotto alimentare a scapito anche del consumatore. Per questo Coldiretti con Ferrero, Inalca/Cremonini e Consorzio Casalasco (Pomì e De Rica) nel 2017 ha costituito “Filiera Italia”, una compagine associativa che ha tra i soci fondatori Bonifiche Ferraresi, Ocrim, Farchioni Olii, Cirio agricola, Donnafugata, Maccarese, Ol.Ma, Giorgio Tesi Group, Terre Moretti (Bellavista) e Amenduni Spa, che punta a realizzazione di accordi economici finalizzati ad assicurare la massima valorizzazione della produzione agricola nazionale anche attraverso la realizzazione di contratti di filiera sostitutivi dell’ormai superata stagione della sterile interprofessione". http://www.modena.coldiretti.it/annata-agraria-emilia-romagna-agricoltori-battono-siccita-plv-1-.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=113613703 Tue, 02 Jan 2018 17:12:17 GMT SOLDARIETÀ, 5.000 EURO DA COLDIRETTI PER FANEP È un gradito regalo di Natale a Fanep e indirettamente a Coldiretti da parte dei cittadini di Bologna, che oggi hanno risposto generosamente alla raccolta fondi che la stessa Coldiretti ha promosso per sostenere l’associazione delle Famiglie di Neurologia Pediatrica del Sant’Orsola. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna in merito alla vendita di 500 confezioni del primo panettone e del primo pandoro prodotti con grano 100% italiano e della pasta fatta con il grano antico “Senatore” Cappelli, che ha consentito di raccogliere 5.000 euro che saranno interamente devoluti a Fanep per la sua attività presso la clinica pediatrica Gozzadini di Bologna. “La generosità dei cittadini bolognesi – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – è per noi una grande soddisfazione in quanto aiutiamo le famiglie di Neurologia Pediatrica e nello stesso tempo abbiamo un riscontro positivo della nostra azione che da anni è a fianco di Fanep per sostenerne l’impegno verso i ragazzi che manifestano disturbi alimentari. Ci sembra una collaborazione appropriata per una organizzazione che associa le imprese agricole produttrici della materia prima per una alimentazione di qualità”. http://www.modena.coldiretti.it/soldarieta-5-000-euro-da-coldiretti-per-fanep.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=113613626 Tue, 02 Jan 2018 17:05:35 GMT NATALE: EMILIA ROMAGNA, FAMIGLIE SPENDONO 300 MILIONI A TAVOLA Per il secondo anno consecutivo, nelle famiglie emiliano romagnole la spesa per il cibo delle feste natalizie supererà quello dei viaggi. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna sulla base di elaborazioni dei dati Deloitte sui consumi delle prossime festività natalizie, dai quali emerge che cibo e bevande, con 300 milioni di euro, rappresenteranno il 25% della spesa, una percentuale che colloca l’enogastronomia al secondo posto dopo i regali (40%) e subito prima dei viaggi (23,8%). Un dato che conferma la preferenza del buon cibo tra i consumatori della nostra regione, ma anche il rallentamento dei viaggi a causa delle tensioni internazionali. In occasione della presentazione a Bologna dei primi panettone e pandoro con grano “Giorgione” 100 per cento Italiano, venduto in piazza Re Enzo per raccogliere fondi per Fanep, l’associazione delle Famiglie di Neurologia pediatrica dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna, Coldiretti Emilia Romagna ha presentato le stime sui consumi natalizi. Due emiliano romagnoli su tre – informa Coldiretti Emilia Romagna – per il pranzo di Natale sceglieranno la location casalinga, preferendo per il menu specialità locali. In testa alle scelte, con un consumo di 2.500 tonnellate, c’è la pasta tipica del territorio, “tirata” a mano (tortellini, cappelletti, anolini, passatelli, lasagne in testa), in larga parte (65%) acquistata nei negozi di sfogline o nei ristoranti organizzati per conto terzi, il cui numero nelle principali città emiliano romagnole – ricorda Coldiretti regionale – negli ultimi dieci anni è raddoppiato. Subito dopo la pasta, nel menu delle feste regneranno, con 850 tonnellate, cotechino e zampone, due prodotti Igp che compariranno anche su molte tavole al di fuori della regione. Prodotti a denominazione d’origine – informa Coldiretti Emilia Romagna – saranno anche negli antipasti con preferenze per il Culatello, i prosciutti di Parma e di Modena, i salumi di Piacenza (pancetta, coppa e salame). Tra i dolci, il panettone e il pandoro hanno ancora la preminenza, ma avranno spazio anche le specialità locali come il Pampepato Igp di Ferrara e il Panone di Natale e il Certosino a Bologna, la Spongata a Parma. Per i vini, la preferenza va a quelli nazionali, compreso lo spumante che viene preferito allo champagne. Il ritorno in cucina – afferma Coldiretti regionale – spinge verso una scelta attenta degli ingredienti, con la ricerca di materie prime fresche e genuine, che ha portato ad un vero boom degli acquisti nelle fattorie o nei mercatini degli agricoltori dove – secondo Coldiretti regionale –faranno la spesa di Natale un emiliano romagnolo su cinque. La migliore garanzia sull’originalità dei prodotti alimentari in vendita nei mercati è quella della presenza personale del produttore agricolo che – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – può offrire informazioni dirette sul luogo di produzione e sui metodi utilizzati. L’acquisto diretto dal produttore – sottolinea ancora Coldiretti regionale – garantisce il miglior rapporto prezzo/qualità, con il taglio delle intermediazioni, ma è anche la garanzia del legame con il territorio. In Emilia Romagna, grazie alla rete di Campagna Amica si contano oltre mille punti di vendita diretta dei produttori agricoli tra aziende, botteghe e mercati, rintracciabili con un semplice click sul sito www.campagnamica.it, dove è possibile individuare i punti vendita per regione, provincia e comune e selezionare anche le categorie di prodotti desiderati. http://www.modena.coldiretti.it/natale-emilia-romagna-famiglie-spendono-300-milioni-a-tavola.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=113613549 Tue, 02 Jan 2018 17:02:52 GMT PASTA: BATTAGLIA DEL GRANO CONTINUA “Non si puo’ firmare un accordo che denigra la qualità del grano italiano senza dire una parola sulle importazioni di un milione di tonnellate di grano dal Canada trattato in preraccolta con glifosato, accusato di essere cancerogeno e per questo vietato in Italia”. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel denunciare che “l’accordo sul grano proposito dal presidente di Aidepi Paolo Barilla non fa alcun riferimento all’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano nella pasta previsto dal decreto dei Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, contro il quale gli stessi pastai hanno presentato e poi perso il ricorso davanti al Tar del Lazio. Per la Coldiretti - conclude Moncalvo - la battaglia del grano continua fino a quando non sarà garantito un prezzo equo agli agricoltori e non saranno assicurate informazioni complete e trasparenti ai consumatori. http://www.modena.coldiretti.it/pasta-battaglia-del-grano-continua.