Coldiretti Modena News - Coldiretti Modena http://www.modena.coldiretti.it/ Mon, 11 Nov 2019 16:35:08 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.modena.coldiretti.it/ 60 LINEA VERDE: “SPOT” GRANO CANADA OFFENDE 300MILA AZIENDE E’ inaccettabile che una trasmissione del servizio pubblico Rai dedicata all’agricoltura e al cibo italiani si trasformi in uno “spot” a favore della pasta svizzera fatta con grano canadese trattato con l’erbicida glifosato in preraccolta, secondo modalità che sul territorio nazionale sono addirittura esplicitamente vietate. Ad affermarlo è la Coldiretti nel denunciare i contenuti della puntata di Linea Verde andata in onda domenica 10 novembre dal territorio elvetico della Valposchiavo, che tradisce l’impegno quotidiano e le tante battaglie portati avanti dalla Rai e dalla Rete ammiraglia in favore della produzioni Made in Italy. Uno dei servizi della trasmissione dedicato a un mulino industriale - accusa Coldiretti - ha finito per rappresentare una vera e propria campagna promozionale per un tipo particolare di pasta fatta in Svizzera con grano importato dal Canada, per ammissione del titolare dello stabilimento. Un insulto al prodotto simbolo del Made in Italy giustificato nel servizio addirittura dalla falsa pretesa che - precisa la Coldiretti - il grano straniero sarebbe di maggiore qualità. Si tratta – continua la Coldiretti - di un’offesa per gli italiani che pagano il canone e, soprattutto, per le oltre trecentomila aziende agricole nazionali che, con enormi difficoltà e spesso in aree interne, continuano a coltivare il grano in Italia dove matura grazie al sole, e non per effetto di sostanze chimiche accusate peraltro di essere cancerogene, come accade per quello canadese. Occorre difendere e promuovere le realtà produttive nazionali in una situazione in cui negli ultimi dieci anni – conclude la Coldiretti - è scomparso in Italia un campo di grano su cinque con la perdita di posti di lavoro e il rischio concreto della desertificazione, che lascia il campo libero al degrado e al dissesto idrogeologico. http://www.modena.coldiretti.it/linea-verde-spot-grano-canada-offende-300mila-aziende.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=138298599 Mon, 11 Nov 2019 16:35:08 GMT LAVORO: CON CIMICE A RISCHIO 40 MLN DI INVESTIMENTI GIOVANI “Nel 2018 ci sono stati 270 nuovi insediamenti in agricoltura in Emilia Romagna, con un investimento complessivo di circa 40 milioni di euro. Quelle scommesse sul futuro oggi sono messe in pericolo da flagelli come la cimice asiatica e l’alternaria”. Con queste parole il delegato regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Andrea Degli Esposti, ha dipinto la situazione degli under 35 che hanno scelto l’agricoltura e che oggi vedono i loro investimenti messi in pericolo dall’impatto devastante della cimice marmorata asiatica che, solo quest’anno, ha causato in Italia oltre 250 milioni di euro di danni. “In Emilia Romagna abbiamo aziende che hanno perso fino al 100% della produzione delle pere” ha continuato Degli Esposti “quello dei giovani è un settore in continua crescita per quanto riguarda l’agricoltura e mettere in pericolo gli sforzi di chi ha deciso adesso di intraprendere questa strada è un delitto”. “È necessario che arrivi quanto prima il via libera del Ministero dell’Ambiente che, sentiti il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero della salute, deve emanare le linee guida per il via libera alla vespa samurai nemica naturale della cimice” ha continuato il delegato di Coldiretti Giovani Impresa Emilia Romagna, “mentre la gravità della situazione impone che venga al più presto dichiarato lo stato di calamità e vengano messi in campo interventi finanziari e agevolativi per far fronte al mancato reddito delle imprese, attraverso convenzioni con le banche, l'intervento dei Consorzi Fidi, la sospensione di mutui, pagamenti, tasse, contributi per compensare e non appesantire il bilancio delle aziende gravato dalle spese colturali sostenute per una produzione che rischia di venire azzerata e di non produrre quindi alcun reddito". Intanto le Coldiretti delle province colpite da cimice e alternaria hanno avviato una serie di incontri con i Prefetti e le istituzioni per portare il problema alla loro attenzione e chiedere interventi immediati a tutela del reddito delle aziende. Dopo l’incontro dello scorso 9 settembre con il Prefetto e il Presidente della provincia di Ferrara, il 16 le delegazioni di Coldiretti Bologna e Coldiretti Modena incontreranno i Prefetti delle rispettive province. http://www.modena.coldiretti.it/lavoro-con-cimice-a-rischio-40-mln-di-investimenti-giovani.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137976422 Thu, 31 Oct 2019 18:14:43 GMT MANOVRA, PIU’ FRUTTA IN BIBITE PER VERA SVOLTA GREEN Mettere più’ frutta italiana nelle bibite per far tornare conveniente piantare alberi nel nostro Paese sarebbe la vera svolta green che aiuta l’ambiente, la salute e l’economia e l’occupazione Made in Italy. È quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini che rigetta l’ipotesi di tassare il gasolio agricolo perché è l’unico carburante utilizzabile al momento per i trattori e colpirlo non porterebbe alcun beneficio immediato in termini di utilizzo di energie alternative ma determinerebbe solo aumento dei costi e perdita di competitività al sistema italiano rispetto ai concorrenti degli altri Paesi Europei che non hanno lo stesso inutile balzello. Si continua a tollerare – sottolinea Prandini – la presenza nelle bevande analcoliche di appena il 12% di frutta senza neanche l’obbligo di indicarne la provenienza, con un inganno per i consumatori e un danno per i produttori. Sono anche queste le ragioni – spiega il Presidente della Coldiretti – della progressiva scomparsa dei frutteti in Italia dove svolgono un ruolo determinante nella mitigazione del clima e nell’assorbimento di polveri e gas a effetto serra mentre sull’ambiente pesa l’impatto negativo di succhi che arrivano dall’estero da spacciare come Made in Italy, dopo lunghi trasporti con mezzi inquinanti. Occorre dire basta alle aranciate senza arance e impegnarsi concretamente – conclude la Coldiretti – nell’educazione alimentare a partire dalle scuole anche con l’aiuto dei nuovi distributori automatici snack che si stanno diffondendo dove acquistare frutta fresca, disidratata o spremute al 100% italiane. http://www.modena.coldiretti.it/manovra-piu-frutta-in-bibite-per-vera-svolta-green.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137964433 Thu, 31 Oct 2019 10:39:29 GMT FIRME IN PIAZZA CONTRO IL CIBO ANONIMO Sprint finale per “Stop cibo anonimo” la petizione promossa da Coldiretti e Campagna Amica per chiedere alla Commissione di Bruxelles di agire sul fronte della trasparenza e dell’informazione ed estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti nell’Unione Europea. Lo comunica Coldiretti Modena nell’annunciare che domani, domenica 22 settembre, sarà possibile aderire alla campagna nel Mercato di Campagna Amica di San Francesco di Modena, alla Sagra dell’Uva di Castelvetro (Mo), nel Garden Vivai Morselli di Medolla e in tutti gli Agriturismi di Terranostra – Campagna Amica (www.campagnamica.it). La raccolta proseguirà in settimana, oltre che negli agriturismi, al Mercato di Campagna Amica di Torrenova a Modena (mercoledì 25 dalle 15,00 alle 18,00) e in quello del Parco della Resistenza in via Morane (giovedì 26 dalle 15,00 alle 18,00) oltre che in tutti gli uffici Coldiretti. Il termine per la presentazione delle firme è il 2 ottobre prossimo – informa Coldiretti Modena - nel sottolineare come la petizione “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo) sia stata promossa dalla Coldiretti assieme ad altre organizzazioni europee, dalla Fnsea (il maggior sindacato agricolo francese) alla Ocu (la più grande associazione di consumatori spagnola), da Solidarnosc (storico sindacato polacco) alla Upa (l’Unione dei piccoli agricoltori in Spagna), da Slow Food a Gaia (associazione degli agricoltori greci), da Campagna amica a Fondazione Univerde, fino a Green protein (ONG svedese). La posta in gioco per la nostra agricoltura è alta – sottolinea Coldiretti Modena. Per la prima volta c’è la possibilità di invertire la tendenza, mettere all’angolo multinazionali e lobbies del Nord Europa e spingere la Commissione a valorizzare l’origine dei prodotti agricoli e garantire un giusto reddito agli agricoltori. L’obbligo della provenienza in etichette varrebbe per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’Ue, senza deroghe per i marchi registrati e le indicazioni geografiche su tutti i prodotti in commercio. La petizione chiede infine di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare. http://www.modena.coldiretti.it/firme-in-piazza-contro-il-cibo-anonimo.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137964311 Thu, 31 Oct 2019 10:34:24 GMT CETA: ANNIVERSARIO FLOP CON - 32% EXPORT PARMIGIANO Crollo devastante delle esportazioni di Parmigiano Reggiano e Grana Padano in Canada che si sono ridotte praticamente di 1/3 (-32%) scendendo a soli 1,4 milioni di chili nel primo semestre del 2019, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat divulgata a due anni dell’entrata in vigore in via provvisoria dal 21 settembre 2017 dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada (CETA), nonostante sia stato ratificato ad oggi da appena 15 Paesi Europei su 28. Come prospettato, la diffusione del falso Made in Italy ha ridotto lo spazio ai prodotti originali dall’Italia e lo dimostra – sottolinea la Coldiretti – il fatto che il Canada festeggia l’anniversario con la produzione nel primo semestre del 2019 di ben 6,3 milioni di chili di falso Parmigiano Reggiano (Parmesan), in aumento del 13% rispetto allo stesso periodo del 2018, di 4,5 milioni di ricotta locale, di 1,9 milioni di chili di Provolone taroccato ai quali si aggiungono addirittura 74 milioni di chili di mozzarella e ben 228mila chili di un non ben identificato formaggio Friulano, che certamente non ha nulla a che vedere con la Regione più a Nord est d’Italia. In altre parole oggi sono falsi otto pezzi di Parmigiano su dieci senza considerare peraltro i tarocchi che arrivano da altri Paesi sul mercato canadese con l’accordo CETA che ha legittimato per la prima volta nella storia dell’Unione Europea le imitazioni del Made in Italy a partire dal Parmigiano Reggiano, che può essere liberamente prodotto e commercializzato dal Canada con la traduzione di Parmesan. Ma è anche possibile produrre e vendere Gorgonzola, Asiago e Fontina, mantenendo una situazione di ambiguità che rende difficile ai consumatori distinguere il prodotto originale ottenuto nel rispetto di un preciso disciplinare di produzione dall’imitazione di bassa qualità. Un precedente disastroso che – continua la Coldiretti – è stato riproposto negli altri accordi successivi, da quello con il Giappone a quello con il Messico fino al negoziato drammaticamente concluso con i Paesi del Mercosur che sono grandi produttori di formaggi italiani taroccati. Ad essere colpito è l’intero settore caseario nazionale che nel semestre fa registrare complessivamente un crollo in quantità esportate in Canada del -32% con punte negative del -33% per il Provolone, del - 48% per il gorgonzola, del -46% per il pecorino romano ed il fiore sardo e del -44% per Asiago, Caciocavallo, Montasio e Ragusano, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat relativi al primo semestre del 2019. Una situazione in netta controtendenza rispetto a quello che avviene sui mercati mondiali dove il settore caseario nazionale fa registrare una crescita del 7% e raggiunge il massimo di sempre nel semestre considerato. Tra i prodotti che subiscono un vero e proprio crollo c’è anche un altro campione del Made in Italy come l’olio di oliva che nel primo semestre del 2019 fa registrare un brusco calo delle esportazioni in Canada