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04/06/2018 - N.

MONSANTO BAYER: 63% SEMI IN MANO A 3 MULTINAZIONALI

Rafforzare sempre più il sistema dei Consorzi Agrari per sostenere il potere contrattuale degli agricoltori dell’Emilia Romagna e dell’intero Paese di fronte al crescente strapotere delle multinazionali nel mercato dei mezzi tecnici di produzione agricola. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna nel commentare la chiusura dell’acquisizione della multinazionale Monsanto da parte della tedesca Bayer, decisa per il 7 giugno prossimo ad un prezzo di 63 miliardi. Con questa acquisizione, che fa seguito alla fusione tra DuPont e Dow Chemical e l’acquisizione di Syngenta da parte di ChemChina, il 63% del mercato delle sementi e il 75% di quello degli agrofarmaci è concentrato nelle mani di sole tre multinazionali con un evidente squilibrio di potere contrattuale nei confronti degli agricoltori.
Il miliardo e mezzo di produttori agricoli mondiali sono stretti in una tenaglia da pochi grandi gruppi multinazionali che dettano le regole di mercato nella vendita dei mezzi tecnici necessari alla coltivazione e all’allevamento nelle aziende agricole, a partire dalle sementi, ma anche – sottolinea Coldiretti – nell’acquisto e nella commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentare. La perdita di potere contrattuale – continua Coldiretti – si traduce in difficoltà economiche e occupazionali per gli agricoltori a livello globale, ma l’elevata concentrazione mette a rischio anche la libertà di scelta dei consumatori e gli standard di qualità e sicurezza alimentare, oltre che la stessa sovranità alimentare dei vari Paesi e la biodiversità dei singoli Paesi.
“Per fronteggiare questa concentrazione di potere – afferma il presidente di Coldiretti Emilia Romagna e presidente di Consorzi Agrari d’Italia, Mauro Tonello – l’Italia deve rafforzare i Consorzi Agrari, i quali con i loro 2,5 miliardi di fatturato e le 300 mila aziende che ruotano attorno al sistema consortile sono lo strumento per dare più forza agli agricoltori in tutti i settori che riguardano le imprese agricole, dall’innovazione tecnologica ai contratti di filiera, dalle agroenergie al giardinaggio, dalla fornitura dei mezzi tecnici alla salvaguardia delle sementi a rischio di estinzione, fino alle sfide future dell’agricoltura di precisione e dell’utilizzo dei big data. Particolare attenzione andrà posta all’agricoltura dell’Emilia Romagna, dove i quattro Consorzi Agrari (Consorzio Agrario dell’Emilia, Consorzio Adriatico, Consorzio di Parma e Terrepadane) sono il riferimento di oltre 35 mila aziende, in un territorio che è ai primi posti per la biodiversità e per le produzioni di alta qualità, che finiscono sulle tavole di tutto il mondo. Non è un caso – conclude Tonello – che oggi, ad esempio nel settore dei cereali, c’è un ritorno ai grani di qualità della tradizione italiana, che sono sul mercato grazie all’attività di ricerca di una grande eccellenza emiliano romagnola, come la Società Italiana Sementi di Bologna”.