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=113613312 Tue, 02 Jan 2018 16:48:14 GMT MANOVRA: STORICO VIA LIBERA A STREET FOOD CONTADINO “Storico via libera allo street food contadino dal campo alla tavola nella manovra 2018”. Lo ha reso noto il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo in occasione dell’Assemblea nazionale di fine anno nel commentare “positivamente la manovra che contiene importanti misure per il settore agricolo, dalla decontribuzione per giovani agricoltori, al bonus verde fino alla sterilizzazione delle aliquote Iva”. Per la prima volta – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – gli agricoltori potranno vendere direttamente i propri prodotti anche derivati da processi di manipolazione o trasformazione e pronti per il consumo, dalla piadina romagnola all’erbazzone, dal borlengo alla crescentina, fino ai frullati della salute direttamente dal produttore al consumatore, anche in forma itinerante. Una opportunità importante per i consumatori con 1 italiano su 2 (50%) che ha mangiato cibo da strada nell’ultimo anno in tutte le sue forme secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’. Ora – spiega Coldiretti Emila Romagna – sarà finalmente possibile farlo acquistando direttamente a chilometri zero dagli agricoltori e dagli allevatori a garanzia della genuinità e della qualità ma anche del rispetto degli ingredienti e della vera tradizione enogastronomica Made in Italy. Una opportunità importante alla vigilia dell’anno del cibo italiano nel mondo per qualificare l’offerta delle città minacciata – sostiene Coldiretti regionale – dalla banalizzazione e dall’omologazione ma anche per difendere l’identità alimentare nazionale che rischia di sparire dalle strade e dalla piazze invase dal kebab al sushi, dalla frutta fuori stagione come le caldarroste congelate disponibili durante tutto l’anno. Valorizzare l’identità culturale dei centri storici è importante per gli abitanti ma anche per i tanti turisti italiani e stranieri che quando arrivano nelle città – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – si aspettano di mangiare prodotti della tradizione locale che sono la vera forza della vacanza Made in Italy, conquistata con la distintività, la biodiversità e il legame con il territorio. Il cibo da strada contadino non è l’unica novità. Nella manovra, infatti – spiega Coldiretti regionale – è contenuto anche il “Bonus verde” ossia la detrazione ai fini Irpef del 36% delle spese per lavori di “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi nonché per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. Il bonus si applica nel limite massimo di spesa di 5.000 euro per interventi sulle singole unità immobiliari e sulle parti esterne condominiali. “Una battaglia vinta dalla Coldiretti che aiuta l’economia ed il lavoro in un settore determinate del Made in Italy come il florovivaismo ma che è anche importante per abbellire le città e per ridurre lo smog” ha sottolineato il presidente nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo. Un ettaro di piante che elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno secondo la Coldiretti. Per i giovani agricoltori under 40 – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – è stato anche riconfermato l’esonero triennale dal pagamento dei contributi previdenziali e una riduzione contributiva nel limite del 66% per il successivo anno e del 50% per l’ulteriore anno. Una misura per sostenere la crescente domanda di giovani che vogliono fare impresa in agricoltura in Italia che puo’ contare su 53.475 imprese agricole condotte da under 35 con un aumento record del 9,3% nel terzo trimestre del 2017 rispetto allo scorso anno secondo una analisi della Coldiretti. Viene poi estesa al 2018 l’indennità giornaliera di 30 euro per i lavoratori della pesca marittima, compresi i soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca, nel periodo di sospensione per misure di fermo pesca, nel limite di 40 giorni in corso d'anno, con uno stanziamento di 5 milioni annui. Mentre – aggiunge Coldiretti regionale – è stata integrata con 12 milioni di euro la dotazione finanziaria del Programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura 2017-2019. Per gli allevatori è stato previsto l’innalzamento delle percentuali di compensazione IVA sulle cessioni di animali vivi della specie bovina e suina in misura rispettivamente non superiore al 7,7% e all’8% per ciascun anno nel 2018, 2019 e 2020. Infine è determinante nella manovra la sterilizzazione degli aumenti Iva e accise che interessa anche su beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e il vino e la birra al 22% che rappresentano componenti importanti nei consumi delle famiglie. L’aumento dell’Iva – conclude Coldiretti Emilia Romagna – sarebbe stato un duro colpo per la spesa delle famiglie italiane in alimenti e bevande che nel 2017 dopo cinque anni di valori negativi ha invertito la tendenza ed ha fatto segnare un incoraggiante aumento dell’1,3% nei primi nove mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016 secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea. http://www.modena.coldiretti.it/manovra-storico-via-libera-a-street-food-contadino.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=113273624 Fri, 22 Dec 2017 09:58:56 GMT NATALE DI SOLIDARIETÀ CON LE CESTE A SOSTEGNO DELLE ZONE TERREMOTATE Natale è tempo di festa ma anche di solidarietà, in particolare verso chi si trova in situazione di bisogno e necessita di un aiuto concreto. E’ il caso delle popolazioni terremotate del Centro Italia che da oltre un anno vivono in una situazione precaria. Coldiretti e Campagna Amica, continuando nella loro opera di solidarietà, promuovono la campagna “In cucina con i prodotti solidali. C’è ancora molto da ricostruire” per la vendita di cesti natalizi con una selezione dei cibi delle zone terremotate. Attraverso il supporto operativo di Coldiretti Donne Impresa, nella nostra provincia l’appuntamento è per sabato 16 e domenica 17 dicembre nella Bottega Italiana del Garden Vivai Morselli di Medolla in via Statale 124. “Dopo l’esperienza dello scorso anno, anche questo Natale vogliamo sostenere le aziende che devono continuare a lavorare e produrre – afferma Lorella Ansaloni, responsabile nazionale Coldiretti Donne Impresa e titolare della Bottega - perché possano continuare ad essere presenti nel territorio e valorizzare quel patrimonio straordinario di tradizioni e di eccellenze che non ci possiamo permettere di perdere”. “Qui a Medolla, per averlo vissuto direttamente, sappiamo bene cosa significhi un terremoto con il suo strascico di sconforto, paura e incertezza e quanto sia importante coltivare la speranza di avere un futuro nel proprio territorio. Per questo non potevamo che aderire con convinzione a questa iniziativa con il desiderio di contribuire alla rinascita del territorio e fornire un aiuto concreto ai nostri colleghi agricoltori”. E’ possibile acquistare i cesti solidali di Campagna Amica anche attraverso il sito www.campagnamica.it dove, oltre a questa proposta, si possono acquistare i cesti “In campagna con il vero made in Italy. Scopri i prodotti della biodiversità”, una selezione dell’eccellenza della biodiversità italiana con cibi provenienti da tutta la Penisola. http://www.modena.coldiretti.it/natale-di-solidarieta-con-le-ceste-a-sostegno-delle-zone-terremotate.