pari al 20% nelle quantità e al 27% in valore, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Al contrario aumentano di quasi 9 volte la quantità di grano importato dal Canada in Italia nel primo semestre del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018, per un totale di 387 milioni di chili. Il balzo delle importazioni - sottolinea la Coldiretti – è favorito dalla concorrenza sleale di prodotti che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale vigenti nel nostro Paese con il grano duro canadese che viene trattato con l’erbicida glifosato in preraccolta, secondo modalità vietate sul territorio nazionale dove la maturazione avviene grazie al sole. A preoccupare – sottolinea la Coldiretti – sono anche le conseguenze sulle importazioni di carne canadese visto che nel Paese nord americano per l’alimentazione degli animali è consentito l’uso di derivati di sangue, peli e grassi trattati ad alte temperature, senza indicazione in etichetta, un sistema che in Europa è vietato da oltre venti anni a seguito dello scandalo della mucca pazza. Proprio quell’emergenza – afferma la Coldiretti – è costata all’Italia e all’Europa un pesante bilancio in termini di perdite di vite umane, costi sociali ed economici, con il panico che si era diffuso fra i consumatori mentre carcasse di mucche e vitelli bruciavano in enormi roghi per arginare l’epidemia. “Adesso dopo che abbiamo superato quella situazione, messo in sicurezza le famiglie e il sistema produttivo con una rete di controlli e garanzie fondamentali per la tranquillità di tutti, non possiamo certamente tornare indietro su temi così delicati che riguardano la salute dei consumatori” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. “La presenza sui mercati esteri è vitale per il made in Italy ma negli accordi di libero scambio va garantita reciprocità delle regole e salvaguardata l’efficacia delle barriere non tariffarie perché non è possibile agevolare l’importazione di prodotti ottenuti secondo modalità vietate in Italia” ha continuato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “occorre lavorare per una profonda revisione dell’accordo che tuteli il Made in Italy dalla concorrenza sleale e garantisca ai consumatori la sicurezza alimentare”. “Gli accordi di libero scambio siglati dall’Unione Europea devono rappresentare una priorità per il nuovo Governo affinchè sia garantito che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute” conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel precisare che “il settore agricolo non deve diventare merce di scambio degli accordi internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto sul piano economico, occupazionale e ambientale sui territori.” CROLLA L’EXPORT DEI FORMAGGI ITALIANI IN CANADA Parmigiano Reggiano e Grana Padano - 32% Provolone - 33% Gorgonzola - 48% Fiore sardo e Pecorino romano - 46% Asiago, Caciocavallo, Montasio e Ragusano - 44% TOTALE FORMAGGI -32% Fonte: analisi Coldiretti su dati Istat relativi al primo semestre del 2019 http://www.modena.coldiretti.it/ceta-anniversario-flop-con-32-export-parmigiano.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137898974 Tue, 29 Oct 2019 09:44:08 GMT CALDO, NON SOLO ZANZARE È SOS CIMICI NEI CAMPI Non c’è ancora pace per le campagne modenesi: con il ritorno del grande caldo fuori stagione non solo si moltiplicano le fastidiose zanzare ma è allarme cimice asiatica nei campi dove hanno già provocato una strage dei raccolti con danni stimati nel territorio regionale tra gli 80 e i 100 milioni. È quanto afferma Coldiretti Modena in riferimento alla nuova fase climatica con temperature bollenti che potrebbero schizzare fino a 35 gradi. Una condizione che – sottolinea Coldiretti Modena – favorisce il moltiplicarsi degli insetti come la cimice asiatica che nel Nord Italia sta devastando peri, kiwi, ma anche ciliegi, albicocchi, mele, pesche e piante da vivai con danni alle produzioni ed un pesante impatto occupazionale. Per affrontare questa situazione di eccezionale gravità per le aziende, i vertici di Coldiretti Modena incontreranno lunedì 16 settembre il prefetto di Modena. La “cimice marmorata asiatica” arriva dalla Cina ed è particolarmente pericolosa – sottolinea Coldiretti Modena – per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. La situazione è drammatica – denuncia Coldiretti – in tutto il Nord e in particolare in Emilia Romagna dove si registrano casi di aziende che hanno subito danni non solo da cimice asiatica ma anche da alternaria, perdendo in alcuni casi fino al 100% della produzione delle pere per perdite totali stimate tra gli 80 e i 100 milioni di euro. Solo al termine della stagione - conclude Coldiretti - sarà possibile la conta definitiva dei danni per attivare le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità e definire con precisione le zone colpite. “Per fermare l’invasione della cimice asiatica si attende urgentemente il via libera del Ministero dell’Ambiente che, sentiti il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero della salute, deve emanare le linee guida per il via libera alla vespa samurai nemica naturale della cimice” ha chiesto il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel ricordare l’entrata in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del d.P.R. del 5 luglio 2019 n. 102 che introduce le norme necessarie a prevedere i criteri per l’immissione sul territorio di specie e di popolazioni non autoctone, fortemente sollecitato dalla Coldiretti ai tavoli istituzionali. Sotto accusa è il sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo – denuncia il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini – che ha lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Una politica europea troppo permissiva che consente l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che – continua Prandini – devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati con estenuanti negoziati e dossier che durano anni e che affrontano un prodotto alla volta. Per effetto dei cambiamenti climatici e della globalizzazione si moltiplica l’arrivo di materiale vegetale infetto e parassiti vari che provocano stragi nelle coltivazioni e per questo serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale – conclude Prandini – anche con l’avvio di una apposita task force. http://www.modena.coldiretti.it/caldo-non-solo-zanzare-e-sos-cimici-nei-campi.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137898907 Tue, 29 Oct 2019 09:40:35 GMT CONTRO LA CIMICE ARRIVA LA VESPA SAMURAI Per fermare l’invasione della cimice asiatica che ha causato la strage dei raccolti arriva il via libera alla diffusione della vespa samurai, nemica naturale dell’insetto che sta devastando meli, peri, kiwi, ma anche peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai con danni stimati per ora in circa 250 milioni di euro alle produzioni ed un pesante impatto occupazionale. A renderlo noto è il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, dal Salone del Biologico (SANA) di Bologna, nell’annunciare l’entrata in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del d.P.R. 5 luglio 2019 n. 102 che introduce le norme necessarie a prevedere i criteri per l’immissione sul territorio di specie e di popolazioni non autoctone, fortemente sollecitato dalla Coldiretti ai tavoli istituzionali per contrastare la diffusione dei gravi attacchi che insetti alieni come la cimice stanno provocando alle produzioni. È un importante primo passo nella lotta a questo insetto che sta causando danni ingentissimi alle nostre produzioni – ha commentato Coldiretti Modena – ma è importante che ora si vada avanti tempestivamente anche con i risarcimenti alle aziende che hanno subito gravissime perdite. Il presidente della Coldiretti Ettore Prandini ha chiesto un incontro urgente al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa che, sentiti il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero della salute, deve ora autorizzare l’immissione in natura su richiesta delle regioni. La situazione è drammatica – denuncia Coldiretti - soprattutto al Nord. Nel solo Veneto i danni alle produzioni di mele, pere, pesche e kiwi hanno raggiunto la cifra di 100 milioni di euro, di cui quasi 80 nella sola provincia di Verona, ma situazioni drammatiche si registrano un po’ ovunque, dal Friuli Venezia Giulia, dove in alcune zone è andato perso addirittura il 100% del raccolto di pere e mele, al Piemonte, con la provincia di Alessandria tra le più colpite. Gravi problemi anche in Lombardia dove – sottolinea Coldiretti – la cimice ha attaccato le coltivazioni di soia e mais nel Bresciano e di frutta nella provincia di Mantova, ma anche in Emilia Romagna la situazione e gravissima con la Coldiretti che ha chiesto addirittura di incontrare i Prefetti. Sciami di cimici iniziano però ad essere segnalate anche nelle altre regioni italiane. La “cimice marmorata asiatica” arriva dalla Cina ed è particolarmente pericolosa – sottolinea Coldiretti Modena – per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all’anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. La diffusione improvvisa di questi insetti che non hanno nemici naturali nel nostro paese – spiega la Coldiretti – è favorita dalle alte temperature e dalla loro polifagia, potendosi spostare su numerosi vegetali, coltivati e spontanei. La lotta in campagna per ora può avvenire attraverso protezioni fisiche come le reti a difesa delle colture. Sotto accusa è il sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo – denuncia il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini – che ha lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Una politica europea troppo permissiva che consente l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che – continua Prandini – devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati con estenuanti negoziati e dossier che durano anni e che affrontano un prodotto alla volta. Per effetto dei cambiamenti climatici e della globalizzazione si moltiplica l’arrivo di materiale vegetale infetto e parassiti vari che provocano stragi nelle coltivazioni e per questo serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale – conclude Prandini - anche con l’avvio di una apposita task force. http://www.modena.coldiretti.it/contro-la-cimice-arriva-la-vespa-samurai.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137898845 Tue, 29 Oct 2019 09:36:24 GMT EMERGENZA AGRICOLTURA. DOPO LA CIMICE, SI ABBATTE SULLE PERE IL CICLONE “ALTERNARIA” Non c’è solo la cimice asiatica a mettere in crisi il lavoro e il reddito delle aziende agricole della nostra regione: Lo comunica Coldiretti Modena a poco più di una settimana dall’incontro tenutosi in Regione per discutere con viale Aldo Moro delle possibili soluzioni da mettere in campo per far fronte a quella che è una vera e propria emergenza. “È necessario - afferma il presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari - che gli interventi straordinari discussi e concordati con le istituzioni vengano messi in campo il prima possibile. Anche perché alla devastazione della cimice si è aggiunta quella dell’Alternaria, un fungo parassita presente sul territorio già da qualche anno ma che in questa campagna sta provocando danni ingenti alla produzione colpendo in particolare le pere Abate, Conference, Kaiser e Decana. Si tratta di una situazione di eccezionale gravità per le nostre aziende e di cui parleremo anche con il prefetto di Modena nel corso dell’incontro che abbiamo richiesto.” Per far fronte all’emergenza sono sempre più urgenti dunque interventi di carattere straordinario come quelli presi in Puglia per la Xylella – sottolinea Coldiretti Modena - tra cui stanziamenti a fondo perduto specifici per assistere le imprese agricole in sofferenza e preservare il patrimonio frutticolo modenese. La sola invasione della cimice - ricorda Coldiretti Modena - ha finora causato una perdita di prodotto che va dal 40% al 100% in tutta la regione e un danno sulla produzione nazionale che ha raggiunto i 250 milioni di euro. http://www.modena.coldiretti.it/emergenza-agricoltura-dopo-la-cimice-si-abbatte-sulle-pere-il-ciclone-alternaria-.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137898781 Tue, 29 Oct 2019 09:33:54 GMT EMERGENZA CIMICE, NECESSARIO INCONTRO IN REGIONE “Con una perdita di prodotto che va dal 40 al 100% in tutta la regione e un danno sulla produzione nazionale che ha raggiunto i 250 milioni di euro, il flagello della cimice asiatica si è trasformato in una vera e propria emergenza ed è necessario organizzare al più presto un incontro con i vertici della Regione per attivare immediatamente una serie di soluzioni per far fronte a una situazione ormai insostenibile”. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna nel denunciare come l’impatto della cimice asiatica sulle colture della nostra regione abbia abbondantemente superato i livelli di guardia. La “cimice marmorata asiatica” – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – è arrivata dalla Cina ed è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. È, innanzi tutto, necessario che sia garantito un significativo finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità – afferma Coldiretti Emilia Romagna – in una situazione in cui dall’inizio dell’estate si sono verificati lungo la Penisola 725 eventi estremi tra tempeste, trombe d’aria grandinate e nubifragi, quasi il doppio dello scorso anno (+88%) che hanno devastato le campagne italiane e hanno colpito duramente anche la nostra regione. Ma per fermare la strage dei raccolti causati dalla cimice asiatica che con il caldo si sta moltiplicando nelle campagne e in città – afferma Coldiretti Regionale – per ora è possibile solo utilizzare protezioni fisiche come le reti a difesa delle colture. E se, come è stato più volte richiesto da Coldiretti Emilia Romagna, è necessario dare la massima priorità ad accelerare l'iter per l’utilizzo di insetti antagonisti contro la cimice, la gravità della situazione impone che assieme alla Regione si riescano al più presto a individuare interventi finanziari e agevolativi per far fronte al mancato reddito delle imprese, attraverso convenzioni con le banche, l'intervento dei Consorzi Fidi, la sospensione di mutui, pagamenti, tasse, contributi per compensare e non appesantire il bilancio delle aziende gravato dalle spese colturali sostenute per una produzione che rischia di venire azzerata e di non produrre quindi alcun reddito. “Non possiamo avere tempi ordinari rispetto a emergenze come l’arrivo di specie aliene che invece richiedono provvedimenti rapidi del Ministero dell’Ambiente, controlli sulle merci importate nel nostro Paese e adeguati interventi per aiutare le aziende a sostenere i danni”, conclude Coldiretti Emilia Romagna. http://www.modena.coldiretti.it/emergenza-cimice-necessario-incontro-in-regione.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137898585 Tue, 29 Oct 2019 09:25:04 GMT HALLOWEEN, FESTA AL MERCATO CAMPAGNA AMICA Dalla padella all’intaglio, fino al ruolo ornamentale, sta crescendo in Italia l’uso delle zucche, di cui l’Emilia Romagna con circa 500 ettari coltivati è uno dei maggiori produttori italiani. Lo rende noto Coldiretti Modena in vista della Festa di Halloween che si svolgerà domani giovedì 24 ottobre dalle 15.00 alle 18.00 al mercato di Campagna Amica al Parco della Resistenza a Modena. Nel corso del pomeriggio, in collaborazione con la fattoria didattica Bosco della Saliceta di Camposanto (Modena), verranno proposti divertenti laboratori i più piccoli: dall’intaglio delle zucche per realizzare le forme mostruose di Halloween alla realizzazione di zucche di cartapesta fino alla preparazione dei dolci per l’ormai famoso “dolcetto e scherzetto”. Per tutti ci saranno assaggi dei prodotti dell'autunno. Nei campi dell’Emilia Romagna – informa Coldiretti – vengono prodotti più di 80 mila quintali di zucche. Alla tradizionale zucca prodotta per scopi alimentari, negli ultimi dieci anni si è andata affiancando la produzione di piccole zucche ornamentali e di grandi zucche da intaglio, adatte alla festa di Halloween. La zucca più diffusa – comunica Coldiretti Modena – resta quella da cucina che può essere utilizzata sia per preparazioni salate sia per dolci, abbinata a pasta, carne, formaggi e torte. La zucca da cucina più nota – informa Coldiretti provinciale – è sicuramente la zucca “Violina”, che in abbinamento con la pasta fresca ha dato origine a uno dei piatti tradizionali della bassa modenese, come i cappellacci di zucca, che hanno ottenuto anche il riconoscimento di indicazione geografica protetta dall’Unione europea. Con l’affermarsi della notte di Halloween – rileva Coldiretti Modena – si è aperto un nuovo mercato, quello delle zucche da intaglio. Si tratta di zucche tonde “giganti” di colore giallo-arancione, in genere non commestibili, che si prestano all’intaglio, una attività che richiede comunque attenzione per evitare di rovinare la zucca, ma anche di farsi male, in quanto si usano strumenti affilati. L’altra categoria di zucca che si sta affermando in Italia – ricorda ancora Coldiretti – è quella ornamentale: si tratta di zucche di ogni tipo, che si differenziano per le dimensioni (di piccola taglia oppure enormi) per la forma (allungate a forma di tubo, a trombetta, a cappello, schiacciate, a spirale, tonde), per la buccia (rugosa, bitorzoluta, costoluta, liscia) e per il colore (di ogni tonalità, dal verde al rosso accesso, passando per zucche striate). http://www.modena.coldiretti.it/halloween-festa-al-mercato-campagna-amica.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137779155 Fri, 25 Oct 2019 18:38:25 GMT GIORNATA ALIMENTAZIONE, LA MAPPA DELLA FAME IN ITALIA In Italia ci sono 2,7 milioni di affamati che nel 2018 sono stati costretti a chiedere aiuto per mangiare, di cui oltre il 55% concentrati nelle regioni del Mezzogiorno. E’ quanto emerge dalla prima mappa della fame in Italia elaborata dalla Coldiretti in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione promossa dalla Fao, sulla base dei dati sugli aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea). A differenza di quanto si pensa – sottolinea la Coldiretti - il problema alimentare non riguarda solo il terzo mondo ma anche i Paesi più industrializzati dove le differenze sociali generano sacche di povertà ed emarginazione. Le maggiori criticità in Italia – precisa la Coldiretti - si registrano in Campania con 554mila di assistiti, in Sicilia con più di 378mila ed in Calabria con quasi 300mila ma anche nella ricca Lombardia dove si trovano quasi 229mila persone in difficoltà alimentare. Tra le categorie più deboli degli indigenti a livello nazionale si contano – continua la Coldiretti – 453mila bambini di età inferiore ai 15 anni, quasi 197mila anziani sopra i 65 anni e circa 103mila senza fissa dimora. La stragrande maggioranza di chi è stato costretto a ricorrere agli aiuti alimentari lo ha fatto attraverso la consegna di pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che, per vergogna, prediligono questa forma di sostegno piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli. Infatti sono appena 113mila quelli che si sono serviti delle mense dei poveri a fronte di 2,36 milioni che invece hanno accettato l’aiuto delle confezioni di prodotti. Ma ci sono anche 103mila persone – aggiunge la Coldiretti – che sono state supportate dalle unità di strada, gruppi formati da volontari che vanno ad aiutare le persone più povere incontrandole direttamente nei luoghi dove trovano ricovero. Di fronte a questa situazione di difficoltà sono molti gli italiani attivi nella solidarietà a partire da Coldiretti e Campagna Amica che hanno lanciato l’iniziativa della “spesa sospesa”. Si tratta della possibilità di fare una donazione libera presso i banchi dei mercato di Campagna Amica per fare la spesa a favore dei più bisognosi. In pratica, si mutua l’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. LA MAPPA DELLA FAME PER REGIONE Regione Totale Assistiti Assistiti di età tra 0-15 PIEMONTE 135.052 30.244 VALLE D'AOSTA 0 0 LIGURIA 56.679 11.243 LOMBARDIA 228.991 50.965 VENETO 102.272 25.368 TRENTINO ALTO ADIGE 13.404 3.343 FRIULI VENEZIA GIULIA 52.362 9.787 EMILIA ROMAGNA 130.347 31.757 TOSCANA 100.126 20.470 UMBRIA 19.536 4.122 MARCHE 68.858 12.147 ABRUZZO 41.064 7.307 MOLISE 6.182 237 LAZIO 233.637 34.701 SARDEGNA 58.902 7.258 CAMPANIA 553.949 69.940 BASILICATA 32.754 4.312 PUGLIA 175.021 25.983 CALABRIA 299.322 40.359 SICILIA 378.033 63.537 TOTALI 2.686.491 453.080 FONTE. Elaborazioni Coldiretti su dati Agea su fondi Fead nel 2018 http://www.modena.coldiretti.it/giornata-alimentazione-la-mappa-della-fame-in-italia.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137670717 Tue, 22 Oct 2019 16:53:49 GMT DAZI, SCURE SU RECORD MADE IN ITALY IN USA (+8,3%) La scure dei dazi si abbatte sul record storico per il Made in Italy negli Stati Uniti, che rappresentano il principale mercato di sbocco fuori dai confini europei, con un balzo del +8,3% nei primi otto mesi del 2019. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero ad agosto, in occasione dell’entrata in vigore dei dazi Usa sui prodotti europei a partire dalle ore 00.01 (eastern time) del 18 ottobre secondo il Federal Register che ha pubblicato la black list definitiva dei prodotti Ue colpiti, decisa dalla Rappresentanza Usa per il commercio (Ustr) nell’ambito della disputa nel settore aereonautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus. Sul mercato Usa – sottolinea la Coldiretti - il Made in Italy è cresciuto fino ad ora più del doppio rispetto al mercato mondiale dove la crescita è stata pari ad appena il 2,6% nei primi otto mesi. Ad essere maggiormente interessati dai dazi sono peraltro i prodotti alimentari che fanno registrare in Usa un boom del 13% da gennaio ad agosto 2019 dopo aver messo a segno nel 2018 – sottolinea la Coldiretti – il record dell’export a 4,2 miliardi. Dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano fino al Gorgonzola ma anche salumi, agrumi, succhi e liquori per un valore delle esportazioni di circa mezzo miliardo di euro saranno colpiti da dazi aggiuntivi del 25% che provocheranno il rincaro dei prezzi al consumo ed una preoccupante riduzione degli acquisti da parte dei cittadini e ristoratori statunitensi. “E’ quindi importante l’apertura del presidente degli Stati Uniti Donald Trump all’Italia che rischia di essere ingiustamente punita dai dazi Usa per la disputa tra Boeing e Airbus che è essenzialmente un progetto francotedesco a cui si sono aggiunti Spagna e Gran Bretagna” afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nell’apprezzare l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che in Usa ha esortato a “trovare un metodo di confronto collaborativo per evitare uno scambio di provvedimenti ritorsivi tra le due parti”. “In questo contesto è importante che la proposta della Coldiretti di attivare aiuti compensativi per azzerare l’effetto dei dazi americani su alcuni prodotti agroalimentari sia stata accolta dal Governo italiano e portata all’attenzione dell’Unione Europea” conclude Prandini nel sottolineare che “occorre rafforzare i programmi di promozione dei prodotti agricoli nei paesi terzi e concedere aiuti nazionali agli agricoltori che rischiano di subire gli effetti di una tempesta perfetta tra dazi Usa e Brexit, dopo aver subito fino ad ora una perdita di un miliardo di euro negli ultimi cinque anni a causa dell’embargo totale della Russia”. http://www.modena.coldiretti.it/dazi-scure-su-record-made-in-italy-in-usa-8-3-.