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=113062658 Fri, 15 Dec 2017 18:57:13 GMT TURISMO: EMILIA ROMAGNA, +6,7%LE PRESENZE IN AGRITURISMO NEL 2017 Nei primi nove mesi del 2017, le presenze negli agriturismi dell’Emilia Romagna sono aumentate del 6,7% rispetto all’anno precedente. È quanto afferma Coldiretti regionale sulla base dei dati di Terranostra, l’associazione agrituristica di Coldiretti, che ha tenuto oggi un consiglio direttivo per valutare l’andamento dell’anno che si sta per concludere. Dalle analisi di Terranostra, con le festività di Ognissanti e del periodo natalizio, la crescita delle presenze agrituristiche in Emilia Romagna entro la fine dell’anno dovrebbe attestarsi sul 7%. Secondo Coldiretti, negli agriturismi della nostra regione, un turista su tre (32%) viene dall’estero. Rispetto agli anni precedenti, chi nel 2017 ha scelto le vacanze in campagna si è fermato per un periodo leggermente più lungo, con preferenze per strutture agrituristiche vicino a parchi e aree verdi (in Emilia Romagna ci sono 2 parchi nazionali, 14 regionali, 35 tra oasi e riserve naturali e 16 aree protette), città d’arte e al mare. L’enogastronomia – informa Coldiretti Emilia Romagna – rimane uno dei traini principali dell’agriturismo emiliano romagnolo, che richiama gli ospiti per la tipicità dell’offerta di menu della tradizione locale e contadina, con prodotti a Km0. Cresce però anche la richiesta di altre attività da svolgere nel verde a contatto con la natura. Le 1.150 aziende agrituristiche dell’Emilia Romagna si stanno attrezzando per rispondere alla nuova domanda. Infatti, se il 65,5% delle strutture offre contemporaneamente alloggio e ristorazione (solo il 18,4% offre solo alloggio e il 15,2% solo ristorazione), già il 64% delle aziende affianca alle attività tradizionali anche altre attività su cui svettano le fattorie didattiche (20,7%), le mountain bike (20,3%) il trekking e i corsi di cucina (19%), seguite da altre attività come l’equitazione, l’escursionismo e sport vari. Secondo Terranostra la scelta dell’agriturismo è una scelta autonoma, nel senso che l’80% dei turisti prenota direttamente, senza intermediari, passando attraverso la ricerca su siti web come ad esempio www.campagnaamica.it, un forte ruolo nella scelta ce l’ha anche il passaparola. “L’agriturismo in Emilia Romagna – ha detto il presidente di Terranostra Emilia Romagna, Carlo Pontini – ha avuto un costante trend di crescita non solo nel numero degli esercizi, ma anche nella qualità dell’offerta. L’azienda agrituristica, decentrata rispetto ai grandi agglomerati urbani, sta diventando un elemento importante per andare alla scoperta del territorio, delle sue bellezze e delle sue tipicità, il tutto accompagnato dalla valorizzazione degli aspetti enogastronomici. Per migliorare ed aumentare la multifunzionalità e la qualità delle proprie aziende, Terranostra sta, da un lato, organizzando un corso per agrichef che porrà la massima attenzione sulla valorizzazione dei prodotti del territorio e sulle ricette tradizionali, innovandole sul piano tecnico e di realizzazione; dall’altro, sta cercando di organizzare una rete delle aziende agricole multifunzionali che possano offrire ai nuovi agrituristi risposte specializzate con pacchetti turistici integrati”. http://www.modena.coldiretti.it/turismo-emilia-romagna-6-7-le-presenze-in-agriturismo-nel-2017.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112985944 Wed, 13 Dec 2017 13:30:09 GMT OK RIFORMA REATI ALIMENTARI, BUSINESS DA 21,8 MLD L’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali rendono ancora piu’ pericolosa la criminalità nell’agroalimentare dove sviluppa un business da 21,8 miliardi di euro in aumento del 30% nel 2017 che va quindi contrastato con un sistema punitivo e di indagine più adeguato, come opportunamente previsto dalla riforma delle norme a tutela dei prodotti alimentari. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell’esprimere apprezzamento per l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del disegno di legge presentato dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando con nuove norme in materia di reati agroalimentari sulla base delle proposte presentate dall’apposita commissione presieduta da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti (www.coldiretti.it). La malavita si appropria di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano soffocando l’imprenditoria onesta ma anche compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza alimentare. Due italiani su tre (68%) sono preoccupati dell’impatto di quello che mangiano sulla salute anche per effetto del ripetersi degli scandali alimentari, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’. L’Italia – sostiene Moncalvo – deve tutelare i primati internazionali conquistati nella qualita’ alimentare, dal maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario con 292 prodotti Dop/Igp alla leadership europea nel biologico con 60mila imprese che lo coltivano biologico, ma anche il primato nella sicurezza alimentare mondiale con la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e la decisione di non coltivare Ogm. Proprio per questo - continua Moncalvo - l’Italia deve porsi all’avanguardia in Europa nelle politiche rivolte alla rintracciabilità con l’etichettatura di origine degli alimenti e nell’ azione di contrasto alle alterazioni, sofisticazioni e adulterazioni degli alimenti. Va quindi sottolineata con soddisfazione - conclude Moncalvo - la volontà con l’approvazione della riforma di procedere ad un aggiornamento delle norme penali, risalenti agli inizi del 1900, attraverso un’articolata operazione di riordino degli strumenti esistenti e di adeguamento degli stessi ad un contesto caratterizzato da forme diffuse di criminalità organizzata che alterano la leale concorrenza tra le imprese ed espongono a continui pericoli la salute delle persone. http://www.modena.coldiretti.it/ok-riforma-reati-alimentari-business-da-21-8-mld.