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137670253 Tue, 22 Oct 2019 16:28:27 GMT DAZI, -20% MADE IN ITALY SU TAVOLE USA Un calo del 20% delle vendite dei prodotti agroalimentari Made in Italy colpiti dai superdazi di Trump. E’ questo l’effetto stimato dalla Coldiretti dell’entrata in vigore delle nuove tariffe sui prodotti europei fino a 7,5 miliardi a partire dal 18 ottobre, nell’ambito della disputa nel settore aereonautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus, dopo il via libera del Wto. Dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano fino al Gorgonzola ma anche salumi, agrumi, succhi e liquori, nella black list decisa dalla Rappresentanza Usa per il commercio (Ustr) ci sono beni alimentari per un valore delle esportazioni di circa mezzo miliardo di euro colpiti da dazi aggiuntivi che – sottolinea la Coldiretti - provocano il rincaro dei prezzi al consumo ed una preoccupante riduzione degli acquisti da parte dei cittadini e ristoratori statunitensi. Il dazio per il Parmigiano Reggiano e per il Grana Padano ad esempio passa - spiega la Coldiretti – dagli attuali 2,15 dollari al chilo a circa 6 dollari al chilo. Il risultato è che il consumatore americano lo dovrà acquistare sullo scaffale ad un prezzo che sale dagli attuali circa 40 dollari al chilo ad oltre i 45 dollari, con una conseguente frenata dei consumi. A beneficiare della situazione è la lobby dell’industria casearia Usa (CCFN) che – riferisce la Coldiretti – ha esplicitamente chiesto con una lettera di imporre tasse alle importazioni di formaggi europei al fine di favorire l’industria del falso Made in Italy e costringere l’Unione Europea ad aprire le frontiere ai tarocchi a stelle e strisce. Le brutte copie dei prodotti caseari nazionali hanno avuto una crescita esponenziale negli ultimi 30 anni raggiungendo complessivamente i 2,5 miliardi di chili ed è realizzata per quasi i 2/3 in Wisconsin e California mentre lo Stato di New York si colloca al terzo posto. In termini quantitativi in cima alla classifica – precisa Coldiretti – c’è la mozzarella con 1,97 miliardi di chili all’anno, seguita dal Parmesan con 192 milioni di chili, dal provolone con 181 milioni di chili, dalla ricotta con 113 milioni di chili e dal Romano con 25 milioni di chili realizzato però senza latte di pecora, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Usda, il Dipartimento dell’agricoltura statunitense. Se l’Italia paga un conto salato per formaggi, salumi e liquori, la Francia – sottolinea la Coldiretti - stima in circa 1 miliardo il danno economico totale causato dai dazi Usa che nell’alimentare interessano i vini escluso lo champagne ed i formaggi tranne il Roquefort. La Spagna – continua la Coldiretti - è colpita su olio di oliva, vino e formaggi mentre la Gran Bretagna viene penalizzata soprattutto in termini di superalcolici, a partire dallo Scotch Whiskey ma nel mirino c’è anche la Germania, che si vedrà tassare circa un quinto delle sue esportazioni negli States. “Ora si apre il negoziato in attesa della sentenza del Wto sui sussidi americani a Boeing con l’impegno del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a valutare le rimostranze dell’Italia assunto nell’incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mentre è importante tenere aperto il canale delle trattative è necessario attivare al piu’ presto aiuti compensativi rafforzando i programmi di promozione dei prodotti agricoli nei paesi terzi e concedendo aiuti agli agricoltori che rischiano di subire gli effetti di una tempesta perfetta tra dazi Usa e Brexit, dopo aver subito fino ad ora una perdita di un miliardo di euro negli ultimi cinque anni a causa dell’embargo totale della Russia”” conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. http://www.modena.coldiretti.it/dazi-20-made-in-italy-su-tavole-usa.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137670115 Tue, 22 Oct 2019 16:23:21 GMT DAZI, -20% MADE IN ITALY SU TAVOLE USA  Un calo del 20% delle vendite dei prodotti agroalimentari Made in Italy colpiti dai superdazi di Trump. E’ questo l’effetto stimato dalla Coldiretti dell’entrata in vigore delle nuove tariffe sui prodotti europei fino a 7,5 miliardi a partire dal 18 ottobre, nell’ambito della disputa nel settore aereonautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus, dopo il via libera del Wto.    Dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano fino al Gorgonzola ma anche salumi, agrumi, succhi e liquori, nella black list decisa dalla Rappresentanza Usa per il commercio (Ustr) ci sono beni alimentari per un valore delle esportazioni di circa mezzo miliardo di euro colpiti da dazi aggiuntivi che – sottolinea la Coldiretti - provocano il rincaro dei prezzi al consumo ed una preoccupante riduzione degli acquisti da parte dei cittadini e ristoratori statunitensi.    Il dazio per il Parmigiano Reggiano e per il Grana Padano ad esempio passa - spiega la Coldiretti – dagli attuali 2,15 dollari al chilo a circa 6 dollari al chilo. Il risultato è che il consumatore americano lo dovrà acquistare sullo scaffale ad un prezzo che sale dagli attuali circa 40 dollari al chilo ad oltre i 45 dollari, con una conseguente frenata dei consumi.   A beneficiare della situazione è la lobby dell’industria casearia Usa (CCFN) che – riferisce la Coldiretti – ha esplicitamente chiesto con una lettera di imporre tasse alle importazioni di formaggi europei al fine di favorire l’industria del falso Made in Italy e costringere l’Unione Europea ad aprire le frontiere ai tarocchi a stelle e strisce. Le brutte copie dei prodotti caseari nazionali hanno avuto una crescita esponenziale negli ultimi 30 anni raggiungendo complessivamente i 2,5 miliardi di chili ed è realizzata per quasi i 2/3 in Wisconsin e California mentre lo Stato di New York si colloca al terzo posto. In termini quantitativi in cima alla classifica – precisa Coldiretti – c’è la mozzarella con 1,97 miliardi di chili all’anno, seguita dal Parmesan con 192 milioni di chili, dal provolone con 181 milioni di chili, dalla ricotta con 113 milioni di chili e dal Romano con 25 milioni di chili realizzato però senza latte di pecora, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Usda, il Dipartimento dell’agricoltura statunitense.   Se l’Italia paga un conto salato per formaggi, salumi e liquori, la Francia – sottolinea la Coldiretti - stima in circa 1 miliardo il danno economico totale causato dai dazi Usa che nell’alimentare interessano i vini escluso lo champagne ed i formaggi tranne il Roquefort. La Spagna – continua la Coldiretti - è colpita su olio di oliva, vino e formaggi mentre la Gran Bretagna viene penalizzata soprattutto in termini di superalcolici, a partire dallo Scotch Whiskey ma nel mirino c’è anche la Germania, che si vedrà tassare circa un quinto delle sue esportazioni negli States.   “Ora si apre il negoziato in attesa della sentenza del Wto sui sussidi americani a Boeing con l’impegno del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a valutare le rimostranze dell’Italia assunto nell’incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mentre è importante tenere aperto il canale delle trattative è necessario attivare al piu’ presto aiuti compensativi rafforzando i programmi di promozione dei prodotti agricoli nei paesi terzi e concedendo aiuti agli agricoltori che rischiano di subire gli effetti di una tempesta perfetta tra dazi Usa e Brexit, dopo aver subito fino ad ora una perdita di un miliardo di euro negli ultimi cinque anni a causa dell’embargo totale della Russia”” conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. http://www.modena.coldiretti.it/dazi-20-made-in-italy-su-tavole-usa.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137670080 Tue, 22 Oct 2019 16:21:44 GMT 600MILA VISITATORI AL VILLAGGIO COLDIRETTI A BOLOGNA Oltre 600mila persone hanno visitato nei tre giorni del fine settimana il Villaggio Coldiretti a Bologna che ha coperto una superficie di 50mila metri quadrati da Piazza dell’Otto Agosto al Parco della Montagnola fino piazza XX settembre con mercati, cibo di strada contadino ed esposizioni ad hoc dove è stato possibile acquistare direttamente dagli agricoltori le eccellenze del made in Italy, ma anche gustare piatti di altissima qualità con i menu preparati dagli agrichef di Campagna Amica e visitare la più grande fattoria mai realizzata in un centro storico di una città. E’ il bilancio stilato dalla Coldiretti a conclusione di #Stocoicontadini, una rassegna che ha ospitato 400 stand tra mercati degli agricoltori, aree del gusto, street food, stalle, agriasili, fattorie didattiche, orti, antichi mestieri, pet therapy, agrichef, laboratori, trattori e nuove tecnologie e workshop. Alla tre giorni del Villaggio Coldiretti con il presidente Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo hanno presenziato il Presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari, e il direttore Giovanni Duò, ma non sono mancate le personalità delle Istituzioni e del mondo politico, dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha sottoscritto con la Coldiretti il Patto del Parmigiano per un Green new deal, al Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, dal Ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, al segretario della Lega Matteo Salvini, dal Governatore della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini all’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi, l’ex premier Romano Prodi, l’europarlamentare Paolo De Castro, Pier Ferdinando Casini (presidente dell’Interparlamentare italiana) e Alfonso Pecoraro Scanio. La manifestazione è stata l’occasione per una vetrina di eccellenza dell’agricoltura modenese: dall’Aceto Balsamico Tradizionale al Salame di S. Felice, dalle farine biologiche di grani antichi macinate a pietra agli yogurt di latte di capra bio, ma anche l’alga spirulina, i condimenti a base di succo di pera e i centrigufati di frutta, fino ai salumi di Mora romagnola e i prodotti della biodiversità salvati dagli “agricoltori custodi” come la mela campanina e il Parmigiano Reggiano di vacca bianca modenese. Code interminabili hanno caratterizzato gli stand dove è stato servito lo street food dell’Appennino: gnocco, tigelle e patate fritte di Montese o il risotto al Lambrusco. Ma il Villaggio ha visto anche la presenza di numerosi agrichef modenesi che hanno riproposto le ricette contadine, delle imprenditrici agricole di Donne Impresa Coldiretti che hanno animato l’agriasilo per i bambini, e di Giovani Impresa Coldiretti al “Villaggio delle idee” sul futuro del lavoro dove sono state presentate le esperienze più originali nate nelle campagne italiane. Al Villaggio ha trovato spazio anche alla lotta al cambiamento climatico, con migliaia di studenti scesi in piazza assieme ai giovani agricoltori, e alla solidarietà con la fondazione Campagna Amica che ha donato alla Fondazione San Petronio, legata alla Caritas, una tonnellata e mezza di prodotti tipici di alta qualità raccolti grazie all’iniziativa la “spesa sospesa”. Tra le varie aree, una delle più “gettonate” – rileva la Coldiretti modenese – è stata sicuramente la fattoria degli animali dove gli splendidi esemplari di mucche, cavalli, asini, maiali, polli, tacchini e conigli salvati dall’estinzione, come la pecora Cornigliese della quale sono rimasti appena 190 esemplari. Sono decine di migliaia i bambini poi che hanno invaso – continua la Coldiretti – l’area riservata ai piccoli nell’agriasilo e nella fattoria didattica, imparando ad impastare il pane, a zappettare l’orto e a riconoscere le diverse varietà di piante il tutto con l’assistenza dei tutor e delle agritate della Coldiretti e di Campagna Amica. A Bologna la manifestazione si è svolta in modo assolutamente regolare, con i massimi livelli di sicurezza nonostante la straordinaria partecipazione di pubblico, grazie alle forze dell’ordine, al Questore di Bologna Gianfranco Bernabei, al Prefetto di Bologna Patrizia Impresa, e al Comune con la polizia municipale guidata dal dirigente Romano Mignani, cui va il ringraziamento della Coldiretti, che hanno garantito un sereno svolgimento dei tre giorni, e a sistemi di controllo all’avanguardia con droni e torre centrale telescopica che sale fino a 14 metri d’altezza. Molto apprezzati i menu a 5 euro con il meglio del Made in Italy a tavola ma i visitatori, molti dei quali stranieri, hanno colto l’occasione anche per fare acquisti al grande mercato di Campagna Amica con oltre duecento aziende – prosegue la Coldiretti – che hanno proposto prodotti emiliani e romagnoli ma anche provenienti dal resto d’Italia, a partire dalle regioni terremotate. “La grande bellezza delle mille campagne italiane ha conquistato la città con uno storico appuntamento nel centro della Food Valley dove si realizza oltre un terzo della produzione agricola nazionale e nascono le eccellenze del Made in Italy alimentare” ha detto il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “i cittadini ancora una volta hanno potuto toccare con mano i primati dell’agricoltura nazionale nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza alimentare a livello europeo e mondiale. Non meno rilevanti sono stati i risultati ottenuti dal confronto con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ringraziamo sinceramente per la sua presenza e per gli impegni assunti a sostegno della competitività del settore, dalla volontà di mantenere il gasolio agricolo all'intenzione di non aumentare la fiscalità in agricoltura, dall’emanazione dei decreti applicativi per l’etichettatura di origine degli alimenti alla lotta alla cimice asiatica, fino alla difesa del Made in Italy negli accordi internazionali e rispetto al rischio dazi". http://www.modena.coldiretti.it/600mila-visitatori-al-villaggio-coldiretti-a-bologna.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137389809 Mon, 14 Oct 2019 15:49:31 GMT MANI IN PASTA PER 6,7 MLN FAMIGLIE In 6,7 milioni di famiglie si prepara pasta semplice o ripiena fatta in casa con il matterello o grazie all’aiuto delle nuove tecnologie. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ presentata al Villaggio contadino dalle ore 9,00 a Bologna con il primo Cooking Show sovranista con le sfogline al lavoro per svelare i trucchi del mestiere nella preparazione di tagliatelle, lasagne e tortellini. Si registra – sottolinea la Coldiretti – uno storico ritorno al passato rispetto alle prime fasi dell’industrializzazione e urbanizzazione del Paese quando la conquista della modernità passava anche dall’acquisto della pasta piuttosto che dalla sua realizzazione in casa. Una tendenza – precisa la Coldiretti – confermata dal boom delle pubblicazioni dedicate, dalle chat su internet, dal successo delle trasmissioni televisive e dai corsi di cucina anche nei mercati e negli agriturismi di Campagna Amica. Per gli italiani che dalle campagne e dai piccoli comuni affluivano nelle grandi città lasciare le tradizionali abitudini culinarie era una straordinaria e simbolica conquista del nuovo benessere mentre oggi, con la riscoperta della genuinità come valore, il fatto in casa – continua la Coldiretti – torna a valere di più del prodotto acquistato. Si cercano con attenzione la farine, magari utilizzando quelle degli antichi grani storici italiani, e quando non è possibile fare da soli si cerca comunque nello scaffale il prodotto che richiama alla genuinità e alla tradizione come dimostra la decisa svolta nazionalista della pasta con la nascita e la rapida proliferazione di marchi che garantiscono l’origine italiana del grano impiegato al 100%. Una esigenza reale dopo che quest’anno sono aumentate di quasi 9 volte la quantità di grano importato dal Canada in Italia nel primo semestre del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018, per un totale di 387 milioni di chili. Il balzo delle importazioni - sottolinea la Coldiretti – è favorito dalla concorrenza sleale di prodotti che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale vigenti nel nostro Paese con il grano duro canadese che viene trattato con l’erbicida glifosato in preraccolta, secondo modalità vietate sul territorio nazionale dove la maturazione avviene grazie al sole. Se in passato erano soprattutto i più anziani ad usare il matterello, memori spesso di un tempo familiare casalingo, adesso – conclude la Coldiretti – la passione si sta diffondendo anche tra i più giovani e tra persone completamente a digiuno delle tecniche di preparazione. Un bisogno di conoscenza che ha favorito la nascita di nuove figure professionali come le sfogline che sempre più spesso organizzano corsi di cucina anche negli agriturismi. http://www.modena.coldiretti.it/mani-in-pasta-per-6-7-mln-famiglie.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137390717 Mon, 14 Oct 2019 15:43:15 GMT DAZI, COLPITO ½ MILIARDO DI EXPORT ALIMENTARE Sono colpiti da dazi Usa del 25% le esportazioni agroalimentari Made in Italy per un valore di circa mezzo miliardo di euro con la presenza nella black list prodotti come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Pecorino, e altri prodotti lattiero caseari, prosciutti, crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori mentre sono salvi gli elementi base della dieta mediterranea come olio extravergine di oliva, conserve di pomodoro, pasta e vino. E’ quanto stima la Coldiretti sulla base della nuova black list del Dipartimento del Commercio statunitense (USTR) in pubblicazione sul Registro Federale che entrerà in vigore il 18 Ottobre. I prodotti piu’ colpiti per l’Italia – sottolinea la Coldiretti - sono il Parmigiano Reggiano ed il Grana Padano con un valore delle esportazioni di 150 milioni di euro nel 2018 in aumento del 26% nel primo semestre di quest’anno ma anche il pecorino con un valore di 65 milioni di euro in crescita del 29%, il provolone ed i prosciutti. Le tariffe doganali per il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano di fatto triplicano passando – spiega la Coldiretti dal 15% al 40% sul valore del prodotto. Significativa – continua la Coldiretti - l’assenza del vino che è il prodotto Made in Italy piu’ esportato in Usa mentre non sfugge il nettare di bacco francese ripetutamente minacciato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ma anche l’olio di oliva spagnolo. Una manovra che di fatto è un esplicito tentativo di dividere l’Unione Europea. “Ora è necessario aprire la trattativa a livello comunitario e nazionale dove una buona premessa al confronto sono le importanti relazioni con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha saputo costruire il premier Giuseppe Conte” ha affermato il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’esigenza che “vengano attivate al piu’ presto forme di sostegno ai settori piu’ duramente colpiti e non coinvolti bel settore aerospaziale al centro della disputa sugli aiuti a Airbus e Boeing che ha originato la guerra commerciale”. http://www.modena.coldiretti.it/dazi-colpito-miliardo-di-export-alimentare.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137389685 Mon, 14 Oct 2019 15:10:23 GMT STOP A CIBI FALSI, RACCOLTO 1,1 MLN FIRME IN EUROPA E’ stato raggiunto lo storico obiettivo della raccolta di 1,1 milioni di firme di cittadini europei per chiedere alla Commissione Ue di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti con la petizione europea “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo) promossa dalla Coldiretti assieme ad altre organizzazioni europee. E’ quanto reso noto in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio con la consegna da parte del presidente della Coldiretti Ettore Prandini e della delegata nazionale dei giovani agricoltori Veronica Barbati al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di un “maxi assegno” simbolo dello storico traguardo dall’iniziativa dei cittadini europei (Ice) autorizzata dalla stessa Commissione con la Decisione (UE) 2018/1304 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 244 del 28 settembre 2018 a firma del vice presidente Franz Timmermans. Un’iniziativa che gode del sostegno di numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza al fianco della Coldiretti e di Fondazione Campagna Amica: dalla Fnsea (il maggior sindacato agricolo francese) alla Ocu (la più grande associazione di consumatori spagnola), da Solidarnosc (storico e importante sindacato polacco) alla Upa (l’Unione dei piccoli agricoltori in Spagna), da Slow Food a Fondazione Univerde, a Gaia (associazione degli agricoltori greci) a Green protein (Ong svedese), alle quali se ne sono poi aggiunte molte altre. Quella promossa dalla Coldiretti è appena la settima petizione sulle ben 48 presentate a raggiungere l’obiettivo di un milione di firme da quando l’Ice (iniziativa dei cittadini europei) è stata istituita, 12 anni fa. Un traguardo tutt’altro che facile poiché, oltre a raccogliere il numero di sottoscrizioni prefissato, per essere valida la petizione deve anche superare una soglia minima di adesioni in almeno sette Paesi dell’Unione. Un successo strepitoso ottenuto soprattutto grazie all’l’Italia, dove è stato raccolto l’85% delle firme, e al quale - spiega Coldiretti - hanno contributo cittadini e rappresentanti delle istituzioni della politica, dello sport, della ricerca, della cultura per obbligare la Commissione ad assicurare la trasparenza dell’informazione sui cibi in tutta l’Unione Europea dove rischiano di entrare in vigore nell’aprile 2020 norme fortemente ingannevoli per i consumatori. In Emilia Romagna – comunica Coldiretti Modena – le firme raccolte sono state oltre 75.000 di cui 11.000 nella sola provincia di Modena. “E’ un risultato straordinario – ha commentato il Presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari – che abbiamo raggiunto grazie all’appoggio dei consumatori modenesi che hanno condiviso questa battaglia di civiltà e trasparenza. Siamo certi, infatti, che a fronte delle 11.000 firme che abbiamo “fisicamente” raccolto nei mercati di Campagna Amica e in occasione delle iniziative promosse da Coldiretti molti altri cittadini hanno dato il loro appoggio aderendo alla petizione direttamente attraverso il sito web.” La maggioranza dei consumatori europei e l’82% di quelli italiani ritiene necessario superare le attuali politiche comunitarie sull’origine del cibo per contrastare un fenomeno, quello dei falsi e dei tarocchi, che solo all’Italia costa oltre 100 miliardi di euro all’anno nel mondo, sottolinea Coldiretti nel ricordare che l’obbligo di indicare l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che, con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare, ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. Con Eat original! Unmask your food è nato un vero e proprio fronte per la trasparenza che, forte del milione di firme raccolto in tutti i Paesi, non può essere più ignorato da una Ue che – ricorda Coldiretti – ha avuto sinora un atteggiamento incerto e contradditorio, obbligando a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero. Nello specifico – sottolinea la Coldiretti – l’iniziativa dei cittadini si prefigge di rendere obbligatoria l’indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’Ue, senza deroghe per i marchi registrati e le indicazioni geografiche e per quanto attiene agli alimenti trasformati, l’etichettatura di origine deve essere resa obbligatoria per gli ingredienti principali se hanno un’origine diversa dal prodotto finale. La petizione chiede infine di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare. L’Italia è, infatti, all’avanguardia in Europa proprio grazie al pressing della Coldiretti che ha fatto scattare anche l’obbligo di indicare in etichetta l’origine per pelati, polpe, concentrato e degli altri derivati del pomodoro grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018, del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. Il 13 febbraio 2018 era entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta e del riso, ma prima c’erano stati già diversi traguardi raggiunti: il 19 aprile 2017 è scattato l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre, a partire dal 1° gennaio 2008, vigeva l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. A livello comunitario – conclude la Coldiretti – il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, mentre la Commissione Europea ha recentemente specificato che l’indicazione dell’origine è obbligatoria anche su funghi e tartufi spontanei. L’ETICHETTA DI ORIGINE SULLA SPESA DEGLI ITALIANI Cibi con l’indicazione origine E quelli senza Carne di pollo e derivati Salumi Carne bovina Carne di coniglio Frutta e verdura fresche Carne trasformata Uova Marmellate, succhi di frutta, ecc Miele Fagioli, lenticchie, piselli in scatola, ecc. Extravergine di oliva Pane Pesce Derivati del pomodoro e sughi pronti (*) Insalate in busta (IV° gamma), sottoli Latte/Formaggi (*) Frutta e verdura essiccata Pasta (*) Riso (*) Tartufi e Funghi spontanei (*) grazie a norme nazionali Fonte: Elaborazioni Coldiretti http://www.modena.coldiretti.it/stop-a-cibi-falsi-raccolto-1-1-mln-firme-in-europa.