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112986279 Wed, 13 Dec 2017 13:20:34 GMT GIORNATA MONDIALE DEL SUOLO Nel 2016 l’Emilia Romagna ha sottratto all’agricoltura e al suolo naturale 219.280 ettari di terreno. Un dato che colloca la nostra regione al terzo posto per il consumo di suolo assoluto dopo Lombardia (309.542 ettari) e il Veneto (224.555). In occasione della giornata mondiale del suolo che si celebra domani, 5 dicembre, lo rende noto Coldiretti regionale sulla base del rapporto 2017 sul consumo di suolo dell’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), sottolineando che nell’ultimo anno in Emilia Romagna è stato cementificato il 9,7% dei 2.212.309 ettari della superficie regionale, una percentuale superiore alla media nazionale che si attesta sul 7,6% della superficie italiana. Il consumo di suolo e la cementificazione – rileva Coldiretti Emilia Romagna – riducono la capacità dell’assorbimento dell’acqua da parte dei terreni e aumentato il rischio di frane e alluvioni. Su un territorio sempre più artificiale e più fragile, i cambiamenti climatici degli ultimi anni – commenta Coldiretti regionale – hanno portato a precipitazioni sempre più intense con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno impermeabilizzato dall’urbanizzazione e dalla cementificazione non riesce ad assorbire, La conseguenza – afferma Coldiretti regionale – è un aumento del rischio di alluvioni e un incremento della situazione franosa della nostra regione. Secondo elaborazioni Coldiretti su dati del servizio Geologico regionale, in Emilia Romagna ci sono più di 38 mila frane attive, per una superficie di quasi 70 mila ettari, e più di 32 mila frane quiescenti, che coprono 181 mila ettari. In pratica l’11,3 per cento del territorio regionale è soggetta frane, percentuale che aumenta decisamente se si considera che la provincia di Ferrara e tutto il territorio a nord della via Emilia sono esenti da movimenti franosi. Ad essere più colpito è, naturalmente, il territorio collinare e montano, area dove – ricorda Coldiretti – è in forte calo la presenza dell’agricoltura che negli ultimi venti anni ha visto più che dimezzato il numero delle aziende agricole, rimaste oggi poco più di 20 mila nell’Appennino da Piacenza a Rimini. Il venir meno della cura dei terreni e dei fossi – commenta Coldiretti – ha contribuito non poco alla diffusione delle frane che in questo momento interessano 200 delle 333 amministrazioni comunali emiliano romagnole. http://www.modena.coldiretti.it/giornata-mondiale-del-suolo.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112986175 Wed, 13 Dec 2017 13:17:07 GMT MALTEMPO, DANNI INGENTI ALLE AZIENDE AGRICOLE DELL’APPENNINO Le forti raffiche di vento che hanno flagellato nella notte l’Appennino modenese hanno lasciato una lunga scia di danni anche nelle aziende agricole. Lo rende noto Coldiretti Modena nel sottolineare che il maltempo ha sferzato gran parte dell’area appenninica abbattendosi in particolare su strutture e ricoveri attrezzi senza tralasciare abitazioni e alberature. A Pavullo, come in tutto il Frignano, a pagare i danni maggiori sono i tetti – informa Coldiretti Modena. Tra le aziende più colpita l’azienda agricola di Ermanno Lavacchielli di Gaiato dove le stalle oltre a rimanere in gran parte scoperte, hanno subito la rottura del 30% delle finestrature con conseguenti problemi per il ricovero degli animali esposti al rischio di pioggia e correnti d’aria. Il vento ha poi divelto il portone e danneggiato tutte le strutture per il ricovero degli attrezzi e del fieno sono state che in alcuni casi sono completamente scoperchiate. L’azienda Il Colle di Pavullo - continua Coldiretti - si è ritrovata con uno dei due fienili completamente scoperchiato mentre l’altro per metà. Danni anche ai portoni della stalla che sono stati divelti. Sempre a Pavullo l’azienda Gianaroli ha subito danni sia al tetto dell’abitazione che a quello della stalla. Anche a Sestola a rimetterci sono stati i tetti dei fienili come nell’azienda Pollacci. A Montese – informa la Coldiretti modense - il vento, oltre ad aver scoperchiato alcune abitazioni, ha strappato il telo di copertura della struttura di contenimento dei liquami dell’azienda agricola La Teggia Bianca. A Guiglia ad essere colpita è stata l’azienda Bonacorsi che ha visto sollevarsi e strapparsi il telone dell’hangar che funge da fienile mentre a Montalto addirittura è stato divelto il portone di ingresso di un capannone usato come ricovero attrezzi. Un po’ ovunque poi gli alberi divelti o spezzati con conseguenti difficoltà alla viabilità. Se la montagna conta i danni del vento – sottolinea Coldiretti Modena - in pianura a destare preoccupazione, invece, è la situazione dei fiumi in particolare del Secchia che sta vivendo in queste ore un’eccezionale ondata di piena con alcune zone agricole evacuate agricole per precauzione. I tecnici di Coldiretti sono già in campo per i rilevamenti dei danni e per valutare l’eventuale richiesta di stato di calamità. http://www.modena.coldiretti.it/maltempo-danni-ingenti-alle-aziende-agricole-dell-appennino.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112960633 Tue, 12 Dec 2017 19:06:29 GMT NATALE: IN EMILIA ROMAGNA IL 40% DELLA SPESA VA IN REGALI I regali sono la principale voce di spesa degli emiliano romagnoli per le feste natalizie. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna sulla base dei dati Deloitte, da cui risulta che ogni famiglia spenderà per le prossime feste 528 euro, il 40% dei quali (208 euro) destinati a regali per parenti e amici. Nella spesa per i regali cresce l’enogastronomia, con una attenzione particolare alla riscoperta di prodotti tradizionali e ai regali solidali. È per rispondere a questa domanda che molti mercatini di Campagna Amica dell’Emilia Romagna daranno la possibilità di acquistare on line ceste alimentari di prodotti del vero made in Italy e di prodotti delle zone colpite dal terremoto del Centro Italia, per sostenere le aziende che vogliono continuare a lavorare e produrre in quelle aree dove oggi coltivare la terra è diventato più difficile. Si comincia a Medolla, nel modenese, presso la Bottega Italiana di Campagna Amica “Garden Vivai Morselli” in via statale 125, dove dalle ore 9.00 alle 19.00, l’8, il 9 e il 10 dicembre sarà possibile scegliere il proprio pacco regalo. Si prosegue lunedì 11, a Piacenza in piazza Duomo, dalle 9.00 alle 12.00; giovedì 14 dicembre sarà la volta di Reggio Emilia al mercato nell’orto di via Beretti 22 dove la scelta delle ceste sarà possibile dalle 16.00 alle 19.00; a Parma, presso il mercato di Campagna Amica del Barilla Center, dalle 9.00 alle 12,30 oltre alla scelta dei pacchi regalo, sarà possibile partecipare alla “riffa della solidarietà”: presentando lo scontrino di un acquisto ai mercati di Campagna Amica (anche delle settimane precedenti) si ha il diritto di partecipare all’estrazione di tre pacchi di prodotti delle zone colpite dal sisma; ultimo mercato di Campagna Amica con i pacchi regalo sarà mercoledì 20 dicembre dalle 15,30 alle 19.00 a Cadriano (Bologna) in piazzetta Borgo Sant’Andrea, anche qui con l’estrazione premio di pacchi della solidarietà. Va sottolineato – ribadisce Coldiretti Emilia Romagna – che la preferenza accordata all’acquisto di prodotti Made in Italy può aiutare l’economia nazionale e garantire maggiori opportunità di lavoro a sostegno della ripresa con una particolare attenzione a quelli provenienti dalle aree terremotate. Per chi non riesce a recarsi presso un mercato di Campagna Amica, Coldiretti regionale segnala che sul sito www.campagnamica.it, è possibile acquistare cesti solidali con i prodotti salvati dal sisma e pacchi con il meglio del made in Italy. http://www.modena.coldiretti.it/natale-in-emilia-romagna-il-40-della-spesa-va-in-regali.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112795607 Thu, 07 Dec 2017 18:47:50 GMT SPESA DI NATALE: ARRIVA IL PRIMO PANETTONE CON GRANO 100% ITALIANO È stato presentato al villaggio contadino di Coldiretti a Napoli il primo panettone con grano 100% italiano. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna ricordando che il Panettone con grano “Giorgione” è frutto della collaborazione tra Sis, Società Italiana Sementi di Bologna, Molini Pivetti Spa di Cento (Ferrara) e la cooperativa Deco Industrie di Bagnacavallo (Ravenna). Per produrlo – sottolinea Coldiretti – è stato utilizzato grano tenero della varietà “Giorgione”, da cui Molini Pivetti ha ottenuto una farina al top della qualità per la trasformazione in prodotti da forno. Selezionato, coltivato, raccolto e macinato in Italia, il “Giorgione” – commenta Coldiretti – è un grano tenero frutto della ricerca di Sis, ottenuto con incroci naturali e senza impiego di organismi transgenici, ma valorizzando il meglio della tradizione produttiva del grano nel nostro Paese. Grazie all’impegno di Coldiretti è nata l’alleanza di filiera tra Sis, imprenditori agricoli, Molini Pivetti, Coprob (cooperativa produttori bieticolo-saccariferi) e Deco Industrie, per arrivare dal campo fino alla tavola dei consumatori con due dolci (oltre al panettone è stato prodotto anche il pandoro) di largo consumo (tre italiani su quattro a Natale scelgono il panettone) che unisce la cura artigianale con i migliori prodotti dei campi italiani. Oltre all’ingrediente base, la farina, il panettone – sottolinea Coldiretti – utilizza burro, zucchero, uova, lievito madre e scorze di arance candite, tutti di produttori nazionali. Solo l’uvetta non è italiana, ma si sta lavorando per arrivare a trovare un prodotto made in Italy adatto all’uso. A conferma dell’interesse per questo prodotto – informa Coldiretti – ad oggi le prime produzioni di pandori e panettoni sono state già interamente prenotate e vendute. Deco ha comunicato che una ulteriore quantità verrà messa in vendita in alcuni selezionati supermercati ed in occasione delle feste natalizie in Piazza del Popolo a Ravenna. “Il Giorgione – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna e presidente di Sis, Mauro Tonello – è stata una sfida alle leggende metropolitane di chi ritiene impossibile che una varietà di grano tutta italiana possa avere le caratteristiche adeguate per far un panettone che richiede grani in grado di reggere una forte lievitazione. Eravamo convinti della qualità di questo grano sia per la produttività in campagna, sia per la caratteristiche molitorie e di trasformazione in forno e abbiamo cercato e trovato due partner disposti ad accettare insieme con noi una sfida che ci permetterà di festeggiare un Natale con un panettone ottenuto da farina 100% italiana”. http://www.modena.coldiretti.it/spesa-di-natale-arriva-il-primo-panettone-con-grano-100-italiano.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112430387 Mon, 27 Nov 2017 17:28:09 GMT OK CLAUSOLA SALVAGUARDIA RISO, +736 IMPORT BIRMANIA La richiesta di adozione di misure di salvaguardia europee nei confronti dell’importazione di riso greggio asiatico del tipo indica è importante per fermare un trend che nei primi otto mesi del 2017 ha visto un aumento degli arrivi fino al +736% come nel caso della Birmania. E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna nel commentare il dossier per la tutela del settore risicolo dalle importazioni a dazio zero dai Paesi asiatici EBA (“Tutto tranne le armi”) inviato a Bruxelles dai ministri delle Politiche agricole, Maurizio Martina, e dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, integrato con una lettera indirizzata ai Commissari Ue Federica Mogherini, Cecilia Malmström e Phil Hogan. Nel documento si legge che le cause principali della crisi del settore risicolo Made in Italy sono da attribuire al regime particolarmente favorevole praticato nei confronti dei Paesi Meno Avanzati (accordo EBA), che prevede la possibilità di esportare verso l'Unione Europea quantitativi illimitati di riso a dazio zero. Un paradosso – denuncia Coldiretti Emilia Romagna – se si considera ad esempio il caso della Birmania, che con i proventi della vendita di riso finanzia la campagna brutale di pulizia etnica contro la minoranza dei Rohingya denunciata dalle Nazioni Unite che parla di oltre 700mila rifugiati. In Emilia Romagna – ricorda Coldiretti regionale – si coltivano 8.000 ettari di riso per una produzione di 450.000 quintali pari a un valore di circa 25 milioni di euro http://www.modena.coldiretti.it/ok-clausola-salvaguardia-riso-736-import-birmania.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112327589 Fri, 24 Nov 2017 17:24:50 GMT AUMENTO RECORD +208% PRODOTTI TRADIZIONALI In poco più di quindici anni, le specialità alimentari tradizionali dell’Emilia Romagna sono aumentate del 208 per cento, portando da 126 dell’inizio degli anni 2000 ai 388 del 2017 i prodotti tipici salvati dall’estinzione. È quanto emerge dal nuovo censimento delle specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, presentato da Coldiretti per lo storico appuntamento dell’anno internazionale del cibo italiano nel mondo proclamato nel 2018, all’apertura del Villaggio contadino di Coldiretti sul lungomare Caracciolo, Rotonda Diaz, a Napoli con oltre diecimila agricoltori, centinaia dei quali anche dall’Emilia Romagna, lungo 1,5 chilometri di mercati contadini, agrichef con le ricette storiche ed esposizioni ad hoc per il primo Black Friday della tavola per far conoscere e salvare i tesori nascosti del Made in Italy. In Emilia Romagna – commenta Coldiretti regionale – grazie all’opera di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere nel tempo la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari, il numero delle tipicità regionali è cresciuto fino a raggiungere il quarto posto dopo Campania, Toscana e Lazio per varietà e ampiezza del patrimonio agroalimentare. Per quanto riguarda le varie categorie degli alimenti tradizionali, nell’elenco regionale sono presenti – spiega Coldiretti Emilia Romagna – 166 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 79 piatti composti o prodotti della gastronomia, 56 verdure fresche e lavorate, 46 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati, 12 formaggi, 12 bevande tra analcoliche, distillati e liquori, 8 preparazione di pesci, molluschi e crostacei, 6 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro), 3 condimenti. Al Villaggio Coldiretti di Napoli, i prodotti tradizionali dell’Emilia Romagna sono rappresentati tra gli altri dalla Mariola, salume prodotto nella bassa parmense e nel piacentino, ottenuto da parti nobili del maiale, dalla Saba, condimento ottenuto dal mosto d’uva, dal Savôr, marmellata di mosto d’uva con aggiunta di frutta, dall’anguilla marinata, pescata e lavorata a Comacchio. Oltre ai prodotti dell’Albo dei prodotti tradizionali, al