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=137385634 Mon, 14 Oct 2019 12:40:48 GMT IL VILLAGGIO COLDIRETTI ARRIVA A BOLOGNA Da Venerdì 27 a Domenica 29 settembre a Bologna da Piazza dell’Otto Agosto al Parco della Montagnola fino a Piazza XX Settembre DIRETTA STREAMING SU WWW.COLDIRETTI.IT ALLE ORIGINI DEL MADE IN ITALY AL VILLAGGIO CONTADINO In vetrina le eccellenze dell’agroalimentare modenese Per la prima volta si torna alle origini per scoprire le ragioni del successo del Made in Italy con il Villaggio della Coldiretti dove vivere autenticamente un giorno da contadino tra le aziende agricole ed i loro prodotti, sui trattori, a tavola con gli agrichef, in sella ad asini e cavalli, nella stalla con mucche, pecore, capre, maiali, conigli e galline, o nelle fattorie didattiche e negli agriasili dove i bambini possono imparare a impastare il pane o a fare l’orto. Per l’appuntamento è stata scelta Bologna, nel cuore nella food valley italiana, dove si realizza oltre un terzo della produzione agricola nazionale e nascono le eccellenze del Made in italy alimentare che conquistano il mondo. Nel centro città da Piazza dell’Otto Agosto al Parco della Montagnola fino a Piazza XX Settembre, accorreranno decine di migliaia di agricoltori dalle diverse regioni, assieme al presidente di Coldiretti Ettore Prandini, a partire dalle ore 9,00 di Venerdì 27 settembre, per far conoscere il lavoro, le produzioni e le ricette della tradizione nazionale. Alla giornata inaugurale saranno presenti, tra gli altri, il Ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, il Governatore della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e l'arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Zuppi. Nei tre giorni della manifestazione si alterneranno esponenti istituzionali, rappresentanti della società civile, studiosi, sportivi e artisti che discuteranno su esclusivi studi e ricerche elaborate per l’occasione dalla Coldiretti sui temi dell’alimentazione, del turismo dell’ambiente, della scuola e della salute, ma non mancheranno spettacoli di animazione e concerti. Ci sarà una vera e propria Arca di Noè dove scoprire le piante e gli animali della fattoria italiana messi a rischio dai cambiamenti climatici e dall’invasione degli insetti alieni che saranno mostrati per la prima volta. Per la prima volta si potrà andare a scuola dagli agrichef per imparare a cucinare i piatti della nonna e le ricette salvaclima usando i veri ingredienti Made in Italy, degustare olio extravergine, vini e birra agricola nell’Oil&wine bar del Villaggio, o seguire le lezioni di agrocosmesi con i trucchi di bellezza della nonna. Spazio al più grande mercato a chilometri zero con Campagna Amica dove acquistare direttamente dagli agricoltori provenienti da tutta Italia esclusivi souvenir del gusto per se stessi o da regalare agli altri. Saranno presenti aree dedicate alla solidarietà per aiutare le categorie più deboli, con i prodotti delle aziende terremotate di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo e quelli prodotti dalle aziende di agricoltura sociale impegnate nel reinserimento socio lavorativo di soggetti disagiati, disabili o problematici, nell’educazione ambientale e nei servizi alle comunità locali. Per la prima volta nel Villaggio Coldiretti anche uno spazio completamente dedicato agli amanti dei prodotti Bio. #STOCOICONTADINI è anche l’unico posto al mondo dove per l’intero week end tutti potranno vivere per una volta l’ esperienza da gourmet con il miglior cibo italiano al 100% a soli 5 euro per tutti i menu preparati dai cuochi contadini che hanno conservato i sapori antichi del passato, dal risotto Carnaroli al Lambrusco Igt o Arborio alla zucca emiliana ai tortellini in crema di parmigiano reggiano, dalla pasta di grano italiano all’amatriciana alle casarecce funghi e salsiccia, dalla carne servita nelle bracerie ai galletti fritti, ma sarà possibile gustare i più pregiati salumi e formaggi italiani a denominazione di origine (Dop). Una occasione unica anche per assaggiare nei diversi gusti la pizza autenticamente tricolore, dalla farina all’olio, dal pomodoro alla mozzarella, lo street food green dal cartoccio di pesce di mare, come alici e gamberi, allo gnocco fritto e alla tigella, dai dolci come il gelato al latte d’asina o allo sciroppo di rosa e pesca e la torta di riso fino alle arachidi tutte italiane tostate a legna e al raviggiolo col miele. Un intero settore è dedicato alla pet therapy e al ruolo degli animali nella cura del disagio. Ma al Villaggio ci saranno anche gli orti con i tutor e il Villaggio delle idee con i giovani imprenditori agricoli fa fanno innovazione nel Paese. Una vetrina di eccellenza anche per tutto il sistema agroalimentare modenese che sarà rappresentato da decine di aziende con la vendita diretta, agrichef per la preparazione dei piatti, le migliori etichette di vini oltre alle aziende florovivaistiche e alle proposte di workshop e eventi. http://www.modena.coldiretti.it/il-villaggio-coldiretti-arriva-a-bologna.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=136557941 Sat, 21 Sep 2019 15:43:05 GMT FIRME IN PIAZZA CONTRO IL CIBO ANONIMO  Sprint finale per “Stop cibo anonimo” la petizione promossa da Coldiretti e Campagna Amica per chiedere alla Commissione di Bruxelles di agire sul fronte della trasparenza e dell’informazione ed estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti nell’Unione Europea. Lo comunica Coldiretti Modena nell’annunciare che domani, domenica 22 settembre, sarà possibile aderire alla campagna nel Mercato di Campagna Amica di San Francesco di Modena, alla Sagra dell’Uva di Castelvetro (Mo), nel Garden Vivai Morselli di Medolla e in tutti gli Agriturismi di Terranostra – Campagna Amica (www.campagnamica.it). La raccolta proseguirà in settimana, oltre che negli agriturismi, al Mercato di Campagna Amica di Torrenova a Modena (mercoledì 25 dalle 15,00 alle 18,00) e in quello del Parco della Resistenza in via Morane (giovedì 26 dalle 15,00 alle 18,00) oltre che in tutti gli uffici Coldiretti. Il termine per la presentazione delle firme è il 2 ottobre prossimo – informa Coldiretti Modena - nel sottolineare come la  petizione “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo) sia stata promossa dalla Coldiretti assieme ad altre organizzazioni europee, dalla Fnsea (il maggior sindacato agricolo francese) alla Ocu (la più grande associazione di consumatori spagnola), da Solidarnosc (storico sindacato polacco) alla Upa (l’Unione dei piccoli agricoltori in Spagna), da Slow Food a Gaia (associazione degli agricoltori greci), da Campagna amica a Fondazione Univerde, fino a Green protein (ONG svedese). La posta in gioco per la nostra agricoltura è alta – sottolinea Coldiretti Modena. Per la prima volta c’è la possibilità di invertire la tendenza, mettere all’angolo multinazionali e lobbies del Nord Europa e spingere la Commissione a valorizzare l’origine dei prodotti agricoli e garantire un giusto reddito agli agricoltori. L’obbligo della provenienza in etichette varrebbe per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’Ue, senza deroghe per i marchi registrati e le indicazioni geografiche su tutti i prodotti in commercio. La petizione chiede infine di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare. http://www.modena.coldiretti.it/firme-in-piazza-contro-il-cibo-anonimo.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=136557814 Sat, 21 Sep 2019 15:37:59 GMT CIMICE, PRESENTATA AL PREFETTO E AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA L’EMERGENZA AGRICOLTURA Vigilanza di porti e dogane su merce in ingresso nell’Unione Europea, avvio celere della introduzione in campo dell’insetto antagonista; supporto alla ricerca sulle strategie di lotta e contenimento della cimice, rifinanziamento straordinario del fondo di solidarietà nazionale, moratoria di rate di mutui o prestiti e condizione agevolate per credito di liquidità alle imprese, anche attraverso il sistema dei consorzi fidi. Queste in sintesi le proposte illustrate questa mattina dai vertici di Coldiretti Modena al Prefetto di Modena, Maria Patrizia Paba, e al Presidente della Provincia, Gian Domenico Tomei, per far fronte all’emergenza delle cimice asiatica che sta flagellando le campagna mettendo a serio rischio i reddito delle imprese agricole. Nel corso degli incontri, il Presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari, il vicepresidente Francesco Vincenzi e il Direttore, Giovanni Duò, hanno presentato quella che ormai si può definire una vera “emergenza agricoltura”. “I danni da cimice arrivano a superare il 70% della produzione della pere con l’Abate tra le varietà più colpite, ma non sono state risparmiate ciliegie, kiwi, albicocche e piante da vivai – ha detto Borsari. Oltre a questo l’agricoltura ha dovuto subire gli effetti di un andamento climatico caratterizzato da una distribuzione anomala delle piogge e l’alternarsi di temperature non in linea con le medie stagionali, che hanno quasi azzerato la produzione delle varietà precoci di ciliegie o i fenomeni estremi di grandinate e vento fino alla diffusione del fungo dell’Alternaria che colpisce sempre le pere e le altre piante da frutto. Una situazione grave - ha sottolineato il Presidente di Coldiretti Modena - che mette a serio rischio i redditi delle nostre imprese, per questo non è eccessivo parlare di emergenza agricoltura”. Il recente via libera all’introduzione della Vespa samurai, insetto antagonista naturale della cimice asiatica – hanno sottolineato i vertici di Coldiretti – è il primo passo. Servono adesso una serie di interventi urgenti a diversi livelli che consentano alle aziende di affrontare l’emergenza: a livello europeo è necessario rafforzare la v   http://www.modena.coldiretti.it/cimice-presentata-al-prefetto-e-al-presidente-della-provincia-l-emergenza-agricoltura.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=136418639 Tue, 17 Sep 2019 18:59:22 GMT AL SANA DI BOLOGNA IL BIO DEGLI AGRICOLTORI MODENESI Ci saranno anche le aziende bio modenesi con gli agricoltori biologici provenienti da tutta la Penisola al mercato di Campagna Amica che aprirà i battenti per la prima volta al Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale in programma nel quartiere fieristico di Bologna da domani 6 settembre fino a domenica. L’iniziativa è della Coldiretti e di Campagna Amica in occasione dell’inaugurazione della manifestazione di domani venerdì 6 settembre alle ore 10,30 con il Presidente nazionale Ettore Prandini. Cinque le aziende modenesi che porteranno le eccellenze del bio modenese al Sana: Le capre della selva romanesca di Frassinoro (formaggi caprini), Pederzini Sandro di Modena (lambrusco, succo d’uva, passata di pomodoro) Ca’ de Fra’ di Sestola (cereali, farine, passata di pomodoro, confetture, succhi), Corte Ca’ Granda di S. Felice sul Panaro (mele campanine, zucca) e Lei Antonio di Prignano sulla Secchia (carne bovina). Nel più grande mercato degli agricoltori mai realizzato al Sana spazio anche alle fattorie sociali, ai laboratori didattici per i bambini e all’orto biologico, sinergico e biodinamico per educare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente e alla sana alimentazione. Il presidente della Coldiretti Ettore Prandini parteciperà a il 6 settembre dalle 11.00 a Palazzo dei congressi all’incontro inaugurale “Dalla Rivoluzione verde alla rivoluzione bio”. Nell’ambito del Sana sarà inoltre possibile firmare la petizione Stop cibo anonimo promossa da Coldiretti e Campagna Amica per chiedere alla Commissione di Bruxelles di agire sul fronte della trasparenza e dell’informazione ed estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti nell’Unione Europea. http://www.modena.coldiretti.it/al-sana-di-bologna-il-bio-degli-agricoltori-modenesi.