Villaggio Coldiretti di Napoli sono presenti anche i grandi prodotti Dop e Igp della gastronomia emiliano romagnola, tra cui il Parmigiano Reggiano (con una versione anche Kosher dell’azienda del presidente del Consorzio di tutela, Nicola Bertinelli) e la Mortadella di Bologna Igp. Quest’ultima, prodotta tutta con carne di maiali italiani, è stata realizzata dall’azienda bolognese Felsineo Spa in un formato maxi da 120 chilogrammi. “Ogni prodotto è frutto di un storia fatta di cultura e di sapori – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – che esprime al meglio la realtà gastronomica emiliano romagnola in cui la tradizione dei prodotti tipici si somma a quello dei prodotti a denominazione d’origine, Dop e Igp, che va difeso dalla banalizzazione e dall’omologazione dell’offerta agroalimentare per evitare un appiattimento verso il basso anche dell’offerta agroalimentare turistica”. PRODOTTI TRADIZIONALI EMILIA ROMAGNA Il primato è di pani, paste e dolci Prodotto Censimento 2000 Censimento 2017 Variazione Paste fresche, pani e dolci 45 166 Frutta e verdura 35 56 Carni fresche e trasformate 30 46 Formaggi 7 12 Piatti composti o prodotti della gastronomia 79 Prodotti di origine animale (miele, ecc.) 4 6 Preparazioni di pesci, molluschi e crostacei 2 8 Bevande, liquori e birre 2 12 Condimenti 1 3 Totale 126 388 +207% http://www.modena.coldiretti.it/aumento-record-208-prodotti-tradizionali.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112327507 Fri, 24 Nov 2017 17:14:34 GMT FESTA DELL’OLIO E DELLA MOLITURA DELLE OLIVE Sarà dedicata all’olio, uno dei prodotti simbolo della dieta mediterranea, la festa in programma domenica 26 novembre, dalle 9.30 alle 13,00, al mercato di Campagna Amica di Largo San Francesco, con la degustazione di olio fresco dell’azienda agricola Carmelo Truncale e il pane fresco dell’azienda “Il filo della polenta”. L’iniziativa rientra nelle proposte che Coldiretti, con l’arrivo dell’olio nuovo, promuove in tutta Italia per aiutare i consumatori a fare scelte di acquisto consapevoli con degustazioni guidate e consigli per riconoscere il vero Made in Italy dalle etichette ma anche per fare le giuste scelte di abbinamento con i piatti serviti a tavola. In un territorio tradizionalmente famoso per Lambrusco e Aceto Balsamico - informa Coldiretti Modena - l’ulivo si è ritagliato uno spazio anche nella provincia modenese dove ha fatto la sua prima timida apparizione sulle colline di Castelvetro attorno alla prima decade degli anni duemila. Dopo un inizio in cui la produzione si attestava su valori prossimi allo zero, negli ultimi anni si è assistito ad un vero e proprio exploit che ha portato a 21 ettari la superficie coltivata ad ulivo con una produzione di olive che si attesta mediamente sui 200 quintali/anno. Si tratta - commenta Coldiretti Modena – di una produzione di nicchia ma che è indice della capacità di adattamento delle aziende agricole che alla crisi rispondono cercando nuove produzioni con diversi sbocchi di mercato adattandosi, così, anche ai cambiamenti climatici che con l’aumento del riscaldamento stanno provocando lo spostamento verso il nord di produzioni tipiche dell’area mediterranea. In Emilia Romagna – informa Coldiretti - la parte del leone spetta alle province romagnole con Rimini che coltiva 1.644 ettari, seguita da Forlì-Cesena con 1.319. Nella nostra regione, in controtendenza alla situazione nazionale dove c’è stato un calo produttivo dell’11%, la produzione di olio nel 2017 è aumentata di circa il 4% attestandosi sopra i 10 mila quintali, con una qualità ottima. L’annata 2017 – commenta Coldiretti Modena – ha segnato il riscatto produttivo dopo il calo del 2016 quando gli uliveti subirono il pesante attacco della mosca olearia. La produzione di olio è cresciuta – informa Coldiretti – grazie ad un aumento della resa, che ha compensato il calo della produzione di olive attestatosi attorno al 10%. Il patrimonio olivicolo dell’Emilia Romagna è determinante sul piano economico, paesaggistico e ambientale. La coltura occupa, infatti, aree marginali che presentano elevate pendenze, difficili da coltivare, ed è proprio in questi ambiti territoriali che l’ulivo diventa un importante elemento del paesaggio rurale e svolge un ruolo insostituibile di salvaguardia dell’ambiente contro il dissesto idrogeologico. http://www.modena.coldiretti.it/festa-dell-olio-e-della-molitura-delle-olive.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112327422 Fri, 24 Nov 2017 17:11:11 GMT BENE TAR SU ETICHETTA PASTA La decisione del Tar di respingere l'istanza di sospensione del decreto per l’etichettatura d’origine del grano utilizzato nella pasta accoglie le richieste dell’81% degli italiani che chiedono maggiore trasparenza su quel che portano in tavola. E’ quanto ha affermato la Coldiretti nel commentare la decisione del Tribunale amministrativo regionale del Lazio che ha bocciato il ricorso dei pastai contro il decreto dei ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda per l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione della materia prima a partire dal febbraio 2018 sull’etichettatura della pasta. Prendiamo atto con soddisfazione che la Magistratura – commenta Coldiretti Modena – ha riconosciuto il primato degli interessi dell’informazione dei cittadini su quelli economici e commerciali, respingendo un ricorso che andava contro gli interessi dell’Italia e degli Italiani che chiedono trasparenza. Non si può impedire ai consumatori – aggiunge Coldiretti Modena – di conoscere la verità privandoli di informazioni importanti come quella di sapere se nella pasta che si sta acquistando è presente o meno grano canadese trattato in preraccolta con il glifosate, accusato di essere cancerogeno e per questo proibito sul grano italiano. Il decreto per l’etichettatura d’origine della pasta punta anche a contrastare le speculazioni che hanno provocato il crollo dei prezzi del grano italiano al di sotto dei costi di produzione con una drastica riduzione delle semine e il rischio di abbandono nella nostra provincia di 37 mila ettari di terreno coltivati a cereali. http://www.modena.coldiretti.it/bene-tar-su-etichetta-pasta.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112258779 Wed, 22 Nov 2017 17:22:24 GMT SCUOLA: GLI STUDENTI CERCANO PROSPETTIVE DI LAVORO NELLA PRODUZIONE DI CIBO I primati della food valley in Emilia Romagna si trasferiscono anche sul fronte della scuola dove gli istituti per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera hanno fatto registrare per l’anno scolastico 2017-2018 il più alto numero di iscritti rispetto a tutti gli altri istituti professionali. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna sulla base dei dati dell’Ufficio Scolastico Regionale, dai quali risulta che l’Alberghiero con 2.214 iscritti rappresenta il 31% di tutti gli istituti professionali e si colloca al quarto posto nelle preferenze dei nuovi iscritti dopo il Liceo Scientifico (8.033), il Liceo Linguistico (3.579) e Scienze Umane (3.267). Se ai servizi per l’enogastronomia e il turismo si aggiungono gli istituti professionali per l’Agricoltura (457 iscritti) e gli istituti tecnici di Agraria, Agroalimentare e Agroindustria (1.024 iscritti) – informa Coldiretti regionale – risulta che in Emilia Romagna 3.700 nuovi iscritti vedono prospettive di lavoro futuro nella produzione di cibo e nelle attività connesse e tendono a privilegiare sbocchi professionali che riguardano l’agricoltura e l’alimentazione. La tendenza è confermata anche dal numero degli studenti che frequentano le scuole Alberghiere ed Agrarie che per l’anno in corso sono più di 20 mila in tutta la regione, oltre il 10 per cento del totale degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Si tratta di giovani che potranno ricercare, tra gli altri, sbocchi professionali nelle varie attività multifunzionali dell’agricoltura dall’agriturismo alle fattorie didattiche, dalle attività di trasformazione alla vendita diretta dei prodotti tipici. È anche per sostenere questa tendenza che Coldiretti Emila Romagna collabora con le scuole agrarie ed alberghiere per sostenere le attività di orientamento degli alunni. La prima occasione di collaborazione sarà il progetto di orientamento “Alberghiero Scappi: come coltivare la passione!” ideato dall’Istituto Bartolomeo Scappi, per creare una finestra sul futuro per chi ha sogni e aspettative su una professione attraverso un percorso di studi di qualità. Il progetto prenderà il via giovedì 16 novembre 2017, nell’ambito della giornata di orientamento per alunni e genitori che si svolgerà dalle ore 13,45 alle 16,30 presso l’Istituto Bartolomeo Scappi di Castel San Pietro Terme (Bologna). I produttori di Coldiretti del circuito Campagna Amica forniranno i prodotti agricoli per il cooking show che sarà realizzato da professori e studenti. Dalla zucca allo squacquerone, dal kiwi al miele, saranno tutti prodotti del territorio quelli che verranno utilizzati per realizzare i piatti della tradizione enogastronomica emiliano romagnola. http://www.modena.coldiretti.it/scuola-gli-studenti-cercano-prospettive-di-lavoro-nella-produzione-di-cibo.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112002132 Wed, 15 Nov 2017 11:36:56 GMT CONTRO LA NEVE MOBILITATI I TRATTORI La copiosa nevicata che dalle prime ore del mattino interessa anche l’Appennino modenese, da Zocca a Sestola, da Pavullo fino a Pievepelago e Frassinoro, sta impegnando molti agricoltori che sono mobilitati per pulire le strade con trattori utilizzati come spalaneve e spandiconcime adattati per la distribuzione del sale contro il gelo. E' quanto riferisce Coldiretti Modena in riferimento all’ondata di maltempo che ha portato la neve anche a basse quote e in pianura. Si tratta – spiega Coldiretti Modena – di un servizio impegnativo, con gli agricoltori allertati già dai giorni scorsi e reperibili a qualsiasi ora del giorno e della notte, che dimostra quanto le aziende agricole siano importanti per la tenuta del territorio e per la sicurezza dei cittadini quando la neve minaccia di rendere difficili i collegamenti. L’arrivo della neve – commenta Coldiretti Modena – è comunque importante per l’agricoltura e per le campagne perché può incentivare il recupero delle risorse idriche e favorire la produzione cerealicola, secondo il vecchio adagio “sotto la neve, pane”. La presenza diffusa delle imprese agricole – rileva Coldiretti Modena – assicura un intervento capillare di spazzaneve sul territorio. La possibilità di utilizzare anche i mezzi meccanici agricoli messi a disposizione dagli imprenditori delle campagne garantisce – sostiene Coldiretti – la viabilità e scongiura il rischio di isolamento delle abitazioni soprattutto nelle aree più impervie interne e montane, grazie alla maggiore tempestività di intervento. Una opportunità che – precisa la Coldiretti modenese – potrebbe ulteriormente espandersi con una maggiore sensibilità di Comuni e Province. L’agricoltore “spazzaneve" può intervenire infatti grazie – continua Coldiretti – alla legge di Orientamento che consente alle pubbliche amministrazioni di stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali "alla sistemazione e manutenzione del territorio" anche attraverso l'utilizzo di mezzi meccanici agricoli. Gli accordi – spiega Coldiretti Modena – prevedono che in caso di nevicata l’agricoltore sia reperibile a qualsiasi ora del giorno e delle notte e resti in attività fino alla pulitura totale delle strade. Questo comporta - conclude la Coldiretti – che valutata la necessità di intervenire, l’incaricato del Comune faccia scattare le chiamate nelle aziende dove verranno messi in moto i trattori e agganciate le lame spazzaneve per passare subito all’azione nelle zone assegnate. http://www.modena.coldiretti.it/contro-la-neve-mobilitati-i-trattori.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=111916884 Mon, 13 Nov 2017 12:59:20 GMT È CARESTIA DI BURRO CON ADDIO ALL’OLIO DI PALMA L’addio all’olio di palma che sta spingendo verso una carestia internazionale di burro ha ricadute positive anche in Emilia Romagna. Lo afferma Coldiretti regionale sottolineando che gli effetti della penuria di burro nei supermercati francesi, denunciata dal giornale inglese Guardian, si fanno sentire anche in Italia dove un numero crescente di imprese ha fatto la scelta “olio di palma free”. Un riposizionamento importante – commenta Coldiretti Emilia Romagna – che avviene pochi giorni dopo la definitiva entrata in vigore lo scorso 16 ottobre della legge che obbliga ad indicare in etichetta l’origine per tutti i prodotti lattiero caseari fortemente voluta dalla Coldiretti, che consente di fare scelte consapevoli in un mercato invaso di prodotti stranieri spacciati come italiani. La domanda di burro è aumentata mentre le importazioni di olio di palma per uso alimentare sono diminuite in Italia del 20% nei primi sette mesi del 2017 con sei italiani su dieci che evitano di acquistare prodotti alimentari che contengono olio di palma, a conferma della diffidenza che sta portando un numero crescente di imprese ad escluderlo dalle proprie ricette, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Eurispes. Si tratta di una situazione favorevole per i produttori, che ha ricadute positive – commenta Coldiretti regionale – sui circa 350 mila quintali di burro prodotti in Emilia Romagna, una larga percentuale dei quali di altissima qualità perché derivati dalla panna di latte selezionato e garantito dai rigorosi disciplinari di produzione di Parmigiano Reggiano. Le importazioni di olio di palma ad uso alimentare in Italia – informa Coldiretti regionale – hanno invertito la rotta dopo essere più che raddoppiate negli ultimi 20 anni raggiungendo nel 2016 circa 500 milioni di chili. Uno sviluppo enorme nonostante che alle perplessità sugli effetti sulla salute si siano aggiunte le preoccupazioni sull’impatto ambientale che – conclude Coldiretti – sta portando al disboscamento di vaste foreste, senza dimenticare l’inquinamento provocato dal trasporto a migliaia di chilometri di distanza dal luogo di produzione e, naturalmente, le condizioni di sfruttamento del lavoro delle popolazioni locali private di qualsiasi diritto. http://www.modena.coldiretti.it/e-carestia-di-burro-con-addio-all-olio-di-palma.