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=135983510 Thu, 05 Sep 2019 18:18:14 GMT AL VIA LA RACCOLTA DELLE MELE IN ITALIA (-3%) Con il caldo al via la “vendemmia delle mele” in Italia con una produzione stimata in calo del 3% rispetto allo scorso anno per un totale che sfiora i 2,2 milioni di tonnellate nel 2019 per quello che è il frutto nazionale più consumato nel nostro Paese. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su dati Prognosfruit in occasione dell’inizio della raccolta per le varietà più precoci come la Gala, la prima ad essere staccata. L’Italia si classifica così – sottolinea la Coldiretti - al secondo posto tra i paesi produttori dell’Unione Europea dove la produzione è stimata in 10,6 milioni di tonnellate in calo del 20%, con in testa la Polonia dove si è verificato un crollo della produzione del 44% per un totale di 2,7 milioni di tonnellate mentre al terzo posto si piazza la Francia con circa 1,7 milioni tonnellate (+12%). L’andamento del raccolto – continua la Coldiretti - varia lungo la Penisola, visti anche i problemi causati dall’ondata di maltempo in alcune regioni del Nord, con una produzione stabile di circa 991mila tonnellate in Alto Adige, dove si produce la metà delle mele Italiane, un calo a 519mila (-8%) in Trentino come pure in Veneto che scende a 199mila e viene sorpassato al terzo posto con 203mila tonnellate dal Piemonte (-1%) seguito dall’Emilia Romagna con 171mila (-4%), dal Friuli Venezia Giulia con 42mila (-1%) e dalla Lombardia che fa segnare un aumento del 16% per un totale di oltre 30mila tonnellate. L’Italia – precisa la Coldiretti - può vantare un’ampia gamma varietale nell’offerta di mele grazie al rilevante patrimonio di biodiversità lungo tutta la Penisola con ben 5 mele italiane a denominazione di origine riconosciute dall’Ue: Mela Val di Non Dop, Mela Alto Adige Igp, Melannurca Campana Igp, Mela Valtellina Igp, Mela Rossa Cuneo Igp. Dal punto di vista varietale – sottolinea la Coldiretti - in Italia calano i raccolti della Golden Delicious (-7% sul 2018) e della Red Delicious (-9%) e soprattutto della Granny Smith (-14%) che ha sofferto l’embargo del mercato russo dove era particolarmente apprezzata mentre al contrario continuano a crescere Gala (+8%) e Fuji (+2%). Per chi non ha la possibilità di acquistare le mele direttamente dal produttore in azienda o nei mercati di Campagna Amica, attenzione alle etichette che – rileva la Coldiretti – devono obbligatoriamente riportare per legge l’origine (luogo di coltivazione) e la varietà delle mele. Il successo delle mele in Italia è anche legato alle riconosciute proprietà salutistiche – ricorda Coldiretti - che ne fanno un sinonimo di salute e benessere. Il famoso detto popolare “una mela al giorno leva il medico di torno” ha un fondamento di verità: diversi studi dimostrano che può essere considerata a pieno titolo un farmaco naturale. Ma, oltre che dai detti tradizionali, la popolarità della mela è dimostrata anche dalla sua presenza nella cultura, dal “frutto del peccato” di biblica memoria alla mela che, cadendo, ispirò allo scienziato inglese Isaac Newton la legge della gravità. Un patrimonio nazionale che va tutelato anche – sottolinea Coldiretti - dalla minaccia dalla cimice asiatica, l’insetto importato dalla Cina ed è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. La diffusione improvvisa di questi insetti che non hanno nemici naturali nel nostro Paese – spiega la Coldiretti – è favorita dalle alte temperature e dalla loro polifagia, potendosi spostare su numerosi vegetali, coltivati e spontanei. Non c’è altro tempo da perdere ed è necessario dare veloce attuazione al nuovo regolamento per l’immissione di specie e popolazioni non autoctone di organismi antagonisti di insetti alieni nel territorio italiani. http://www.modena.coldiretti.it/al-via-la-raccolta-delle-mele-in-italia-3-.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=135256726 Wed, 14 Aug 2019 16:36:16 GMT CONVENZIONE MIPAAFT/COLDIRETTI: APRE SPORTELLO INFORMATIVO SULLA PESCA In seguito alla Convenzione MIPAAFT del 27 dicembre 2017 relativo all’assistenza tecnica alle imprese di pesca nel quadro delle azioni previste dalla politica comune della pesca (PCP) e degli affari marittimi, si comunica che Coldiretti Impresa Pesca Emilia Romagna attiverà uno sportello presso la sede Coldiretti in Via Pareto 1 - San Vito (RIMINI) Tel. 0541.742363 dove sarà possibile ottenere informazioni relativi al piano di gestione dei mari, all’eccessivo sfruttamento delle risorse biologiche marine e alle misure tecniche imitative dell’esercizio dell’attività di pesca al fine di conservare e gestire le risorse ittiche, il tutto tramite un uso proporzionato delle risorse, allo sviluppo della biomassa della specie, ad una pesca sostenibile, con un riscontro economico del produttore sostenendo la competitività e redditività delle imprese di pesca e migliorando i settori della trasformazione e commercializzazione del pesce, anche con una più forte attenzione al consumatore. Lo sportello sarà aperto dalla fine di agosto fino a metà ottobre in giorni e orari stabiliti da calendario che viene allegato al presente comunicato. http://www.modena.coldiretti.it/convenzione-mipaaft-coldiretti-apre-sportello-informativo-sulla-pesca.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=135102824 Fri, 09 Aug 2019 17:46:37 GMT CIMICE: BENE TAVOLO MINISTERO “L’avvio del tavolo interministeriale di crisi per affrontare definitivamente la questione della cimice asiatica che si sta moltiplicando in campagna ed in città, causando danni alle produzioni di pere, ciliegie, albicocche ma anche kiwi, e pesche è un fatto positivo”. Ad affermarlo è il presidente di Coldiretti Modena nell’esprimere soddisfazione per l’annuncio del Ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio della convocazione del tavolo per combattere quella che è una vera e propria emergenza nazionale, dopo le richieste di immediato intervento fatte da Coldiretti al Governo. “Come abbiamo più volte denunciato – sottolinea Borsari – per gli agricoltori la situazione è drammatica a causa della perdita di prodotto che mette in serio pericolo i redditi. Per questo sono necessari in tempi brevi provvedimenti da parte del Ministero dell’Ambiente e controlli sulle merci importate nel nostro Paese. Da parte nostra – continua il Presidente di Coldiretti Modena – stiamo verificando con i tecnici la situazione azienda per azienda, per verificare la situazione e stimare il danno effettivo.” Per la ricognizione Coldiretti Modena ha attivato una task force che, dopo avere contattato tutte le aziende associate, provvede a censire azienda per azienda i danni, suddividendoli per specie frutticola e varietà, per avere la situazione aggiornata al dettaglio. Purtroppo i danni di questo insetto non si limitano alle produzioni agricole –commenta Coldiretti. Potendo vivere anche sulle specie ornamentali, come quelle che comunemente si trovano nelle aree verdi pubbliche, a soffrirne il fastidio delle cimici sono anche i cittadini che sono costretti a barricarsi in casa con porte e finestre chiuse. “Per questo – sostiene Borsari - crediamo che il problema vada affrontato in un’ottica più ampia, a 360°, che veda coinvolti non solo gli agricoltori ma anche le istituzioni.” La nostra provincia - continua Coldiretti Modena - dove la cimice marmorata asiatica è comparsa per la prima volta in Italia nel 2012, è all’avanguardia nella ricerca e nella sperimentazione di metodi di lotta. Dopo il rinvenimento del primo esemplare sono state messe in campo innumerevoli attività di verifica territoriale e sperimentazione per approfondire l’efficacia dei metodi di lotta con particolare attenzione all’utilizzo di interventi con insetti antagonisti, nemici naturali della cimice. Su questo versante si registrano gli interessanti risultati preliminari della sperimentazione, avviata da qualche anno, con un insetto autoctono che si nutre delle uova di cimice (Anastatus bifasciatus). “A fronte dell’esperienza maturata in Emilia Romagna – conclude Borsari – candidiamo il Consorzio Fitosanitario provinciale e il territorio modenese come soggetti pilota, in Italia, per la sperimentazione di metodi di lotta contro la cimice asiatica.” http://www.modena.coldiretti.it/cimice-bene-tavolo-ministero.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=135102718 Fri, 09 Aug 2019 17:42:18 GMT DAZI, IN BLACK LIST TRUMP 4,5 MLD DI MADE IN ITALY Ci sono 4,5 miliardi di esportazioni Made in Italy, soprattutto vino e cibo, nella black list di prodotti sulla quale applicare un aumento delle tariffe all’importazioni fino al 100% del valore attuale elaborata dal Dipartimento del Commercio statunitense (USTR) nell’ambito dello scontro sugli aiuti al settore aereonautico che coinvolge l’americana Boing e l’europea Airbus. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna dopo la decisione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di imporre nuovi dazi del 10% sulle importazioni di beni dalla Cina per un valore di 300 miliardi di dollari a partire dal primo settembre con il rischio di un effetto valanga sul commercio internazionale che ha fatto crollare le borse. Nella black list ufficiale pubblicata sul registro Federale Usa ad essere maggiormente colpiti sono nell’ordine la Francia, l’Italia e la Germania e non c’è dubbio che a pagare il conto più salato per il Belpaese sia il Made in Italy agroalimentare con – spiega Coldiretti Emilia Romagna – vini, formaggi, salumi, pasta, olio extravergine di oliva, agrumi, olive, uva, marmellate, succhi di frutta, pesche e pere in scatola, acqua, superalcolici e caffè, ma anche la moda, i materiali da costruzione, i metalli, le moto e la cosmetica. In gioco – sottolinea la Coldiretti – ci sono settori di punta dell’agroalimentare nazionale in Usa a partire dal vino che con un valore delle esportazioni di 1,5 miliardi di euro nel 2018 è il prodotto Made in Italy più colpito, l’olio di oliva le cui esportazioni nel 2018 sono state pari a 436 milioni, la pasta con 305 milioni, formaggi con 273 milioni, secondo lo studio della Coldiretti La mossa protezionista – denuncia Coldiretti regionale – risponde alle sollecitazioni della lobby del falso Made in Italy alimentare che in Usa fattura 23 miliardi di euro secondo una stima della Coldiretti. Ad essere più imitati, infatti, sono proprio i salumi ed i formaggi italiani presenti nella lista. Infatti la produzione di imitazioni dei prodotti caseari in Usa secondo l’analisi Coldiretti su dati USDA ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi 30 anni ed è realizzata per quasi i 2/3 in Wisconsin e California mentre lo Stato di New York si colloca al terzo posto. In termini quantitativi in cima alla classifica – precisa Coldiretti – c’è la mozzarella con 1,89 miliardi di chili all’anno, seguita dal Parmesan con 204 milioni di chili, dal provolone con 180 milioni di chili, dalla ricotta con 108 milioni di chili e dal Romano con 26 milioni di chili realizzato però senza latte di pecora. Il risultato è che sul mercato americano – precisa la Coldiretti – appena l’1% in quantità dei formaggi di tipo italiano consumati ha in realtà un legame con la realtà produttiva tricolore mentre il resto è realizzato sul suolo americano. http://www.modena.coldiretti.it/dazi-in-black-list-trump-4-5-mld-di-made-in-italy.