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=111376816 Tue, 31 Oct 2017 15:46:33 GMT HALLOWEEN, FESTA DELLA ZUCCA AL MERCATO CAMPAGNA AMICA Dalla padella all’intaglio, fino al ruolo ornamentale, sta crescendo in Italia l’uso delle zucche, di cui l’Emilia Romagna con circa 500 ettari coltivati è uno dei maggiori produttori italiani. Lo rende noto Coldiretti Modena in vista della festa della zucca che si svolgerà domenica 29 ottobre dalle 10.30 alle 12.30 a Modena al mercato di Campagna Amica di Largo San Francesco. In collaborazione con Gabriella Gasparini, noto volto della trasmissione Nosterchef in onda su Trc Tv e Sky, ed Anna Bazzani, titolare della scuola Passione cucina di Marano (Modena), verranno realizzati show cooking e laboratori di pasta fresca per imparare a preparare i tortelli di zucca e altri piatti dedicati alla ricorrenza. Inoltre attraverso la tecnica del visual food, che permette di realizzare con il cibo vere e proprie sculture commestibili, verranno proposti piatti per bambini dedicati a Halloween come la frutta mostruosa, ragnetti e l’occhio del diavolo a base di uova sode. Nei campi dell’Emilia Romagna – informa Coldiretti – vengono prodotti più di 80 mila quintali di zucche, con la produzione che quest’anno è risultata in calo a causa della siccità. Alla tradizionale zucca prodotta per scopi alimentari, negli ultimi dieci anni si è andata affiancando la produzione di piccole zucche ornamentali e di grandi zucche da intaglio, adatte alla festa di Halloween. La zucca più diffusa – comunica Coldiretti Modena – resta quella da cucina che può essere utilizzata sia per preparazioni salate sia per dolci, abbinata a pasta, carne, formaggi e torte. La zucca da cucina più nota – informa Coldiretti provinciale – è sicuramente la zucca “Violina”, che in abbinamento con la pasta fresca ha dato origine a uno dei piatti tradizionali della bassa modenese, come i cappellacci di zucca, che hanno ottenuto anche il riconoscimento di indicazione geografica protetta dall’Unione europea. Con l’affermarsi della notte di Halloween – rileva Coldiretti Modena – si è aperto un nuovo mercato, quello delle zucche da intaglio. Si tratta di zucche tonde “giganti” di colore giallo-arancione, in genere non commestibili, che si prestano all’intaglio, una attività che richiede comunque attenzione per evitare di rovinare la zucca, ma anche di farsi male, in quanto si usano strumenti affilati. L’altra categoria di zucca che si sta affermando in Italia – ricorda ancora Coldiretti – è quella ornamentale: si tratta di zucche di ogni tipo, che si differenziano per le dimensioni (di piccola taglia oppure enormi) per la forma (allungate a forma di tubo, a trombetta, a cappello, schiacciate, a spirale, tonde), per la buccia (rugosa, bitorzoluta, costoluta, liscia) e per il colore (di ogni tonalità, dal verde al rosso accesso, passando per zucche striate).   http://www.modena.coldiretti.it/halloween-festa-della-zucca-al-mercato-campagna-amica.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=111208181 Fri, 27 Oct 2017 18:45:07 GMT MAT, AGRICOLTURA SOCIALE NUOVO MODELLO DI WELFARE Con l’agricoltura sociale è possibile un nuovo modello di welfare che vede l’agricoltura protagonista con progetti dedicati esplicitamente ai soggetti più vulnerabili che devono fare spesso i conti con servizi non all’altezza delle necessità. E’ quanto ha detto Lorella Ansaloni, responsabile nazionale e provinciale di Coldiretti Donne Impresa, nel corso del convegno “Agricoltura sociale: coltiva l'inclusione!” che si è tenuto oggi a Finale Emilia (Modena) promosso dal Servizio Sanitario Regionale della Regione Emilia Romagna, dal Centro di Salute Mentale di Mirandola in collaborazione con l’Istituto Tecnico Agrario Calvi di Finale Emilia. “L'agricoltura sociale – ha sottolineato Ansaloni – è la nuova frontiera per le imprese agricole che mentre si aprono a nuove opportunità di reddito offrono servizi utili alla collettività. Le imprese femminili, in particolare, vi trovano una naturale collocazione per l’attitudine alla cura e all’inclusione innata nelle donne. Con l’agricoltura sociale siamo di fronte alla punta più avanzata della multifunzionalità che Coldiretti ha fortemente sostenuto per avvicinare le imprese agricole ai cittadini e conciliare lo sviluppo economico con la sostenibilità ambientale e sociale. Una svolta epocale – ha sottolineato la responsabile delle imprenditrici agricole di Coldiretti - con la quale si riconosce che nei prodotti e nei servizi offerti dall’agricoltura non c’è solo il loro valore intrinseco, ma anche un bene comune per la collettività fatto di tutela ambientale, di difesa della salute, di qualità della vita e di valorizzazione della persona. Secondo un’indagine di Coldiretti, quasi sette italiani su dieci (68 per cento) esprimono gradimento per l’agriospizio dove poter trascorrere la vecchiaia a contatto con la campagna mentre più di tre italiani su quattro (78 per cento) vorrebbero far frequentare ai propri figli una fattoria didattica a contatto con gli animali e le piante coltivate. “Nell'agricoltura sociale sono impegnate già oggi oltre mille imprese agricole e cooperative in tutto il Paese attorno alla quale gravitano migliaia di rifugiati, detenuti, disabili, tossicodipendenti – ha ricordato ancora Lorella Ansaloni. Le esperienze sono molto diversificate: vanno dal recupero e reinserimento lavorativo di soggetti con problemi di dipendenza (droga e alcool in particolare) all’agricoltura terapeutica (ortoterapia, ippoterapia ecc.), con disabili fisici e psichici di diversa gravità, ma anche il reinserimento sociale e lavorativo di persone emarginate (minori a rischio, disoccupati di lunga durata, ecc.) e l’attività agricola volta al miglioramento del benessere e della socialità (agriasilo, orti per gli anziani, ecc.). Una diversificazione – ha concluso Ansaloni - che si estrinseca con l'innesto di pratiche di agricoltura sociale nelle diverse tipologie di coltivazioni, di allevamenti e di attività di servizio: agriturismo, ristorazione, punti vendita aziendali, fattorie didattiche e che con l’approvazione della legge per l’agricoltura sociale ha trovato finalmente una cornice comue”. Al convegno è intervenuta anche l'azienda agricola Ca' Granda di San Felice (Modena), che fa parte della rete di Campagna Amica delle fattorie sociali, per raccontare l'esperienza aziendale di accoglienza di disabili e persone in difficoltà intrapresa negli ultimi anni. Per avere maggiori informazioni sulle opportunità dell’agricoltura sociale e sulla rete di fattorie Coldiretti è possibile consultare il sito ‪www.campagnamica.it‬. http://www.modena.coldiretti.it/mat-agricoltura-sociale-nuovo-modello-di-welfare.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=111148209 Thu, 26 Oct 2017 13:36:00 GMT