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=134866227 Fri, 02 Aug 2019 17:54:41 GMT CETA: VIA LIBERA A IMPORT CARNE VITELLI NUTRITI CON SANGUE Via libera all'importazione di carne dei vitelli nutriti con sangue e altri scarti animali mentre aumentano di 7 volte nel primo quadrimestre gli arrivi di grano duro dal Canada dove si usa l’erbicida glifosato in preraccolta secondo modalità vietate in Italia. E quanto afferma la Coldiretti nel condividere le ragioni della protesta degli agricoltori francesi contro il Ceta, l’intesa di libero scambio con il Canada, al quale si oppongono tutte le organizzazioni agricole d’Oltralpe dopo la ratifica del loro Parlamento. In Italia il lavoro di 300mila imprese agricole che producono grano rischia di essere vanificato - sottolinea la Coldiretti - dalla concorrenza sleale delle importazioni di prodotti che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale vigenti nel nostro Paese come il grano duro canadese che viene fatto maturare con il glifosato, accusato di essere cancerogeno, mentre per quello italiano la maturazione avviene grazie al sole. "Questo modo di intendere gli accordi di libero scambio pregiudica la vera internazionalizzazione dei prodotti agroalimentari - afferma il presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari – perché deve sempre essere salvaguardato il principio di tutela e deve essere data facoltà ai singoli Stati di poter fare i controlli non solo nei Paesi dove la merce arriva. Ci batteremo sempre per far crescere le esportazioni ma pretendiamo che i prodotti importati, allevati o coltivati nel resto del mondo, abbiano lo stesso sistema di valutazione e le stesse regole imposte alle nostre imprese. Le intese di libero scambio – conclude Borsari - devono essere basate su tre principi: parità di condizioni, efficacia dei controlli, reciprocità delle norme sugli impatti ambientali, economici e sociali e questo vale ancora di più per le verifiche igienico sanitarie e la sicurezza alimentare". A preoccupare – sottolinea Coldiretti - sono anche le conseguenze sulle importazioni di carne canadese visto che in Canada per l’alimentazione degli animali è consentito l'uso di derivati di sangue, peli e grassi trattati ad alte temperature, senza indicazione in etichetta, un sistema che in Europa è vietato da oltre venti anni a seguito dello scandalo della mucca pazza. Proprio quell’emergenza – afferma la Coldiretti – è costata all’Italia e all’Europa un pesante bilancio in termini di perdite di vite umane, costi sociali ed economici, con il panico che si era diffuso fra i consumatori mentre carcasse di mucche e vitelli bruciavano in enormi roghi per arginare l’epidemia. Adesso – sottolinea la Coldiretti – dopo che abbiamo superato quella situazione, messo in sicurezza le famiglie e il sistema produttivo con una rete di controlli e garanzie fondamentali per la tranquillità di tutti, non possiamo certamente tornare indietro su temi così delicati che riguardano la salute dei consumatori. Elisabetta Balboni http://www.modena.coldiretti.it/ceta-via-libera-a-import-carne-vitelli-nutriti-con-sangue.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=134866193 Fri, 02 Aug 2019 17:53:18 GMT CIMICE ASIATICA, MODENA PRONTA A GUIDARE LA BATTAGLIA Danni che possono arrivare fino al 70% della produzione di pere, ciliegie, ma anche kiwi, albicocche e piante da vivaio: è il catastrofico effetto sulle campagne della cimice asiatica, il terribile insetto che rende invivibili anche i giardini, le aree verdi pubbliche e costringe i cittadini a barricarsi in casa con porte e finestre chiuse. E’ quanto dichiara Coldiretti Modena nel candidare, a fronte dell’esperienza maturata in Emilia Romagna, il Consorzio Fitosanitario provinciale e il territorio modenese come soggetti pilota, in Italia, per la sperimentazione di metodi di lotta contro la cimice asiatica. La nostra provincia - continua Coldiretti Modena - dove la cimice marmorata asiatica è comparsa per la prima volta in Italia nel 2012, è all’avanguardia nella ricerca e nella sperimentazione di metodi di lotta. Dopo il rinvenimento del primo esemplare sono state messe in campo innumerevoli attività di verifica territoriale e sperimentazione per approfondire la biologia della specie, le potenzialità di adattamento alle condizioni locali e l’efficacia dei metodi di lotta con particolare attenzione all’utilizzo di interventi con insetti antagonisti, nemici naturali della cimice. L’utilizzo di insetti antagonisti naturali appare particolarmente interessante – sottolinea Coldiretti Modena – dal momento che la cimice non si insedia su una sola specie vegetale ma su più essenze che possono costituire l’habitat per gli antagonisti naturali. Su questo versante si registrano gli interessanti risultati preliminari della sperimentazione, avviata da qualche anno, con un insetto autoctono che si nutre delle uova di cimice (Anastatus bifasciatus). Quello che serve – commenta Coldiretti Modena – è quindi una strategia a 360° che non si limiti a combattere la cimice in campagna ma preveda azioni mirate anche nelle aree verdi urbane e nei centri abitati. Riteniamo che la Regione – continua Coldiretti Modena – oltre a valutare il potenziamento delle risorse a favore di una ricerca mirata, possa attivare, come già avvenuto in passato per altre emergenze, una serie di interventi finanziari e agevolativi per far fronte al mancato reddito delle imprese, attraverso convenzioni con le banche, l'intervento dei Consorzi Fidi, la sospensione di mutui, pagamenti, tasse, contributi per compensare e non appesantire il bilancio delle aziende gravato dalle spese colturali sostenute per una produzione che rischia di venire azzerata e di non produrre quindi alcun reddito. La “cimice marmorata asiatica” – rende noto Coldiretti Modena - arriva dalla Cina ed è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. La diffusione improvvisa di questi insetti che non hanno nemici naturali nel nostro paese – spiega Coldiretti – è favorita dalle alte temperature e dalla loro polifagia, potendosi spostare su numerosi vegetali, coltivati e spontanei. La lotta in campagna per ora può avvenire attraverso protezioni fisiche come le reti a difesa delle colture. http://www.modena.coldiretti.it/cimice-asiatica-modena-pronta-a-guidare-la-battaglia.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=134866061 Fri, 02 Aug 2019 17:50:30 GMT CALDO: AL VIA RACCOLTA POMODORO I cambiamenti climatici rovesciano la raccolta del pomodoro in Italia con il Nord che parte prima e anticipa il Sud anche per effetto del meteo pazzo e un’estate che ha visto in media 11 tempeste al giorno fra tornado e grandinate spesso nelle aree del Mezzogiorno. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti Emilia Romagna in occasione del via alla raccolta 2019 di pomodoro per pelati, polpe, passate, concentrato e sughi Made in Italy con gli agricoltori in campo fra Lombardia ed Emilia Romagna a cui seguiranno nei prossimi giorni quelli di Puglia e Campania per una produzione a livello nazionale in calo dell’8% rispetto alle stime di inizio stagione. Il caldo e i cambiamenti climatici – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – hanno modificato la distribuzione delle coltivazioni e i tempi di raccolta con il Nord che ormai rappresenta la metà del totale della produzione nazionale di pomodoro. Le aspettative in Italia sono per un raccolto attorno a 4,7 milioni tonnellate, con una buona qualità in termini di gradi Brix, ovvero di contenuto zuccherino. Quello del pomodoro è un comparto che – sottolinea Coldiretti regionale – mette in moto in Italia una filiera di eccellenza del Made in Italy che coinvolge circa 7.000 imprese agricole, oltre 90 imprese di trasformazione e 10.000 addetti, che esporta poco meno di 2 miliardi di euro di derivati del pomodoro in tutto il mondo. L’Italia è il secondo produttore mondiale di pomodoro dopo la California e prima della Cina ma ha il primato dell’Unione Europea davanti a Spagna e Portogallo. Considerato che l’andamento stagionale e la piovosità della tarda primavera – considera Coldiretti Emilia Romagna – hanno comportato un posticipo nel trapianto delle piantine è probabile che il ritiro del prodotto da parte dell’industria verrà a sua volta ritardato oltre la data del 30 settembre, prevista dal contratto quadro e si potrà prolungare anche fino alla metà di ottobre. Dal 26 febbraio 2018 è in vigore la norma sull’etichetta d’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro – spiega Coldiretti Emilia Romagna – grazie alla nuova normativa nazionale non è più possibile spacciare per Made in Italy i derivati del pomodoro importati dall’estero. Le confezioni di tutti i derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia devono avere obbligatoriamente in etichetta le seguenti diciture: a) Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato; b) Paese di trasformazione del pomodoro: nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato. Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura “Origine del pomodoro: Italia”. Oggi in Italia si consumano conserve di pomodoro per circa 30 chili a testa all’anno a casa, al ristorante o in pizzeria secondo le stime di Coldiretti Emilia Romagna. A essere preferiti, sono stati nell’ordine le passate, le polpe o il pomodoro a pezzi, i pelati e i concentrati. Una tradizione in cucina codificata nel 1800 da Pellegrino Artusi che nel suo “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” scriveva che “il sugo dev’essere semplice e cioè di soli pomodori cotti e passati. Tutt’al più potrete unire ai medesimi qualche pezzetto di sedano e qualche foglia di prezzemolo e di basilico quando crediate questi odori confacenti al bisogno”. http://www.modena.coldiretti.it/caldo-al-via-raccolta-pomodoro.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=134799084 Wed, 31 Jul 2019 17:40:06 GMT OSCAR GREEN: MENZIONE SPECIALE PER COLDIDATTICA L’associazione di fattorie didattiche “Coldidattica” si è aggiudicata la menzione speciale “Fare rete” dell’Oscar Green 2019 per l’Emilia Romagna, il premio promosso da Coldiretti Giovani Impresa per valorizzare il lavoro dei tanti giovani che hanno scelto l’agricoltura per il proprio futuro. La consegna è avvenuta nel corso della serata che si è tenuta a Bologna alla presenza del presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Nicola Bertinelli, dell’Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi e del presidente della Regione, Stefano Bonaccini. Promossa da Coldiretti, Coldidattica nasce nel 2017 per realizzare iniziative e attività che esprimano e divulghino appieno il valore e la dignità dell’agricoltura, rendendo evidente il suo fondamentale ruolo per la tutela dell’ambiente, del territorio, delle tradizioni e della cultura dell’Emilia Romagna, con particolare attenzione alla salute e alla sicurezza alimentare. A Coldidattica aderiscono attualmente 27 aziende che grazie all’associaizone hanno un'opportunità di crescita e qualificazione professionale attraverso 80 percorsi didattici già avviati e legati a produzioni tipiche della regione Emilia Romagna. A premiare il presidente dell’associazione, il monghidorese Andrea Degli Esposti, è stata la presidentessa di Coldiretti Bologna, Valentina Borghi. “Sosteniamo Coldidattica – ha detto la Borghi – perché crediamo nel valore della sua missione, quello di sostenere l’innovazione, mantenendo vive le tradizioni” http://www.modena.coldiretti.it/oscar-green-menzione-speciale-per-coldidattica.aspx?KeyPub=GP_CD_MODENA_HOME|CD_MODENA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=134798971 Wed, 31 Jul 2019 17:37:09 GMT